Art. 5.
Al regio decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966 , e' aggiunto il seguente articolo:
Art. 34-bis. - "Alle imprese di assicurazioni nazionali ed estere che debbono destinare i loro beni alla integrazione della deficienza accertata nella copertura delle riserve matematiche e delle cauzioni, il Ministero dell'industria e del commercio potra', su domanda, prorogare per non piu' di trenta giorni il termine ordinario.
Trascorso il termine ordinario o quello prorogato senza che le imprese abbiano provveduto a destinare loro beni alla integrazione delle riserve matematiche e delle cauzioni, secondo le norme che regolano la copertura delle riserve e cauzioni, le imprese inadempienti sono tenute a versare all'Erario dello Stato una somma pari al 2 per cento della deficienza.
"Trascorso il termine di cui agli articoli 36 e 37 senza che sia stato presentato lo stato patrimoniale, con la situazione patrimoniale per le rappresentanze delle compagnie estere, i conti profitti e perdite, le tabelle tecniche ed i prospetti statistici allegati al bilancio, le imprese inadempienti sono tenute a versare all'Erario dello Stato la somma di lire ventimila.
"L'inadempienza e' accertata con decreto del Ministro per l'industria e il commercio.
"E' fatta salva l'applicazione delle altre sanzioni contemplate dal presente decreto".
Al regio decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966 , e' aggiunto il seguente articolo:
Art. 34-bis. - "Alle imprese di assicurazioni nazionali ed estere che debbono destinare i loro beni alla integrazione della deficienza accertata nella copertura delle riserve matematiche e delle cauzioni, il Ministero dell'industria e del commercio potra', su domanda, prorogare per non piu' di trenta giorni il termine ordinario.
Trascorso il termine ordinario o quello prorogato senza che le imprese abbiano provveduto a destinare loro beni alla integrazione delle riserve matematiche e delle cauzioni, secondo le norme che regolano la copertura delle riserve e cauzioni, le imprese inadempienti sono tenute a versare all'Erario dello Stato una somma pari al 2 per cento della deficienza.
"Trascorso il termine di cui agli articoli 36 e 37 senza che sia stato presentato lo stato patrimoniale, con la situazione patrimoniale per le rappresentanze delle compagnie estere, i conti profitti e perdite, le tabelle tecniche ed i prospetti statistici allegati al bilancio, le imprese inadempienti sono tenute a versare all'Erario dello Stato la somma di lire ventimila.
"L'inadempienza e' accertata con decreto del Ministro per l'industria e il commercio.
"E' fatta salva l'applicazione delle altre sanzioni contemplate dal presente decreto".