1 luglio 1931
16 dicembre 2010
Commentari • 346
- 1. E. Fronte | Una pronuncia della Cassazione in tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p.)https://www.sistemapenale.it/it/osservatorio-legislazione
[…] Nel procedimento penale, il Tribunale rigettava la richiesta di sospensione del processo a norma dell'art. 3 c.p.p. avanzata dalla difesa in ragione della pendenza in Cassazione dell'azione di dichiarazione giudiziale della paternità, pregiudiziale rispetto al reato contestato. […]
Leggi di più… - 2. E. Fronte | Una pronuncia della Cassazione in tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p.)https://www.sistemapenale.it/it/osservatorio-legislazione
[…] Nel procedimento penale, il Tribunale rigettava la richiesta di sospensione del processo a norma dell'art. 3 c.p.p. avanzata dalla difesa in ragione della pendenza in Cassazione dell'azione di dichiarazione giudiziale della paternità, pregiudiziale rispetto al reato contestato. […]
Leggi di più… - 3. Fissazione della nuova udienza dopo la sospensionehttps://www.brocardi.it/
Se col provvedimento di sospensione (1) non è stata fissata l'udienza in cui il processo deve proseguire, le parti debbono chiederne la fissazione entro il termine perentorio di tre mesi (2) dalla cessazione della causa di sospensione di cui all'articolo 3 del codice di procedura penale (3) o dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce la controversia civile o amministrativa di cui all'articolo 295 (4). Nell'ipotesi dell'articolo precedente l'istanza deve essere proposta dieci giorni prima della scadenza del termine di sospensione (5). L'istanza si propone con ricorso al giudice istruttore o, in mancanza, al presidente del tribunale (6).
Leggi di più… - 4. Fissazione della nuova udienza dopo la sospensioneAnna Andreani · https://www.avvocatoandreani.it/
[…] Fissazione della nuova udienza dopo la sospensione. 1.Se col provvedimento di sospensione non è stata fissata l'udienza in cui il processo deve proseguire, le parti debbono chiederne la fissazione entro il termine perentorio di tre mesi dalla cessazione della causa di sospensione di cui all'art. 3 del Codice di procedura penale o dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce la controversia civile o amministrativa di cui all'art. 295. [1] 2.Nell'ipotesi dell'articolo precedente l'istanza deve essere proposta dieci giorni prima della scadenza del termine di sospensione. 3.L'istanza si propone con ricorso al giudice istruttore o, in mancanza, […]
Leggi di più… - 5. Sentenza Cassazione Penale n. 11563 del 13https://www.laleggepertutti.it/
[…] Ha dedotto, infine, l'erronea applicazione dell'art. 460/3 c.p.p., il quale impone che copia del decreto sia notificata al condannato. […]
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Giurisprudenza • 95
- 1. Cass. civ., SS.UU., sentenza 03/02/1989, n. 664Provvedimento: Il regolamento di giurisdizione, che sia proposto, in relazione a giudizio dinanzi alla Corte dei conti per responsabilità contabile di pubblico dipendente, al fine di denunciare la contemporanea pendenza, per il medesimo fatto, di giudizio penale, ovvero di giudizio civile di risarcimento del danno, è inammissibile, perché le suddette vicende possono interferire solo cancellatura sullo svolgimento dei rispettivi procedimenti (secondo le previsioni degli artt. 3 cod. proc. pen., 295 cod. proc. civ. e 26 della legge 13 agosto 1933 n. 1038), ma non attengono alla Competenza giurisdizionale del giudice adito.*Leggi di più...
- giurisdizione civile·
- preventivo·
- inammissibilità·
- regolamento di giurisdizione·
- giudizio dinanzi alla corte dei conti per responsabilità contabile di pubblico dipendente
- 2. Cass. civ., SS.UU., sentenza 18/11/1988, n. 6255Provvedimento: […] e, quindi, l'eventuale sospensione del giudizio d'opposizione, ai sensi degli artt. 3 cod. proc. pen. e 295 cod. proc. civ., fino a che il giudice penale dichiari o neghi l'Estinzione del reato.*Leggi di più...
- illeciti amministrativi·
- rapporti con l'estinzione del reato per amnistia·
- retroattività·
- atti amministrativi·
- legge di depenalizzazione
- 3. Cass. civ., sez. III, sentenza 22/08/1989, n. 3739Provvedimento: […] che sia stato adito per il risarcimento del danno anche non patrimoniale, di procedere ad una diversa definizione e qualificazione dello stesso fatto, con la conseguenza che, salva la rimessione degli Atti al giudice penale (artt. 3 cod. proc. pen. e 295 cod. proc. civ.) nel caso in cui emergano fatti diversi da quelli valutati nel decidere l'archiviazione e sempre che non siano intervenute cause estintive del reato od impeditive dell'Azione penale, il giudice civile può considerare il danno non patrimoniale, previo l'autonomo accertamento degli elementi costitutivi del reato anche se non più perseguibile, […]Leggi di più...
- conseguenza·
- diversa definizione e qualificazione dello stesso fatto·
- ammissibilità·
- dichiarazione·
- giudizio civile e penale (rapporto)·
- poteri del giudice civile
- 4. Cass. civ., sez. III, sentenza 09/05/1986, n. 3093Provvedimento: Il giudice civile, che può condannare il responsabile del fatto illecito al risarcimento del danno non patrimoniale solo allorché ravvisi in tale fatto generatore del danno stesso un'ipotesi di reato, ha il potere di procedere anche direttamente al relativo accertamento quando non sussista più una situazione di preminenza giurisdizionale penale a termini dell'art. 3 cod. proc. pen., come è nel caso di avvenuta Estinzione del reato (nella specie, per amnistia). ( Conf 699/84, mass n 432955).*Leggi di più...
- presupposti·
- risarcimento del danno non patrimoniale·
- fatto illecito costituente reato·
- mansioni affidate·
- condizioni·
- accertamento diretto da parte del giudice civile·
- padroni, committenti e imprenditori·
- risarcimento del danno·
- responsabilità del padrone o del committente·
- patrimoniale e non patrimoniale (danni morali)·
- irrilevanza·
- superamento dei limiti delle incombenze o mansioni affidate al domestico o commesso·
- responsabilità civile·
- esercizio delle incombenze·
- ammissibilità
- 5. Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 05/05/1987, n. 4171Provvedimento: La presentazione di una denunzia non è sufficiente a dare inizio all'Azione penale a carico del soggetto denunziato ed a far sorgere l'Obbligo della sospensione del giudizio civile a norma degli artt. 3 cod. proc. pen. e 295 cod. proc. civ., a tal fine occorrendo, invece, la prova (la quale è carico della parte che chiede la sospensione) che il giudice sia stato investito dell'Azione stessa mediante richiesta di istruzione formale o di citazione a giudizio da parte del pubblico ministero ovvero, trattandosi di reato appartenente alla Competenza del pretore, mediante l'emissione del decreto penale di condanna o l'instaurazione del giudizio direttissimo. ( V 58/83, mass n 424850; ( V 2413/81, mass n 413181; ( V 4129/79, mass n 400635).*Leggi di più...
- prova dei fatti integrante la giusta causa o il giustificato motivo·
- indicazione specifica nel ricorso dei mezzi di prova·
- inizio dell'azione penale·
- presentazione della denunzia·
- conseguenze·
- impugnazione del licenziamento da parte del lavoratore·
- lavoro subordinato·
- divieto·
- licenziamento·
- estinzione (recesso e risoluzione) del rapporto·
- per giustificato motivo·
- lavoro·
- procedimento civile·
- obbligo·
- insufficienza