20 gennaio 1981
Commentari • 2
- 1. Il principio di proporzionalità̀Fabio Taormina · https://www.giustiziainsieme.it/it/home
Il principio di proporzionalità, riassunto nella massima "la polizia non deve sparare ai passeri con i cannoni", coniata da Fleiner nel 1912[1] impone che l'azione amministrativa e di polizia sia necessaria, idonea e proporzionata al fine pubblico da raggiungere; l'intervento deve limitarsi a ciò che è strettamente indispensabile e ridurre al minimo il sacrificio per i destinatari della norma. Esso nasce, quindi, nel diritto amministrativo, nel contesto specifico del «Polizeirecht» tedesco; nella sua primigenia impostazione (concentrata sui diritti umani)sta a significare che le limitazioni alla libertà individuale non debbono mai superare la misura di quanto appaia assolutamente …
Leggi di più… - 2. tipologie, applicazioni e dibattitihttps://www.giuridicamente.com/attualita-news-diritto/
L'immunità, regolata dal diritto nazionale e internazionale, è una situazione giuridica soggettiva prevista dal diritto penale che implica una deroga al principio di obbligatorietà dell'azione penale; tale principio, nello specifico, statuisce l'obbligo giuridico di perseguire qualsiasi soggetto che delinque nel territorio nazionale, indipendentemente dalla nazionalità di quest'ultimo. Siffatto criterio risponde alla necessità che, all'interno dell'ordinamento giuridico nazionale, viga un diritto penale uniforme, che garantisca una reazione punitiva equa nei confronti di chiunque compia reati nel territorio italiano. Le immunità, escludendo il potere coercitivo in capo allo Stato a …
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Giurisprudenza • 10
- 1. Corte d'Appello Catanzaro, sentenza 02/02/2022, n. 122Provvedimento: […] si sia effettivamente verificato>> (cfr. sentenza, foglio 3), ha ritenuto configurabile la Persona_1 causa di non punibilità prevista dall'art. 32 bis della legge n. 195 del 1958, da intendersi riferita anche alla responsabilità civile, per cui strumentali al fine dell'esercizio del voto non sono produttive di danno ingiusto ancorché le stesse possano in concreto arrecare a terzi un pregiudizio>> ed ha concluso nel senso che che, […] in cui doveva aver luogo ad una votazione>> (cfr. atto di citazione in appello, pagg. 8-9) e, dunque, che ricorresse l'esimente prevista dall'art. 32-bis della legge n. 195 del 1958 (introdotto dall'art. 5 della legge n. 1 del 1981). […]Leggi di più...
- immunità CSM·
- diffamazione·
- art. 2043 cod. civ.·
- giurisdizione civile·
- danno non patrimoniale·
- art. 595 cod. pen.·
- risarcimento danni·
- mutatio libelli·
- responsabilità civile·
- art. 32 bis legge 195/1958
- 2. Cass. civ., SS.UU., sentenza 11/03/2002, n. 3527Provvedimento: […] Il IA e l'UC deducevano che l'art. 32 bis della legge n. 195 del 1958, introdotto dall'art. 5 della legge n. 1 del 1981, nel prevedere una causa personale di mancata responsabilità per le opinioni espresse dai componenti del C.S.M. nell'esercizio delle funzioni e concernenti l'oggetto della discussione, eliminasse l'antiguiridicità, sotto ogni profilo, dei fatti addebitati. […] Restava comunque da esaminare il problema LLestensione al RI LLesimente di cui all'art. 32 bis della legge n. 195/1958. 3.1. […]Leggi di più...
- esclusione·
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- opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni·
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- collegamento funzionale con l'oggetto della discussione consiliare·
- invocabilità da parte del terzo estraneo·
- eventuale carattere diffamatorio delle dichiarazioni·
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- difetto di tempestiva ricusazione·
- invocabilità del motivo della violazione dell'obbligo di astensione in sede di gravame·
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- 3. Cass. pen., sez. VI, sentenza 29/01/2025, n. 3755Provvedimento: […] Con il venticinquesimo motivo si lamenta la violazione dell'art. 32 bis della legge n. 195 del 1958, avuto riguardo alle conversazioni intervenute con gli altri componenti del Consiglio Superiore della Magistratura quanto alla possibile apertura di una procedura in autotutela diretta al riesame delle nomine inerenti ad uffici direttivi e semidirettivi deliberati dal procedente Consiglio quale conseguenza delle dichiarazioni rese da Amara. 12. […]Leggi di più...
- Consiglio Superiore della Magistratura·
- danno effettivo·
- art. 51 cod. pen.·
- segreto investigativo·
- concorso di persone nel reato·
- art. 329 cod. proc. pen.·
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- art. 326 cod. pen.
- 4. Cass. pen., sez. VI, sentenza 04/12/2024, n. 3755Provvedimento: […] Con il venticinquesimo motivo si lamenta la violazione dell'art. 32 bis della legge n. 195 del 1958, avuto riguardo alle conversazioni intervenute con gli altri componenti del Consiglio Superiore della Magistratura quanto alla possibile apertura di una procedura in autotutela diretta al riesame delle nomine inerenti ad uffici direttivi e semidirettivi deliberati dal procedente Consiglio quale conseguenza delle dichiarazioni rese da RA. 12. […]Leggi di più...
- condizioni·
- configurabilità·
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- divulgazione autonoma e successiva da parte dell'"extraneus"·
- assoluzione dell'"intraneus" per mancanza di dolo·
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- propalazione di notizia riservata da parte dell’"intraneus" indotta dall'"extraneus"·
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- delitti·
- reati contro la pubblica amministrazione·
- dei pubblici ufficiali·
- rivelazione di segreti di ufficio
- 5. Cass. civ., sez. III, ordinanza 27/09/2024, n. 25876Provvedimento: […] Avviata la causa, il Tribunale adito rigettava la domanda dell'attore Liguori ritenendo configurabile la causa di non punibilità prevista dall'art. 32 bis della legge n. 195 del 1958, da intendersi riferita anche alla responsabilità civile, per cui "le manifestazioni di pensiero attinenti alle discussioni consiliari e strumentali al fine dell'esercizio del voto non sono produttive di danno ingiusto ancorché le stesse possano in concreto arrecare a terzi un pregiudizio". […]Leggi di più...
- non punibilità·
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- opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni·
- necessità·
- fattispecie·
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- strumentalità delle dichiarazioni all'oggetto e al fine della discussione consiliare·
- appello incidentale e mera riproposizione ex art. 346 c.p.c·
- ambito applicativo·
- mera occasionalità·
- verifica·
- esclusione·
- rispettivi ambiti·
- sussistenza delle condizioni dell'esimente·
- eccezione di merito rigettata o disattesa in primo grado