Informazioni sulla legge
| Data d'entrata in vigore : | 23 aprile 2022 |
|---|---|
| Data dell'ultima modifica : | 23 aprile 2022 |
Commentari • 30
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Cassazione civile sez. trib., 27/01/2022, (ud. 12/01/2022, dep. 27/01/2022), n.2375 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TRIBUTARIA Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente – Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere – Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere – Dott. RUSSO Rita – Consigliere – Dott. LO SARDO Giuseppe – rel. Consigliere – ha pronunciato la seguente: ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 21912/2014 R.G., proposto da: la “GENERAL LOGISTICS SYSTEMS ITALY S.p.A.”, con sede in San Giuliano Milanese (MI), in persona dell'amministratore delegato pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avv. Angelo Ciavarella, con studio in Milano, e dall'Avv. …
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Inefficace per il difensore appellarsi all'indirizzo indicato sul sito del tribunale: l'unica pec valida ai fini del deposito telematico di atti giudiziari in ambito penale rimane quello individuato nel provvedimento del DGSIA del 09.11.2020, in vigore sotto l'emergenza Covid come previsto dall'art. 24, comma 4, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137. A cura di Cristina Malavolta Premessa Ai sensi dell'art. 24 del D.L. 137/2020 recante “Disposizioni per la semplificazione delle attività di deposito di atti, documenti e istanze nella vigenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19”, è previsto “il deposito di memorie, documenti, richieste ed istanze indicate dall'articolo 415-bis, …
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Giurisprudenza • 166
- 1. Corte di Giustizia Tributaria di primo grado Venezia, sez. I, sentenza 29/01/2025, n. 54Provvedimento: Sentenza n. 54/2025 Depositato il 29/01/2025 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di VENEZIA Sezione 1, riunita in udienza il 21/01/2025 alle ore 13:30 in composizione monocratica: CI PE, Giudice monocratico in data 21/01/2025 ha pronunciato la seguente SENTENZA - sul ricorso n. 526/2024 depositato il 25/06/2024 proposto da Ricorrente_1 - CF_Ricorrente_1 Difeso da Difensore_1 - CF_Difensore_1 ed elettivamente domiciliato presso Email_1 Ricorrente_2 - CF_Ricorrente_2 Difeso da Difensore_1 - CF_Difensore_1 ed elettivamente domiciliato presso Email_1 contro RE EN Difeso da Difensore_2 - CF_Difensore_2 …Leggi di più...
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- 3. Trib. Venezia, sentenza 03/11/2025, n. 5143Provvedimento: n. 3414/2006 R.G. n. Reg. Sent. n. Cron. n Rep. REPUBBLICA ITALINA IN NOME DEL POPOLO ITALINO Il Tribunale civile di Venezia – I sezione civile – in composizione collegiale nelle persone dei giudici: Dott. Marco Campagnolo–Presidente- dott. Tobia Aceto - dott. Giovanni Calasso -Giudice relatore- nel procedimento civile iscritto al n. 3414 del ruolo generale dell'anno 2006, avente ad: Oggetto: scioglimento comunione PROMOSSO DA Attore Difensore avv. Francesco Mercurio Controparte_1 NEI CONFRONTI DI Convenuto Difensore Avv. Giuseppe Nordio CP_2 Avv. Lucia Nordio Avv. Daniela Beccariello Controparte_3 Avv. Michele Tassello Avv. Bertoli Controparte_4 Avv. Marcato EL AR Avv. …Leggi di più...
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- 4. Trib. Napoli, sentenza 09/12/2025, n. 9065Provvedimento: REPUBBLICA ITALIANA In nome del popolo italiano Il Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro 2 Sezione, in persona della dott.ssa Maria Rosaria Palumbo, in funzione di Giudice del Lavoro, a seguito del deposito di note di trattazione scritta disposto ai sensi dell'art. 127 ter cpc, per il giorno 9.12.2025, così come modificato dal d.lgs 149/2022, nella causa iscritta nel ruolo generale degli affari contenziosi della sezione lavoro, ha emesso la seguente sentenza contestuale nella causa iscritta al n. 4157 2025 del ruolo generale vertente tra rapp.ta e difesa dall' avv. ZAMPI PIA, con cui è domiciliata Parte_1 telematicamente ricorrente e Controparte_1 contumace Conclusioni delle parti …Leggi di più...
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- 5. Trib. Termini Imerese, sentenza 31/07/2024, n. 1222Provvedimento: N . 3 2 0 5 / 2 0 1 8 R . G . A . C . REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI TERMINI IMERESE in composizione monocratica ed in persona del dott. Andrea Quintavalle, ha pronunciato la seguente SENTENZA nella controversia civile iscritta al n. 3205 del Ruolo Generale Affari Contenziosi dell'anno 2018, vertente TRA , nato ad [...] il [...], C.F. Parte_1 , e , nata a [...] il [...], C.F._1 Parte_2 C.F. , elettivamente domiciliati in Termini Imerese, in via Garibaldi n. 33, C.F._2 presso lo studio dell'avv. Maria Antonietta Lanza nonché rappresentati e difesi dall'avv. Angela Blando giusta procura in atti - OPPONENTI- E già , con sede in …Leggi di più...
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Versioni del testo
- Art. 1.
Finalita' e principi
1. Fatta salva la facolta' per gli imprenditori agricoli di svolgere la vendita diretta ai sensi dell' articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 , la presente legge e' volta a valorizzare e promuovere la produzione, trasformazione e vendita, da parte degli imprenditori agricoli e ittici, di limitati quantitativi di prodotti alimentari primari e trasformati, di origine animale o vegetale, ottenuti a partire da produzioni aziendali, riconoscibili da una specifica indicazione in etichetta, nel rispetto dei seguenti principi:
a) principio della salubrita': la sicurezza igienico-sanitaria dell'alimento prodotto, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia igienico-sanitaria e di controlli da parte delle aziende sanitarie locali;
b) principio della localizzazione: la possibilita' di commercializzare, in ambito locale, i prodotti che derivano esclusivamente dalla propria produzione primaria;
c) principio della limitatezza: la possibilita' di produrre e commercializzare esclusivamente ridotte quantita' di alimenti in termini assoluti;
d) principio della specificita': la possibilita' di produrre e commercializzare esclusivamente le tipologie di prodotti individuate dal decreto di cui al comma 1 dell'articolo 11.
2. Ai fini della presente legge con la dizione « PPL - piccole produzioni locali », di seguito denominate « PPL », si definiscono i prodotti agricoli di origine animale o vegetale primari o ottenuti dalla trasformazione di materie prime derivanti da coltivazione o allevamento svolti esclusivamente sui terreni di pertinenza dell'azienda, destinati all'alimentazione umana, ottenuti presso un'azienda agricola o ittica, destinati, in limitate quantita' in termini assoluti, al consumo immediato e alla vendita diretta al consumatore finale nell'ambito della provincia in cui si trova la sede di produzione e delle province contermini.
3. Ferme restando le deroghe previste dall' articolo 1, paragrafo 3, lettere d) ed e), del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, per la fornitura diretta di piccoli quantitativi di carni provenienti da pollame e lagomorfi e di piccoli quantitativi di selvaggina selvatica o di carne di selvaggina selvatica, i prodotti ottenuti da carni di animali provenienti dall'azienda agricola devono derivare da animali regolarmente macellati in un macello registrato o riconosciuto che abbia la propria sede nell'ambito della provincia in cui si trova la sede di produzione o delle province contermini.
NOTE
Avvertenza:
- Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art.10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092 , al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
- Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee (GUUE).
Note all'art. 1:
- Si riporta il testo dell' art. 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell' art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57 ), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2001, n. 137, supplemento ordinario:
«Art. 4 (Esercizio dell'attivita' di vendita). - 1. Gli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel registro delle imprese di cui all' art. 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 , possono vendere direttamente al dettaglio, in tutto il territorio della Repubblica, i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende, osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanita'.
1-bis. Fermo restando quanto previsto al comma 1, anche per l'osservanza delle disposizioni vigenti in materia di igiene e sanita', i medesimi soggetti di cui al comma 1 possono altresi' vendere direttamente al dettaglio in tutto il territorio della Repubblica i prodotti agricoli e alimentari, appartenenti ad uno o piu' comparti agronomici diversi da quelli dei prodotti della propria azienda, purche' direttamente acquistati da altri imprenditori agricoli. Il fatturato derivante dalla vendita dei prodotti provenienti dalle rispettive aziende deve essere prevalente rispetto al fatturato proveniente dal totale dei prodotti acquistati da altri imprenditori agricoli.
2. La vendita diretta dei prodotti agricoli in forma itinerante e' soggetta a comunicazione al comune del luogo ove ha sede l'azienda di produzione e puo' essere effettuata a decorrere dalla data di invio della medesima comunicazione. Per la vendita al dettaglio esercitata su superfici all'aperto o destinate alla produzione primaria nell'ambito dell'azienda agricola, nonche' per la vendita esercitata in occasione di sagre, fiere, manifestazioni a carattere religioso, benefico o politico o di promozione dei prodotti tipici o locali, non e' richiesta la comunicazione di inizio attivita'.
3. La comunicazione di cui al comma 2, oltre alle indicazioni delle generalita' del richiedente, dell'iscrizione nel registro delle imprese e degli estremi di ubicazione dell'azienda, deve contenere la specificazione dei prodotti di cui s'intende praticare la vendita e delle modalita' con cui si intende effettuarla, ivi compreso il commercio elettronico.
4. Qualora si intenda esercitare la vendita al dettaglio non in forma itinerante su aree pubbliche o in locali aperti al pubblico, la comunicazione e' indirizzata al sindaco del comune in cui si intende esercitare la vendita. Per la vendita al dettaglio su aree pubbliche mediante l'utilizzo di un posteggio la comunicazione deve contenere la richiesta di assegnazione del posteggio medesimo, ai sensi dell' art. 28 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 .
4-bis. La vendita diretta mediante il commercio elettronico puo' essere iniziata contestualmente all'invio della comunicazione al comune del luogo ove ha sede l'azienda di produzione.
5. La presente disciplina si applica anche nel caso di vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attivita' di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, finalizzate al completo sfruttamento del ciclo produttivo dell'impresa.
6. Non possono esercitare l'attivita' di vendita diretta gli imprenditori agricoli, singoli o soci di societa' di persone e le persone giuridiche i cui amministratori abbiano riportato, nell'espletamento delle funzioni connesse alla carica ricoperta nella societa', condanne con sentenza passata in giudicato, per delitti in materia di igiene e sanita' o di frode nella preparazione degli alimenti nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attivita'. Il divieto ha efficacia per un periodo di cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna.
7. Alla vendita diretta disciplinata dal presente decreto legislativo continuano a non applicarsi le disposizioni di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 , in conformita' a quanto stabilito dall'articolo 4, comma 2, lettera d), del medesimo decreto legislativo n. 114 del 1998 .
8. Qualora l'ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti non provenienti dalle rispettive aziende nell'anno solare precedente sia superiore a 160.000 euro per gli imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le societa', si applicano le disposizioni del citato decreto legislativo n. 114 del 1998 .
8-bis. In conformita' a quanto previsto dall' articolo 34 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 , convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 , nell'ambito dell'esercizio della vendita diretta e' consentito vendere prodotti agricoli, anche manipolati o trasformati, gia' pronti per il consumo, mediante l'utilizzo di strutture mobili nella disponibilita' dell'impresa agricola, anche in modalita' itinerante su aree pubbliche o private, nonche' il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita, utilizzando i locali e gli arredi nella disponibilita' dell'imprenditore agricolo, con l'esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario.
8-ter. L'attivita' di vendita diretta dei prodotti agricoli ai sensi del presente articolo non comporta cambio di destinazione d'uso dei locali ove si svolge la vendita e puo' esercitarsi su tutto il territorio comunale a prescindere dalla destinazione urbanistica della zona in cui sono ubicati i locali a cio' destinati.».
- Il regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile2004, recante Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 30 aprile 2004, n. L 139. Il testo del regolamento e' stato sostituito con rettifica pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 25 giugno 2004, n. L 226. - Art. 2. Ambito di applicazione 1. La presente legge si applica agli imprenditori agricoli di cui all' articolo 2135 del codice civile , agli imprenditori apistici di cui all' articolo 3 della legge 24 dicembre 2004, n. 313 , e agli imprenditori ittici di cui all' articolo 4 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4 , titolari di un'azienda agricola o ittica, che lavorano e vendono prodotti primari o ottenuti dalla trasformazione di materie prime derivanti da coltivazione o allevamento svolti esclusivamente sui terreni di pertinenza dell'azienda stessa, e collocati, ai fini della vendita, in contenitori o confezioni di tipo adeguato. Sono ricomprese le aziende agricole o ittiche associate a tal fine o che svolgono o partecipano a identiche attivita' riconosciute o registrate ai sensi della normativa vigente. Rientrano altresi' nell'ambito di applicazione della presente legge, purche' dotati dei necessari requisiti, gli istituti tecnici e professionali a indirizzo agrario e alberghiero-ristorativo che, nello svolgimento della propria attivita' didattica, producono o trasformano piccole quantita' di prodotti primari e trasformati. Gli introiti derivanti dalle eventuali attivita' di vendita diretta sono destinati esclusivamente al finanziamento delle spese didattiche e funzionali degli istituti.
2. Fatte salve le disposizioni regionali e delle province autonome in materia di agriturismo, gli imprenditori agricoli che, nell'ambito delle attivita' di agriturismo di cui alla legge 20 febbraio 2006, n. 96 , somministrano pasti, spuntini e bevande o vendono i prodotti della propria azienda agricola possono avvalersi di prodotti PPL, anche di altre aziende agricole che abbiano la propria sede nell'ambito della stessa provincia o delle province contermini, ottenuti in conformita' alla presente legge. Tuttavia, qualora scelgano di produrre nella propria azienda un prodotto del « paniere PPL » di cui al comma 1 dell'articolo 11, non possono produrre analogo prodotto al di fuori delle modalita' previste dalla presente legge.
3. La produzione primaria e' svolta in terreni di pertinenza aziendale sulle superfici condotte in proprieta', affitto o altro titolo riscontrabile, compresi i prodotti dell'apicoltura, di cui all' articolo 2 della legge 24 dicembre 2004, n. 313 , di esclusiva produzione aziendale. L'attivita' apistica, di cui al citato articolo 2 della legge 24 dicembre 2004, n. 313 , non e' correlata necessariamente alla gestione del terreno.
4. E' fatta salva, in ogni caso, la facolta' per gli imprenditori agricoli di vendere direttamente anche i prodotti PPL ai sensi dell' articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 .
Note all'art. 2:
- Si riporta il testo dell' art. 2135 del codice civile :
«Art. 2135 (Imprenditore agricolo). - E' imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attivita': coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attivita' connesse.
Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attivita' dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
Si intendono comunque connesse le attivita', esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonche' le attivita' dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attivita' agricola esercitata, ivi comprese le attivita' di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalita' come definite dalla legge.».
- Si riporta il testo dell' art. 3 della legge 24 dicembre 2004, n. 313 (Disciplina dell'apicoltura), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 2004, n. 306:
«Art. 3 (Apicoltore e imprenditore apistico). - 1. E' apicoltore chiunque detiene e conduce alveari.
2. E' imprenditore apistico chiunque detiene e conduce alveari ai sensi dell' articolo 2135 del codice civile .
3. E' apicoltore professionista chiunque esercita l'attivita' di cui al comma 2 a titolo principale.».
- Si riporta il testo dell' art. 4 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4 (Misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura, a norma dell' art. 28 della legge 4 giugno 2010, n. 96 ), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1 febbraio 2012, n. 26:
«Art. 4 (Imprenditore ittico). - 1. E' imprenditore ittico il titolare di licenza di pesca, di cui all' articolo 4 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153 , che esercita, professionalmente ed in forma singola, associata o societaria, l'attivita' di pesca professionale di cui all'articolo 2 e le relative attivita' connesse.
2. Si considerano, altresi', imprenditori ittici le cooperative di imprenditori ittici ed i loro consorzi quando utilizzano prevalentemente prodotti dei soci ovvero forniscono prevalentemente ai medesimi beni e servizi diretti allo svolgimento delle attivita' di cui al comma 1.
3. Ai fini del presente decreto, si considera altresi' imprenditore ittico l'acquacoltore che esercita in forma singola o associata l'attivita' di cui all'articolo 3.
4. Fatte salve le piu' favorevoli disposizioni di legge di settore, all'imprenditore ittico si applicano le disposizioni previste per l'imprenditore agricolo.
5. Ai fini dell'effettivo esercizio delle attivita' di cui al comma 1, si applicano le disposizioni della vigente normativa in materia di iscrizioni, abilitazioni ed autorizzazioni.
6. L'autocertificazione di cui all' articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271 , sostituisce a tutti gli effetti ogni adempimento tecnico e formale ivi previsto.
7. Ai fini dell'applicazione delle agevolazioni fiscali e previdenziali e della concessione di contributi nazionali e regionali, l'imprenditore ittico e' tenuto ad applicare i pertinenti contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali e di categoria comparativamente piu' rappresentative, ferme restando le previsioni di cui all' articolo 3, legge 3 aprile 2001, n. 142 , e le leggi sociali e di sicurezza sul lavoro.
8. Le concessioni di aree demaniali marittime e loro pertinenze, di zone di mare territoriale, destinate all'esercizio delle attivita' di acquacoltura, sono rilasciate per un periodo iniziale di durata non inferiore a quella del piano di ammortamento dell'iniziativa cui pertiene la concessione.».
- La legge 20 febbraio 2006, n. 96 (Disciplina dell'agriturismo), e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 marzo 2006, n. 63.
- Si riporta il testo dell'art. 2 della citata legge n. 313 del 2004 :
«Art. 2 (Definizioni). - 1. La conduzione zootecnica delle api, denominata «apicoltura», e' considerata a tutti gli effetti attivita' agricola ai sensi dell' articolo 2135 del codice civile , anche se non correlata necessariamente alla gestione del terreno.
2. Sono considerati prodotti agricoli: il miele, la cera d'api, la pappa reale o gelatina reale, il polline, il propoli, il veleno d'api, le api e le api regine, l'idromele e l'aceto di miele.
3. Ai fini della presente legge si intende per:
a) arnia: il contenitore per api;
b) alveare: l'arnia contenente una famiglia di api;
c) apiario: un insieme unitario di alveari;
d) postazione: il sito di un apiario;
e) nomadismo: la conduzione dell'allevamento apistico a fini di incremento produttivo che prevede uno o piu' spostamenti dell'apiario nel corso dell'anno.
4. L'uso della denominazione «apicoltura» e' riservato esclusivamente alle aziende condotte da apicoltori che esercitano l'attivita' di cui al comma 1.».
- Per i riferimenti dell' art. 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 , si veda nelle note all'art. 1. - Art. 3. Etichettatura 1. I prodotti PPL sono venduti nel rispetto delle vigenti disposizioni europee, di cui al regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, e nazionali, di cui al decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231 , concernenti l'etichettatura, la presentazione e la pubblicita' dei prodotti alimentari. Tali prodotti possono indicare nell'etichetta, in maniera chiara e leggibile, affinche' sia comprensibile al consumatore, la dicitura « PPL - piccole produzioni locali » seguita dal nome del comune o della provincia di produzione e dal numero di registrazione dell'attivita', rilasciato dall'autorita' sanitaria locale a seguito di sopralluogo preventivo svolto in azienda, secondo le modalita' individuate con il decreto di cui all'articolo 11.
2. Sono fatte salve le vigenti disposizioni in materia di indicazione obbligatoria della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o di confezionamento, di cui al decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 145 , nonche' le vigenti disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti agricoli e alimentari a denominazione di origine protetta, indicazione geografica protetta e specialita' tradizionale garantita di cui al regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, dei vini e dei prodotti vitivinicoli di cui al regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, dei prodotti vitivinicoli aromatizzati di cui al regolamento (UE) n. 251/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, dei prodotti biologici di cui al regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, e delle bevande spiritose di cui al regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008.
3. Gli operatori, al fine di garantire il rispetto dei requisiti cogenti in termini di rintracciabilita' delle produzioni ai sensi del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, provvedono alla conservazione dell'opportuna documentazione e al mantenimento di idonee registrazioni dalla fase di produzione alla fase di commercializzazione. A tale scopo sono conservati i documenti commerciali e qualsiasi altra documentazione gia' prevista dalla normativa vigente, secondo le modalita' e per la durata individuate con il decreto di cui all'articolo 11.
Note all'art. 3:
- Il regolamento (UE) n.1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione , la direttiva 90/496/CEE del Consiglio , la direttiva 1999/10/CE della Commissione , la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio , le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione (Testo rilevante ai fini del SEE) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 22 novembre 2011, n. L 304.
- Il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231 , recante: «Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE , ai sensi dell' articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 "Legge di delegazione europea 2015"», e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 febbraio 2018, n. 32.
- Il decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 145 , recante: «Disciplina dell'indicazione obbligatoria nell'etichetta della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, ai sensi dell' articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 - Legge di delegazione europea 2015», e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 2017, n. 235.
- Il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre2012, recante sui regimi di qualita' dei prodotti agricoli e alimentari e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 14 dicembre 2012, n. L 343.
- Il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 20 dicembre 2013, n. L 347.
- Il regolamento (UE) n. 251/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, concernente la definizione, la designazione, la presentazione e l'etichettatura dei prodotti vitivinicoli aromatizzati e che abroga il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 20 marzo 2014, n. L 84.
- Il regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018 relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 14 giugno 2018, n. L 150.
- Il regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, relativo alla definizione, alla designazione, alla presentazione, all'etichettatura e alla protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose e che abroga il regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 13 febbraio 2008, n. L 39.
- Il regolamento (CE) n.178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorita' europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunita' europea 1 febbraio 2002, n. L 31. Entrata in vigore: 21 febbraio 2002.