Art. 8.
Alla legge 7 dicembre 1951, n. 1559 , e' aggiunto il seguente articolo 14-bis:
"E' vietato nella presentazione e propaganda di bevande alcoliche diverse dalle acqueviti, fare in qualunque modo riferimento ad una acquavite, direttamente o mediante richiamo della sua materia prima o della pianta o del frutto da cui tale materia prima deriva.
E' altresi' vietato nella presentazione e propaganda di un'acquavite fare riferimento alla materia prima, alla pianta o al frutto da cui deriva una diversa acquavite.
E' tuttavia consentito, nella presentazione e propaganda:
a) di una bevanda alcolica fermentata, fare riferimento alla materia prima, alla pianta o al frutto da cui essa deriva;
b) della grappa, fare riferimento alla vite o all'uva;
c) dei liquori il cui contenuto alcolico sia costituito integralmente da un'acquavite, fare riferimento a detta acquavite, direttamente o mediante richiamo della sua materia prima o della pianta o del frutto da cui deriva;
d) dei liquori con tenore in zucchero (saccarosio) - compreso l'eventuale zucchero invertito calcolato in saccarosio - non inferiore a 150 grammi per litro, ottenuti con l'impiego di almeno il 12 per cento di succo di frutta o con l'impiego di una infusione acquosa ed alcolica di frutta in quantita' tale che sia rilevabile all'analisi, fare riferimento a tale frutta o alle relative piante.
Qualora un'acquavite entri parzialmente nell'apporto alcolico di una bevanda, l'indicazione degli ingredienti della bevanda alcolica, ai sensi dell' articolo 8 della legge 30 aprile 1962, n. 283 , e successive modifiche e integrazioni, deve essere fatta con caratteri leggibili e indelebili di dimensioni non superiori a un terzo di quelli usati per la denominazione del prodotto, e comunque non superiori a 2 millimetri.
E' vietato nella presentazione e propaganda delle bevande alcoliche diverse dalle acqueviti usare le parole "distillato" e "distillazione". Tuttavia tali parole possono essere usate per specificare che, nella preparazione di un liquore, si sono distillati nell'azienda produttrice erbe, semi, piante o parti di piante o loro infusi, diversi dalle materie prime delle acqueviti.
Per le acqueviti, i liquori e le bevande alcoliche la indicazione del contenuto anidro, da apporre ai sensi dell' articolo 3, primo comma del regio decreto-legge 2 febbraio 1933, n. 23 , puo' essere espressa anche mediante la gradazione alcolica del prodotto".
Alla legge 7 dicembre 1951, n. 1559 , e' aggiunto il seguente articolo 14-bis:
"E' vietato nella presentazione e propaganda di bevande alcoliche diverse dalle acqueviti, fare in qualunque modo riferimento ad una acquavite, direttamente o mediante richiamo della sua materia prima o della pianta o del frutto da cui tale materia prima deriva.
E' altresi' vietato nella presentazione e propaganda di un'acquavite fare riferimento alla materia prima, alla pianta o al frutto da cui deriva una diversa acquavite.
E' tuttavia consentito, nella presentazione e propaganda:
a) di una bevanda alcolica fermentata, fare riferimento alla materia prima, alla pianta o al frutto da cui essa deriva;
b) della grappa, fare riferimento alla vite o all'uva;
c) dei liquori il cui contenuto alcolico sia costituito integralmente da un'acquavite, fare riferimento a detta acquavite, direttamente o mediante richiamo della sua materia prima o della pianta o del frutto da cui deriva;
d) dei liquori con tenore in zucchero (saccarosio) - compreso l'eventuale zucchero invertito calcolato in saccarosio - non inferiore a 150 grammi per litro, ottenuti con l'impiego di almeno il 12 per cento di succo di frutta o con l'impiego di una infusione acquosa ed alcolica di frutta in quantita' tale che sia rilevabile all'analisi, fare riferimento a tale frutta o alle relative piante.
Qualora un'acquavite entri parzialmente nell'apporto alcolico di una bevanda, l'indicazione degli ingredienti della bevanda alcolica, ai sensi dell' articolo 8 della legge 30 aprile 1962, n. 283 , e successive modifiche e integrazioni, deve essere fatta con caratteri leggibili e indelebili di dimensioni non superiori a un terzo di quelli usati per la denominazione del prodotto, e comunque non superiori a 2 millimetri.
E' vietato nella presentazione e propaganda delle bevande alcoliche diverse dalle acqueviti usare le parole "distillato" e "distillazione". Tuttavia tali parole possono essere usate per specificare che, nella preparazione di un liquore, si sono distillati nell'azienda produttrice erbe, semi, piante o parti di piante o loro infusi, diversi dalle materie prime delle acqueviti.
Per le acqueviti, i liquori e le bevande alcoliche la indicazione del contenuto anidro, da apporre ai sensi dell' articolo 3, primo comma del regio decreto-legge 2 febbraio 1933, n. 23 , puo' essere espressa anche mediante la gradazione alcolica del prodotto".