Versione
9 ottobre 2001
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30 dicembre 2022
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Art. 205-ter.
(Partecipazione al processo a distanza per l'imputato detenuto all'estero).
1. La partecipazione all'udienza dell'imputato detenuto all'estero, che non possa essere trasferito in Italia, ha luogo attraverso il collegamento audiovisivo, quando previsto da accordi internazionali e secondo la disciplina in essi contenuta. Per quanto non espressamente disciplinato dagli accordi internazionali, si applica la disposizione dell'articolo ((133-ter del codice))
2. Non puo' procedersi a collegamento audiovisivo se lo Stato estero non assicura la possibilita' di presenza del difensore o di un sostituto nel luogo in cui viene assunto l'atto e se quest'ultimo non ha possibilita' di colloquiare riservatamente con il suo assistito.
3. L'imputato ha diritto alla presenza dell'interprete se non conosce la lingua del luogo ove l'atto e' compiuto o quella usata per rivolgergli le domande.
4. La detenzione dell'imputato all'estero non puo' comportare la sospensione o il differimento dell'udienza quando e' possibile la partecipazione all'udienza in collegamento audiovisivo, nei casi in cui l'imputato non da' il consenso o rifiuta di assistere. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui all'articolo 420-ter del codice.
5. La partecipazione all'udienza attraverso il collegamento audiovisivo del testimone o del perito si svolge secondo le modalita' e i presupposti previsti dagli accordi internazionali. Per quanto non espressamente disciplinato, si applica, in quanto compatibile, la disposizione dell'articolo ((133-ter del codice))
(Partecipazione al processo a distanza per l'imputato detenuto all'estero).
1. La partecipazione all'udienza dell'imputato detenuto all'estero, che non possa essere trasferito in Italia, ha luogo attraverso il collegamento audiovisivo, quando previsto da accordi internazionali e secondo la disciplina in essi contenuta. Per quanto non espressamente disciplinato dagli accordi internazionali, si applica la disposizione dell'articolo ((133-ter del codice))
2. Non puo' procedersi a collegamento audiovisivo se lo Stato estero non assicura la possibilita' di presenza del difensore o di un sostituto nel luogo in cui viene assunto l'atto e se quest'ultimo non ha possibilita' di colloquiare riservatamente con il suo assistito.
3. L'imputato ha diritto alla presenza dell'interprete se non conosce la lingua del luogo ove l'atto e' compiuto o quella usata per rivolgergli le domande.
4. La detenzione dell'imputato all'estero non puo' comportare la sospensione o il differimento dell'udienza quando e' possibile la partecipazione all'udienza in collegamento audiovisivo, nei casi in cui l'imputato non da' il consenso o rifiuta di assistere. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui all'articolo 420-ter del codice.
5. La partecipazione all'udienza attraverso il collegamento audiovisivo del testimone o del perito si svolge secondo le modalita' e i presupposti previsti dagli accordi internazionali. Per quanto non espressamente disciplinato, si applica, in quanto compatibile, la disposizione dell'articolo ((133-ter del codice))
Commentari • 8
- 1. VideoconferenzaEdizioni Simone · https://www.laleggepertutti.it/ · 1
Videoconferenza (d. p. pen.): La L. 11/1998 ha introdotto, nelle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, l'art. 146bis, che disciplina la partecipazione al dibattimento a distanza (cd. Videoconferenza) nei processi relativi a reati previsti dall'art. 51, co. 3bis, c.p.p. (reati di criminalità organizzata), nonché dall'art. 407, co. 2, lett. a), n. 4), c.p.p. (il riferimento è a taluni delitti commessi per finalità di terrorismo anche internazionale e di eversione dell'ordinamento costituzionale). In particolare, la partecipazione al dibattimento, in tali casi, avviene a distanza per quegli imputati detenuti in carcere per cui sussistono, alternativamente, una delle …
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Giurisprudenza • 14
- 1. Cass. pen., sez. VI, sentenza 19/06/2026, n. 22760Provvedimento: SENTENZA sul ricorso proposto da OC BE, nato in [...] il [...] avverso la sentenza del 18/06/2025 della Corte di appello di Torino Visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere Giuseppina Anna Rosaria Pacilli; letta la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale Maria Elena Gamberini, che ha concluso chiedendo di dichiarare l'inammissibilità del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 18 giugno 2025 la Corte d'appello di Torino ha confermato la pronuncia emessa 1'8 aprile 2024 dal Tribunale della medesima città, con la quale BE OC è stato condannato alla pena di mesi otto di reclusione per i reati di cui all'art. 337 cod. …Leggi di più...
- art. 616 cod. proc. pen.·
- art. 146-bis disp. att. cod. proc. pen.·
- art. 205-ter disp. att. cod. proc. pen.·
- art. 159 cod. pen.·
- videocollegamento·
- detenzione all'estero·
- sospensione prescrizione·
- art. 337 cod. pen.·
- legittimo impedimento a comparire