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Sentenza 11 dicembre 2025
Sentenza 11 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Santa Maria Capua Vetere, sentenza 11/12/2025, n. 2758 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Santa Maria Capua Vetere |
| Numero : | 2758 |
| Data del deposito : | 11 dicembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE CIVILE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE SEZIONE LAVORO
Il Giudice del Lavoro, dott. Roberto Pellecchia ha pronunciato la seguente SENTENZA Nella causa iscritta al n 5557 2025 del Ruolo Generale degli affari contenziosi civili avente ad oggetto prestazioni invalidi civili TRA
) elettivamente Parte_1 C.F._1 domiciliata presso lo studio legale dell'avv. MUSCO ANGELO ( ), da cui è rappresentata e difesa, giusta C.F._2 mandato rilasciato su foglio separato dal ricorso introduttivo telematico RICORRENTE E
in persona del Controparte_1
Presidente pro tempore, rappresentato e difeso ed selettivamente domiciliato come da atti RESISTENTE
FATTO E DIRITTO Con atto depositato in data 07-07-2025 parte ricorrente in epigrafe indicato esponeva di aver proposto in data 03-12-2024, la domanda amministrativa per il riconoscimento del requisito sanitario per l'assegno di invalidità civile;
che la aveva riconosciuto CP_2
l'invalidità nella misura percentuale dell'80% con decorrenza dalla domanda ammnistrativa;
che nonostante tale riconoscimento, pur a seguito della notifica del verbale, gli organi amministrativi competenti non avevano provveduto all'erogazione della prestazione assistenziale.
Dedotta la persistenza dei requisiti sanitari e socio-economici, l'istante ha chiesto l'accertamento giudiziale del diritto alla prestazione dell'assegno di invalidità civile nonchè il pagamento dei ratei scaduti, successivamente all'1-01-2025 oltre accessori. Con vittoria di spese processuali ed attribuzione.
L' si costituiva in giudizio, e deduceva l'avvenuto pagamento CP_1 della prestazione, concludendo per la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
Il giudice, acquisita la documentazione prodotta, sulle conclusioni di cui agli atti introduttivi, qui da intendersi integralmente trascritte, decideva la causa come da sentenza depositata in atti.
Deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
Tale formula, largamente diffusa, pur non trovando previsione nel codice di rito, indica un vero e proprio istituto processuale di cui la giurisprudenza della Cassazione ha definito i confini.
La cessazione della materia del contendere può definirsi come quella situazione obiettiva che si viene a creare per il sopravvenire di ragioni di fatto che estinguono la situazione giuridica posta a fondamento della domanda, sicchè viene a mancare la stessa "materia" su cui si fonda la controversia.
Gli eventi generatori della cessazione della materia del contendere possono essere di natura fattuale come pure discendere da atti posti in essere dalla volontà di una o di entrambe le parti (rinuncia alla pretesa, rinuncia all'azione, adempimento spontaneo, transazione o conciliazione).
La deroga al principio per cui il processo dovrebbe restare insensibile ai fatti sopravvenuti dopo la proposizione della domanda si giustifica alla luce del principio di economia dei mezzi processuali (Cass., 21.5.87, n.
4630; Cass., 22.7.81, n. 4719).
Sotto il profilo sistematico, la cessazione della materia del contendere viene considerata come l'antitesi dell'interesse ad agire: una volta che sia venuto meno in corso di causa il fondamento stesso della lite - che costituendo una condizione dell'azione deve sussistere fino al momento della decisione - vengono a mancare sia l'interesse ad agire che a contraddire e, con essi, la necessità di una pronuncia del giudice (cfr.
Cass., 9.4.97, n. 3075; Cass., 8.6.96, n. 5333; Cass., 16.9.95, n. 9781;
Cass., 7.9.93, n. 9401; Cass., 14.2.91, n. 1538; Cass., 19.3.90, n. 2267).
Affinchè il processo possa concludersi per cessazione della materia del contendere devono ricorrere congiuntamente i seguenti presupposti: - l'evento generatore deve essere sopravvenuto alla proposizione della domanda giudiziale, altrimenti la medesima sarebbe improponibile ab origine per difetto di interesse all'azione;
- occorre, poi, che il fatto sopravvenuto abbia determinato l'integrale eliminazione della materia della lite;
- deve trattarsi di situazione riconosciuta ed ammessa da entrambe le parti, nel senso che il fatto di cessazione deve aver eliminato ogni posizione di contrasto e risultare pacifico in tutte le sue componenti, anche per quanto attiene alla rilevanza giuridica delle vicende sopraggiunte (tra le ultime, Cass., 7.3.97, n. 2038; Cass.,
22.1.97, n. 622; Cass., 7.5.95, n. 12614; Cass., 16.9.95, n. 9781; Cass.,
11.4.95, n. 4151).
La pronuncia, che può essere adottata dal giudice anche d'ufficio (Cass.,
7.12.95, n. 12614; Cass., 7.5.93, n. 5286; Cass., 21.5.87, n. 4630; Cass.,
16.6.82, n. 3664), deve assumere la forma di sentenza, perchè solo la sentenza è in grado di tutelare, al contempo, il convenuto da eventuali giudizi successivi fondati sulla stessa domanda (essendo idonea a passare in giudicato), ed a permettere all'attore di contestare la declaratoria nei limiti imposti dalla disciplina delle impugnazioni (Cass.,
8.8.90, n. 8000; Cass., 2.5.87, n. 4126).
Alla stregua delle osservazioni tutte sopra esposte, l'avvenuto pagamento avvenuto successivamente alla proposizione della domanda determina la cessazione della materia del contendere, perchè è venuta meno la posizione di contrasto tra le parti e, con essa, sia il loro interesse a proseguire il giudizio sia l'obbligo del giudice di pronunciare sull'oggetto della controversia.
Nel caso in esame, la difesa dell' ha prodotto comunicazione di CP_1
avvenuto pagamento della prestazione in data 24-10-2025.
Alla stregua della documentazione prodotta che attesta l'avvenuto pagamento della prestazione deve quindi ritenersi venuto meno ogni motivo di contenzioso in ordine all'oggetto della domanda originaria.
Con riguardo al regime delle spese di lite, avendo l corrisposto i CP_1
ratei dell'assegno di invalidità civile a seguito della notifica del ricorso introduttivo (quest'ultima avvenuta in data 09-07-2025, cfr. la relata di notifica in atti), le stesse sono poste a carico dell liquidandosi CP_1
come da dispositivo con attribuzione.
P.Q.M.
Il Giudice del lavoro così provvede:
• dichiara cessata la materia del contendere;
• condanna l' al pagamento delle spese processuali che liquida CP_1 in complessivi €.1.200,00 oltre IVA e CPA come per legge e spese generali con attribuzione. Santa Maria Capua Vetere, data del deposito Il Giudice del lavoro dott. Roberto Pellecchia
Il Giudice del Lavoro, dott. Roberto Pellecchia ha pronunciato la seguente SENTENZA Nella causa iscritta al n 5557 2025 del Ruolo Generale degli affari contenziosi civili avente ad oggetto prestazioni invalidi civili TRA
) elettivamente Parte_1 C.F._1 domiciliata presso lo studio legale dell'avv. MUSCO ANGELO ( ), da cui è rappresentata e difesa, giusta C.F._2 mandato rilasciato su foglio separato dal ricorso introduttivo telematico RICORRENTE E
in persona del Controparte_1
Presidente pro tempore, rappresentato e difeso ed selettivamente domiciliato come da atti RESISTENTE
FATTO E DIRITTO Con atto depositato in data 07-07-2025 parte ricorrente in epigrafe indicato esponeva di aver proposto in data 03-12-2024, la domanda amministrativa per il riconoscimento del requisito sanitario per l'assegno di invalidità civile;
che la aveva riconosciuto CP_2
l'invalidità nella misura percentuale dell'80% con decorrenza dalla domanda ammnistrativa;
che nonostante tale riconoscimento, pur a seguito della notifica del verbale, gli organi amministrativi competenti non avevano provveduto all'erogazione della prestazione assistenziale.
Dedotta la persistenza dei requisiti sanitari e socio-economici, l'istante ha chiesto l'accertamento giudiziale del diritto alla prestazione dell'assegno di invalidità civile nonchè il pagamento dei ratei scaduti, successivamente all'1-01-2025 oltre accessori. Con vittoria di spese processuali ed attribuzione.
L' si costituiva in giudizio, e deduceva l'avvenuto pagamento CP_1 della prestazione, concludendo per la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
Il giudice, acquisita la documentazione prodotta, sulle conclusioni di cui agli atti introduttivi, qui da intendersi integralmente trascritte, decideva la causa come da sentenza depositata in atti.
Deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
Tale formula, largamente diffusa, pur non trovando previsione nel codice di rito, indica un vero e proprio istituto processuale di cui la giurisprudenza della Cassazione ha definito i confini.
La cessazione della materia del contendere può definirsi come quella situazione obiettiva che si viene a creare per il sopravvenire di ragioni di fatto che estinguono la situazione giuridica posta a fondamento della domanda, sicchè viene a mancare la stessa "materia" su cui si fonda la controversia.
Gli eventi generatori della cessazione della materia del contendere possono essere di natura fattuale come pure discendere da atti posti in essere dalla volontà di una o di entrambe le parti (rinuncia alla pretesa, rinuncia all'azione, adempimento spontaneo, transazione o conciliazione).
La deroga al principio per cui il processo dovrebbe restare insensibile ai fatti sopravvenuti dopo la proposizione della domanda si giustifica alla luce del principio di economia dei mezzi processuali (Cass., 21.5.87, n.
4630; Cass., 22.7.81, n. 4719).
Sotto il profilo sistematico, la cessazione della materia del contendere viene considerata come l'antitesi dell'interesse ad agire: una volta che sia venuto meno in corso di causa il fondamento stesso della lite - che costituendo una condizione dell'azione deve sussistere fino al momento della decisione - vengono a mancare sia l'interesse ad agire che a contraddire e, con essi, la necessità di una pronuncia del giudice (cfr.
Cass., 9.4.97, n. 3075; Cass., 8.6.96, n. 5333; Cass., 16.9.95, n. 9781;
Cass., 7.9.93, n. 9401; Cass., 14.2.91, n. 1538; Cass., 19.3.90, n. 2267).
Affinchè il processo possa concludersi per cessazione della materia del contendere devono ricorrere congiuntamente i seguenti presupposti: - l'evento generatore deve essere sopravvenuto alla proposizione della domanda giudiziale, altrimenti la medesima sarebbe improponibile ab origine per difetto di interesse all'azione;
- occorre, poi, che il fatto sopravvenuto abbia determinato l'integrale eliminazione della materia della lite;
- deve trattarsi di situazione riconosciuta ed ammessa da entrambe le parti, nel senso che il fatto di cessazione deve aver eliminato ogni posizione di contrasto e risultare pacifico in tutte le sue componenti, anche per quanto attiene alla rilevanza giuridica delle vicende sopraggiunte (tra le ultime, Cass., 7.3.97, n. 2038; Cass.,
22.1.97, n. 622; Cass., 7.5.95, n. 12614; Cass., 16.9.95, n. 9781; Cass.,
11.4.95, n. 4151).
La pronuncia, che può essere adottata dal giudice anche d'ufficio (Cass.,
7.12.95, n. 12614; Cass., 7.5.93, n. 5286; Cass., 21.5.87, n. 4630; Cass.,
16.6.82, n. 3664), deve assumere la forma di sentenza, perchè solo la sentenza è in grado di tutelare, al contempo, il convenuto da eventuali giudizi successivi fondati sulla stessa domanda (essendo idonea a passare in giudicato), ed a permettere all'attore di contestare la declaratoria nei limiti imposti dalla disciplina delle impugnazioni (Cass.,
8.8.90, n. 8000; Cass., 2.5.87, n. 4126).
Alla stregua delle osservazioni tutte sopra esposte, l'avvenuto pagamento avvenuto successivamente alla proposizione della domanda determina la cessazione della materia del contendere, perchè è venuta meno la posizione di contrasto tra le parti e, con essa, sia il loro interesse a proseguire il giudizio sia l'obbligo del giudice di pronunciare sull'oggetto della controversia.
Nel caso in esame, la difesa dell' ha prodotto comunicazione di CP_1
avvenuto pagamento della prestazione in data 24-10-2025.
Alla stregua della documentazione prodotta che attesta l'avvenuto pagamento della prestazione deve quindi ritenersi venuto meno ogni motivo di contenzioso in ordine all'oggetto della domanda originaria.
Con riguardo al regime delle spese di lite, avendo l corrisposto i CP_1
ratei dell'assegno di invalidità civile a seguito della notifica del ricorso introduttivo (quest'ultima avvenuta in data 09-07-2025, cfr. la relata di notifica in atti), le stesse sono poste a carico dell liquidandosi CP_1
come da dispositivo con attribuzione.
P.Q.M.
Il Giudice del lavoro così provvede:
• dichiara cessata la materia del contendere;
• condanna l' al pagamento delle spese processuali che liquida CP_1 in complessivi €.1.200,00 oltre IVA e CPA come per legge e spese generali con attribuzione. Santa Maria Capua Vetere, data del deposito Il Giudice del lavoro dott. Roberto Pellecchia