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Sentenza 13 ottobre 2025
Sentenza 13 ottobre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Santa Maria Capua Vetere, sentenza 13/10/2025, n. 2034 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Santa Maria Capua Vetere |
| Numero : | 2034 |
| Data del deposito : | 13 ottobre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE CIVILE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE SEZIONE LAVORO
Il Giudice del Lavoro, dott. Roberto Pellecchia, all'udienza del 13/10/2025 ha pronunciato la seguente SENTENZA Nella causa iscritta al n 4326 2025 del Ruolo Generale degli affari contenziosi civili avente ad oggetto prestazioni invalidi civili TRA
, nata a [...], il [...] C.F. Parte_1
nella qualità di ADS di nato C.F._1 Controparte_1
a Marcianise (CE), il 04/10/1989 cf elett.te C.F._2 domiciliata in CASERTA alla Via Salvo D'Acquisto n° 35 presso lo studio degli avvocati Roberto Capasso C.F. e C.F._3
RI PA che la rapp.tano e CodiceFiscale_4 difendono in virtù di procura rilasciata su foglio separato dal ricorso introduttivo telematico RICORRENTE
E
in persona del Controparte_2
Presidente pro tempore, rappresentato e difeso ed selettivamente domiciliato come da atti RESISTENTE
FATTO E DIRITTO Con atto depositato in data 27-05-2025 parte ricorrente in epigrafe esponeva che, in seguito a ricorso per ATPO, questo Giudice del lavoro, con sentenza n.1923/2024 aveva riconosciuto il requisito sanitario della indennità di accompagnamento con decorrenza dal 13-03-2020; che, nonostante tale riconoscimento giudiziale, pur a seguito della notifica del decreto di omologa gli organi amministrativi competenti non avevano provveduto all'erogazione della prestazione assistenziale, provvedendo altresì al recupero di un presunto indebito a titolo di pensione di inabilità civile non dovuta.
Dedotta la persistenza dei requisiti sanitari e socio-economici, l'istante ha chiesto l'accertamento giudiziale del diritto alle prestazioni richieste nonchè il pagamento dei ratei scaduti, successivamente al 13-03-2020 oltre accessori nonché al ripristino della erogazione della pensione di inabilità civile. L' si costituiva in giudizio, e deduceva l'avvenuto pagamento CP_2 della prestazione di indennità di accompagnamento e al ripristino della erogazione della pensione di inabilità civile, concludendo per la declaratoria di cessazione della materia del contendere. Il giudice, acquisita la documentazione prodotta, sulle conclusioni di cui agli atti introduttivi, qui da intendersi integralmente trascritte, decideva la causa come da sentenza depositata in atti.
Deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
Tale formula, largamente diffusa, pur non trovando previsione nel codice di rito, indica un vero e proprio istituto processuale di cui la giurisprudenza della Cassazione ha definito i confini.
La cessazione della materia del contendere può definirsi come quella situazione obiettiva che si viene a creare per il sopravvenire di ragioni di fatto che estinguono la situazione giuridica posta a fondamento della domanda, sicchè viene a mancare la stessa "materia" su cui si fonda la controversia.
Gli eventi generatori della cessazione della materia del contendere possono essere di natura fattuale come pure discendere da atti posti in essere dalla volontà di una o di entrambe le parti (rinuncia alla pretesa, rinuncia all'azione, adempimento spontaneo, transazione o conciliazione).
La deroga al principio per cui il processo dovrebbe restare insensibile ai fatti sopravvenuti dopo la proposizione della domanda si giustifica alla luce del principio di economia dei mezzi processuali (Cass., 21.5.87, n.
4630; Cass., 22.7.81, n. 4719).
Sotto il profilo sistematico, la cessazione della materia del contendere viene considerata come l'antitesi dell'interesse ad agire: una volta che sia venuto meno in corso di causa il fondamento stesso della lite - che costituendo una condizione dell'azione deve sussistere fino al momento della decisione - vengono a mancare sia l'interesse ad agire che a contraddire e, con essi, la necessità di una pronuncia del giudice (cfr.
Cass., 9.4.97, n. 3075; Cass., 8.6.96, n. 5333; Cass., 16.9.95, n. 9781;
Cass., 7.9.93, n. 9401; Cass., 14.2.91, n. 1538; Cass., 19.3.90, n. 2267).
Affinchè il processo possa concludersi per cessazione della materia del contendere devono ricorrere congiuntamente i seguenti presupposti:
- l'evento generatore deve essere sopravvenuto alla proposizione della domanda giudiziale, altrimenti la medesima sarebbe improponibile ab origine per difetto di interesse all'azione;
- occorre, poi, che il fatto sopravvenuto abbia determinato l'integrale eliminazione della materia della lite;
- deve trattarsi di situazione riconosciuta ed ammessa da entrambe le parti, nel senso che il fatto di cessazione deve aver eliminato ogni posizione di contrasto e risultare pacifico in tutte le sue componenti, anche per quanto attiene alla rilevanza giuridica delle vicende sopraggiunte (tra le ultime, Cass., 7.3.97, n. 2038; Cass.,
22.1.97, n. 622; Cass., 7.5.95, n. 12614; Cass., 16.9.95, n. 9781; Cass.,
11.4.95, n. 4151).
La pronuncia, che può essere adottata dal giudice anche d'ufficio (Cass.,
7.12.95, n. 12614; Cass., 7.5.93, n. 5286; Cass., 21.5.87, n. 4630; Cass.,
16.6.82, n. 3664), deve assumere la forma di sentenza, perchè solo la sentenza è in grado di tutelare, al contempo, il convenuto da eventuali giudizi successivi fondati sulla stessa domanda (essendo idonea a passare in giudicato), ed a permettere all'attore di contestare la declaratoria nei limiti imposti dalla disciplina delle impugnazioni (Cass.,
8.8.90, n. 8000; Cass., 2.5.87, n. 4126).
Alla stregua delle osservazioni tutte sopra esposte, l'avvenuto pagamento avvenuto successivamente alla proposizione della domanda determina la cessazione della materia del contendere, perchè è venuta meno la posizione di contrasto tra le parti e, con essa, sia il loro interesse a proseguire il giudizio sia l'obbligo del giudice di pronunciare sull'oggetto della controversia.
Nel caso in esame, all'udienza odierna la difesa dell' ha prodotto CP_2
modello TE08 di avvenuto pagamento dei ratei della indennità di accompagnamento dal Maggio 2025 e al ripristino della pensione di inabilità civile a partire dall'1-06-2025.
Alla stregua della documentazione prodotta che attesta l'avvenuto pagamento della prestazione deve quindi ritenersi venuto meno ogni motivo di contenzioso in ordine all'oggetto della domanda originaria.
Con riguardo al regime delle spese di lite, avendo l corrisposto i CP_2
ratei prima della notifica dell'odierno ricorso giudiziale, le stesse sono integralmente compensate tra le parti.
P.Q.M.
Il Giudice del lavoro così provvede:
• dichiara cessata la materia del contendere;
• dichiara compensate le spese di lite tra le parti. Santa RI Capua Vetere,13/10/2025 Il Giudice del lavoro dott. Roberto Pellecchia
Il Giudice del Lavoro, dott. Roberto Pellecchia, all'udienza del 13/10/2025 ha pronunciato la seguente SENTENZA Nella causa iscritta al n 4326 2025 del Ruolo Generale degli affari contenziosi civili avente ad oggetto prestazioni invalidi civili TRA
, nata a [...], il [...] C.F. Parte_1
nella qualità di ADS di nato C.F._1 Controparte_1
a Marcianise (CE), il 04/10/1989 cf elett.te C.F._2 domiciliata in CASERTA alla Via Salvo D'Acquisto n° 35 presso lo studio degli avvocati Roberto Capasso C.F. e C.F._3
RI PA che la rapp.tano e CodiceFiscale_4 difendono in virtù di procura rilasciata su foglio separato dal ricorso introduttivo telematico RICORRENTE
E
in persona del Controparte_2
Presidente pro tempore, rappresentato e difeso ed selettivamente domiciliato come da atti RESISTENTE
FATTO E DIRITTO Con atto depositato in data 27-05-2025 parte ricorrente in epigrafe esponeva che, in seguito a ricorso per ATPO, questo Giudice del lavoro, con sentenza n.1923/2024 aveva riconosciuto il requisito sanitario della indennità di accompagnamento con decorrenza dal 13-03-2020; che, nonostante tale riconoscimento giudiziale, pur a seguito della notifica del decreto di omologa gli organi amministrativi competenti non avevano provveduto all'erogazione della prestazione assistenziale, provvedendo altresì al recupero di un presunto indebito a titolo di pensione di inabilità civile non dovuta.
Dedotta la persistenza dei requisiti sanitari e socio-economici, l'istante ha chiesto l'accertamento giudiziale del diritto alle prestazioni richieste nonchè il pagamento dei ratei scaduti, successivamente al 13-03-2020 oltre accessori nonché al ripristino della erogazione della pensione di inabilità civile. L' si costituiva in giudizio, e deduceva l'avvenuto pagamento CP_2 della prestazione di indennità di accompagnamento e al ripristino della erogazione della pensione di inabilità civile, concludendo per la declaratoria di cessazione della materia del contendere. Il giudice, acquisita la documentazione prodotta, sulle conclusioni di cui agli atti introduttivi, qui da intendersi integralmente trascritte, decideva la causa come da sentenza depositata in atti.
Deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
Tale formula, largamente diffusa, pur non trovando previsione nel codice di rito, indica un vero e proprio istituto processuale di cui la giurisprudenza della Cassazione ha definito i confini.
La cessazione della materia del contendere può definirsi come quella situazione obiettiva che si viene a creare per il sopravvenire di ragioni di fatto che estinguono la situazione giuridica posta a fondamento della domanda, sicchè viene a mancare la stessa "materia" su cui si fonda la controversia.
Gli eventi generatori della cessazione della materia del contendere possono essere di natura fattuale come pure discendere da atti posti in essere dalla volontà di una o di entrambe le parti (rinuncia alla pretesa, rinuncia all'azione, adempimento spontaneo, transazione o conciliazione).
La deroga al principio per cui il processo dovrebbe restare insensibile ai fatti sopravvenuti dopo la proposizione della domanda si giustifica alla luce del principio di economia dei mezzi processuali (Cass., 21.5.87, n.
4630; Cass., 22.7.81, n. 4719).
Sotto il profilo sistematico, la cessazione della materia del contendere viene considerata come l'antitesi dell'interesse ad agire: una volta che sia venuto meno in corso di causa il fondamento stesso della lite - che costituendo una condizione dell'azione deve sussistere fino al momento della decisione - vengono a mancare sia l'interesse ad agire che a contraddire e, con essi, la necessità di una pronuncia del giudice (cfr.
Cass., 9.4.97, n. 3075; Cass., 8.6.96, n. 5333; Cass., 16.9.95, n. 9781;
Cass., 7.9.93, n. 9401; Cass., 14.2.91, n. 1538; Cass., 19.3.90, n. 2267).
Affinchè il processo possa concludersi per cessazione della materia del contendere devono ricorrere congiuntamente i seguenti presupposti:
- l'evento generatore deve essere sopravvenuto alla proposizione della domanda giudiziale, altrimenti la medesima sarebbe improponibile ab origine per difetto di interesse all'azione;
- occorre, poi, che il fatto sopravvenuto abbia determinato l'integrale eliminazione della materia della lite;
- deve trattarsi di situazione riconosciuta ed ammessa da entrambe le parti, nel senso che il fatto di cessazione deve aver eliminato ogni posizione di contrasto e risultare pacifico in tutte le sue componenti, anche per quanto attiene alla rilevanza giuridica delle vicende sopraggiunte (tra le ultime, Cass., 7.3.97, n. 2038; Cass.,
22.1.97, n. 622; Cass., 7.5.95, n. 12614; Cass., 16.9.95, n. 9781; Cass.,
11.4.95, n. 4151).
La pronuncia, che può essere adottata dal giudice anche d'ufficio (Cass.,
7.12.95, n. 12614; Cass., 7.5.93, n. 5286; Cass., 21.5.87, n. 4630; Cass.,
16.6.82, n. 3664), deve assumere la forma di sentenza, perchè solo la sentenza è in grado di tutelare, al contempo, il convenuto da eventuali giudizi successivi fondati sulla stessa domanda (essendo idonea a passare in giudicato), ed a permettere all'attore di contestare la declaratoria nei limiti imposti dalla disciplina delle impugnazioni (Cass.,
8.8.90, n. 8000; Cass., 2.5.87, n. 4126).
Alla stregua delle osservazioni tutte sopra esposte, l'avvenuto pagamento avvenuto successivamente alla proposizione della domanda determina la cessazione della materia del contendere, perchè è venuta meno la posizione di contrasto tra le parti e, con essa, sia il loro interesse a proseguire il giudizio sia l'obbligo del giudice di pronunciare sull'oggetto della controversia.
Nel caso in esame, all'udienza odierna la difesa dell' ha prodotto CP_2
modello TE08 di avvenuto pagamento dei ratei della indennità di accompagnamento dal Maggio 2025 e al ripristino della pensione di inabilità civile a partire dall'1-06-2025.
Alla stregua della documentazione prodotta che attesta l'avvenuto pagamento della prestazione deve quindi ritenersi venuto meno ogni motivo di contenzioso in ordine all'oggetto della domanda originaria.
Con riguardo al regime delle spese di lite, avendo l corrisposto i CP_2
ratei prima della notifica dell'odierno ricorso giudiziale, le stesse sono integralmente compensate tra le parti.
P.Q.M.
Il Giudice del lavoro così provvede:
• dichiara cessata la materia del contendere;
• dichiara compensate le spese di lite tra le parti. Santa RI Capua Vetere,13/10/2025 Il Giudice del lavoro dott. Roberto Pellecchia