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Sentenza 19 dicembre 2025
Sentenza 19 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Avellino, sentenza 19/12/2025, n. 1459 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Avellino |
| Numero : | 1459 |
| Data del deposito : | 19 dicembre 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI AVELLINO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice dott. Ciro Luce, in funzione del giudice del lavoro, procedendo nelle forme di cui all'art. 127 ter c.p.c., termine ultimo deposito note del 21.11.2025, ha pronunciato e pubblicato la seguente
S E N T E N Z A nella causa civile iscritta al nr. 3598/2024 R.G. Lavoro e vertente
TRA
( , rapp.ta e difesa Parte_1 C.F._1 dall'Avv.to Pasquale Bondi ed elett.te domiciliata in Napoli, al Corso Novara n. 10, Palazzo Alto, 6° piano, giusta mandato come in atti;
RICORRENTE
CONTRO
Controparte_1
Sezione di ( ), in persona del legale CP_2 P.IVA_1 rapp.te p.t., rapp.ta e difesa dall'Avv. Endrio Lapuista ed elett.te domiciliata in Belvedere Marittimo (CS), alla c.da Vetticello n.
72, giusto mandato come in atti;
RESISTENTE
Conclusioni delle parti: come in atti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1 1) Con ricorso in atti la parte in epigrafe, premessa la propria vicenda lavorativa a far data 15.11.2018 presso la convenuta, impugna il licenziamento disciplinare per giusta causa del
29.02.2024. La resistente si è costituita.
2) La ricorrente è stata assunta dalla resistente con contratto di lavoro a tempo pieno e determinato, ed a tempo indeterminato dal 15.05.2019.
Ha prestato la propria opera presso il centro di CO (AV), ove è stata addetta all'espletamento delle terapie in regime domiciliari sino al 16.02.2023 e in regime ambulatoriale a far data da 17.02.2023.
Il licenziamento si fonda sulla contestazione disciplinare dello
09.02.2024: “In data 06.02.2024 abbiamo ricevuto da parte del direttore sanitario del centro di CO, CP_1 comunicazione circa un comportamento non consono che Lei avrebbe adottato durante lo svolgimento del Suo turno di lavoro. Sembrerebbe che Lei abbia intimato con urla e toni alterati alla Sua collega, dott.ssa , che stava effettuando Per_1 una terapia riabilitativa ad un minore nella stanza della direzione tecnica, previa autorizzazione del direttore sanitario stesso, di uscire immediatamente dalla stanza in quanto Lei avrebbe dovuto utilizzare il pc lì posizionato per redigere un elenco di attrezzature come Le era stato richiesto nella riunione del giorno precedente ma durante il quale non Le era stato in alcun modo consentito l'accesso a quell'ambiente specifico. Sembrerebbe inoltre che le Sue grida abbiano messo in agitazione sia le famiglie nella sala d'attesa, preoccupate per i loro familiari in terapia, sia il paziente in trattamento con la dott.ssa , molto agitato a causa di Per_1 quella confusione costringendo il direttore sanitario ad
Pag. 2 di 34 intervenire per rassicurare e dare spiegazioni alla famiglia dello stesso ...”.
Con seconda comunicazione, sempre dello 09 febbraio 2024, viene contestato “Abbandono del posto di lavoro: In data
06.02.2024 alle ore 17.00 Lei avrebbe arbitrariamente abbandonato il posto di lavoro, durante lo svolgimento del
Suo turno senza essere stato preventivamente autorizzato da chi di competenza”.
La ricorrente ha fornito le proprie giustificazioni in data
12.02.2024.
Con missiva recante data 29.02.2024 è stato disposto il licenziamento per giusta causa. Richiamate le contestazioni disciplinari, “…conclusasi la fase di verifica ed accertamento dei fatti accaduti, avendo valutato le fattispecie ascritteLe sia singolarmente che cumulativamente;
Siamo spiacenti di comunicarLe che le giustificazioni da Lei prodotte in data
12.02.2024 non sono state accolte. Le comunichiamo pertanto che, le infrazioni da Lei commesse valutate sia singolarmente che complessivamente, sono state considerate oltre che lesive del rapporto fiduciario, di gravità tale da non consentire la prosecuzione nemmeno temporale del rapporto di lavoro.
Ci vediamo costretti dunque ad applicare nei Suoi confronti il licenziamento senza preavviso con decorrenza immediata. Il rapporto di lavoro con Lei in essere cessa alla data di ricezione della presente. Le spettanze di fine rapporto, comprensive del T.F.R., maturate alla data del licenziamento
Le saranno corrisposte nei modi e tempi previsti dalla legge”.
Il provvedimento espulsivo è contestato, anche perché ritorsivo.
3) Nel corso del giudizio è stata svolta attività istruttoria.
Pag. 3 di 34 In sede di interrogatorio formale, la ricorrente (udienza dello
07.02.2025) “Confermo che dopo l'episodio mi sono sentita male, le colleghe mi hanno soccorsa, è venuto mio marito che mi ha portato dal medico, ho avuto una crisi di panico, la pressione bassissima, quasi collassavo. Dopo una mezz'ora il medico mi ha dato delle gocce per calmarmi, le ho prese direttamente nello studio medico, e poi sono andata a casa.
Quando me ne sono andata le colleghe e Per_2 Per_3 mi dissero che avrei dovuto firmare il permesso, per uscire, hanno quindi chiamato con il registro, Parte_2 quello dei permessi che generalmente firmiamo, e io ho firmato. Noi firmiamo il permesso sul registro e ce ne andiamo, di regola ho sempre firmato senza chiedere a nessuno di potermene andare, credo che così facciano tutti, ma comunque io non sono mai stata rimproverata nelle altre volte in cui l'ho fatto. Il giorno dopo io chiamai e Pt_2 chiesi se la dottoressa D'OS, che è direttore tecnico, sapeva che io il giorno prima me ne ero andata, perché il giorno dopo avevo mandato il certificato che non stavo bene, e
[...]
mi disse che si, aveva avvisato la subito Parte_2 CP_3 dopo che io me ne ero andata e la la quale non aveva CP_3 detto niente. È stato mio marito che credo abbia mandato il certificato dello 06 febbraio del dott. . Il giorno 06 Per_4 febbraio io dovevo predisporre la lista di quello che mancava nelle palestre dove le colleghe facevano fisioterapia, avevo predisposto la bozza su di un foglio, e c'era il collega
[...] che stava vicino alla porta senza paziente, e io gli Tes_1 chiesi di poter battere al computer quello che avevo manoscritto, e io e il andammo prima nella stanza Tes_1 dell'amministrativo, dove però al computer c'era la password,
e andammo allora nella stanza della dottoressa D'OS dove
Pag. 4 di 34 il computer era senza password, cosi disse e Tes_1 siccome la stanza era chiusa bussammo, una voce dall'interno disse avanti, aprì la porta e trovammo Tes_1 Parte_3
che stava con un paziente, non ricordo se un bimbo o
[...] una bimba, e chiese se poteva lasciare la postazione Tes_1 libera perché noi usassimo il computer, e la disse che Per_1 stava lì perché glielo aveva detto la dottoressa D'OS, e la
è uscita con il o la paziente. Il accende il Per_1 Per_5 computer, mi apre il programma di word e io inizio a scrivere, dopo cinque, dieci minuti rientrò nella stanza la , e mi Per_1 disse che dovevo immediatamente uscire perché lì doveva stare lei e non io. Io dissi scusa, ma te lo abbiamo chiesto,
c'era bisogno che dovevi montare tutta sta storia, sarà stato il tono di voce alto e gli dissi scostumata. Presente era
[...]
, la quale è entrata e stava lì mentre abbiamo Testimone_2 avuto questa discussione, penso abbia assistito a tutto. Me ne sono uscita e sono andata a chiamare che venuta e disse Tes_1 ad che io non la avevo cacciata fuori, che avevamo Pt_3 chiesto gentilmente la disponibilità della stanza. Io a quel punto sono andata in panico, piangevo e mi sono sentita male.
I genitori del paziente stavano nella sala di attesa che rispetto alla stanza della D'OS sta nell'atrio, poi c'è un corridoio e all'inizio del corridoio sta la stanza della D'OS. I genitori del paziente non sono venuti nella stanza della D'OS, sono rimasti nell'atrio. Il giorno dopo parlai con , Parte_2 la quale mi disse che non aveva sentito niente di quello che era successo nella stanza della D'OS”;
(udienza dello 07.02.2025): “Sono Testimone_3 dipendente presso la sede di CO. Sono logopedista. CP_1
Non ricordo il giorno, ricordo che era di pomeriggio, io stavo lavorando con un paziente, nella mia stanza, e venne la
Pag. 5 di 34 collega la quale mi disse che non stava tanto bene,
Parte_1 si sedette su di un banchetto, le chiesi se aveva bisogno di qualche cosa e la mi disse che aveva chiamato il
Parte_1 marito che sarebbe venuta a prenderla. Io continuavo a lavorare con il bambino, e la stava lì seduta, dopo un
Parte_1 po', la se né andò perché arrivò il marito, non ricordo Pt_1 se il marito l'ho visto. Non so perché la stava così.
Parte_1
Io non le chiesi nulla del perché stava male e la non Parte_1 mi disse nulla del perché stava male. La mia stanza rispetto a quella della D'OS sta lontana, il centro è disposto tipo a elle, e la mia stanza è l'ultima della elle, quella della D'OS
è la prima della elle. Io non avevo sentito niente. Nella mia stanza è difficile sentire cosa succede dalla parte opposta della sede. Quando lasciamo il lavoro prima dell'orario prefissato, mandiamo un messaggio alla direttrice D'OS, lei ci dà
l'assenso sempre tramite messaggio e noi facciamo la domandina con un modulo che compiliamo, e che lasciamo in un apposito raccoglitore. Io non me ne sono mai andata senza aver chiesto prima il permesso alla D'OS. Non è possibile che qualcuno se ne vada senza chiedere il permesso alla
Chiediamo il permesso alla direttrice D'OS CP_3 perché è la direttrice, abbiamo fatto sempre così”;
(udienza dello 07.02.2025): “Sono Parte_2 dipendente mi occupo della assistenza ai disabili. Capita CP_1 che qualcuno di noi, raramente, io mai, lasci il lavoro prima dell'orario. Chiamiamo la dott. D'OS e facciamo il permesso, nel senso che quando sta in sede glielo si chiede direttamente, quando non c'è la chiamiamo, chi vuole andarsene la chiama, penso che la D'OS dia il permesso e finisce lì. Poi si fa un permesso scritto, c'è un modulo che il lavoratore compila per chiedere il permesso, il modulo viene
Pag. 6 di 34 messo in amministrazione, c'è un raccoglitore, e poi se la vede l'amministrativo Ricordo che a un Parte_4 certo punto il marito della venne a prenderla, dice
Parte_1 che non si sentiva bene, me lo disse una terapista, non ricordo chi. Io non vidi che il marito era entrato, e non ho visto quando la è uscita”. Mi dissero che la se
Parte_1 Parte_1 ne era andata, ma io non la ho vista uscire. Io stavo al centralino, appena si entra, in una stanza che si affaccia sull'atrio. C'è una uscita da dietro. La non è passata
Parte_1 davanti a me, dalla mia stanza io vedo la porta di ingresso, è probabile che sia uscita da dietro. Io quel giorno non ho parlato con la La è entrata nell'atrio ma
Parte_1 Parte_1 non nella stanza dove stavo io, e io non mi sono avvicinata alla parlavo al telefono. Io non ho sentito nessuna
Parte_1 discussione quel giorno. Io non ho portato alcun registro riferito alle assenze alla Io non sono proprio uscita
Parte_1 dalla mi stanza e non ho proprio parlato con la che
Parte_1 io ricordi. Io il registro delle assenze non l'ho proprio visto e non so se la abbia firmato qualche cosa riguardo ad
Parte_1 una assenza quel giorno. Non ricorso se il giorno dopo la mi ha chiamato”;
Parte_1
(udienza dello 07.02.2025): “Sono Parte_3 dipendente AS, logopedista. È capitato che me ne sia andata prima dal lavoro rispetto all'orario, noi avvisiamo la dott.
D'OS, la quale ci dà il permesso, e poi firmiamo un permesso, con i dati e l'orario e tutto, scheda che lasciamo in un contenitore. Io l'ultimo giorno di lavoro della ho Parte_1 lavorato fino alle 19.00, come sempre. Non ricordo cosa abbia fatto la dopo quello che è successo, perché dopo che Parte_1
è successo quello che è successo io ho continuato tranquillamente a lavorare. Ci sono i pazienti che vanno
Pag. 7 di 34 rispettati. Dopo che la uscì alla fine, in modo brusco
Parte_1 sbattendo la porta io ho continuato nella terapia. Dopo che uscì dalla stanza quel giorno non vidi più la Ho
Parte_1 detto tranquillamente ho continuato a lavorare, ma in realtà ho dovuto calmare il bambino, che era anche un bimbo problematico a livello comportamentale, si era agitato, ho dovuto tranquillizzarlo e vedere come continuare nella terapia, oltre a stare tranquilla anche io. Io stavo nella stanza, facevo la terapia con questo bambino, e bussano alla porta, la insieme a non ricordo il cognome, e la
Parte_1 Tes_1 mi chiese se poteva usare il PC che stava nella
Parte_1 stanza perché era stata autorizzata dalla dottoressa D'OS.
Io sentito che era stata la D'OS ad autorizzare dissi che si, le lasciavo la stanza, presi le attrezzature ed il bambino e mi sono spostata con il bimbo e le attrezzature in una altra stanza.
Poi iniziando la terapia ho pensato di avvisare la dottoressa
D'OS, perché a me la non aveva dato nessuna CP_3 autorizzazione. La D'OS in quel momento non c'era, e per telefono mi disse che io non avrei dovuto lasciare la stanza, che la non era stata autorizzata, e che nel mezzo Parte_1 della terapia non si interrompe. Quindi ho preso il bimbo, sono andata di nuovo nella stanza della D'OS dove stavo prima, la porta che avevo lasciato aperta era chiusa, ho bussato, sono entrata ed ho trovato la insieme alla Parte_1 dott. , vicino al pc. Sono entrata, ho Testimone_2 detto a scusa, se puoi lasciare la stanza perché ho chiesto Pt_1 alla dott. D'OS e questa mi ha detto che non potevo lasciare la stanza e lasciare che la usasse il pc. La Parte_1
D'OS lamentava il fatto che io avessi lasciato la stanza durante la terapia, disse anche qualche cosa riguardo al computer ma non era la cosa principale. Mi disse che non
Pag. 8 di 34 aveva autorizzato l'uso del suo pc a nessuno. Nessuno aveva mai usato il pc della D'OS. La reazione della è Parte_1 che lei stava sulla sedia, indietreggia alzandosi di scatto e spingendo la sedia all'indietro, e mi disse iniziando ad inveire dicendo che io avevo chiamato la dottoressa, come se avessi fatto la spia, io indietreggio tenendo per mano il bimbo, e lei dice che ero andata a chiamare la dottoressa, disse siete la solita massa di deficienti, di pecore, e con tono alto di voce, sei una cretina. Io le chiesi di abbassare i toni, perché io ero stata tranquilla, e le ricordai che c'era un bimbo, ma la non mi diedi modo di spiegarmi perché era partita in Parte_1 quarta, alzava la voce. Poi è uscita dalla stanza all'improvviso sbattendo la porta. Nel frattempo la dott. Testimone_2 cercava di salvare quello che era stato scritto sul computer. Io cercavo anche di tranquillizzare il bambino e di mantenere la mia tranquillità perché ero un poco scossa della cosa. Dopo due o tre minuti che era uscita e sbatteva la porta, la Parte_1 rientra, con la porta era rimasta semi aperta, la porta era Tes_1 socchiusa, i genitori stavano all'ingresso, e da dove stavano è vicino alla stanza dove stavo io, la diceva guarda a Parte_1 questa, oggi che ha combinato, è andata a chiamare la dottoressa dicendo che io stavo vicino al pc, si rivolgeva a
Urlava ancora. Io spiegai a cosa era successo, e Tes_1 Tes_1 che io avevo chiamato la dottoressa D'OS perché non ero sicuro di aver fatto la cosa giusta, ma la parlava Parte_1 sopra, diceva cretina, continuava ad urlare, ed io chiedevo di abbassare i toni. Io ero abbastanza agitata, il bimbo cominciava di agitarsi. Alla fine la è uscita, Parte_1 sbattendo la porta, se né andato dietro alla e Tes_1 Parte_1 poi se ne è andata anche la . Io sono rimasta Testimone_2 quindi con il bimbo, ho dovuto calmarlo e riprendere. Quel
Pag. 9 di 34 giorno io non ho più visto la Nei giorni seguenti Parte_1
una collega, mi disse che la mi Parte_5 Parte_1 mandava a dire che era meglio che dicevo la verità perché aveva delle registrazioni in mano. La si avvicinava Parte_1 verso di me ed io mi sono allontanata, ed è arrivata molto vicino a me, abbastanza ravvicinata, molto ravvicinata, non saprei dire quanto. Nelle successive sedute abbiamo avuto problemi con il bimbo, che già era abbastanza problematico, e nei mesi successivi non voleva entrare con noi, tanto che ad un certo punto la mamma ha chiesto le dimissioni di questo bambino, dopo qualche mese. I genitori del bimbo ricordo chiamarsi Il giorno dopo l'episodio ho visto la Per_6 dottoressa nel corridoio che mi faceva delle smorfie. Parte_1
Ritengo che volesse rimarcare quello che era successo. Io riferii dell'accaduto il commissario e la dott. D'OS. CP_4
Ho detto loro di essere stata appellata come ho detto”;
(udienza dello 07.02.2025): “Lavoro per AS Testimone_4 come neuropsicomotricista. Ricordo che era pomeriggio, almeno era ancora buio ma non ricordo preciso l'ora, sicuro dopo le 15.00 perché alle 15.00 è entrato questo bambino con il quale io stavo in terapia, io stavo nella mia stanza, con un bimbo, il quale a un certo punto mi chiese di poter andare in bagno, per andare in bagno io devo attraversare la sala di attesa, e mentre aspettavo il bimbo, che stava nel bagno, all'interno dell'atrio dove sta appunto la porta del bagno, io sentii delle urla, c'erano tanti genitori che mi guardano, e io cercai di minimizzare dicendo di stare tranquilli. Poi il bambino esce, e faccio per rientrare nella mi stanza, e passando davanti alla porta della stanza della dott. D'OS la porta era semi aperta, e vedo che la sta insultando, Parte_1 inveiva contro la , che non stava facendo niente e Per_1
Pag. 10 di 34 teneva in mano un bimbo, e la diceva sta cretina, sta Parte_1 massa di pecore, e io continuai con il bimbo ed entrai nella mia stanza, e chiusi la porta. Continuai la terapia, e continuai a sentire porte che sbattevano urla, parlavano ad alta voce, era una sola voce. Nella stanza io vidi solo la , il bimbo Per_1 che la teneva per mano e la che stava in piedi Per_1 Pt_1 quasi faccia a faccia con la la quale non faceva niente, Per_1 non rispondeva e non faceva niente. Quando dobbiamo uscire prima se è presente fisicamente la dott. D'OS glielo chiediamo, sennò mandiamo un messaggio, e se la D'OS ci risponde di si compiliamo un modulo che troviamo in un raccoglitore che sta nell'ufficio amministrativo. I genitori del bimbo che stava con me facevano di nome;
Per_7
(udienza dello 07.02.2025): “Sono Controparte_5 dipendente come direttore tecnico della di sede CP_1 CP_2
CO. Ricordo di essere stata chiamata telefonicamente da
, la quale mi chiedeva se veramente io avevo Parte_3 dato il mio permesso a per l'uso del mio Parte_1 computer durante la terapia con un minore, io dissi assolutamente di non aver dato il consenso ad usare il computer e che tantomeno si poteva farlo durante un trattamento, che non va interrotto in nessun caso. Dissi quindi alla di tornare a fare il suo lavoro, e dire alla Per_1 Parte_1 che quell'elenco lo poteva fare a penna. Scrissi anche un messaggio whatsapp alla dicendo che la Parte_1 Per_1 doveva fare la terapia e che la poteva fare l'elenco a Parte_1 penna. La mi rispose che voleva farlo meglio, Pt_1
l'elenco. Poi la mi ha telefonata la sera dicendo che la Per_1 la aveva aggradita verbalmente, con insulti, cretina, Parte_1 pecora, quando era rientrata nella stanza, davanti al minore, e che lei era rimasta in silenzio per non agitare il bimbo. Il
Pag. 11 di 34 dipendente che vuole uscire prima dell'orario mi chiede il permesso, anche per messaggio, e compila un foglio che viene conservato e che io anche poi vidimo. La non mi ha Parte_1 mandato alcun messaggio. Non c'è mai stato un modulo firmato dalla per avere l'autorizzazione ad uscire Parte_1 quel giorno. Il foglio presenze recava la firma della Parte_1 in entrata ma non in uscita. I giorni successivi taluni genitori, tra gli altri i mi chiesero cosa era successo, i Per_6 perché erano preoccupati nel vedere il bimbo Per_6 agitarsi e non voler venire al centro. Il giorno dopo i Per_6 sono venuti da me a parlare, poi permessi il bimbo veniva e no veniva e alla fine la mamma ha ritenuto di non portalo più al centro. Quel giorno la non mi chiamò per Parte_2 avvisarmi che la se ne era andata o se ne andava Parte_1 prima, io ho saputo che la se ne era andata prima Parte_1 solo il giorno dopo. Quando ho visto il registro della entrata e delle uscite”;
(udienza del 21.03.2025): Testimone_2
“Effettivamente ho ascoltato quanto è stato detto prima in udienza a proposito di una denuncia proposta nei confronti di una altra teste. Ovviamente questo non mi condiziona in alcun modo perché so che la testimonianza deve essere veritiera ed anche la S.V. mi ha appena ammonito circa le conseguenze anche giuridiche ove non dicessi il vero. Lavoro per da CP_1
2017 circa, oggi sono ancora dipendente, sono logopedista.
Ricordo che qualche tempo fa io mi trovavo nella mia stanza, arrivò e mi chiese di aiutarla nel salvare un file Parte_1 su di un personal computer. Io sono quindi andata nella stanza dove la stava lavorando al pc, la stanza che è la Parte_1 prima a destra a fianco della sala di attesa, e cercavo di salvare questo file, che non ho letto e non so cosa fosse. Io poi
Pag. 12 di 34 mi sono trovata in una discussione, ma ho calato la testa e mi sono completamente assentata dalla situazione, continuando a fissare lo schermo del computer. Appena ho potuto me ne sono andata. C'è stata una discussione tra colleghi ma io mi sono assentata, perché non era una questione nella quale volevo essere coinvolta. La discussione è stata tra Parte_1
e . Quando sono entrata nella stanza io
[...] Parte_3 stavo solo con la poi è entrata la . Quello era Parte_1 Per_1 un periodo particolare perché avevo avuto una perdita e stavo male. Non ricordo se la abbia bussato o abbia aperto Per_1 la porta immediatamente. La disse che la stanza Per_1 doveva essere impegnata da lei, non ricordo se aggiunse altro.
La rispose qualche cosa ma io non ricordo cosa. Parte_1
Non ricordo cosa è successo dopo. Era una situazione imbarazzante nella quale mi ero trovata per caso. Le due hanno iniziato a discutere, non ricordo cosa si sono dette.
Loro hanno iniziato a litigare. Per litigare intendo che avevano un tono di voce alterato, non ricordo se lo avevano tutte e due. Ad un certo punto è arrivato anche
[...]
e stavano sulla soglia della Tes_1 Parte_3 Tes_1 porta, e nel frattempo io mi sono allontanata. È stata la la prima ad alzare la voce. Non ricordo cosa la
Parte_1 abbia detto. Una volta che mi sono allontanata io me
Parte_1 ne sono andata nella mia stanza e ho chiuso la porta. Quando siamo andate nella stanza con la io stavo vicina al
Parte_1 computer, non ricordo se stavo seduta o in piedi, non ricordo dove stava la Dovevo solo salvare un file e
Parte_1 andarmene. Non ricordo se con la ho parlato
Parte_1 dell'episodio, probabilmente si, non ricordo se la mi
Parte_1 abbia chiamato il giorno dopo. Io non ho avuto alcuna contestazione disciplinare per l'accaduto. Mi viene chiesto se
Pag. 13 di 34 ricordo se nella discussione siano state pronunciate dalla ed indirizzate alla parole come pecora, Parte_1 Per_1 cretina deficiente. Non ricordo, ripeto quanto ho già detto.
Con la c'era un bambino, che poi non ho più visto in Per_1
so che era un paziente in cura da noi. Quando me ne CP_1 devo andare prima dal lavoro io avviso il direttore sanitario di persona se c'è oppure telefonicamente. Persona_8
Poi vado a fare il permesso utilizzando un modello prestampato che compilo e che consegno a o al direttore se c'è oppure ad un referente, ossia oppure Parte_4
. Questi modelli poi vengono conservati nella stanza Per_9 del ragioniere . Pt_4
Quel giorno non ricordo se è rimasta a lavoro o se Parte_1 ne è andata. Io rimasi nella mia stanza. Non ricordo se quel giorno incontrai il marito della nella struttura”; Parte_1
(udienza del 21.03.2025): “Effettivamente ho Testimone_1 ascoltato quanto è stato detto prima in udienza a proposito di una denuncia proposta nei confronti di un'altra teste.
Ovviamente questo non mi condiziona in alcun modo perché so che la testimonianza deve essere veritiera ed anche la S.V. mi ha appena ammonito circa le conseguenze anche giuridiche ove non dicessi il vero. Lavoro per da circa tre CP_1 anni. Sono dipendente anche oggi. Sono dottore in terapia occupazionale. Ricordo che circa un anno fa io non avevo pazienti e stavo camminando nel corridoio, quando Parte_1 mi chiese se la potevo aiutare ad accendere il word su un
[...] computer, perché doveva fare un documento per la dottoressa
Entrammo in amministrazione dove c'era libero un Per_8 computer, che già io avevo utilizzato in passato, io avevo chiesto in passato il permesso di utilizzare anche questo
Pag. 14 di 34 computer quando mi era servito. Nella stanza siamo andati io la non ho trovato il word e siamo passati ad un'altra Parte_1 stanza dove siamo entrati. Questa stanza viene utilizzata a volte dalla a volte da , da Lax, a volte dai Per_8 Per_10 terapisti. Non c'era nessuno, c'erano un giubbotto, forse qualcuno era uscito, la stavano utilizzando per fare terapia, probabilmente. Mi sembra che la porta fosse socchiusa.
Questa stanza l'ho scelta io perché so che lì ci stava il computer, che io altre volte avevo usato chiedendo il permesso alla dott. Non ricordo se il computer era Per_8 acceso;
io ho aperto la applicazione di video scrittura. Mentre stavo aprendo il file word è entrata e noi le Pt_3 chiedemmo se poteva fare terapia in un'altra stanza libera, mentre finiva il documento. A quel punto me Parte_1 ne sono andato, e è andata in un'altra stanza. Mentre Pt_3 stavamo visionando il computer è arrivata da sola e Pt_3 le chiedemmo la cortesia di lasciarci la stanza, se poteva, e disse che sarebbe andata altrove perché c'era una Pt_3 stanza libera. Io quindi stavo nella mia stanza, che rispetto a quella dove stava la è dalla parte opposta, dopo il Parte_1 corridoio. Dopo circa trenta minuti, ma non so dire, io mentre andavo a prendere il mio paziente all'ingresso mi si è affiancata la mi prese per il braccio, si notava Parte_1 alterazione e mi diceva -Vieni, Vieni a vedere, vieni a sentire-
e mi ha trascinato nella stanza, dicendo -Cosa aveva detto “ intendendo cosa la collega aveva detto a noi prima, , con un tono un po' di agitazione, di alterazione nella voce. Quando sono entrato nella stanza c'era Pt_3 Testimone_2
che era di fronte al computer in piedi un bambino
[...] seduto, al quale non ho prestato attenzione al punto da riconoscerlo. Quindi disse di aver sentito la dott. Pt_3
Pag. 15 di 34 per altri motivi, e parlando mi ha detto che la Per_8 non poteva utilizzare il computer , e che la stanza la Parte_1 doveva utilizzare essa Al che io chiesi di cosa si Pt_3 stesse discutendo, perché c'era un ordine della e la Per_8 doveva lasciare la stanza ad Dissi che non Parte_1 Pt_3 dovevano mettermi in mezzo a quelle cose e me ne sono uscito. Credo che quando io me ne sono andato la
[...] stava ancora dentro, non ricordo se la Tes_2 Testimone_2 sia uscita insieme a me o quanto tempo dopo di me. Ho detto che non volevo essere messo in mezzo a quelle cose perché mi sentivo fuori luogo, mi hanno portato dentro per una diatriba e io mi sono sentito fuori luogo, con un bambino che entrava, e io se mi dicono di uscire me ne vado, non mi metto a fare quelle tarantelle lì dentro, aspetto fuori in privato, dove non ci sente nessuno. Nell'ingresso, che è adiacente alla stanza, c'erano diverse persone. Non ricordo cosa le due si siano dette. Non ricordo se sono state pronunciate le parole pecora, cretina deficiente. Per alterata intendo che la Parte_1 era in stato di agitazione;
la voce era un po' più alta del normale, non urlava tipo mercato, era arrabbiata e chiedeva conferma a me di quello che aveva detto. Io mi sono allontanato forse prima della ma non ne sono Parte_1 sicuro. Non ricordo se la se ne sia andata prima quel Parte_1 giorno. Se io devo allontanarmi prima dell'orario normalmente avviso la se è presente in quel Per_8 momento, oppure telefonicamente , e comunque vado in amministrazione a scrivere uno stampato, che colloco in un raccoglitore che sta sopra un mobile in amministrazione e che viene considerato poi. Io non ho ricevuto alcuna contestazione disciplinare per l'accaduto. Avvisai la dott. di quello Per_8 che era successo. Dopo l'accaduto la mi ha Parte_1
Pag. 16 di 34 chiamato, qualche volta, e nell'ultima telefonata mi disse che mi avrebbe coinvolto nella causa come testimone, che mi aveva registrato, e che dovevo dire la verità. Mi ha raccontato l'accaduto di quel giorno”;
(udienza del 19.09.2025) “Mio figlio Controparte_6 minore è stato in cura presso la struttura di CO fino a CP_1 circa un anno fa. Quando accompagnavamo il bimbo, io e mia moglie che stava sempre con me e che restava insieme a me tutto il tempo, alla struttura noi lo consegnavamo alla porta di ingresso alla terapista, e poi restavamo all'esterno, dove c'era una tettoia o anche in macchina. Posso essere entrato per qualche cosa, tipo un caffè, ma di regola stavo fuori, capitava anche che ci allontanassimo, ed il bimbo mi era quindi riconsegnato alla porta. A un certo punto il bimbo ha avuto un rifiuto totale ad andare nel centro, il suo atteggiamento era così ostinato che abbiamo deciso di non mandarlo più. Anche consultando il mio telefonino, a ciò autorizzato dal Giudice, non riesco a ricordare fino a quando ho mandato mio figlio alla struttura né ricordo da quando il bimbo ha sviluppato la avversione mi sembra ottobre, dicembre, ma non ricordo. Il bimbo ha sviluppato l'avversione anche per l'asilo, e non lo abbiamo mandato nemmeno più all'asilo, anche qui dopo aver provato a fargli superare il rifiuto. Da lunedì il bimbo è andato a scuola materna. L'anno scorso ha frequentato fino a un certo punto. A settembre dell'anno scorso 2024 il bimbo andava all'asilo, e non aveva problemi. Come ho detto, andava all'asilo e quindi anche al centro, poi è successo qualche cosa.
Mentre stavo fuori dal centro non ho mai sentito urla o altro provenire dall'interno. Mentre stavo fuori non è mai capitato di aver visto genitori uscire anche con bimbi lamentandosi per qualche cosa che era successo all'interno. Non ho idea del
Pag. 17 di 34 motivo per cui il bimbo ha sviluppato all'improvviso, da un giorno all'altro, questo atteggiamento. Abbiamo cercato di capire anche con la scuola materna, e mi dicevano che a scuola era tutto a posto. Ovviamente il bimbo non è in grado di dare indicazioni, diceva solo che non voleva andare più da nel mentre fino a poco prima il bimbo adorava Pt_3
Dall'esterno io non potevo sapere cosa Parte_3 succedeva nella struttura. All'interno della struttura c'era una sala di attesa;
non si dire quanti e quali persone vi fossero all'interno mentre noi aspettavamo fuori. La porta di ingresso della struttura che separava la sala di attesa dallo spazio dove noi sostavamo di solito poteva essere aperta o chiusa, a seconda. Abbiamo chiesto alla terapista se Parte_3
c'era un qualche problema che poteva spingere il bimbo a non volte più frequentare il centro. La ci diceva di andare Per_1
a scuola a vedere. Non ho idea di chi sia la direttrice sanitaria della struttura, né ho mai parlato del problema del bimbo con altri che non sia stata la . Ci tengo a riferire che Per_1 qualche tempo fa mi è arrivata una telefonata, qualche mese dopo che io ho dimesso il bimbo dalla struttura, in cui una voce femminile si qualificava come AS di CO e mi diceva come stesse il bimbo. Io ho detto che era tutto a posto, ma ovviamente non ho fatto nessuna verifica sulla effettiva provenienza della telefonata”;
(udienza del 19.09.2025): “Sono coniugata Testimone_5 con Non ho rapporti di parentela né di Controparte_6 amicizia o conoscenza con ricordo che Parte_1 capitava di vederla. Mio figlio frequenta un asilo di Lioni;
il primo anno lo ha frequentato normalmente, il secondo anno non ha frequentato per tutto l'anno. Ha frequentato saltuariamente per problemi di salute, poi ad un certo punto ha
Pag. 18 di 34 avuto problemi, un morso da un altro bambino, e lui traumatizzato da questa cosa non più voluto andare. Più o meno contemporaneamente al problema a scuola è successo anche il problema al centro dove a un certo punto mio CP_1 figlio ha sviluppato un rifiuto totale ad andare. Il fatto che mio figlio non voleva andare più al centro ed a scuola lo CP_1 abbiamo detto per primo alla terapista , e Parte_3 questa ci disse che forse il problema era a scuola;
noi avevamo pensato che il problema fosse dovuto al fatto che prima il bimbo faceva psicomotricità, poi ha iniziato a fare logopedia, ed abbia rifiutato il cambiamento;
la ci Per_1 disse che non c'era nessun problema, che la terapia andava bene, e che il problema forse era a scuola. Non ricordo se la questione del morso, di per sé insignificante, tranne che per mio figlio, sia accaduta prima o dopo questo rifiuto ad andare al centro AS. Questo rifiuto è sorto verso febbraio , marzo dell'anno scorso, non ricordo preciso. Poi abbiamo continuato a portarlo al Centro fino non ricordo a quando, anche se sono state più le volte che alla fine non lo portavamo. Consultando il mio telefonino, su autorizzazione del giudice, rinvengo dei messaggi di maggio, aprile, 12 e 19 marzo, 12 , 15 , 20, 27 febbraio;
02 e 09 gennaio 2024 e 18, 11 e 06 dicembre 2023, in cui comunico al centro che il bimbo non sarebbe CP_1 andato, dicendo che era malato ma in realtà perché non vi voleva andare. Non ci voleva andare. Il problema della scuola
è successo a gennaio 2025. Il rifiuto ad andare al centro è stato prima del rifiuto ad andare a scuola, non so dire quanto prima, e abbiamo continuato a portarlo nonostante il rifiuto, almeno quando ci riuscivamo, e quando è sorto il problema a scuola siamo andati al Centro. Rinvengo un messaggio dello
05 febbraio 2026 per la presenza al centro per il giorno dopo,
Pag. 19 di 34 dal tenore del messaggio ricavo che ho confermato l'appuntamento per il successivo 06 febbraio, e in quella occasione il problema di mio figlio già c'era, il rifiuto ad andare al centro, già c'era, da un bel po', ossia da qualche settimana. Non so chi è il direttore sanitario la direttrice sanitaria del Centro AS, della vicenda di mio figlio e del rifiuto ad andare al centro ho parlato solo con la . Io e Per_1 mio marito andavamo sempre insieme a portare il bimbo al centro poi aspettavamo fuori e lo riprendevamo. Siamo CP_1 fumatori e aspettavamo sempre fuori, in un piazzale immediatamente prospicente alla porta di ingresso del centro, con due panchine potevamo fare una passeggiata, andare una macchina quando pioveva. Non andavamo nella sala di aspetto, se non in casi eccezionali. Non abbiamo mai sentito urla provenienti dal dentro della struttura. Non è mai capitato che qualcuno dei genitori sia uscito dal centro lamentandosi o facendo riferimento a qualche cosa, tipo urla e strepiti, che era successo all'interno”.
4) Il primo episodio oggetto di contestazione si sostanzia nel fatto che la si sarebbe rivolta alla collega Parte_1 Per_1
“… con urla e toni alterati”, alla presenza di un minore, al quale la stava dedicando le proprie cure, e che tanto Per_1 avrebbe “…messo in agitazione sia le famiglie nella sala d'attesa, preoccupate per i loro familiari in terapia, sia il paziente in trattamento con la dott.ssa , molto agitato a Per_1 causa di quella confusione costringendo il direttore sanitario ad intervenire per rassicurare e dare spiegazioni alla famiglia dello stesso”.
Sulla scorta delle deposizioni rese il Tribunale ritiene che effettivamente una discussione ci sia stata, e che la Parte_1
Pag. 20 di 34 abbia effettivamente reagito alla iniziativa della collega,
, la quale, dopo averle ceduto la stanza, ha Parte_3 ritenuto di farvi rientro, in compagnia del minore al quale stava dedicando le proprie cure, chiedendo all'altra di uscire.
La ha motivato la propria iniziativa con una Per_1 consultazione intervenuta con la dott. D'OS, e con le indicazioni da questa ricevute.
Indipendentemente da ogni valutazione circa i motivi che hanno potuto spingere la D'OS a tali indicazioni, il
Tribunale ritiene essere stata fornita la prova che la Parte_1 abbia reagito in maniera non consentita alla condotta della
, la quale tornava nella stanza, insieme al minore, e Per_1 rappresentava alla quanto indicatole. Parte_1
La riferisce che la “alzandosi di scatto e Tes_6 Parte_1 spingendo la sedia all'indietro, … iniziando ad inveire …disse siete la solita massa di deficienti, di pecore, e con tono alto di voce, sei una cretina … la non mi diedi modo di Parte_1 spiegarmi perché era partita in quarta, alzava la voce. Poi è uscita dalla stanza all'improvviso sbattendo la porta”.
Rientrata dopo qualche minuto, “la … diceva guarda Parte_1
a questa, oggi che ha combinato, è andata a chiamare la dottoressa dicendo che io stavo vicino al pc... Urlava ancora.
Io spiegai a cosa era successo, … ma la Tes_1 Parte_1 parlava sopra, diceva cretina, continuava ad urlare, ed io chiedevo di abbassare i toni … Alla fine la è uscita, Parte_1 sbattendo la porta, se né andato dietro alla e Tes_1 Parte_1 poi se ne è andata anche la . … La si Testimone_2 Parte_1 avvicinava verso di me ed io mi sono allontanata, ed è arrivata molto vicino a me, abbastanza ravvicinata, molto ravvicinata, non saprei dire quanto”.
Pag. 21 di 34 ha sentito “…delle urla”, e dalla porta ha visto Testimone_4
“ che la sta insultando, inveiva contro la , che Parte_1 Per_1 non stava facendo niente e teneva in mano un bimbo, e la diceva sta cretina, sta massa di pecore…e continuai Parte_1
a sentire porte che sbattevano urla, parlavano ad alta voce, era una sola voce”.
(“C'è stata una discussione tra colleghi Testimone_2 ma io mi sono assentata perché non era una questione nella quale volevo essere coinvolta”), riferisce solo che “Le due hanno iniziato a discutere, non ricordo cosa si sono dette.
Loro hanno iniziato a litigare. Per litigare intendo che avevano un tono di voce alterato, non ricordo se lo avevano tutte e due. …È stata la la prima ad alzare la voce”. Parte_1
“Non ricord(a) cosa le due si siano dette. Non Testimone_1 ricordo se sono state pronunciate le parole pecora, cretina deficiente. Per alterata intendo che la era in stato di Parte_1 agitazione;
la voce era un po' più alta del normale, non urlava tipo mercato, era arrabbiata e chiedeva conferma a me di quello che aveva detto”.
I testi concordano nell'attribuire alla una reazione Parte_1 scomposta alla iniziativa della collega, con utilizzo dei termini sopra riportati , profferiti a voce alterata e comunque alta, o comunque “ un po' più alta del normale, non urlava tipo mercato”, accompagnate da contegno consistito nello sbattere la porta.
Non risulta invece comprovato che la vicenda abbia avuto le ripercussioni indicate da parte resistente.
Il fatto è stato percepito dalle persone in attesa nella sala di aspetto, ma non sembra esservi stata alcuna specifica
Pag. 22 di 34 conseguenza, nemmeno, in particolare, quanto al percorso di cura del minore che era presente al momento del fatto.
La teste D'OS riferisce di aver parlato dell'accaduto con taluni genitori, compresi quelli del minore presente ai fatti, che sarebbero stati “… preoccupati nel vedere il bimbo agitarsi e non voler venire al centro”, ma tale ultima e specifica affermazione non trova conferma.
I genitori del minore hanno confermato che questi ha maturato ed espresso una avversione alla frequentazione del centro verso “mi sembra ottobre, dicembre, ma non ricordo. Il bimbo ha sviluppato l'avversione anche per l'asilo, e non lo abbiamo mandato nemmeno più all'asilo, anche qui dopo aver provato a fargli superare il rifiuto. ...Come ho detto, andava all'asilo e quindi anche al centro, poi è successo qualche cosa. Abbiamo cercato di capire anche con la scuola materna, e mi dicevano che a scuola era tutto a posto. ... diceva solo che non voleva andare più da nel mentre fino a poco prima il bimbo Pt_3 adorava . ... Abbiamo chiesto alla terapista Parte_3
se c'era un qualche problema che poteva Parte_3 spingere il bimbo a non volte più frequentare il centro. La
ci diceva di andare a scuola a vedere”. Per_1
, madre del minore, ... “Consultando il mio Parte_1 telefonino, su autorizzazione del giudice, rinvengo dei messaggi di maggio, aprile, 12 e 19 marzo, 12 , 15 , 20, 27 febbraio;
02 e 09 gennaio 2024 e 18, 11 e 06 dicembre 2023, in cui comunico al centro che il bimbo non sarebbe CP_1 andato, dicendo che era malato ma in realtà perché non vi voleva andare. Non ci voleva andare. Il problema della scuola
è successo a gennaio 2025. Il rifiuto ad andare al centro è stato prima del rifiuto ad andare a scuola ... Questo rifiuto è
Pag. 23 di 34 sorto verso febbraio, marzo dell'anno scorso, non ricordo preciso. ... Il problema della scuola è successo a gennaio
2025. Il rifiuto ad andare al centro è stato prima del rifiuto ad andare a scuola ... Rinvengo un messaggio dello 05 febbraio
2026 per la presenza al centro per il giorno dopo, dal tenore del messaggio ricavo che ho confermato l'appuntamento per il successivo 06 febbraio, e in quella occasione il problema di mio figlio già c'era, il rifiuto ad andare al centro, già c'era, da un bel po', ossia da qualche settimana”.
Al di là dell'evidente errore materiale nella verbalizzazione, allorchè è riportato riferimento all'anno 2026, il rifiuto del minore alla frequentazione del centro si era manifestato già nel mese di dicembre 2023, ben prima dell'episodio in discussione.
La contestazione disciplinare è anche nel senso che il direttore sanitario sarebbe stato costretto a “dare spiegazioni” alla famiglia del minore, ma anche questa circostanza è smentita:
“Non ho idea del motivo per cui il bimbo ha sviluppato all'improvviso, da un giorno all'altro, questo atteggiamento”, dice il padre, che non ha “… mai parlato del problema del bimbo con altri che non sia stata la ”, alla quale Per_1
“abbiamo chiesto se c'era un qualche problema che poteva spingere il bimbo a non volte più frequentare il centro. La
ci diceva di andare a scuola a vedere”. Per_1
Il teste riferisce anche di una telefonata, “qualche mese dopo che io ho dimesso il bimbo dalla struttura, in cui una voce femminile si qualificava come di CO e mi diceva CP_1 come stesse il bimbo”. Anche ad ammettere che si sia trattato di una iniziativa della direzione sanitaria, della D'OS, la
Pag. 24 di 34 relazione tra lite ed abbandono del centro non emergeva in alcun modo, né quindi era data alcuna spiegazione al genitore.
Anche la madre del minore, : ...“Non s(a) chi è Parte_1 il direttore sanitario la direttrice sanitaria del Centro AS, della vicenda di mio figlio e del rifiuto ad andare al centro ho parlato solo con la ”. Per_1
5) Come già riportato, la contestazione ha ad oggetto il fatto che la “..abbia intimato con urla e toni alterati alla Parte_1 dott.ssa , che stava effettuando una terapia riabilitativa Per_1 ad un minore nella stanza della direzione tecnica, previa autorizzazione del direttore sanitario stesso, di uscire immediatamente dalla stanza in quanto Lei avrebbe dovuto utilizzare il pc lì posizionato per redigere un elenco di attrezzature…”, nonostante che non fosse stato consentito l'accesso a quell'ambiente specifico;
“che le grida abbiano messo in agitazione sia le famiglie nella sala d'attesa, preoccupate per i loro familiari in terapia, sia il paziente in trattamento con la dott.ssa , molto agitato a causa di Per_1 quella confusione costringendo il direttore sanitario ad intervenire per rassicurare e dare spiegazioni alla famiglia dello stesso ...”.
La ricostruzione della vicenda esclude che la abbia Parte_1 intimato alcunchè alla collega. La ha reagito, nelle Parte_1 modalità accertate, allorchè la è rientrata nella stanza, Tes_6 dopo averla ceduta alla stessa, di fronte a quella che, Parte_1 evidentemente, riteneva una richiesta infondata e comunque non dovuta.
Come detto, allo stesso modo non è provato che vi siano state conseguenze, nemmeno sul paziente in trattamento con la dott.ssa , che sarebbe stato invece “molto agitato a Per_1
Pag. 25 di 34 causa di quella confusione tanto da costringere il direttore sanitario ad intervenire per rassicurare e dare spiegazioni alla famiglia dello stesso”.
Risulta però dimostrato che la ricorrente abbia utilizzato toni alterati, se non urla, e che la sua complessiva condotta ha determinato una reazione negli accompagnatori dei pazienti in sala di attesa, anche se non è emerso in alcun modo che questi abbiano nutrito preoccupazioni per la sorte dei minori in cura.
In particolare, come detto, non è emerso che vi sia stata qualsivoglia conseguenza sul minore presente all'accaduto.
La ricostruzione non viene inficiata dalle conversazioni telefoniche che la ricorrente sostiene essere intercorse con taluni dei protagonisti, e depositate in corso di causa.
Non vi è modo di individuare gli interlocutori, poiché quelle offerte sono mere registrazioni audio, che sarebbero state effettuate dalla senza alcuna certezza quanto alla Parte_1 identità dei protagonisti.
A tutto concedere, comunque, appare che in quelle interlocuzioni sia la o meglio la persona che viene Parte_1 indicata come tale, che cerca di spingere l'interlocutore a tornare sulla vicenda, e che l'interlocutore a sua volta tenda ad assecondare l'evidente volontà della di vedere Parte_1 ridimensionata la portata dell'accaduto.
6) L'art. 66 del CCNL pacificamente applicabile, prodotto da parte ricorrente e non contestato, prevede la sanzione disciplinare del licenziamento nei casi previsti dal capoverso precedente qualora le infrazioni abbiano carattere di particolare gravità; laddove il dipendente tenga un contegno scorretto od offensivo verso gli utenti, i rappresentanti dell'Associazione, il pubblico, gli altri dipendenti e
Pag. 26 di 34 collaboratori;
per litigi di particolare gravità, ingiurie, risse sul luogo di lavoro;
per qualsiasi atto compiuto anche per negligenza che abbia prodotto grave danno all'Amministrazione o agli utenti o disservizio alla cura, all'assistenza e/o alla riabilitazione.
A parere del Tribunale, il fatto, come ricostruito e delineato, costituisce contegno scorretto od offensivo verso gli utenti, i rappresentanti dell'Associazione, il pubblico, gli altri dipendenti, ma non è connotato dagli elementi di gravità idonei a giustificare la sanzione espulsiva, perché quanto accaduto, e nei termini in cui la contestazione (urla e tono alterato) è stata confermata, non è stato di particolare gravità.
La contestazione è solo di aver utilizzato urla e toni alterati: non è riferita alle espressioni utilizzate, che quindi non rilevano, né, del resto, viene contestata l'offesa o ingiuria alla altra dipendente o a superiori. Ancora, il fatto non ha comportato grave danno all'Amministrazione o agli utenti o disservizio alla cura, all'assistenza e/o alla riabilitazione.
Il tono di voce era certo alto ed alterato, come oggetto di contestazione, ma e Parte_6 Parte_2 presenti nella associazione, non hanno sentito nulla dell'accaduto.
Quanto alla prima teste, la stanza della teste Parte_1
“…rispetto a quella della D'OS sta lontana, il centro è disposto tipo a elle, e la mia stanza è l'ultima della elle, quella della D'OS è la prima della elle. Io non avevo sentito niente. Nella mia stanza è difficile sentire cosa succede dalla parte opposta della sede. rispetto a quella della D'OS sta lontana, il centro è disposto tipo a elle, e la mia stanza è
l'ultima della elle, quella della D'OS è la prima della elle”.
Pag. 27 di 34 La teste , però, “ stav(a) al centralino, appena si Parte_2 entra, in una stanza che si affaccia sull'atrio”.
La ha quindi utilizzato tono di voce alto, alterato Parte_1 anche, ma non tale da essere avvertito al di là della sala di attesa, e comunque da giungere sino alla , né vi Parte_2 sono state reazioni particolari da parte dei presenti nella sala, che pure hanno notato quanto accadeva.
La conclusione è che il fatto sussiste, ed è sussumibile nella fattispecie del contegno scorretto od offensivo verso gli utenti,
i rappresentanti dell'Associazione, il pubblico, gli altri dipendenti e collaboratori, ma, così come ricostruito e ridimensionato rispetto alla contestazione, il esso però appare privo dei connotati della gravità, e non tale da giustificare il venir meno della fiducia del datore in termini tale da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto.
Nella narrazione del teste si è trattato di una Tes_1 diatriba, evitabile, fuori luogo, la cui effettiva gravità appare però di molto ridimensionata anche per l'assenza degli ulteriori risvolti che sono stati invece valorizzati nella contestazione disciplinare. Non vi sono state conseguenze per il minore, non vi sono state reazioni particolari da parte dei genitori presenti, né altre conseguenze particolari.
7) Quanto alla ulteriore contestazione, il CCNL prevede sanzione conservativa per il caso in cui il lavoratore anticipi la cessazione del lavoro senza giustificato motivo. Il licenziamento è previsto per il caso di “ingiustificato abbandono del posto di lavoro durante il turno di lavoro”.
Alla è contestato di aver arbitrariamente Parte_1 abbandonato il posto di lavoro “…senza essere stata preventivamente autorizzato…”.
Pag. 28 di 34 La ricorrente sostiene di aver accusato un malore, a seguito della vicenda, e che “quando me ne sono andata le colleghe e mi dissero che avrei dovuto firmare il Per_2 Per_3 permesso, per uscire, hanno quindi chiamato
[...]
con il registro, quello dei permessi che Parte_2 generalmente firmiamo, e io ho firmato”. Non solo, ma il giorno successivo “ mi disse che si, aveva Parte_2 avvisato la subito dopo che io me ne ero andata e la CP_3
… non aveva detto niente”. CP_3
La certificazione medica prodotta nulla prova quanto alla gravità del malore. La teste si rivolgeva al medico curante, che ne attesta la presenza nel proprio studio “finchè non si è sentita bene”, riscontrando “pressione bassa e stato ansioso” e consigliando “riposo e terapie adeguate”.
Ancora, i testi non riferiscono della esistenza di un registro, ma piuttosto di una modulistica che viene predisposta allorchè il dipendente intenda allontanarsi prima dell'orario previsto.
Va anche rilevato che, come affermato nella lettera di contestazione dello 09 febbraio 2024, il direttore sanitario informava dell'accaduto il commissario straordinario già il precedente 06 febbraio. Nella lettera non si fa espressamente riferimento alla specifica circostanza dell'allontanamento, né emerge quando ed in che modo la direzione sanitaria sia stata informata dell'accaduto, e quindi se prima o dopo che la ricorrente abbandonasse la sede.
Comunque sia, il Tribunale rileva che la si è Parte_1 allontanata in maniera assolutamente palese, senza fare nulla per occultare la cosa, ed anzi palesando la sua intenzione, anche se in termini diversi da quello che la stessa rappresenta,
Pag. 29 di 34 ma comunque in modo tale che almeno gli altri dipendenti ne fossero pacificamente consapevoli.
I testi sono concordi nel riferire che la prassi era differente, e che la direzione sanitaria andava coinvolta.
L'art. 69 prevede sanzione conservativa per il caso di chi ritardi l'inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza giustificato motivo.
La condotta della appare rientrare in tale ipotesi, e Parte_1 non in quella prevista successivamente, e per la quale è possibile il licenziamento, dell'ingiustificato abbandono del posto di lavoro durante il turno di lavoro.
Il discrimine, secondo il Tribunale, sta nel fatto che la ha agito in maniera palese, anche se immotivata e Parte_1 non conforme alla prassi, anticipando l'orario di uscita piuttosto che abbandonando il posto.
Dovendo individuare la differenza tra le due ipotesi, cessazione anticipata del lavoro e abbandono del posto di lavoro, l'unico elemento che appare rilevante è quello della evidenza della condotta, che se palese sembra rientrare nella prima ipotesi, laddove l'abbandono del posto appare riferirsi alla anche occulta interruzione dell'attività alla quale si è addetti.
Comunque, anche a considerare l'abbandono, va rimarcato che “La giusta causa di licenziamento è nozione legale rispetto alla quale non sono vincolanti – al contrario che per le sanzioni disciplinari con effetto conservativo – le previsioni dei contratti collettivi, che hanno valenza esemplificativa e non precludono l'autonoma valutazione del giudice di merito in ordine alla idoneità delle specifiche condotte a
Pag. 30 di 34 compromettere il vincolo fiduciario tra datore e lavoratore,
…” (Cass. civ., sez. lav., 16 luglio 2019 n. 19023).
L'abbandono del posto, ove lo si volesse configurare, effettuato in maniera assolutamente palese, non ha avuto alcuna conseguenza, non incidendo in alcun modo sullo svolgimento delle ordinarie attività della struttura.
Anche per quanto proveniente da parte datrice, che nulla allega sul punto, la non aveva in carico alcun Parte_1 paziente, e l'attività alla quale era intenta è stata ritenuta dalla stessa direzione sanitaria non necessitante un immediato svolgimento, perché la stessa direzione ha di fatto impedito alla lavoratrice di utilizzare l'unico mezzo informatico reperibile.
In tale parte, quindi, il fatto non sussiste (per la rilevanza della previsione di sanzione conservativa anche nella vigenza del
Jobs act, Corte Cost. sentenza n. 129/2024) ovvero, al più, sussiste ma non appare idoneo a giustificare la definitiva lesione del vincolo fiduciario.
8) La conclusione alla quale si giunge è quindi che il fatto contestato, sia pure nei limiti indicati e per la sola parte sopra specificata sussiste, ma non è idoneo a giustificare il licenziamento.
Tanto esclude la configurabilità del licenziamento ritorsivo, così come oggetto di domanda, in quanto in tema di licenziamento ritorsivo, l'accoglimento della domanda di accertamento della nullità è subordinata alla verifica che l'intento di vendetta abbia avuto efficacia determinativa esclusiva della volontà di risolvere il rapporto di lavoro, anche rispetto ad altri fatti rilevanti ai fini della configurazione di una giusta causa o di un giustificato motivo di recesso,
Pag. 31 di 34 rispetto ai quali va quindi escluso ogni giudizio comparativo.
(Cass. 07/03/2023 n. 6838).
9) Quanto alle conseguenze sanzionatorie, la vicenda si colloca pacificamente nell'ambito di applicabilità del Dlgs
23/2015, e segnatamente della previsione di cui all' Art. 3.
(Licenziamento per giustificato motivo e giusta causa), a mente del quale Salvo quanto disposto dal comma 2, nei casi in cui risulta accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo o per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari (a due mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio) in misura comunque non inferiore a sei e non superiore a trentasei mensilità, come modificato da
Corte Cost. 194/2018.
Le «mensilità», cui fa ora riferimento l'art. 3, comma 1, del d.lgs. n. 23 del 2015 sono da intendersi relative all'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR, così come si evince dal d.lgs. n. 23 del 2015 nel suo complesso, con riguardo alla commisurazione dei risarcimenti.
Nel rispetto dei limiti, minimo e massimo, dell'intervallo in cui va quantificata l'indennità spettante al lavoratore illegittimamente licenziato, il giudice terrà conto innanzi tutto dell'anzianità di servizio - criterio che è prescritto dall'art. 1, comma 7, lett. c) della legge n. 184 del 2013 e che ispira il disegno riformatore del d.lgs. n.23 del 2015 - nonché degli altri criteri già prima richiamati, desumibili in chiave
Pag. 32 di 34 sistematica dalla evoluzione della disciplina limitativa dei licenziamenti (numero dei dipendenti occupati, dimensioni dell'attività economica, comportamento e condizioni delle parti)” (Corte Cost. 194/2018.
Nel caso di specie, non viene specificato il numero complessivo dei dipendenti della convenuta. In considerazione degli altri criteri, della durata del rapporto, iniziato del novembre 2018, appare corretto quantificare la indennità nella misura di diciotto mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR.
Il calcolo va effettuato sulla base della busta paga prodotta da parte ricorrente e riferita alla mensilità di agosto 2023, non essendovi allegazioni in senso contrario da parte convenuta che nemmeno produce buste paga successive.
La retribuzione mensile ammonta ad €#1.911,32#
(millenovecentoundici,32) e l'ammontare dovuto, pari a dodici volte l'importo, è di €#34.403,76#
(trentaquattromilaquattrocentotre,76), con interessi sulla somma via va rivalutata dalla data dell'illegittimo licenziamento fino all'effettivo soddisfo.
10) Le spese di lite vanno compensate in ragione del rigetto della domanda principale e di quella proposta come prima subordinata.
PQM
Il Giudice, definitivamente pronunciando sul ricorso iscritto al n. 3598/2024 R.G Lavoro, proposto da nei Parte_1 confronti di Controparte_1
Sezione di , ogni contraria istanza deduzione
[...] CP_2 ed eccezione disattesa, così provvede:
Pag. 33 di 34 1) In accoglimento della domanda subordinata, accerta e dichiara la illegittimità del licenziamento disposto da
[...]
Sezione di Controparte_1
nei confronti di e di cui alla parte CP_2 Parte_1 motiva;
2) Dichiara estinto il rapporto di lavoro intercorrente tra e Parte_1 Controparte_1
Sezione di alla data del
[...] CP_2 licenziamento illegittimo, e condanna
[...]
Sezione di al Controparte_1 CP_2 pagamento a favore di di un'indennità non Parte_1 assoggettata a contribuzione previdenziale nella misura di
€#34.403,76# (trentaquattromilaquattrocentotre,76), con interessi sulla somma via va rivalutata dalla data dell'illegittimo licenziamento fino all'effettivo soddisfo;
3) Compensa tra le parti le spese di lite.
Avellino, 19 dicembre 2025
Il GdL
Dott. Ciro LUCE
Pag. 34 di 34
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice dott. Ciro Luce, in funzione del giudice del lavoro, procedendo nelle forme di cui all'art. 127 ter c.p.c., termine ultimo deposito note del 21.11.2025, ha pronunciato e pubblicato la seguente
S E N T E N Z A nella causa civile iscritta al nr. 3598/2024 R.G. Lavoro e vertente
TRA
( , rapp.ta e difesa Parte_1 C.F._1 dall'Avv.to Pasquale Bondi ed elett.te domiciliata in Napoli, al Corso Novara n. 10, Palazzo Alto, 6° piano, giusta mandato come in atti;
RICORRENTE
CONTRO
Controparte_1
Sezione di ( ), in persona del legale CP_2 P.IVA_1 rapp.te p.t., rapp.ta e difesa dall'Avv. Endrio Lapuista ed elett.te domiciliata in Belvedere Marittimo (CS), alla c.da Vetticello n.
72, giusto mandato come in atti;
RESISTENTE
Conclusioni delle parti: come in atti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1 1) Con ricorso in atti la parte in epigrafe, premessa la propria vicenda lavorativa a far data 15.11.2018 presso la convenuta, impugna il licenziamento disciplinare per giusta causa del
29.02.2024. La resistente si è costituita.
2) La ricorrente è stata assunta dalla resistente con contratto di lavoro a tempo pieno e determinato, ed a tempo indeterminato dal 15.05.2019.
Ha prestato la propria opera presso il centro di CO (AV), ove è stata addetta all'espletamento delle terapie in regime domiciliari sino al 16.02.2023 e in regime ambulatoriale a far data da 17.02.2023.
Il licenziamento si fonda sulla contestazione disciplinare dello
09.02.2024: “In data 06.02.2024 abbiamo ricevuto da parte del direttore sanitario del centro di CO, CP_1 comunicazione circa un comportamento non consono che Lei avrebbe adottato durante lo svolgimento del Suo turno di lavoro. Sembrerebbe che Lei abbia intimato con urla e toni alterati alla Sua collega, dott.ssa , che stava effettuando Per_1 una terapia riabilitativa ad un minore nella stanza della direzione tecnica, previa autorizzazione del direttore sanitario stesso, di uscire immediatamente dalla stanza in quanto Lei avrebbe dovuto utilizzare il pc lì posizionato per redigere un elenco di attrezzature come Le era stato richiesto nella riunione del giorno precedente ma durante il quale non Le era stato in alcun modo consentito l'accesso a quell'ambiente specifico. Sembrerebbe inoltre che le Sue grida abbiano messo in agitazione sia le famiglie nella sala d'attesa, preoccupate per i loro familiari in terapia, sia il paziente in trattamento con la dott.ssa , molto agitato a causa di Per_1 quella confusione costringendo il direttore sanitario ad
Pag. 2 di 34 intervenire per rassicurare e dare spiegazioni alla famiglia dello stesso ...”.
Con seconda comunicazione, sempre dello 09 febbraio 2024, viene contestato “Abbandono del posto di lavoro: In data
06.02.2024 alle ore 17.00 Lei avrebbe arbitrariamente abbandonato il posto di lavoro, durante lo svolgimento del
Suo turno senza essere stato preventivamente autorizzato da chi di competenza”.
La ricorrente ha fornito le proprie giustificazioni in data
12.02.2024.
Con missiva recante data 29.02.2024 è stato disposto il licenziamento per giusta causa. Richiamate le contestazioni disciplinari, “…conclusasi la fase di verifica ed accertamento dei fatti accaduti, avendo valutato le fattispecie ascritteLe sia singolarmente che cumulativamente;
Siamo spiacenti di comunicarLe che le giustificazioni da Lei prodotte in data
12.02.2024 non sono state accolte. Le comunichiamo pertanto che, le infrazioni da Lei commesse valutate sia singolarmente che complessivamente, sono state considerate oltre che lesive del rapporto fiduciario, di gravità tale da non consentire la prosecuzione nemmeno temporale del rapporto di lavoro.
Ci vediamo costretti dunque ad applicare nei Suoi confronti il licenziamento senza preavviso con decorrenza immediata. Il rapporto di lavoro con Lei in essere cessa alla data di ricezione della presente. Le spettanze di fine rapporto, comprensive del T.F.R., maturate alla data del licenziamento
Le saranno corrisposte nei modi e tempi previsti dalla legge”.
Il provvedimento espulsivo è contestato, anche perché ritorsivo.
3) Nel corso del giudizio è stata svolta attività istruttoria.
Pag. 3 di 34 In sede di interrogatorio formale, la ricorrente (udienza dello
07.02.2025) “Confermo che dopo l'episodio mi sono sentita male, le colleghe mi hanno soccorsa, è venuto mio marito che mi ha portato dal medico, ho avuto una crisi di panico, la pressione bassissima, quasi collassavo. Dopo una mezz'ora il medico mi ha dato delle gocce per calmarmi, le ho prese direttamente nello studio medico, e poi sono andata a casa.
Quando me ne sono andata le colleghe e Per_2 Per_3 mi dissero che avrei dovuto firmare il permesso, per uscire, hanno quindi chiamato con il registro, Parte_2 quello dei permessi che generalmente firmiamo, e io ho firmato. Noi firmiamo il permesso sul registro e ce ne andiamo, di regola ho sempre firmato senza chiedere a nessuno di potermene andare, credo che così facciano tutti, ma comunque io non sono mai stata rimproverata nelle altre volte in cui l'ho fatto. Il giorno dopo io chiamai e Pt_2 chiesi se la dottoressa D'OS, che è direttore tecnico, sapeva che io il giorno prima me ne ero andata, perché il giorno dopo avevo mandato il certificato che non stavo bene, e
[...]
mi disse che si, aveva avvisato la subito Parte_2 CP_3 dopo che io me ne ero andata e la la quale non aveva CP_3 detto niente. È stato mio marito che credo abbia mandato il certificato dello 06 febbraio del dott. . Il giorno 06 Per_4 febbraio io dovevo predisporre la lista di quello che mancava nelle palestre dove le colleghe facevano fisioterapia, avevo predisposto la bozza su di un foglio, e c'era il collega
[...] che stava vicino alla porta senza paziente, e io gli Tes_1 chiesi di poter battere al computer quello che avevo manoscritto, e io e il andammo prima nella stanza Tes_1 dell'amministrativo, dove però al computer c'era la password,
e andammo allora nella stanza della dottoressa D'OS dove
Pag. 4 di 34 il computer era senza password, cosi disse e Tes_1 siccome la stanza era chiusa bussammo, una voce dall'interno disse avanti, aprì la porta e trovammo Tes_1 Parte_3
che stava con un paziente, non ricordo se un bimbo o
[...] una bimba, e chiese se poteva lasciare la postazione Tes_1 libera perché noi usassimo il computer, e la disse che Per_1 stava lì perché glielo aveva detto la dottoressa D'OS, e la
è uscita con il o la paziente. Il accende il Per_1 Per_5 computer, mi apre il programma di word e io inizio a scrivere, dopo cinque, dieci minuti rientrò nella stanza la , e mi Per_1 disse che dovevo immediatamente uscire perché lì doveva stare lei e non io. Io dissi scusa, ma te lo abbiamo chiesto,
c'era bisogno che dovevi montare tutta sta storia, sarà stato il tono di voce alto e gli dissi scostumata. Presente era
[...]
, la quale è entrata e stava lì mentre abbiamo Testimone_2 avuto questa discussione, penso abbia assistito a tutto. Me ne sono uscita e sono andata a chiamare che venuta e disse Tes_1 ad che io non la avevo cacciata fuori, che avevamo Pt_3 chiesto gentilmente la disponibilità della stanza. Io a quel punto sono andata in panico, piangevo e mi sono sentita male.
I genitori del paziente stavano nella sala di attesa che rispetto alla stanza della D'OS sta nell'atrio, poi c'è un corridoio e all'inizio del corridoio sta la stanza della D'OS. I genitori del paziente non sono venuti nella stanza della D'OS, sono rimasti nell'atrio. Il giorno dopo parlai con , Parte_2 la quale mi disse che non aveva sentito niente di quello che era successo nella stanza della D'OS”;
(udienza dello 07.02.2025): “Sono Testimone_3 dipendente presso la sede di CO. Sono logopedista. CP_1
Non ricordo il giorno, ricordo che era di pomeriggio, io stavo lavorando con un paziente, nella mia stanza, e venne la
Pag. 5 di 34 collega la quale mi disse che non stava tanto bene,
Parte_1 si sedette su di un banchetto, le chiesi se aveva bisogno di qualche cosa e la mi disse che aveva chiamato il
Parte_1 marito che sarebbe venuta a prenderla. Io continuavo a lavorare con il bambino, e la stava lì seduta, dopo un
Parte_1 po', la se né andò perché arrivò il marito, non ricordo Pt_1 se il marito l'ho visto. Non so perché la stava così.
Parte_1
Io non le chiesi nulla del perché stava male e la non Parte_1 mi disse nulla del perché stava male. La mia stanza rispetto a quella della D'OS sta lontana, il centro è disposto tipo a elle, e la mia stanza è l'ultima della elle, quella della D'OS
è la prima della elle. Io non avevo sentito niente. Nella mia stanza è difficile sentire cosa succede dalla parte opposta della sede. Quando lasciamo il lavoro prima dell'orario prefissato, mandiamo un messaggio alla direttrice D'OS, lei ci dà
l'assenso sempre tramite messaggio e noi facciamo la domandina con un modulo che compiliamo, e che lasciamo in un apposito raccoglitore. Io non me ne sono mai andata senza aver chiesto prima il permesso alla D'OS. Non è possibile che qualcuno se ne vada senza chiedere il permesso alla
Chiediamo il permesso alla direttrice D'OS CP_3 perché è la direttrice, abbiamo fatto sempre così”;
(udienza dello 07.02.2025): “Sono Parte_2 dipendente mi occupo della assistenza ai disabili. Capita CP_1 che qualcuno di noi, raramente, io mai, lasci il lavoro prima dell'orario. Chiamiamo la dott. D'OS e facciamo il permesso, nel senso che quando sta in sede glielo si chiede direttamente, quando non c'è la chiamiamo, chi vuole andarsene la chiama, penso che la D'OS dia il permesso e finisce lì. Poi si fa un permesso scritto, c'è un modulo che il lavoratore compila per chiedere il permesso, il modulo viene
Pag. 6 di 34 messo in amministrazione, c'è un raccoglitore, e poi se la vede l'amministrativo Ricordo che a un Parte_4 certo punto il marito della venne a prenderla, dice
Parte_1 che non si sentiva bene, me lo disse una terapista, non ricordo chi. Io non vidi che il marito era entrato, e non ho visto quando la è uscita”. Mi dissero che la se
Parte_1 Parte_1 ne era andata, ma io non la ho vista uscire. Io stavo al centralino, appena si entra, in una stanza che si affaccia sull'atrio. C'è una uscita da dietro. La non è passata
Parte_1 davanti a me, dalla mia stanza io vedo la porta di ingresso, è probabile che sia uscita da dietro. Io quel giorno non ho parlato con la La è entrata nell'atrio ma
Parte_1 Parte_1 non nella stanza dove stavo io, e io non mi sono avvicinata alla parlavo al telefono. Io non ho sentito nessuna
Parte_1 discussione quel giorno. Io non ho portato alcun registro riferito alle assenze alla Io non sono proprio uscita
Parte_1 dalla mi stanza e non ho proprio parlato con la che
Parte_1 io ricordi. Io il registro delle assenze non l'ho proprio visto e non so se la abbia firmato qualche cosa riguardo ad
Parte_1 una assenza quel giorno. Non ricorso se il giorno dopo la mi ha chiamato”;
Parte_1
(udienza dello 07.02.2025): “Sono Parte_3 dipendente AS, logopedista. È capitato che me ne sia andata prima dal lavoro rispetto all'orario, noi avvisiamo la dott.
D'OS, la quale ci dà il permesso, e poi firmiamo un permesso, con i dati e l'orario e tutto, scheda che lasciamo in un contenitore. Io l'ultimo giorno di lavoro della ho Parte_1 lavorato fino alle 19.00, come sempre. Non ricordo cosa abbia fatto la dopo quello che è successo, perché dopo che Parte_1
è successo quello che è successo io ho continuato tranquillamente a lavorare. Ci sono i pazienti che vanno
Pag. 7 di 34 rispettati. Dopo che la uscì alla fine, in modo brusco
Parte_1 sbattendo la porta io ho continuato nella terapia. Dopo che uscì dalla stanza quel giorno non vidi più la Ho
Parte_1 detto tranquillamente ho continuato a lavorare, ma in realtà ho dovuto calmare il bambino, che era anche un bimbo problematico a livello comportamentale, si era agitato, ho dovuto tranquillizzarlo e vedere come continuare nella terapia, oltre a stare tranquilla anche io. Io stavo nella stanza, facevo la terapia con questo bambino, e bussano alla porta, la insieme a non ricordo il cognome, e la
Parte_1 Tes_1 mi chiese se poteva usare il PC che stava nella
Parte_1 stanza perché era stata autorizzata dalla dottoressa D'OS.
Io sentito che era stata la D'OS ad autorizzare dissi che si, le lasciavo la stanza, presi le attrezzature ed il bambino e mi sono spostata con il bimbo e le attrezzature in una altra stanza.
Poi iniziando la terapia ho pensato di avvisare la dottoressa
D'OS, perché a me la non aveva dato nessuna CP_3 autorizzazione. La D'OS in quel momento non c'era, e per telefono mi disse che io non avrei dovuto lasciare la stanza, che la non era stata autorizzata, e che nel mezzo Parte_1 della terapia non si interrompe. Quindi ho preso il bimbo, sono andata di nuovo nella stanza della D'OS dove stavo prima, la porta che avevo lasciato aperta era chiusa, ho bussato, sono entrata ed ho trovato la insieme alla Parte_1 dott. , vicino al pc. Sono entrata, ho Testimone_2 detto a scusa, se puoi lasciare la stanza perché ho chiesto Pt_1 alla dott. D'OS e questa mi ha detto che non potevo lasciare la stanza e lasciare che la usasse il pc. La Parte_1
D'OS lamentava il fatto che io avessi lasciato la stanza durante la terapia, disse anche qualche cosa riguardo al computer ma non era la cosa principale. Mi disse che non
Pag. 8 di 34 aveva autorizzato l'uso del suo pc a nessuno. Nessuno aveva mai usato il pc della D'OS. La reazione della è Parte_1 che lei stava sulla sedia, indietreggia alzandosi di scatto e spingendo la sedia all'indietro, e mi disse iniziando ad inveire dicendo che io avevo chiamato la dottoressa, come se avessi fatto la spia, io indietreggio tenendo per mano il bimbo, e lei dice che ero andata a chiamare la dottoressa, disse siete la solita massa di deficienti, di pecore, e con tono alto di voce, sei una cretina. Io le chiesi di abbassare i toni, perché io ero stata tranquilla, e le ricordai che c'era un bimbo, ma la non mi diedi modo di spiegarmi perché era partita in Parte_1 quarta, alzava la voce. Poi è uscita dalla stanza all'improvviso sbattendo la porta. Nel frattempo la dott. Testimone_2 cercava di salvare quello che era stato scritto sul computer. Io cercavo anche di tranquillizzare il bambino e di mantenere la mia tranquillità perché ero un poco scossa della cosa. Dopo due o tre minuti che era uscita e sbatteva la porta, la Parte_1 rientra, con la porta era rimasta semi aperta, la porta era Tes_1 socchiusa, i genitori stavano all'ingresso, e da dove stavano è vicino alla stanza dove stavo io, la diceva guarda a Parte_1 questa, oggi che ha combinato, è andata a chiamare la dottoressa dicendo che io stavo vicino al pc, si rivolgeva a
Urlava ancora. Io spiegai a cosa era successo, e Tes_1 Tes_1 che io avevo chiamato la dottoressa D'OS perché non ero sicuro di aver fatto la cosa giusta, ma la parlava Parte_1 sopra, diceva cretina, continuava ad urlare, ed io chiedevo di abbassare i toni. Io ero abbastanza agitata, il bimbo cominciava di agitarsi. Alla fine la è uscita, Parte_1 sbattendo la porta, se né andato dietro alla e Tes_1 Parte_1 poi se ne è andata anche la . Io sono rimasta Testimone_2 quindi con il bimbo, ho dovuto calmarlo e riprendere. Quel
Pag. 9 di 34 giorno io non ho più visto la Nei giorni seguenti Parte_1
una collega, mi disse che la mi Parte_5 Parte_1 mandava a dire che era meglio che dicevo la verità perché aveva delle registrazioni in mano. La si avvicinava Parte_1 verso di me ed io mi sono allontanata, ed è arrivata molto vicino a me, abbastanza ravvicinata, molto ravvicinata, non saprei dire quanto. Nelle successive sedute abbiamo avuto problemi con il bimbo, che già era abbastanza problematico, e nei mesi successivi non voleva entrare con noi, tanto che ad un certo punto la mamma ha chiesto le dimissioni di questo bambino, dopo qualche mese. I genitori del bimbo ricordo chiamarsi Il giorno dopo l'episodio ho visto la Per_6 dottoressa nel corridoio che mi faceva delle smorfie. Parte_1
Ritengo che volesse rimarcare quello che era successo. Io riferii dell'accaduto il commissario e la dott. D'OS. CP_4
Ho detto loro di essere stata appellata come ho detto”;
(udienza dello 07.02.2025): “Lavoro per AS Testimone_4 come neuropsicomotricista. Ricordo che era pomeriggio, almeno era ancora buio ma non ricordo preciso l'ora, sicuro dopo le 15.00 perché alle 15.00 è entrato questo bambino con il quale io stavo in terapia, io stavo nella mia stanza, con un bimbo, il quale a un certo punto mi chiese di poter andare in bagno, per andare in bagno io devo attraversare la sala di attesa, e mentre aspettavo il bimbo, che stava nel bagno, all'interno dell'atrio dove sta appunto la porta del bagno, io sentii delle urla, c'erano tanti genitori che mi guardano, e io cercai di minimizzare dicendo di stare tranquilli. Poi il bambino esce, e faccio per rientrare nella mi stanza, e passando davanti alla porta della stanza della dott. D'OS la porta era semi aperta, e vedo che la sta insultando, Parte_1 inveiva contro la , che non stava facendo niente e Per_1
Pag. 10 di 34 teneva in mano un bimbo, e la diceva sta cretina, sta Parte_1 massa di pecore, e io continuai con il bimbo ed entrai nella mia stanza, e chiusi la porta. Continuai la terapia, e continuai a sentire porte che sbattevano urla, parlavano ad alta voce, era una sola voce. Nella stanza io vidi solo la , il bimbo Per_1 che la teneva per mano e la che stava in piedi Per_1 Pt_1 quasi faccia a faccia con la la quale non faceva niente, Per_1 non rispondeva e non faceva niente. Quando dobbiamo uscire prima se è presente fisicamente la dott. D'OS glielo chiediamo, sennò mandiamo un messaggio, e se la D'OS ci risponde di si compiliamo un modulo che troviamo in un raccoglitore che sta nell'ufficio amministrativo. I genitori del bimbo che stava con me facevano di nome;
Per_7
(udienza dello 07.02.2025): “Sono Controparte_5 dipendente come direttore tecnico della di sede CP_1 CP_2
CO. Ricordo di essere stata chiamata telefonicamente da
, la quale mi chiedeva se veramente io avevo Parte_3 dato il mio permesso a per l'uso del mio Parte_1 computer durante la terapia con un minore, io dissi assolutamente di non aver dato il consenso ad usare il computer e che tantomeno si poteva farlo durante un trattamento, che non va interrotto in nessun caso. Dissi quindi alla di tornare a fare il suo lavoro, e dire alla Per_1 Parte_1 che quell'elenco lo poteva fare a penna. Scrissi anche un messaggio whatsapp alla dicendo che la Parte_1 Per_1 doveva fare la terapia e che la poteva fare l'elenco a Parte_1 penna. La mi rispose che voleva farlo meglio, Pt_1
l'elenco. Poi la mi ha telefonata la sera dicendo che la Per_1 la aveva aggradita verbalmente, con insulti, cretina, Parte_1 pecora, quando era rientrata nella stanza, davanti al minore, e che lei era rimasta in silenzio per non agitare il bimbo. Il
Pag. 11 di 34 dipendente che vuole uscire prima dell'orario mi chiede il permesso, anche per messaggio, e compila un foglio che viene conservato e che io anche poi vidimo. La non mi ha Parte_1 mandato alcun messaggio. Non c'è mai stato un modulo firmato dalla per avere l'autorizzazione ad uscire Parte_1 quel giorno. Il foglio presenze recava la firma della Parte_1 in entrata ma non in uscita. I giorni successivi taluni genitori, tra gli altri i mi chiesero cosa era successo, i Per_6 perché erano preoccupati nel vedere il bimbo Per_6 agitarsi e non voler venire al centro. Il giorno dopo i Per_6 sono venuti da me a parlare, poi permessi il bimbo veniva e no veniva e alla fine la mamma ha ritenuto di non portalo più al centro. Quel giorno la non mi chiamò per Parte_2 avvisarmi che la se ne era andata o se ne andava Parte_1 prima, io ho saputo che la se ne era andata prima Parte_1 solo il giorno dopo. Quando ho visto il registro della entrata e delle uscite”;
(udienza del 21.03.2025): Testimone_2
“Effettivamente ho ascoltato quanto è stato detto prima in udienza a proposito di una denuncia proposta nei confronti di una altra teste. Ovviamente questo non mi condiziona in alcun modo perché so che la testimonianza deve essere veritiera ed anche la S.V. mi ha appena ammonito circa le conseguenze anche giuridiche ove non dicessi il vero. Lavoro per da CP_1
2017 circa, oggi sono ancora dipendente, sono logopedista.
Ricordo che qualche tempo fa io mi trovavo nella mia stanza, arrivò e mi chiese di aiutarla nel salvare un file Parte_1 su di un personal computer. Io sono quindi andata nella stanza dove la stava lavorando al pc, la stanza che è la Parte_1 prima a destra a fianco della sala di attesa, e cercavo di salvare questo file, che non ho letto e non so cosa fosse. Io poi
Pag. 12 di 34 mi sono trovata in una discussione, ma ho calato la testa e mi sono completamente assentata dalla situazione, continuando a fissare lo schermo del computer. Appena ho potuto me ne sono andata. C'è stata una discussione tra colleghi ma io mi sono assentata, perché non era una questione nella quale volevo essere coinvolta. La discussione è stata tra Parte_1
e . Quando sono entrata nella stanza io
[...] Parte_3 stavo solo con la poi è entrata la . Quello era Parte_1 Per_1 un periodo particolare perché avevo avuto una perdita e stavo male. Non ricordo se la abbia bussato o abbia aperto Per_1 la porta immediatamente. La disse che la stanza Per_1 doveva essere impegnata da lei, non ricordo se aggiunse altro.
La rispose qualche cosa ma io non ricordo cosa. Parte_1
Non ricordo cosa è successo dopo. Era una situazione imbarazzante nella quale mi ero trovata per caso. Le due hanno iniziato a discutere, non ricordo cosa si sono dette.
Loro hanno iniziato a litigare. Per litigare intendo che avevano un tono di voce alterato, non ricordo se lo avevano tutte e due. Ad un certo punto è arrivato anche
[...]
e stavano sulla soglia della Tes_1 Parte_3 Tes_1 porta, e nel frattempo io mi sono allontanata. È stata la la prima ad alzare la voce. Non ricordo cosa la
Parte_1 abbia detto. Una volta che mi sono allontanata io me
Parte_1 ne sono andata nella mia stanza e ho chiuso la porta. Quando siamo andate nella stanza con la io stavo vicina al
Parte_1 computer, non ricordo se stavo seduta o in piedi, non ricordo dove stava la Dovevo solo salvare un file e
Parte_1 andarmene. Non ricordo se con la ho parlato
Parte_1 dell'episodio, probabilmente si, non ricordo se la mi
Parte_1 abbia chiamato il giorno dopo. Io non ho avuto alcuna contestazione disciplinare per l'accaduto. Mi viene chiesto se
Pag. 13 di 34 ricordo se nella discussione siano state pronunciate dalla ed indirizzate alla parole come pecora, Parte_1 Per_1 cretina deficiente. Non ricordo, ripeto quanto ho già detto.
Con la c'era un bambino, che poi non ho più visto in Per_1
so che era un paziente in cura da noi. Quando me ne CP_1 devo andare prima dal lavoro io avviso il direttore sanitario di persona se c'è oppure telefonicamente. Persona_8
Poi vado a fare il permesso utilizzando un modello prestampato che compilo e che consegno a o al direttore se c'è oppure ad un referente, ossia oppure Parte_4
. Questi modelli poi vengono conservati nella stanza Per_9 del ragioniere . Pt_4
Quel giorno non ricordo se è rimasta a lavoro o se Parte_1 ne è andata. Io rimasi nella mia stanza. Non ricordo se quel giorno incontrai il marito della nella struttura”; Parte_1
(udienza del 21.03.2025): “Effettivamente ho Testimone_1 ascoltato quanto è stato detto prima in udienza a proposito di una denuncia proposta nei confronti di un'altra teste.
Ovviamente questo non mi condiziona in alcun modo perché so che la testimonianza deve essere veritiera ed anche la S.V. mi ha appena ammonito circa le conseguenze anche giuridiche ove non dicessi il vero. Lavoro per da circa tre CP_1 anni. Sono dipendente anche oggi. Sono dottore in terapia occupazionale. Ricordo che circa un anno fa io non avevo pazienti e stavo camminando nel corridoio, quando Parte_1 mi chiese se la potevo aiutare ad accendere il word su un
[...] computer, perché doveva fare un documento per la dottoressa
Entrammo in amministrazione dove c'era libero un Per_8 computer, che già io avevo utilizzato in passato, io avevo chiesto in passato il permesso di utilizzare anche questo
Pag. 14 di 34 computer quando mi era servito. Nella stanza siamo andati io la non ho trovato il word e siamo passati ad un'altra Parte_1 stanza dove siamo entrati. Questa stanza viene utilizzata a volte dalla a volte da , da Lax, a volte dai Per_8 Per_10 terapisti. Non c'era nessuno, c'erano un giubbotto, forse qualcuno era uscito, la stavano utilizzando per fare terapia, probabilmente. Mi sembra che la porta fosse socchiusa.
Questa stanza l'ho scelta io perché so che lì ci stava il computer, che io altre volte avevo usato chiedendo il permesso alla dott. Non ricordo se il computer era Per_8 acceso;
io ho aperto la applicazione di video scrittura. Mentre stavo aprendo il file word è entrata e noi le Pt_3 chiedemmo se poteva fare terapia in un'altra stanza libera, mentre finiva il documento. A quel punto me Parte_1 ne sono andato, e è andata in un'altra stanza. Mentre Pt_3 stavamo visionando il computer è arrivata da sola e Pt_3 le chiedemmo la cortesia di lasciarci la stanza, se poteva, e disse che sarebbe andata altrove perché c'era una Pt_3 stanza libera. Io quindi stavo nella mia stanza, che rispetto a quella dove stava la è dalla parte opposta, dopo il Parte_1 corridoio. Dopo circa trenta minuti, ma non so dire, io mentre andavo a prendere il mio paziente all'ingresso mi si è affiancata la mi prese per il braccio, si notava Parte_1 alterazione e mi diceva -Vieni, Vieni a vedere, vieni a sentire-
e mi ha trascinato nella stanza, dicendo -Cosa aveva detto “ intendendo cosa la collega aveva detto a noi prima, , con un tono un po' di agitazione, di alterazione nella voce. Quando sono entrato nella stanza c'era Pt_3 Testimone_2
che era di fronte al computer in piedi un bambino
[...] seduto, al quale non ho prestato attenzione al punto da riconoscerlo. Quindi disse di aver sentito la dott. Pt_3
Pag. 15 di 34 per altri motivi, e parlando mi ha detto che la Per_8 non poteva utilizzare il computer , e che la stanza la Parte_1 doveva utilizzare essa Al che io chiesi di cosa si Pt_3 stesse discutendo, perché c'era un ordine della e la Per_8 doveva lasciare la stanza ad Dissi che non Parte_1 Pt_3 dovevano mettermi in mezzo a quelle cose e me ne sono uscito. Credo che quando io me ne sono andato la
[...] stava ancora dentro, non ricordo se la Tes_2 Testimone_2 sia uscita insieme a me o quanto tempo dopo di me. Ho detto che non volevo essere messo in mezzo a quelle cose perché mi sentivo fuori luogo, mi hanno portato dentro per una diatriba e io mi sono sentito fuori luogo, con un bambino che entrava, e io se mi dicono di uscire me ne vado, non mi metto a fare quelle tarantelle lì dentro, aspetto fuori in privato, dove non ci sente nessuno. Nell'ingresso, che è adiacente alla stanza, c'erano diverse persone. Non ricordo cosa le due si siano dette. Non ricordo se sono state pronunciate le parole pecora, cretina deficiente. Per alterata intendo che la Parte_1 era in stato di agitazione;
la voce era un po' più alta del normale, non urlava tipo mercato, era arrabbiata e chiedeva conferma a me di quello che aveva detto. Io mi sono allontanato forse prima della ma non ne sono Parte_1 sicuro. Non ricordo se la se ne sia andata prima quel Parte_1 giorno. Se io devo allontanarmi prima dell'orario normalmente avviso la se è presente in quel Per_8 momento, oppure telefonicamente , e comunque vado in amministrazione a scrivere uno stampato, che colloco in un raccoglitore che sta sopra un mobile in amministrazione e che viene considerato poi. Io non ho ricevuto alcuna contestazione disciplinare per l'accaduto. Avvisai la dott. di quello Per_8 che era successo. Dopo l'accaduto la mi ha Parte_1
Pag. 16 di 34 chiamato, qualche volta, e nell'ultima telefonata mi disse che mi avrebbe coinvolto nella causa come testimone, che mi aveva registrato, e che dovevo dire la verità. Mi ha raccontato l'accaduto di quel giorno”;
(udienza del 19.09.2025) “Mio figlio Controparte_6 minore è stato in cura presso la struttura di CO fino a CP_1 circa un anno fa. Quando accompagnavamo il bimbo, io e mia moglie che stava sempre con me e che restava insieme a me tutto il tempo, alla struttura noi lo consegnavamo alla porta di ingresso alla terapista, e poi restavamo all'esterno, dove c'era una tettoia o anche in macchina. Posso essere entrato per qualche cosa, tipo un caffè, ma di regola stavo fuori, capitava anche che ci allontanassimo, ed il bimbo mi era quindi riconsegnato alla porta. A un certo punto il bimbo ha avuto un rifiuto totale ad andare nel centro, il suo atteggiamento era così ostinato che abbiamo deciso di non mandarlo più. Anche consultando il mio telefonino, a ciò autorizzato dal Giudice, non riesco a ricordare fino a quando ho mandato mio figlio alla struttura né ricordo da quando il bimbo ha sviluppato la avversione mi sembra ottobre, dicembre, ma non ricordo. Il bimbo ha sviluppato l'avversione anche per l'asilo, e non lo abbiamo mandato nemmeno più all'asilo, anche qui dopo aver provato a fargli superare il rifiuto. Da lunedì il bimbo è andato a scuola materna. L'anno scorso ha frequentato fino a un certo punto. A settembre dell'anno scorso 2024 il bimbo andava all'asilo, e non aveva problemi. Come ho detto, andava all'asilo e quindi anche al centro, poi è successo qualche cosa.
Mentre stavo fuori dal centro non ho mai sentito urla o altro provenire dall'interno. Mentre stavo fuori non è mai capitato di aver visto genitori uscire anche con bimbi lamentandosi per qualche cosa che era successo all'interno. Non ho idea del
Pag. 17 di 34 motivo per cui il bimbo ha sviluppato all'improvviso, da un giorno all'altro, questo atteggiamento. Abbiamo cercato di capire anche con la scuola materna, e mi dicevano che a scuola era tutto a posto. Ovviamente il bimbo non è in grado di dare indicazioni, diceva solo che non voleva andare più da nel mentre fino a poco prima il bimbo adorava Pt_3
Dall'esterno io non potevo sapere cosa Parte_3 succedeva nella struttura. All'interno della struttura c'era una sala di attesa;
non si dire quanti e quali persone vi fossero all'interno mentre noi aspettavamo fuori. La porta di ingresso della struttura che separava la sala di attesa dallo spazio dove noi sostavamo di solito poteva essere aperta o chiusa, a seconda. Abbiamo chiesto alla terapista se Parte_3
c'era un qualche problema che poteva spingere il bimbo a non volte più frequentare il centro. La ci diceva di andare Per_1
a scuola a vedere. Non ho idea di chi sia la direttrice sanitaria della struttura, né ho mai parlato del problema del bimbo con altri che non sia stata la . Ci tengo a riferire che Per_1 qualche tempo fa mi è arrivata una telefonata, qualche mese dopo che io ho dimesso il bimbo dalla struttura, in cui una voce femminile si qualificava come AS di CO e mi diceva come stesse il bimbo. Io ho detto che era tutto a posto, ma ovviamente non ho fatto nessuna verifica sulla effettiva provenienza della telefonata”;
(udienza del 19.09.2025): “Sono coniugata Testimone_5 con Non ho rapporti di parentela né di Controparte_6 amicizia o conoscenza con ricordo che Parte_1 capitava di vederla. Mio figlio frequenta un asilo di Lioni;
il primo anno lo ha frequentato normalmente, il secondo anno non ha frequentato per tutto l'anno. Ha frequentato saltuariamente per problemi di salute, poi ad un certo punto ha
Pag. 18 di 34 avuto problemi, un morso da un altro bambino, e lui traumatizzato da questa cosa non più voluto andare. Più o meno contemporaneamente al problema a scuola è successo anche il problema al centro dove a un certo punto mio CP_1 figlio ha sviluppato un rifiuto totale ad andare. Il fatto che mio figlio non voleva andare più al centro ed a scuola lo CP_1 abbiamo detto per primo alla terapista , e Parte_3 questa ci disse che forse il problema era a scuola;
noi avevamo pensato che il problema fosse dovuto al fatto che prima il bimbo faceva psicomotricità, poi ha iniziato a fare logopedia, ed abbia rifiutato il cambiamento;
la ci Per_1 disse che non c'era nessun problema, che la terapia andava bene, e che il problema forse era a scuola. Non ricordo se la questione del morso, di per sé insignificante, tranne che per mio figlio, sia accaduta prima o dopo questo rifiuto ad andare al centro AS. Questo rifiuto è sorto verso febbraio , marzo dell'anno scorso, non ricordo preciso. Poi abbiamo continuato a portarlo al Centro fino non ricordo a quando, anche se sono state più le volte che alla fine non lo portavamo. Consultando il mio telefonino, su autorizzazione del giudice, rinvengo dei messaggi di maggio, aprile, 12 e 19 marzo, 12 , 15 , 20, 27 febbraio;
02 e 09 gennaio 2024 e 18, 11 e 06 dicembre 2023, in cui comunico al centro che il bimbo non sarebbe CP_1 andato, dicendo che era malato ma in realtà perché non vi voleva andare. Non ci voleva andare. Il problema della scuola
è successo a gennaio 2025. Il rifiuto ad andare al centro è stato prima del rifiuto ad andare a scuola, non so dire quanto prima, e abbiamo continuato a portarlo nonostante il rifiuto, almeno quando ci riuscivamo, e quando è sorto il problema a scuola siamo andati al Centro. Rinvengo un messaggio dello
05 febbraio 2026 per la presenza al centro per il giorno dopo,
Pag. 19 di 34 dal tenore del messaggio ricavo che ho confermato l'appuntamento per il successivo 06 febbraio, e in quella occasione il problema di mio figlio già c'era, il rifiuto ad andare al centro, già c'era, da un bel po', ossia da qualche settimana. Non so chi è il direttore sanitario la direttrice sanitaria del Centro AS, della vicenda di mio figlio e del rifiuto ad andare al centro ho parlato solo con la . Io e Per_1 mio marito andavamo sempre insieme a portare il bimbo al centro poi aspettavamo fuori e lo riprendevamo. Siamo CP_1 fumatori e aspettavamo sempre fuori, in un piazzale immediatamente prospicente alla porta di ingresso del centro, con due panchine potevamo fare una passeggiata, andare una macchina quando pioveva. Non andavamo nella sala di aspetto, se non in casi eccezionali. Non abbiamo mai sentito urla provenienti dal dentro della struttura. Non è mai capitato che qualcuno dei genitori sia uscito dal centro lamentandosi o facendo riferimento a qualche cosa, tipo urla e strepiti, che era successo all'interno”.
4) Il primo episodio oggetto di contestazione si sostanzia nel fatto che la si sarebbe rivolta alla collega Parte_1 Per_1
“… con urla e toni alterati”, alla presenza di un minore, al quale la stava dedicando le proprie cure, e che tanto Per_1 avrebbe “…messo in agitazione sia le famiglie nella sala d'attesa, preoccupate per i loro familiari in terapia, sia il paziente in trattamento con la dott.ssa , molto agitato a Per_1 causa di quella confusione costringendo il direttore sanitario ad intervenire per rassicurare e dare spiegazioni alla famiglia dello stesso”.
Sulla scorta delle deposizioni rese il Tribunale ritiene che effettivamente una discussione ci sia stata, e che la Parte_1
Pag. 20 di 34 abbia effettivamente reagito alla iniziativa della collega,
, la quale, dopo averle ceduto la stanza, ha Parte_3 ritenuto di farvi rientro, in compagnia del minore al quale stava dedicando le proprie cure, chiedendo all'altra di uscire.
La ha motivato la propria iniziativa con una Per_1 consultazione intervenuta con la dott. D'OS, e con le indicazioni da questa ricevute.
Indipendentemente da ogni valutazione circa i motivi che hanno potuto spingere la D'OS a tali indicazioni, il
Tribunale ritiene essere stata fornita la prova che la Parte_1 abbia reagito in maniera non consentita alla condotta della
, la quale tornava nella stanza, insieme al minore, e Per_1 rappresentava alla quanto indicatole. Parte_1
La riferisce che la “alzandosi di scatto e Tes_6 Parte_1 spingendo la sedia all'indietro, … iniziando ad inveire …disse siete la solita massa di deficienti, di pecore, e con tono alto di voce, sei una cretina … la non mi diedi modo di Parte_1 spiegarmi perché era partita in quarta, alzava la voce. Poi è uscita dalla stanza all'improvviso sbattendo la porta”.
Rientrata dopo qualche minuto, “la … diceva guarda Parte_1
a questa, oggi che ha combinato, è andata a chiamare la dottoressa dicendo che io stavo vicino al pc... Urlava ancora.
Io spiegai a cosa era successo, … ma la Tes_1 Parte_1 parlava sopra, diceva cretina, continuava ad urlare, ed io chiedevo di abbassare i toni … Alla fine la è uscita, Parte_1 sbattendo la porta, se né andato dietro alla e Tes_1 Parte_1 poi se ne è andata anche la . … La si Testimone_2 Parte_1 avvicinava verso di me ed io mi sono allontanata, ed è arrivata molto vicino a me, abbastanza ravvicinata, molto ravvicinata, non saprei dire quanto”.
Pag. 21 di 34 ha sentito “…delle urla”, e dalla porta ha visto Testimone_4
“ che la sta insultando, inveiva contro la , che Parte_1 Per_1 non stava facendo niente e teneva in mano un bimbo, e la diceva sta cretina, sta massa di pecore…e continuai Parte_1
a sentire porte che sbattevano urla, parlavano ad alta voce, era una sola voce”.
(“C'è stata una discussione tra colleghi Testimone_2 ma io mi sono assentata perché non era una questione nella quale volevo essere coinvolta”), riferisce solo che “Le due hanno iniziato a discutere, non ricordo cosa si sono dette.
Loro hanno iniziato a litigare. Per litigare intendo che avevano un tono di voce alterato, non ricordo se lo avevano tutte e due. …È stata la la prima ad alzare la voce”. Parte_1
“Non ricord(a) cosa le due si siano dette. Non Testimone_1 ricordo se sono state pronunciate le parole pecora, cretina deficiente. Per alterata intendo che la era in stato di Parte_1 agitazione;
la voce era un po' più alta del normale, non urlava tipo mercato, era arrabbiata e chiedeva conferma a me di quello che aveva detto”.
I testi concordano nell'attribuire alla una reazione Parte_1 scomposta alla iniziativa della collega, con utilizzo dei termini sopra riportati , profferiti a voce alterata e comunque alta, o comunque “ un po' più alta del normale, non urlava tipo mercato”, accompagnate da contegno consistito nello sbattere la porta.
Non risulta invece comprovato che la vicenda abbia avuto le ripercussioni indicate da parte resistente.
Il fatto è stato percepito dalle persone in attesa nella sala di aspetto, ma non sembra esservi stata alcuna specifica
Pag. 22 di 34 conseguenza, nemmeno, in particolare, quanto al percorso di cura del minore che era presente al momento del fatto.
La teste D'OS riferisce di aver parlato dell'accaduto con taluni genitori, compresi quelli del minore presente ai fatti, che sarebbero stati “… preoccupati nel vedere il bimbo agitarsi e non voler venire al centro”, ma tale ultima e specifica affermazione non trova conferma.
I genitori del minore hanno confermato che questi ha maturato ed espresso una avversione alla frequentazione del centro verso “mi sembra ottobre, dicembre, ma non ricordo. Il bimbo ha sviluppato l'avversione anche per l'asilo, e non lo abbiamo mandato nemmeno più all'asilo, anche qui dopo aver provato a fargli superare il rifiuto. ...Come ho detto, andava all'asilo e quindi anche al centro, poi è successo qualche cosa. Abbiamo cercato di capire anche con la scuola materna, e mi dicevano che a scuola era tutto a posto. ... diceva solo che non voleva andare più da nel mentre fino a poco prima il bimbo Pt_3 adorava . ... Abbiamo chiesto alla terapista Parte_3
se c'era un qualche problema che poteva Parte_3 spingere il bimbo a non volte più frequentare il centro. La
ci diceva di andare a scuola a vedere”. Per_1
, madre del minore, ... “Consultando il mio Parte_1 telefonino, su autorizzazione del giudice, rinvengo dei messaggi di maggio, aprile, 12 e 19 marzo, 12 , 15 , 20, 27 febbraio;
02 e 09 gennaio 2024 e 18, 11 e 06 dicembre 2023, in cui comunico al centro che il bimbo non sarebbe CP_1 andato, dicendo che era malato ma in realtà perché non vi voleva andare. Non ci voleva andare. Il problema della scuola
è successo a gennaio 2025. Il rifiuto ad andare al centro è stato prima del rifiuto ad andare a scuola ... Questo rifiuto è
Pag. 23 di 34 sorto verso febbraio, marzo dell'anno scorso, non ricordo preciso. ... Il problema della scuola è successo a gennaio
2025. Il rifiuto ad andare al centro è stato prima del rifiuto ad andare a scuola ... Rinvengo un messaggio dello 05 febbraio
2026 per la presenza al centro per il giorno dopo, dal tenore del messaggio ricavo che ho confermato l'appuntamento per il successivo 06 febbraio, e in quella occasione il problema di mio figlio già c'era, il rifiuto ad andare al centro, già c'era, da un bel po', ossia da qualche settimana”.
Al di là dell'evidente errore materiale nella verbalizzazione, allorchè è riportato riferimento all'anno 2026, il rifiuto del minore alla frequentazione del centro si era manifestato già nel mese di dicembre 2023, ben prima dell'episodio in discussione.
La contestazione disciplinare è anche nel senso che il direttore sanitario sarebbe stato costretto a “dare spiegazioni” alla famiglia del minore, ma anche questa circostanza è smentita:
“Non ho idea del motivo per cui il bimbo ha sviluppato all'improvviso, da un giorno all'altro, questo atteggiamento”, dice il padre, che non ha “… mai parlato del problema del bimbo con altri che non sia stata la ”, alla quale Per_1
“abbiamo chiesto se c'era un qualche problema che poteva spingere il bimbo a non volte più frequentare il centro. La
ci diceva di andare a scuola a vedere”. Per_1
Il teste riferisce anche di una telefonata, “qualche mese dopo che io ho dimesso il bimbo dalla struttura, in cui una voce femminile si qualificava come di CO e mi diceva CP_1 come stesse il bimbo”. Anche ad ammettere che si sia trattato di una iniziativa della direzione sanitaria, della D'OS, la
Pag. 24 di 34 relazione tra lite ed abbandono del centro non emergeva in alcun modo, né quindi era data alcuna spiegazione al genitore.
Anche la madre del minore, : ...“Non s(a) chi è Parte_1 il direttore sanitario la direttrice sanitaria del Centro AS, della vicenda di mio figlio e del rifiuto ad andare al centro ho parlato solo con la ”. Per_1
5) Come già riportato, la contestazione ha ad oggetto il fatto che la “..abbia intimato con urla e toni alterati alla Parte_1 dott.ssa , che stava effettuando una terapia riabilitativa Per_1 ad un minore nella stanza della direzione tecnica, previa autorizzazione del direttore sanitario stesso, di uscire immediatamente dalla stanza in quanto Lei avrebbe dovuto utilizzare il pc lì posizionato per redigere un elenco di attrezzature…”, nonostante che non fosse stato consentito l'accesso a quell'ambiente specifico;
“che le grida abbiano messo in agitazione sia le famiglie nella sala d'attesa, preoccupate per i loro familiari in terapia, sia il paziente in trattamento con la dott.ssa , molto agitato a causa di Per_1 quella confusione costringendo il direttore sanitario ad intervenire per rassicurare e dare spiegazioni alla famiglia dello stesso ...”.
La ricostruzione della vicenda esclude che la abbia Parte_1 intimato alcunchè alla collega. La ha reagito, nelle Parte_1 modalità accertate, allorchè la è rientrata nella stanza, Tes_6 dopo averla ceduta alla stessa, di fronte a quella che, Parte_1 evidentemente, riteneva una richiesta infondata e comunque non dovuta.
Come detto, allo stesso modo non è provato che vi siano state conseguenze, nemmeno sul paziente in trattamento con la dott.ssa , che sarebbe stato invece “molto agitato a Per_1
Pag. 25 di 34 causa di quella confusione tanto da costringere il direttore sanitario ad intervenire per rassicurare e dare spiegazioni alla famiglia dello stesso”.
Risulta però dimostrato che la ricorrente abbia utilizzato toni alterati, se non urla, e che la sua complessiva condotta ha determinato una reazione negli accompagnatori dei pazienti in sala di attesa, anche se non è emerso in alcun modo che questi abbiano nutrito preoccupazioni per la sorte dei minori in cura.
In particolare, come detto, non è emerso che vi sia stata qualsivoglia conseguenza sul minore presente all'accaduto.
La ricostruzione non viene inficiata dalle conversazioni telefoniche che la ricorrente sostiene essere intercorse con taluni dei protagonisti, e depositate in corso di causa.
Non vi è modo di individuare gli interlocutori, poiché quelle offerte sono mere registrazioni audio, che sarebbero state effettuate dalla senza alcuna certezza quanto alla Parte_1 identità dei protagonisti.
A tutto concedere, comunque, appare che in quelle interlocuzioni sia la o meglio la persona che viene Parte_1 indicata come tale, che cerca di spingere l'interlocutore a tornare sulla vicenda, e che l'interlocutore a sua volta tenda ad assecondare l'evidente volontà della di vedere Parte_1 ridimensionata la portata dell'accaduto.
6) L'art. 66 del CCNL pacificamente applicabile, prodotto da parte ricorrente e non contestato, prevede la sanzione disciplinare del licenziamento nei casi previsti dal capoverso precedente qualora le infrazioni abbiano carattere di particolare gravità; laddove il dipendente tenga un contegno scorretto od offensivo verso gli utenti, i rappresentanti dell'Associazione, il pubblico, gli altri dipendenti e
Pag. 26 di 34 collaboratori;
per litigi di particolare gravità, ingiurie, risse sul luogo di lavoro;
per qualsiasi atto compiuto anche per negligenza che abbia prodotto grave danno all'Amministrazione o agli utenti o disservizio alla cura, all'assistenza e/o alla riabilitazione.
A parere del Tribunale, il fatto, come ricostruito e delineato, costituisce contegno scorretto od offensivo verso gli utenti, i rappresentanti dell'Associazione, il pubblico, gli altri dipendenti, ma non è connotato dagli elementi di gravità idonei a giustificare la sanzione espulsiva, perché quanto accaduto, e nei termini in cui la contestazione (urla e tono alterato) è stata confermata, non è stato di particolare gravità.
La contestazione è solo di aver utilizzato urla e toni alterati: non è riferita alle espressioni utilizzate, che quindi non rilevano, né, del resto, viene contestata l'offesa o ingiuria alla altra dipendente o a superiori. Ancora, il fatto non ha comportato grave danno all'Amministrazione o agli utenti o disservizio alla cura, all'assistenza e/o alla riabilitazione.
Il tono di voce era certo alto ed alterato, come oggetto di contestazione, ma e Parte_6 Parte_2 presenti nella associazione, non hanno sentito nulla dell'accaduto.
Quanto alla prima teste, la stanza della teste Parte_1
“…rispetto a quella della D'OS sta lontana, il centro è disposto tipo a elle, e la mia stanza è l'ultima della elle, quella della D'OS è la prima della elle. Io non avevo sentito niente. Nella mia stanza è difficile sentire cosa succede dalla parte opposta della sede. rispetto a quella della D'OS sta lontana, il centro è disposto tipo a elle, e la mia stanza è
l'ultima della elle, quella della D'OS è la prima della elle”.
Pag. 27 di 34 La teste , però, “ stav(a) al centralino, appena si Parte_2 entra, in una stanza che si affaccia sull'atrio”.
La ha quindi utilizzato tono di voce alto, alterato Parte_1 anche, ma non tale da essere avvertito al di là della sala di attesa, e comunque da giungere sino alla , né vi Parte_2 sono state reazioni particolari da parte dei presenti nella sala, che pure hanno notato quanto accadeva.
La conclusione è che il fatto sussiste, ed è sussumibile nella fattispecie del contegno scorretto od offensivo verso gli utenti,
i rappresentanti dell'Associazione, il pubblico, gli altri dipendenti e collaboratori, ma, così come ricostruito e ridimensionato rispetto alla contestazione, il esso però appare privo dei connotati della gravità, e non tale da giustificare il venir meno della fiducia del datore in termini tale da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto.
Nella narrazione del teste si è trattato di una Tes_1 diatriba, evitabile, fuori luogo, la cui effettiva gravità appare però di molto ridimensionata anche per l'assenza degli ulteriori risvolti che sono stati invece valorizzati nella contestazione disciplinare. Non vi sono state conseguenze per il minore, non vi sono state reazioni particolari da parte dei genitori presenti, né altre conseguenze particolari.
7) Quanto alla ulteriore contestazione, il CCNL prevede sanzione conservativa per il caso in cui il lavoratore anticipi la cessazione del lavoro senza giustificato motivo. Il licenziamento è previsto per il caso di “ingiustificato abbandono del posto di lavoro durante il turno di lavoro”.
Alla è contestato di aver arbitrariamente Parte_1 abbandonato il posto di lavoro “…senza essere stata preventivamente autorizzato…”.
Pag. 28 di 34 La ricorrente sostiene di aver accusato un malore, a seguito della vicenda, e che “quando me ne sono andata le colleghe e mi dissero che avrei dovuto firmare il Per_2 Per_3 permesso, per uscire, hanno quindi chiamato
[...]
con il registro, quello dei permessi che Parte_2 generalmente firmiamo, e io ho firmato”. Non solo, ma il giorno successivo “ mi disse che si, aveva Parte_2 avvisato la subito dopo che io me ne ero andata e la CP_3
… non aveva detto niente”. CP_3
La certificazione medica prodotta nulla prova quanto alla gravità del malore. La teste si rivolgeva al medico curante, che ne attesta la presenza nel proprio studio “finchè non si è sentita bene”, riscontrando “pressione bassa e stato ansioso” e consigliando “riposo e terapie adeguate”.
Ancora, i testi non riferiscono della esistenza di un registro, ma piuttosto di una modulistica che viene predisposta allorchè il dipendente intenda allontanarsi prima dell'orario previsto.
Va anche rilevato che, come affermato nella lettera di contestazione dello 09 febbraio 2024, il direttore sanitario informava dell'accaduto il commissario straordinario già il precedente 06 febbraio. Nella lettera non si fa espressamente riferimento alla specifica circostanza dell'allontanamento, né emerge quando ed in che modo la direzione sanitaria sia stata informata dell'accaduto, e quindi se prima o dopo che la ricorrente abbandonasse la sede.
Comunque sia, il Tribunale rileva che la si è Parte_1 allontanata in maniera assolutamente palese, senza fare nulla per occultare la cosa, ed anzi palesando la sua intenzione, anche se in termini diversi da quello che la stessa rappresenta,
Pag. 29 di 34 ma comunque in modo tale che almeno gli altri dipendenti ne fossero pacificamente consapevoli.
I testi sono concordi nel riferire che la prassi era differente, e che la direzione sanitaria andava coinvolta.
L'art. 69 prevede sanzione conservativa per il caso di chi ritardi l'inizio del lavoro o lo sospenda o ne anticipi la cessazione senza giustificato motivo.
La condotta della appare rientrare in tale ipotesi, e Parte_1 non in quella prevista successivamente, e per la quale è possibile il licenziamento, dell'ingiustificato abbandono del posto di lavoro durante il turno di lavoro.
Il discrimine, secondo il Tribunale, sta nel fatto che la ha agito in maniera palese, anche se immotivata e Parte_1 non conforme alla prassi, anticipando l'orario di uscita piuttosto che abbandonando il posto.
Dovendo individuare la differenza tra le due ipotesi, cessazione anticipata del lavoro e abbandono del posto di lavoro, l'unico elemento che appare rilevante è quello della evidenza della condotta, che se palese sembra rientrare nella prima ipotesi, laddove l'abbandono del posto appare riferirsi alla anche occulta interruzione dell'attività alla quale si è addetti.
Comunque, anche a considerare l'abbandono, va rimarcato che “La giusta causa di licenziamento è nozione legale rispetto alla quale non sono vincolanti – al contrario che per le sanzioni disciplinari con effetto conservativo – le previsioni dei contratti collettivi, che hanno valenza esemplificativa e non precludono l'autonoma valutazione del giudice di merito in ordine alla idoneità delle specifiche condotte a
Pag. 30 di 34 compromettere il vincolo fiduciario tra datore e lavoratore,
…” (Cass. civ., sez. lav., 16 luglio 2019 n. 19023).
L'abbandono del posto, ove lo si volesse configurare, effettuato in maniera assolutamente palese, non ha avuto alcuna conseguenza, non incidendo in alcun modo sullo svolgimento delle ordinarie attività della struttura.
Anche per quanto proveniente da parte datrice, che nulla allega sul punto, la non aveva in carico alcun Parte_1 paziente, e l'attività alla quale era intenta è stata ritenuta dalla stessa direzione sanitaria non necessitante un immediato svolgimento, perché la stessa direzione ha di fatto impedito alla lavoratrice di utilizzare l'unico mezzo informatico reperibile.
In tale parte, quindi, il fatto non sussiste (per la rilevanza della previsione di sanzione conservativa anche nella vigenza del
Jobs act, Corte Cost. sentenza n. 129/2024) ovvero, al più, sussiste ma non appare idoneo a giustificare la definitiva lesione del vincolo fiduciario.
8) La conclusione alla quale si giunge è quindi che il fatto contestato, sia pure nei limiti indicati e per la sola parte sopra specificata sussiste, ma non è idoneo a giustificare il licenziamento.
Tanto esclude la configurabilità del licenziamento ritorsivo, così come oggetto di domanda, in quanto in tema di licenziamento ritorsivo, l'accoglimento della domanda di accertamento della nullità è subordinata alla verifica che l'intento di vendetta abbia avuto efficacia determinativa esclusiva della volontà di risolvere il rapporto di lavoro, anche rispetto ad altri fatti rilevanti ai fini della configurazione di una giusta causa o di un giustificato motivo di recesso,
Pag. 31 di 34 rispetto ai quali va quindi escluso ogni giudizio comparativo.
(Cass. 07/03/2023 n. 6838).
9) Quanto alle conseguenze sanzionatorie, la vicenda si colloca pacificamente nell'ambito di applicabilità del Dlgs
23/2015, e segnatamente della previsione di cui all' Art. 3.
(Licenziamento per giustificato motivo e giusta causa), a mente del quale Salvo quanto disposto dal comma 2, nei casi in cui risulta accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo o per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari (a due mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio) in misura comunque non inferiore a sei e non superiore a trentasei mensilità, come modificato da
Corte Cost. 194/2018.
Le «mensilità», cui fa ora riferimento l'art. 3, comma 1, del d.lgs. n. 23 del 2015 sono da intendersi relative all'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR, così come si evince dal d.lgs. n. 23 del 2015 nel suo complesso, con riguardo alla commisurazione dei risarcimenti.
Nel rispetto dei limiti, minimo e massimo, dell'intervallo in cui va quantificata l'indennità spettante al lavoratore illegittimamente licenziato, il giudice terrà conto innanzi tutto dell'anzianità di servizio - criterio che è prescritto dall'art. 1, comma 7, lett. c) della legge n. 184 del 2013 e che ispira il disegno riformatore del d.lgs. n.23 del 2015 - nonché degli altri criteri già prima richiamati, desumibili in chiave
Pag. 32 di 34 sistematica dalla evoluzione della disciplina limitativa dei licenziamenti (numero dei dipendenti occupati, dimensioni dell'attività economica, comportamento e condizioni delle parti)” (Corte Cost. 194/2018.
Nel caso di specie, non viene specificato il numero complessivo dei dipendenti della convenuta. In considerazione degli altri criteri, della durata del rapporto, iniziato del novembre 2018, appare corretto quantificare la indennità nella misura di diciotto mensilità dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR.
Il calcolo va effettuato sulla base della busta paga prodotta da parte ricorrente e riferita alla mensilità di agosto 2023, non essendovi allegazioni in senso contrario da parte convenuta che nemmeno produce buste paga successive.
La retribuzione mensile ammonta ad €#1.911,32#
(millenovecentoundici,32) e l'ammontare dovuto, pari a dodici volte l'importo, è di €#34.403,76#
(trentaquattromilaquattrocentotre,76), con interessi sulla somma via va rivalutata dalla data dell'illegittimo licenziamento fino all'effettivo soddisfo.
10) Le spese di lite vanno compensate in ragione del rigetto della domanda principale e di quella proposta come prima subordinata.
PQM
Il Giudice, definitivamente pronunciando sul ricorso iscritto al n. 3598/2024 R.G Lavoro, proposto da nei Parte_1 confronti di Controparte_1
Sezione di , ogni contraria istanza deduzione
[...] CP_2 ed eccezione disattesa, così provvede:
Pag. 33 di 34 1) In accoglimento della domanda subordinata, accerta e dichiara la illegittimità del licenziamento disposto da
[...]
Sezione di Controparte_1
nei confronti di e di cui alla parte CP_2 Parte_1 motiva;
2) Dichiara estinto il rapporto di lavoro intercorrente tra e Parte_1 Controparte_1
Sezione di alla data del
[...] CP_2 licenziamento illegittimo, e condanna
[...]
Sezione di al Controparte_1 CP_2 pagamento a favore di di un'indennità non Parte_1 assoggettata a contribuzione previdenziale nella misura di
€#34.403,76# (trentaquattromilaquattrocentotre,76), con interessi sulla somma via va rivalutata dalla data dell'illegittimo licenziamento fino all'effettivo soddisfo;
3) Compensa tra le parti le spese di lite.
Avellino, 19 dicembre 2025
Il GdL
Dott. Ciro LUCE
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