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Sentenza 20 gennaio 2026
Sentenza 20 gennaio 2026
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado Campania, sez. III, sentenza 20/01/2026, n. 690 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania |
| Numero : | 690 |
| Data del deposito : | 20 gennaio 2026 |
Testo completo
Sentenza n. 690/2026
Depositata il 20/01/2026
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della CAMPANIA Sezione 3, riunita in udienza il
08/10/2025 alle ore 11:00 con la seguente composizione collegiale:
MONTAGNA ALFREDO, Presidente e Relatore
CASABURI GEREMIA, Giudice
GAUDINO MARIA DELIA, Giudice
in data 08/10/2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA
- sull'appello n. 70/2025 depositato il 03/01/2025
proposto da
Ricorrente_1 - CF_Ricorrente_1
Difeso da
Difensore_1 - CF_Difensore_1
ed elettivamente domiciliato presso Email_1
contro
Publiservizi Srl - 03218060659
Difeso da
Difensore_2 - CF_Difensore_2
Difensore_3 - CF_Difensore_3
ed elettivamente domiciliato presso Email_2
Avente ad oggetto l'impugnazione di:
- pronuncia sentenza n. 3128/2024 emessa dalla Corte di Giustizia Tributaria Primo grado CASERTA sez.
11 e pubblicata il 17/07/2024
Atti impositivi:
- SPESE DI LITE SPESE DI LITE a seguito di discussione in pubblica udienza e visto il dispositivo n. 6038/2025 depositato il
14/10/2025
Richieste delle parti:
Ricorrente/Appellante: si riporta agli atti depositati, chiedendone l'accoglimento
Resistente/Appellato: non costituito
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con atto registrato con R. G. n. 70/2025 Ricorrente_1 ha appellato, sul capo relativo alla spese e competenze la sentenza della Corte di Giustizia di I grado di Caserta n. 3128/2024, con la quale è stato accolto il ricorso nei confronti della Publiservizi srl, con compensazione delle spese e competenze di giudizio
Con l'originario ricorso il contribuente aveva impugnato l'avviso di accertamento esecutivo per infedele denuncia della TARI 2018 n.19322300000470 del 06/09/2023, emesso dalla Publiservizi srl notificato il
09/10/2023 a mezzo servizio postale, recante la richiesta di pagamento, anno d'imposta 2018, della TARI di E 308,00, della TEFA di E 40,22 - per un totale tributo pari ad E 348,22 - oltre a interessi, sanzioni e spese di notifica, per un importo complessivo arrotondato di E 606,00;
Si costituiva la controparte dichiarando di avere provveduto ad annullare l'atto impugnato.
Con la impugnata decisione la Corte di I grado, G. U., ha dichiarato l'estinzione del giudizio, e compensando le spese con la seguente motivazione: “Le spese si compensano, sussistendo giusti motivi
"”
Con l'appello in esame si richiamano i principi in materia e si chiede la liquidazione delle spese e competenze del primo grado, nonché di quelle del grado di appello, con distrazione al difensore anticipatario.
Non si è costituita controparte.
MOTIVI DELLA DECISIONE
La risposta allo specifico motivo di appello richiede alcune considerazioni preliminari.
E' noto, infatti, che con sentenza del 19 aprile 2018, n. 77, la Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 92, secondo comma, cod. proc. civ. nella parte in cui non consente, nelle ipotesi di soccombenza totale, di compensare parzialmente o per intero le spese di lite anche ove ricorrano gravi ed eccezionali ragioni, diverse da quelle tipizzate dal legislatore.
In tale occasione i giudici di legittimità hanno affermato il principio di diritto per il quale: "poiché gli effetti della dichiarazione di incostituzionalità retroagiscono alla data di introduzione nell'ordinamento del testo di legge dichiarato costituzionalmente illegittimo, nel caso in cui sia denunciata la violazione dell'art. 92, secondo comma, cod. proc. civ, (nel testo modificato dall'art. 13, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, nella legge 10 novembre 2014, n. 162), che la
Corte costituzionale, con sentenza 19 aprile 2018, n. 77, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che il giudice possa compensare le spese tra le parti, parzialmente o per intero, anche qualora sussistano altre analoghe gravi ed eccezionali ragioni, la valutazione della fondatezza o meno del ricorso deve farsi con riferimento alla situazione normativa determinata dalla pronuncia di incostituzionalità, essendo irrilevante che la decisione impugnata o addirittura la stessa proposizione del ricorso siano anteriori alla pronuncia del Giudice delle leggi". Pertanto la possibilità della compensazione non è più ristretta alle sole ipotesi dell'assoluta novità della questione trattata o del mutamento della giurisprudenza, ai sensi dell'art. 92 cod. proc. civ., così come modificato dal d.l. 12 settembre 2014, n. 132, convertito dalla legge 10 novembre 2014, n. 162
(applicabile ai procedimenti introdotti a decorrere dall'Il dicembre 2014), ma altresì allorchè sussistano altre analoghe gravi ed eccezionali ragioni.
Ed è con riferimento a tali principi che il giudice del merito deve valutare tale possibilità.
Nel caso in esame non risultano sussistere quelle particolari condizioni che la ormai non più recente modifica legislativa pone a base della possibilità di compensazione delle spese e competenze fra le parti, né il giudice di primo grado ha fornito alcuna idonea motivazione sul punto, limitandosi a disporre la compensazione a seguito dell'annullamento dell'atto in autotutela, ma dopo la proposizione del ricorso;
elementi utilizzabili per la quantificazione delle competenze.
L'appello va pertanto accolto anche se parzialmente, con condanna della appellata al pagamento del 50% delle spese e competenze del primo grado, liquidate per tale parte complessivamente per le varie fasi processuali, in ragione del valore della controversia e del limitato impegno professionale, nei limiti tariffari, in Euro 140,00 oltre a quelle di II grado liquidate in Euro 290,00, il tutto oltre 15%, Iva e CPA se dovuti, e
CUT, con distrazione in favore del difensore anticipatario.
P.Q.M.
Accoglie parzialmente l'appello, con parziale riforma della impugnata decisione. Condanna l'appellata al pagamento del 50% delle spese e competenze del primo grado, liquidate per tale parte in Euro 140,00, ed a quelle del secondo grado, liquidate in Euro 290, 00 in entrambi i gradi oltre 15%, IvA e Cpa se dovuti, e CU, con distrazione in favore del difensore anticipatario.
Depositata il 20/01/2026
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della CAMPANIA Sezione 3, riunita in udienza il
08/10/2025 alle ore 11:00 con la seguente composizione collegiale:
MONTAGNA ALFREDO, Presidente e Relatore
CASABURI GEREMIA, Giudice
GAUDINO MARIA DELIA, Giudice
in data 08/10/2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA
- sull'appello n. 70/2025 depositato il 03/01/2025
proposto da
Ricorrente_1 - CF_Ricorrente_1
Difeso da
Difensore_1 - CF_Difensore_1
ed elettivamente domiciliato presso Email_1
contro
Publiservizi Srl - 03218060659
Difeso da
Difensore_2 - CF_Difensore_2
Difensore_3 - CF_Difensore_3
ed elettivamente domiciliato presso Email_2
Avente ad oggetto l'impugnazione di:
- pronuncia sentenza n. 3128/2024 emessa dalla Corte di Giustizia Tributaria Primo grado CASERTA sez.
11 e pubblicata il 17/07/2024
Atti impositivi:
- SPESE DI LITE SPESE DI LITE a seguito di discussione in pubblica udienza e visto il dispositivo n. 6038/2025 depositato il
14/10/2025
Richieste delle parti:
Ricorrente/Appellante: si riporta agli atti depositati, chiedendone l'accoglimento
Resistente/Appellato: non costituito
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con atto registrato con R. G. n. 70/2025 Ricorrente_1 ha appellato, sul capo relativo alla spese e competenze la sentenza della Corte di Giustizia di I grado di Caserta n. 3128/2024, con la quale è stato accolto il ricorso nei confronti della Publiservizi srl, con compensazione delle spese e competenze di giudizio
Con l'originario ricorso il contribuente aveva impugnato l'avviso di accertamento esecutivo per infedele denuncia della TARI 2018 n.19322300000470 del 06/09/2023, emesso dalla Publiservizi srl notificato il
09/10/2023 a mezzo servizio postale, recante la richiesta di pagamento, anno d'imposta 2018, della TARI di E 308,00, della TEFA di E 40,22 - per un totale tributo pari ad E 348,22 - oltre a interessi, sanzioni e spese di notifica, per un importo complessivo arrotondato di E 606,00;
Si costituiva la controparte dichiarando di avere provveduto ad annullare l'atto impugnato.
Con la impugnata decisione la Corte di I grado, G. U., ha dichiarato l'estinzione del giudizio, e compensando le spese con la seguente motivazione: “Le spese si compensano, sussistendo giusti motivi
"”
Con l'appello in esame si richiamano i principi in materia e si chiede la liquidazione delle spese e competenze del primo grado, nonché di quelle del grado di appello, con distrazione al difensore anticipatario.
Non si è costituita controparte.
MOTIVI DELLA DECISIONE
La risposta allo specifico motivo di appello richiede alcune considerazioni preliminari.
E' noto, infatti, che con sentenza del 19 aprile 2018, n. 77, la Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 92, secondo comma, cod. proc. civ. nella parte in cui non consente, nelle ipotesi di soccombenza totale, di compensare parzialmente o per intero le spese di lite anche ove ricorrano gravi ed eccezionali ragioni, diverse da quelle tipizzate dal legislatore.
In tale occasione i giudici di legittimità hanno affermato il principio di diritto per il quale: "poiché gli effetti della dichiarazione di incostituzionalità retroagiscono alla data di introduzione nell'ordinamento del testo di legge dichiarato costituzionalmente illegittimo, nel caso in cui sia denunciata la violazione dell'art. 92, secondo comma, cod. proc. civ, (nel testo modificato dall'art. 13, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, nella legge 10 novembre 2014, n. 162), che la
Corte costituzionale, con sentenza 19 aprile 2018, n. 77, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che il giudice possa compensare le spese tra le parti, parzialmente o per intero, anche qualora sussistano altre analoghe gravi ed eccezionali ragioni, la valutazione della fondatezza o meno del ricorso deve farsi con riferimento alla situazione normativa determinata dalla pronuncia di incostituzionalità, essendo irrilevante che la decisione impugnata o addirittura la stessa proposizione del ricorso siano anteriori alla pronuncia del Giudice delle leggi". Pertanto la possibilità della compensazione non è più ristretta alle sole ipotesi dell'assoluta novità della questione trattata o del mutamento della giurisprudenza, ai sensi dell'art. 92 cod. proc. civ., così come modificato dal d.l. 12 settembre 2014, n. 132, convertito dalla legge 10 novembre 2014, n. 162
(applicabile ai procedimenti introdotti a decorrere dall'Il dicembre 2014), ma altresì allorchè sussistano altre analoghe gravi ed eccezionali ragioni.
Ed è con riferimento a tali principi che il giudice del merito deve valutare tale possibilità.
Nel caso in esame non risultano sussistere quelle particolari condizioni che la ormai non più recente modifica legislativa pone a base della possibilità di compensazione delle spese e competenze fra le parti, né il giudice di primo grado ha fornito alcuna idonea motivazione sul punto, limitandosi a disporre la compensazione a seguito dell'annullamento dell'atto in autotutela, ma dopo la proposizione del ricorso;
elementi utilizzabili per la quantificazione delle competenze.
L'appello va pertanto accolto anche se parzialmente, con condanna della appellata al pagamento del 50% delle spese e competenze del primo grado, liquidate per tale parte complessivamente per le varie fasi processuali, in ragione del valore della controversia e del limitato impegno professionale, nei limiti tariffari, in Euro 140,00 oltre a quelle di II grado liquidate in Euro 290,00, il tutto oltre 15%, Iva e CPA se dovuti, e
CUT, con distrazione in favore del difensore anticipatario.
P.Q.M.
Accoglie parzialmente l'appello, con parziale riforma della impugnata decisione. Condanna l'appellata al pagamento del 50% delle spese e competenze del primo grado, liquidate per tale parte in Euro 140,00, ed a quelle del secondo grado, liquidate in Euro 290, 00 in entrambi i gradi oltre 15%, IvA e Cpa se dovuti, e CU, con distrazione in favore del difensore anticipatario.