Sentenza 26 febbraio 2003
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 26/02/2003, n. 2947 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 2947 |
| Data del deposito : | 26 febbraio 2003 |
Testo completo
! Aula 'A' D 0 2 947/03 NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Oggetto SEZIONE LAVORO Lavoro Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Ettore MERCURIO Presidente R.G.N. 15226/00 Consigliere Cron. 6680 Dott. Bruno BATTIMIELLO Dott. Florindo MINICHIELLO - Rel. Consigliere Rep. Dott. Gabriella COLETTI Consigliere Ud. 29/11/02 Dott. Giovanni AMOROSO Consigliere ha pronunciato la seguente SE NTENZA sul ricorso proposto da: I.N.P.S. ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del legale rappresentante pro W. 11 tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DELLA FREZZA 17, presso l'Avvocatura Centrale dell'Istituto, rappresentato e difeso dagli avvocati CARLO DE ANGELIS, MICHELE DI LULLO, giusta delega in atti;
- ricorrente
contro
AO IA, elettivamente domiciliata in ROMA VIA MONTE ZEBIO 32, presso lo studio dell'avvocato MARINA MESSINA, rappresentata e difesa dall'avvocato MARIA 2002 4944 PAOLETTI, giusta delega in atti;
-1- controricorrente avverso la sentenza n. 37/00 della Corte d'Appello di 128/2000; FIRENZE, depositata il 26/05/00 R.G.N. 1 2(99); udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 29/11/02 dal Consigliere Dott. Florindo MINICHIELLO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Riccardo FUZIO che ha concluso per il rigetto del ricorso. -2- R.G. 25226/20 RILEVATO IN FATTO che la sentenza in epigrafe, respingendo l'appello dell'INPS avverso la decisione di primo grado, ha confermato la cumulabilità di rendita INAIL ai superstiti e riversibilità di pensione di vecchiaia INPS, stante la ritenuta inapplicabilità, in tale ipotesi, del divieto di cumulo stabilito dall'art. 1, comma 43, della legge n.335 del 1995; che l'INPS ha proposto ricorso per cassazione, denunciando, ai sensi dell'art. 360 nn.3 e 5 cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione di detta norma, mentre la parte intimata ha resistito con controricorso;
CONSIDERATO IN DIRITTO che l'art. 1, comma 43, della legge 8 agosto 1995 n.335 (per quanto interessa) dispone:"Le pensioni di inabilità, di reversibilità o l'assegno ordinario d'invalidità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, liquidati in conseguenza di infortunio sul lavoro o malattia professionale, non sono cumulabili con la rendita vitalizia liquidata per lo stesso evento invalidante, a norma del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n.1124, fino a concorrenza della rendita stessa".. che il divieto di cumulo trova applicazione quando i due benefici abbiano il medesimo ed immediato presupposto nel decesso della persona a causa di infortunio o malattia professionale;
che perciò esso non riguarda i trattamenti di riversibilità della pensione di vecchiaia, originata dal versamento dei contributi e dall'età dell'assicurato, con la conseguenza che, sebbene la morte dell'assicurato sia stata рец 3 CDC determinata dalla malattia o dall'infortunio indennizzato rendita INAIL, i superstiti dell'assicurato possono cumulare il trattamento di reversibilità della pensione di vecchiaia con la rendita INAIL, del pari già cumulabili dal beneficiario diretto;
che l'obiettivo di contenere la spesa previdenziale", di cui parla l'Istituto ricorrente, non può realizzarsi discriminando i superstiti del lavoratore colpito da infortunio o malattia professionale, poiché ciò contrasterebbe con gli artt. 3 e 38 Cost. (v. Cass. 22 dicembre 2000 n.16129); che nella specie non rilevano le innovazioni apportate in materia dall'art. 1, comma 2, d.l. 24 novembre 2000 n.346 (i cui effetti sono stati fatti salvi dall'art. 78, comma 33, 1. 23 dicembre 2000 n.388), dall'art. 78, c. 20, della citata legge n.388 del 2000 e dall'art. 73, comma 1, di questa stessa legge;
2000); che il ricorso deve quindi essere rigettato e che sussistono giusti motivi per disporre la compensazione delle spese del giudizio di legittimità;
P. Q. M.
La Corte rigetta il ricorso e compensa le spese. Così deciso, in Roma, il 29 novembre 2002 ₤the fin.Jencaria Il Presidente Il Cons. est. Floricole MiccicielloESENTE DA IMPOSTA DI BOLLO, DI REGISTRO, E DA OGNI SPESA, TASSA O DIRITTO AI SENSI DELL'ART. 10 DELLA LEGGE 11-8-73 N. 533 CANCELLIERE Depositate in Cancelleria 001 2.6 FEB. 2003 WERE 4