Cass. pen., sez. I, sentenza 14/10/1993, n. 11055
CASS
Sentenza 14 ottobre 1993

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime2

La condotta del reato di attentato contro i diritti politici del cittadino (art. 294 cod. pen.) consiste nella violenza, minaccia o inganno che si traduce nell'impedimento all'esercizio di un diritto politico o nella determinazione del cittadino stesso ad esercitarlo in maniera difforme dalla sua volontà. Diritti politici, nell'attuale assetto costituzionale, sono quelli che permettono al cittadino di partecipare all'organizzazione ed al funzionamento dello Stato e degli altri enti di rilevanza costituzionale, come le Regioni, le Province e i Comuni, ai quali è attribuita la funzione di indirizzo politico in relazione ad un determinato aggregato di persone stanziate su una parte del territorio. Nel novero dei diritti politici rientra, pertanto, quello di elettorato passivo configurabile in riferimento alla carica di consigliere comunale. (Fattispecie connotata dalla minaccia nei confronti di un candidato alla carica di consigliere comunale, al fine di costringerlo a ritirare la candidatura, con la prospettazione del rigetto della domanda di assunzione, dallo stesso presentata, quale giardiniere del Comune).

L'elemento materiale del reato di attentato contro i delitti politici del cittadino, previsto dall'art. 294 cod. pen., consiste in una condotta esplicantesi in violenza, minaccia o inganno che si traduce nell'impedimento all'esercizio di un diritto politico o nella determinazione del cittadino stesso ad esercitarlo in maniera difforme dalla sua volontà. L'art. 610 cod. pen., che prevede il reato di violenza privata, delinea una fattispecie generica e sussidiaria, sicché questa è destinata ad essere assorbita in quella specifica di cui all'art. 294 cod. pen., in virtù del principio di specialità fissato dall'art. 15 cod. pen. (Fattispecie connotata dalla minaccia nei confronti di un candidato alla carica di consigliere comunale, al fine di costringerlo a ritirare la candidatura, con la prospettazione del rigetto della domanda di assunzione come giardiniere del Comune, dallo stesso presentata. La S.C. ha statuito che correttamente il giudice di merito aveva ravvisato il delitto ipotizzato dall'art. 294 cod. pen.).

Commentari2

  • 1Andare oltre l’abrogazione dell’abuso di ufficio
    A&A Studio Legale · https://www.albeeassociati.it/en/news/ · 18 febbraio 2025

    Dopo 135 anni di onorato servizio nei codici Zanardelli e Rocco – tralasciando la legislazione pre-unitaria – l'abuso di ufficio, previsto dall'art. 323 del codice penale, non è più reato. La legge 9 agosto 2024, numero 114, lo ha abrogato. Il reato non esiste più, cancellato dalla Storia giudiziaria con un colpo di spugna, e le condanne inflitte cadranno nel nulla. Alla base, il convincimento del Ministro della giustizia Nordio che: “L'abuso d'ufficio era ed è ancora un reato così evanescente che complica soltanto le cose senza aiutare minimamente, anzi ostruendo le indagini perché intasano le procure della Repubblica di fascicoli inutili disperdendo le energie verso reati che invece …

     Leggi di più…

  • 2Assalto al gazebo referendario, è reato contro diritti politici (Cass. 42512/22)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 11 novembre 2022

    L'elemento oggettivo del reato di attentato contro i delitti politici del cittadino, previsto dall'art. 294 cod. pen., consiste, secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, in una condotta connotata da violenza, minaccia o inganno che si traduce nell'impedimento all'esercizio dei diritti politici, in senso stretto, correlati al diritto di elettorato attivo e passivo e non di qualsiasi manifestazione del pensiero che possa riguardare scelte politiche, il cui impedimento integra gli estremi della fattispecie generica e sussidiaria del reato di violenza privata di cui all'art. 610 cod. pen. Il diritto politico deve essere inteso quello del cittadino di partecipare, attraverso la …

     Leggi di più…

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 14/10/1993, n. 11055
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 11055
Data del deposito : 14 ottobre 1993

Testo completo