Sentenza 20 gennaio 2015
Massime • 1
In tema di intercettazioni di conversazioni, la nozione di identico procedimento, che esclude l'operatività del divieto di utilizzazione previsto dall'art. 270 cod. proc. pen., prescinde da elementi formali come il numero di iscrizione nel registro delle notizie di reato, ma implica una valutazione di tipo "sostanziale", con la conseguenza che il procedimento è considerato identico solo quando tra il contenuto dell'originaria notizia di reato, alla base dell'autorizzazione, e quello dei reati per cui si procede vi sia una stretta connessione sotto il profilo oggettivo, probatorio o finalistico. (Fattispecie nella quale la Corte ha annullato con rinvio la sentenza in cui il giudice di merito, prendendo in considerazione esclusivamente il dato formale della identità del numero del procedimento nel cui ambito erano state eseguite le intercettazioni, aveva ritenuto utilizzabili conversazioni acquisite sulla base di provvedimenti originariamente disposti per i reati di estorsione, rapina, tentato omicidio, usura, per i quali si era poi proceduto separatamente, e che avevano rivelato la esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione di documenti strumentale alla elusione fiscale o alla truffa, reati, questi ultimi, in relazione ai quali era stato fissato il giudizio).
Commentari • 6
- 1. Il regime della “circolazione” delle intercettazioni dopo la riformaGaetano De Amicis · https://www.giustiziainsieme.it/it/home
Gaetano De Amicis Sommario: 1. Il recente intervento nomofilattico delle Sezioni Unite. – 2. Il contrasto giurisprudenziale: i tre diversi orientamenti della giurisprudenza di legittimità. - 3. Le critiche mosse dalle SS.UU. ai diversi indirizzi giurisprudenziali. – 4. Il contenuto del decisum delle Sezioni Unite. – 5. Le tre regole connesse all'affermazione del principio. – 6. Il fondamento “costituzionale” della soluzione indicata dalla Suprema Corte. – 7. Le implicazioni del confronto con la giurisprudenza convenzionale. – 8. La diversa disciplina della utilizzabilità dei risultati acquisiti con il captatore informatico: problemi e prospettive. 1. Il recente intervento nomofilattico …
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Leggi di più… - 3. La Corte Costituzionale tedesca sulle misure di sorveglianza occultaAndrea Venegoni · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/
Per leggere - in lingua tedesca - la sentenza in commento, clicca qui. 1. Con sentenza del 20 aprile 2016, la Corte costituzionale tedesca è tornata ad affrontare il tema dei limiti alle investigazioni compiute con strumenti di sorveglianza occulta ed in particolare dell'impiego di mezzi informatici che permettono l'acquisizione di dati "da remoto". La Corte ha dichiarato l'incostituzionalità di alcune disposizioni della legge federale denominata "Bundeskriminalamtgesetz - BKAG", che disciplina i compiti e l'attività della forza di polizia federale, il "Bundeskriminalamt - BKA", e la cooperazione in materia penale tra i Governi statali e quello federale e con i Paesi terzi. Si tratta, in …
Leggi di più… - 4. Abuso d'ufficio: professore universitario condannato per aver favorito alcuni candidatiAvvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 27 agosto 2023
La massima In tema di abuso di ufficio, il requisito della violazione di legge può essere integrato anche dalla inosservanza dei doveri funzionali del pubblico dipendente che traggono fondamento dall' art. 13 del d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3 , norma ancora in vigore con riguardo ai docenti universitari, per i quali la contrattazione collettiva non ha mai disciplinato diversamente il rapporto di impiego. (Fattispecie relativa a docenti universitari accusati del reato di cui all' art. 323 cod. pen. per aver favorito illecitamente alcuni candidati, preventivamente individuati, nell'assegnazione di borse di studio. Vuoi saperne di più sul reato di abuso d'ufficio? La sentenza integrale …
Leggi di più… - 5. La diversità di procedimento di cui all’art. 270 c.p.p.Di Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 13 maggio 2023
2. La soluzione adottata dalla Cassazione La Suprema Corte riteneva l'argomentazione appena esposta non meritevole di accoglimento. In particolare, gli Ermellini addivenivano a siffatta conclusione sulla scorta delle seguenti considerazioni. Si osservava, in via preliminare, che l'art. 270 c.p.p., comma 1, stabilisce, innanzitutto, il principio del divieto di utilizzabilità dei risultati di intercettazioni disposte in procedimenti diversi, salvo che qualora esse siano indispensabili per l'accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza, rilevandosi al contempo che, a tal riguardo, la giurisprudenza di legittimità ha ritenuto che la valutazione della …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 20/01/2015, n. 26693 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 26693 |
| Data del deposito : | 20 gennaio 2015 |
Testo completo
La CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE ITALGIURE WEB sentenza richiesta è in fase di valutazione per oscuramento -/