Cass. pen., sez. I, sentenza 15/10/2003, n. 43046
CASS
Sentenza 15 ottobre 2003

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Nel procedimento di applicazione delle misure di prevenzione personale nei confronti di indiziati di appartenere ad associazioni di tipo mafioso, il giudice può utilizzare le sentenze pronunciate nei confronti del proposto che sia stato assolto con la formula dell'insufficienza o contraddittorietà della prova, ma in tal caso la verifica dell'effettiva consistenza e sintomaticità degli indizi di appartenenza al sodalizio mafioso deve essere condotta sulle risultanze probatorie acquisite nel giudizio penale e sulle reali ragioni del convincimento di non colpevolezza espresso dai giudici di merito (nella specie, la Corte ha ritenuto gravemente carente di motivazione il decreto con cui era stata disposta la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno in base al tenore delle formule assolutorie - e alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia -, senza che fossero nemmeno acquisite, per essere valutate, le motivazioni delle sentenze).

In tema di provvedimenti di natura patrimoniale correlati all'applicazione di misure di prevenzione, incombe all'accusa l'onere di dimostrare rigorosamente,ai fini del sequestro e della confisca di beni intestati a terzi, l'esistenza di situazioni che avallino concretamente l'ipotesi del carattere puramente formale di detta intestazione,funzionale alla esclusiva finalità di favorire il permanere del bene in questione nella effettiva ed autonoma disponibilità di fatto del proposto; disponibilità la cui sussistenza, caratterizzata da un comportamento "uti dominus" del medesimo proposto, in contrasto con l'apparente titolarità del terzo, dev'essere accertata con indagine rigorosa, intensa ed approfondita, avendo il giudice l'obbligo di spiegare le ragioni della ritenuta interposizione fittizia, sulla base non di sole circostanze sintomatiche di spessore indiziario, ma di elementi fattuali connotati dai requisiti della gravità, precisione e concordanza ed idonei, pertanto, a costituire prova indiretta dell'assunto che si tende a dimostrare (nella specie, i beni risultavano intestati al proposto assieme ai suoi prossimi congiunti e la Corte ha annullato il decreto di confisca, in quanto gli elementi dimostrativi dell'assunto accusatorio circa l'intestazione fittizia dei beni erano rappresentati unicamente dalla mancanza di contestazioni sulla riferibilità dei beni oggetto di provvedimento ablativo al prevenuto, senza che la effettiva disponibilità risultasse da elementi fattuali, specifici e convergenti).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 15/10/2003, n. 43046
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 43046
    Data del deposito : 15 ottobre 2003

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