Sentenza 26 febbraio 2013
Massime • 1
Nel delitto di turbata libertà degli incanti unico soggetto passivo titolare dell'interesse protetto è la P.A., con la conseguenza che il privato che assume di essere danneggiato dal reato non è legittimato a proporre opposizione alla richiesta di archiviazione.
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 26/02/2013, n. 11031 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 11031 |
| Data del deposito : | 26 febbraio 2013 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. SERPICO NC - Presidente - del 26/02/2013
Dott. CITTERIO Carlo - rel. Consigliere - SENTENZA
Dott. DI STEFANO Pierluigi - Consigliere - N. 426
Dott. CAPOZZI Raffaele - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. DE AMICIS Gaetano - Consigliere - N. 16003/2012
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
RE ES N. IL 17/07/1951 parte offesa;
nel procedimento C/:
ER UN N. IL 18/03/1975;
avverso il decreto n. 2367/2011 GIP TRIBUNALE di RIETI, del 08/11/2011;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. CARLO CITTERIO;
lette le conclusioni del PG Dott. Policastro per l'annullamento senza rinvio, con trasmissione atti.
CONSIDERATO IN FATTO
1. Avverso il decreto con cui in data 8.11.11 il GIP di Rieti ha archiviato il procedimento ex art. 353 c.p. nei confronti di GG UN, originato da sua denuncia, ricorre nell'interesse di NC EG il suo difensore, lamentando l'omesso avviso dell'avvenuta richiesta di archiviazione, nonostante specifica corrispondente istanza depositata il 18.3.2011. Deduce in particolare il ricorrente che "pur a voler ritenere corretto l'inquadramento della fattispecie concreta nell'ipotesi di cui all'art. 353 c.p., indubbiamente il EG è stato danneggiato dal reato astrattamente ipotizzato".
1.1 Il procuratore generale in sede ha presentato conclusioni scritte per l'accoglimento del ricorso.
1.2 Nell'interesse del GG il difensore ha depositato memoria deducendo che il debitore esecutato non rivestirebbe la qualità di persona offesa del reato ex art. 353 c.p.. RAGIONI DELLA DECISIONE
2. Il ricorso va dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione. L'avviso ex art. 408 c.p.p., comma 2 è dovuto, a sua tempestiva richiesta, alla sola persona offesa del reato, non pure al soggetto in ipotesi danneggiato dal medesimo.
Nel reato ex art. 353 c.p., il singolo cittadino non è persona offesa ma, ricorrendone le condizioni, eventualmente solo soggetto danneggiato (così del resto si qualifica il EG stesso nel ricorso, come sopra riportato), trattandosi di reato contro la pubblica Amministrazione, unico soggetto passivo quale titolare dell'interesse protetto dalla norma incriminatrice, che nella fattispecie è quello al rispetto delle regole proprie della gara tra i concorrenti.
Consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma, equa al caso, di Euro 1000 in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 1000 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 26 febbraio 2013.
Depositato in Cancelleria il 8 marzo 2013