Sentenza 29 gennaio 2010
Massime • 1
Ai fini della restituzione nel termine per impugnare una sentenza contumaciale (art. 175, comma secondo, cod. proc. pen.) l'"onus probandi" di conoscenza effettiva del procedimento o del provvedimento spetta all'autorità procedente; ne consegue che, detta prova, nel caso di imputato latitante difeso da difensore d'ufficio, non può essere affidata al dato presuntivo dell'irreperibilità dell'imputato che, con lo stato di latitante, liberamente scelto, si sia posto nelle condizioni di sottrarsi al procedimento penale ed alla conoscenza degli atti. (Fattispecie in cui non sussisteva in atti alcun elemento idoneo a dimostrare detta conoscenza e l'irreperibilità presentava carattere tutt'altro che univoco, trovando ragionevole spiegazione nel timore di possibili ritorsioni).
Commentario • 1
- 1. Latitante, ma processato a sua insaputa (Cass.4929/19)https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 2 febbraio 2019
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 29/01/2010, n. 14889 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 14889 |
| Data del deposito : | 29 gennaio 2010 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. CALABRESE Renato Luigi ? Presidente - del 29/01/2010
Dott. COLONNESE Andrea ? Consigliere - SENTENZA
Dott. CARROZZA Arturo ? Consigliere - N. 169
Dott. AMATO Alfonso ? Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. BRUNO Paolo Antonio ? Consigliere - N. 20300/2009
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sull?istanza del 30.4.2009 con la quale l?avv. Mercurelli Massimo, difensore di AD AB ND nato in [...] il [...], ha chiesto la restituzione nel termine per proporre impugnazione avverso la sentenza della Corte di Assise di Appello di Roma del 17 novembre 2008. Letto il ricorso e la sentenza impugnata. Letta la memoria depositata dall?avv. Mercurelli Massimo, nell?interesse dello stesso DU.
Sentita la relazione del Consigliere Dr. Paolo Antonio BRUNO. Lette le conclusioni del Procuratore Generale in sede che ha chiesto il rigetto dell?istanza, l?annullamento senza rinvio dell?ordinanza impugnata e la restituzione in termini del ricorrente. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con l?istanza indicata in epigrafe, il difensore di DU AB ha chiesto, ai sensi dell?art. 175 c.p.p., comma 2, la restituzione nel termine per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Assise di Appello pure in epigrafe menzionata. Con tale pronuncia, la Corte aveva confermato la sentenza del 12 dicembre 2007 della Corte di Assise di questa stessa citta? che aveva dichiarato il DU, in concorso con altri, colpevole del reato di omicidio preterintenzionale avvenuto il 27.11.2006, in danno di TI AN, porto abusivo di strumenti atti ad offendere e lesioni volontarie aggravate e continuate e lo aveva condannato alla pena di anni dieci e mesi sei di reclusione, oltre consequenziali statuizioni.
L?omicidio era avvenuto nel corso di una sorta di spedizione punitiva che un gruppo di cittadini stranieri, in prevalenza romeni, armati di spranghe di ferro e bastoni, avevano posto in essere nei confronti di alcune persone, tra le quali il TI, che stazionavano nei pressi di un bar in piazza Saxa Rubra di Prima Porta in Roma, per vendicarsi di un?aggressione che poco prima aveva subito lo stesso DU.
Subito dopo i fatti costui si era reso irreperibile, tant?e? che ripetute ricerche e servizi di appostamento nei pressi dell?abitazione in cui si riteneva dimorasse, in via Castelleone 113, avevano avuto esito negativo.
In primo grado, il DU era stato, dunque, giudicato e condannato in stato di latitante contumace e tale condizione era persistita anche nel procedimento di appello, svoltosi a seguito di gravame del difensore d?ufficio.
Con la richiesta in esame il difensore, nel contestare che il DU abitasse realmente nel domicilio anzidetto, sosteneva che il suo assistito, resosi irreperibile per sfuggire ad eventuali ritorsioni e poi ritornato in patria, aveva incolpevolmente ignorato il procedimento penale a sua carico ed il provvedimento conclusivo. MOTIVI DELLA DECISIONE
1. - La richiesta e? fondata e merita, pertanto, accoglimento. Ed invero, la nuova formulazione dell?art. 175 c.p.p., comma 2, prevede che se e? stata pronunciata sentenza contumaciale o decreto di condanna, l?imputato e? restituito, a sua richiesta, nel termine per proporre impugnazione od opposizione, salvo che lo stesso abbia avuto effettiva conoscenza del procedimento o del provvedimento e abbia volontariamente rinunciato a comparire ovvero a proporre impugnazione od opposizione. A tale fine l?autorita? giudiziaria compie ogni necessaria verifica.
Come e? fatto palese dalla lettera di tale ultima locuzione, l?onus probandi di conoscenza effettiva del procedimento o del provvedimento spetta all?autorita? procedente.
Nel caso di specie, la prova non puo? restare affidata al dato presuntivo dell?irreperibilita? dell?imputato che, con lo stato di latitante, liberamente scelto, si e? posto nelle condizioni di sottrarsi al procedimento penale ed alla conoscenza degli atti relativi. Tanto meno nel caso di specie, in cui - in ragione delle peculiarita? della fattispecie - l?immediata irreperibilita? del DU aveva carattere tutt?altro che univoco, potendo ben spiegarsi con la paura di possibili ritorsioni in suo danno od anche con l?intento di sottrarsi alle sicure conseguenze giudiziarie (genericamente intese) della sua condotta. Del resto, e? tutt?altro che certo in processo, contrariamente a quanto dedotto dal PG in sede, che lo stesso imputato alloggiasse nell?abitazione, relativamente alla quale le vane ricerche avevano determinato il decreto di irreperibilita?, alla luce di quanto risulta dall?allegata documentazione secondo cui il DU era soggetto senza fissa dimora e che proprio di siffatta condizione (in mancanza di un qualsiasi, stabile collegamento con il territorio nazionale) si e? tenuto conto nel provvedimento di custodia cautelare in carcere, a sostegno del paventato pericolo di fuga.
D?altronde, non risulta in atti alcun elemento idoneo a dimostrare la conoscenza del procedimento o del provvedimento in questione da parte dell?imputato, tanto piu? in considerazione del fatto che l?appello avverso la sentenza di primo grado era stato proposto dal difensore di ufficio.
3. - Per quanto precede, l?istanza deve essere accolta nei termini indicati in dispositivo.
P.Q.M.
Restituisce DU AB ND nel termine per impugnare la sentenza della Corte di Assise di Appello di Roma.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 29 gennaio 2010. Depositato in Cancelleria il 19 aprile 2010