CASS
Sentenza 18 giugno 2025
Sentenza 18 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. III, sentenza 18/06/2025, n. 22901 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 22901 |
| Data del deposito : | 18 giugno 2025 |
Testo completo
SENTENZA Sul ricorso proposto da: GA RE, nata a [...] il [...] avverso la sentenza emessa in data 11/11/2024 dal Tribunale di Caltanissetta visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Vittorio Pazienza;
lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Ettore Pedicini, che ha concluso chiedendo l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata;
letta la memoria del difensore della ricorrente, avv. Pierluigi Maria Assennato, che ha concluso insistendo per l'annullamento, in subordine con rinvio, della sentenza impugnata RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 11/11/2024, il Tribunale di Caltanissetta ha condannato GA RE alla pena di giustizia in relazione al reato a lei ascritto di cui all'art. 674 cod. pen., nonché al risarcimento dei danni subiti da ZA NA, costituitasi parte civile (danni da liquidarsi dinanzi al giudice civile). 7. Ricorre per cassazione la GA, a mezzo del proprio difensore, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento alla mancata declaratoria di estinzione del reato per intervenuta oblazione. Il difensore evidenzia che la Penale Sent. Sez. 3 Num. 22901 Anno 2025 Presidente: DI NICOLA VITO Relatore: PAZIENZA VITTORIO Data Udienza: 20/05/2025 somma determinata a titolo di oblazione, dopo l'opposizione della GA al decreto penale nei suoi confronti, era stata regolarmente pagata ma la relativa ricevuta era andata smarrita, con conseguente emissione del decreto di giudizio immediato. In sede dibattimentale, era stata prodotta una certificazione rilasciata dalla Cancelleria del Tribunale, attestante appunto l'avvenuto pagamento dell'oblazione nel termine assegnato: documentazione che il giudicante aveva sostanzialmente ignorato, con una motivazione apparente. 3. Con requisitoria ritualmente trasmessa, il Procuratore Generale sollecita l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata, ritenendo fondate le ragioni difensive, ribadite da ultimo con conclusioni scritte. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso è fondato. 2. Deve invero convenirsi con la difesa ricorrente (e con lo stesso Procuratore Generale) in ordine alle connotazioni di mera apparenza con cui il Tribunale ha disatteso la valenza probatoria - nella prospettiva di una declaratoria di estinzione del reato per oblazione - della documentazione prodotta in udienza dibattimentale dalla difesa, al fine di ovviare alla perdita della ricevuta di pagamento della somma determinata a titolo di oblazione. In particolare, era stata prodotta, oltre alla copia di alcune sentenze dichiarative dell'estinzione per oblazione di altri reati ascritti alla GA, anche la copia di un prospetto riepilogativo e di un'attestazione manoscritta in calce, provenienti dall'Ufficio Recupero Crediti del Tribunale di Caltanissetta, al fine di comprovare appunto l'integrale e tempestivo pagamento, da parte dell'imputata, della somma determinata a titolo di oblazione dal G.i.p. del medesimo Tribunale (cfr. la documentazione allegata all'odierno ricorso, relativa non solo alla copia del citato prospetto e alla relativa attestazione, ma anche alla notifica alla GA del provvedimento di ammissione all'oblazione). Sul punto, il Tribunale si è limitato ad affermare che non risultava "dimostrato, dalla documentazione prodotta dal difensore, il pagamento, nei termini assegnati, dell'oblazione cui era stata ammessa la GA a seguito di opposizione al decreto penale" (cfr. pag. 7 della sentenza impugnata). È superfluo evidenziare il carattere apodittico, ed anzi meramente apparente, della motivazione offerta dal Tribunale, che si è limitato a disattendere la prospettazione difensiva senza in alcun modo chiarire se fossero stati riscontrati dubbi sull'autenticità del prospetto e dell'attestazione (peraltro agevolmente superabili con semplici verifiche, trattandosi di un Ufficio facente capo al medesimo 2 Tribunale), ovvero se la valenza probatoria dei documenti prodotti dovesse essere esclusa per altre le ragioni. 3. Quanto precede impone l'annullamento della sentenza impugnata, con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Caltanissetta in diversa composizione.
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Caltanissetta, in diversa persona fisica. Così deciso il 20 maggio 2025 Il Consiglie nsore Il Presidente
udita la relazione svolta dal consigliere Vittorio Pazienza;
lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Ettore Pedicini, che ha concluso chiedendo l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata;
letta la memoria del difensore della ricorrente, avv. Pierluigi Maria Assennato, che ha concluso insistendo per l'annullamento, in subordine con rinvio, della sentenza impugnata RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 11/11/2024, il Tribunale di Caltanissetta ha condannato GA RE alla pena di giustizia in relazione al reato a lei ascritto di cui all'art. 674 cod. pen., nonché al risarcimento dei danni subiti da ZA NA, costituitasi parte civile (danni da liquidarsi dinanzi al giudice civile). 7. Ricorre per cassazione la GA, a mezzo del proprio difensore, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento alla mancata declaratoria di estinzione del reato per intervenuta oblazione. Il difensore evidenzia che la Penale Sent. Sez. 3 Num. 22901 Anno 2025 Presidente: DI NICOLA VITO Relatore: PAZIENZA VITTORIO Data Udienza: 20/05/2025 somma determinata a titolo di oblazione, dopo l'opposizione della GA al decreto penale nei suoi confronti, era stata regolarmente pagata ma la relativa ricevuta era andata smarrita, con conseguente emissione del decreto di giudizio immediato. In sede dibattimentale, era stata prodotta una certificazione rilasciata dalla Cancelleria del Tribunale, attestante appunto l'avvenuto pagamento dell'oblazione nel termine assegnato: documentazione che il giudicante aveva sostanzialmente ignorato, con una motivazione apparente. 3. Con requisitoria ritualmente trasmessa, il Procuratore Generale sollecita l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata, ritenendo fondate le ragioni difensive, ribadite da ultimo con conclusioni scritte. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso è fondato. 2. Deve invero convenirsi con la difesa ricorrente (e con lo stesso Procuratore Generale) in ordine alle connotazioni di mera apparenza con cui il Tribunale ha disatteso la valenza probatoria - nella prospettiva di una declaratoria di estinzione del reato per oblazione - della documentazione prodotta in udienza dibattimentale dalla difesa, al fine di ovviare alla perdita della ricevuta di pagamento della somma determinata a titolo di oblazione. In particolare, era stata prodotta, oltre alla copia di alcune sentenze dichiarative dell'estinzione per oblazione di altri reati ascritti alla GA, anche la copia di un prospetto riepilogativo e di un'attestazione manoscritta in calce, provenienti dall'Ufficio Recupero Crediti del Tribunale di Caltanissetta, al fine di comprovare appunto l'integrale e tempestivo pagamento, da parte dell'imputata, della somma determinata a titolo di oblazione dal G.i.p. del medesimo Tribunale (cfr. la documentazione allegata all'odierno ricorso, relativa non solo alla copia del citato prospetto e alla relativa attestazione, ma anche alla notifica alla GA del provvedimento di ammissione all'oblazione). Sul punto, il Tribunale si è limitato ad affermare che non risultava "dimostrato, dalla documentazione prodotta dal difensore, il pagamento, nei termini assegnati, dell'oblazione cui era stata ammessa la GA a seguito di opposizione al decreto penale" (cfr. pag. 7 della sentenza impugnata). È superfluo evidenziare il carattere apodittico, ed anzi meramente apparente, della motivazione offerta dal Tribunale, che si è limitato a disattendere la prospettazione difensiva senza in alcun modo chiarire se fossero stati riscontrati dubbi sull'autenticità del prospetto e dell'attestazione (peraltro agevolmente superabili con semplici verifiche, trattandosi di un Ufficio facente capo al medesimo 2 Tribunale), ovvero se la valenza probatoria dei documenti prodotti dovesse essere esclusa per altre le ragioni. 3. Quanto precede impone l'annullamento della sentenza impugnata, con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Caltanissetta in diversa composizione.
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Caltanissetta, in diversa persona fisica. Così deciso il 20 maggio 2025 Il Consiglie nsore Il Presidente