CASS
Sentenza 12 luglio 2024
Sentenza 12 luglio 2024
Commentario • 1
- 1. codice procedura penale ArchiviAnnamaria Villafrate · https://ildiritto.it/ · 10 marzo 2025
Cos'è l'incidente probatorio L'incidente probatorio è un istituto del diritto processuale penale italiano che consente l'acquisizione anticipata di prove durante le indagini preliminari, garantendo che queste vengano raccolte con le stesse formalità previste per il dibattimento. Questo strumento è disciplinato dagli articoli 392 e seguenti del Codice di Procedura Penale (c.p.p.). Definizione e finalità L'incidente probatorio permette al pubblico ministero o alla persona sottoposta alle indagini di richiedere al giudice l'assunzione anticipata di una prova quando vi è il rischio che questa possa disperdersi o non essere più acquisibile in sede dibattimentale. L'obiettivo principale …
Leggi di più…
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. IV, sentenza 12/07/2024, n. 27827 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 27827 |
| Data del deposito : | 12 luglio 2024 |
Testo completo
SENTENZA sul ricorso proposto da: PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D'APPELLO DI ROMA nel procedimento a carico di: RI IC nato a [...] il [...] avverso la sentenza del 23/06/2023 della CORTE DI CASSAZIONE di ROMA svolta la relazione dal Consigliere GABRIELLA CAPPELLO;
Penale Sent. Sez. 4 Num. 27827 Anno 2024 Presidente: DOVERE SALVATORE Relatore: CAPPELLO GABRIELLA Data Udienza: 04/07/2024 Ritenuto in fatto All'udienza pubblica del 23 giugno 2023, questa Sezione della Corte di cassazione ha deciso, tra gli altri, anche il ricorso presentato da RI IC (nato a [...] il [...]) con sentenza n. 39528 del 2023 (proc. n. 10204/23). Con nota 28 giugno 2023, il Procuratore generale presso la Corte d'appello di Roma ha rilevato che il RI era deceduto nelle more del ricorso (in Roma, il 27/5/2023), rimettendo gli atti a questa Corte per i provvedimenti di competenza. Il Presidente titolare ha disposto l'iscrizione del procedimento per la correzione dell'errore materiale. Considerato in diritto 1. Va premesso che, secondo il diritto vivente, la morte dell'imputato, intervenuta prima della decisione, determina l'inesistenza giuridica della sentenza per essere estinto il reato per morte dell'imputato e che il giudice penale ha l'obbligo permanente di accertare lo stato in vita dell'imputato, quale presupposto essenziale del processo (Sez. U., n. 12602 del 17/12/2015, Ricci, in motivazione;
sez. 3, n. sez. 1, n. 18692 del 10/6/2016, Caffiero, Rv. 269865-01; in motivazione, più di recente sez. 3, n. 25995 del 6/3/2019, Falcone). Inoltre, la tardiva conoscenza dell'evento morte, verificatasi nel corso del processo, può esser considerata errore di fatto paragonabile a quello materiale, soggetto dunque al procedimento di correzione, anche nei gradi successivi del giudizio, in quanto la mancanza del soggetto nei cui confronti si esercita l'azione penale determina l'inesistenza giuridica della sentenza, per essere estinto il reato per morte dell'imputato (sez. 5, n. 5210 del 13/1/2006, Rv. 233636-01, in cui si è affermato, per l'appunto, in tema di condizioni di procedibilità, che il giudice penale ha l'obbligo permanente di accertare lo stato in vita dell'imputato, quale presupposto essenziale del processo, ma che tale obbligo non può tradursi in una costante attività di indagine e che, con riferimento al giudizio di legittimità, l'art. 625 bis, comma terzo, cod. proc. pen. prevede che l'errore materiale disciplinato dal comma primo può essere rilevato anche d'ufficio dalla Corte di cassazione in ogni momento, con la conseguenza che l'ipotesi in questione - proprio per l'inesistenza giuridica della sentenza che essa determina - prescinde dalle condizioni di legittimazione disciplinate dall'art. 625 bis, comma secondo, che parifica, quanto ad iniziativa, quella del Procuratore Generale a quella del condannato che, nella specie, è inesistente;
sez.2, n.7632 del 16/11/2017, 2018, Rv.272372-01). 2. Nella specie, risulta che il decesso del RI è avvenuto il 27/5/2023, dunque prima che la sentenza n. 39528/2023 di questa Corte venisse deliberata (23/6/2023). L'errore, effettivamente esistente, è rilevabile d'ufficio con il procedimento di correzione di cui all'art. 625 bis comma 3, cod. proc. pen. e, pertanto, la sentenza deve essere revocata nei confronti 2 di RI IC, nato a [...] il [...] e ivi deceduto il 27/5/2023. L'inesistenza della sentenza d'appello sul punto, siccome impugnata, tra gli altri, anche dal RI, ne impone dunque l'annullamento senza rinvio per essere il reato estinto per morte dell'imputato.
P.Q.M.
Revoca la sentenza n. 39t del 23.6.2023 della Quarta Sezione della Corte di cassazione e per l'effetto annulla la sentenza della Corte di appello di Roma emessa il 19.7.2022 nei confronti di RI IC per essere il reato estinto per morte dell'imputato. Deciso il 4 luglio 2024
Penale Sent. Sez. 4 Num. 27827 Anno 2024 Presidente: DOVERE SALVATORE Relatore: CAPPELLO GABRIELLA Data Udienza: 04/07/2024 Ritenuto in fatto All'udienza pubblica del 23 giugno 2023, questa Sezione della Corte di cassazione ha deciso, tra gli altri, anche il ricorso presentato da RI IC (nato a [...] il [...]) con sentenza n. 39528 del 2023 (proc. n. 10204/23). Con nota 28 giugno 2023, il Procuratore generale presso la Corte d'appello di Roma ha rilevato che il RI era deceduto nelle more del ricorso (in Roma, il 27/5/2023), rimettendo gli atti a questa Corte per i provvedimenti di competenza. Il Presidente titolare ha disposto l'iscrizione del procedimento per la correzione dell'errore materiale. Considerato in diritto 1. Va premesso che, secondo il diritto vivente, la morte dell'imputato, intervenuta prima della decisione, determina l'inesistenza giuridica della sentenza per essere estinto il reato per morte dell'imputato e che il giudice penale ha l'obbligo permanente di accertare lo stato in vita dell'imputato, quale presupposto essenziale del processo (Sez. U., n. 12602 del 17/12/2015, Ricci, in motivazione;
sez. 3, n. sez. 1, n. 18692 del 10/6/2016, Caffiero, Rv. 269865-01; in motivazione, più di recente sez. 3, n. 25995 del 6/3/2019, Falcone). Inoltre, la tardiva conoscenza dell'evento morte, verificatasi nel corso del processo, può esser considerata errore di fatto paragonabile a quello materiale, soggetto dunque al procedimento di correzione, anche nei gradi successivi del giudizio, in quanto la mancanza del soggetto nei cui confronti si esercita l'azione penale determina l'inesistenza giuridica della sentenza, per essere estinto il reato per morte dell'imputato (sez. 5, n. 5210 del 13/1/2006, Rv. 233636-01, in cui si è affermato, per l'appunto, in tema di condizioni di procedibilità, che il giudice penale ha l'obbligo permanente di accertare lo stato in vita dell'imputato, quale presupposto essenziale del processo, ma che tale obbligo non può tradursi in una costante attività di indagine e che, con riferimento al giudizio di legittimità, l'art. 625 bis, comma terzo, cod. proc. pen. prevede che l'errore materiale disciplinato dal comma primo può essere rilevato anche d'ufficio dalla Corte di cassazione in ogni momento, con la conseguenza che l'ipotesi in questione - proprio per l'inesistenza giuridica della sentenza che essa determina - prescinde dalle condizioni di legittimazione disciplinate dall'art. 625 bis, comma secondo, che parifica, quanto ad iniziativa, quella del Procuratore Generale a quella del condannato che, nella specie, è inesistente;
sez.2, n.7632 del 16/11/2017, 2018, Rv.272372-01). 2. Nella specie, risulta che il decesso del RI è avvenuto il 27/5/2023, dunque prima che la sentenza n. 39528/2023 di questa Corte venisse deliberata (23/6/2023). L'errore, effettivamente esistente, è rilevabile d'ufficio con il procedimento di correzione di cui all'art. 625 bis comma 3, cod. proc. pen. e, pertanto, la sentenza deve essere revocata nei confronti 2 di RI IC, nato a [...] il [...] e ivi deceduto il 27/5/2023. L'inesistenza della sentenza d'appello sul punto, siccome impugnata, tra gli altri, anche dal RI, ne impone dunque l'annullamento senza rinvio per essere il reato estinto per morte dell'imputato.
P.Q.M.
Revoca la sentenza n. 39t del 23.6.2023 della Quarta Sezione della Corte di cassazione e per l'effetto annulla la sentenza della Corte di appello di Roma emessa il 19.7.2022 nei confronti di RI IC per essere il reato estinto per morte dell'imputato. Deciso il 4 luglio 2024