Sentenza 27 novembre 2012
Massime • 1
In tema di arresto in flagranza, il giudice della convalida deve operare il controllo sull'esistenza dei presupposti richiesti dalla legge senza esorbitare da una verifica di ragionevolezza in ordine all'operato della polizia giudiziaria, alla quale è istituzionalmente attribuita una sfera discrezionale nell'apprezzamento dei medesimi, e non può quindi sovrapporre una propria autonoma interpretazione di elementi oggettivi evidenziati nel verbale di arresto, né rivalutare condotte già emerse nell'immediatezza dei fatti non decisive ai fini della sussistenza della flagranza.
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 27/11/2012, n. 5048 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 5048 |
| Data del deposito : | 27 novembre 2012 |
Testo completo
5 048 /1 3 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SESTA SEZIONE PENALE UDIENZA CAMERA DI CONSIGLIO DEL 27/11/2012 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. GIOVANNI DE ROBERTO - Presidente - SENTENZA N. 1637 Dott. ARTURO CORTESE - Consigliere - REGISTRO GENERALE Dott. DOMENICO CARCANO - Rel.Consigliere - N. 20232/2012 Dott. GIORGIO FIDELBO - Consigliere - Dott. BENEDETTO PATERNO' RADDUSA - Consigliere - ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE PRESSO TRIBUNALE DI NOLA nei confronti di: 1) CR AL N. IL 17/06/1970 * C/ avverso l'ordinanza n. 1463/2012 TRIBUNALE di NOLA, del 07/05/2012 sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. DOMENICO CARCANO;
clusioni del lette/sentite le conclusioni del PG Dott. Rosario Giovanni Russo rinvio, prestizondo che l'amillamentesuzaper l'au l'arresto i stato legittimoirente eseguits Udit i difensor Avv.; Ritenuto in fatto Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nola impugna l'ordinanza in epigrafe indicata con la quale non fu convalidato l'arresto in flagranza di LE AL operato dagli organi di polizia giudiziaria per i delitti di resistenza e lesioni ai Carabinieri che gli richiedevano l'esibizione di documenti di identificazione. Il Tribunale in composizione monocratica innanzi al quale AL fu presentato per la convalida dell'arresto e il contestuale giudizio direttissimo non ha convalidato l'arresto per la mancanza delle condizioni richieste per l'intervento di iniziativa degli organi di polizia. Il Tribunale, ad avviso del ricorrente, avrebbe espresso una rivalutazione della vicenda senza tenere conto dell'operato degli organi di polizia giudiziaria, come descritto nel verbale di arresto dal quale emergono gli elementi in base ai quali gli organi di polizia avrebbero legittimamente operato l'arresto in flagranza. Per il Procuratore ricorrente, il Tribunale non si limitata alla valutazione richieste dagli artt.380, 381 e 382 c.p.p., sconfinando nella valutazione dei gravi indizi di colpevolezza il cui accertamento è riservato alla successiva fase processuale di applicazione della custodia cautelare e del contestuale giudizio. Considerato in diritto Il ricorso è fondato nella parte in cui denuncia la illegittimità di una complessiva rivalutazione da parte del giudice dei presupposti posti a base dell'esercizio del potere di arresto in flagranza, omettendo di considerare gli elementi riportati nel verbale di arresto. In considerazione dei limiti del sindacato che la disciplina processuale riconosce al giudice della convalida, il controllo che il giudice svolge ex post non può essere tale da sostituire del tutto, con un autonoma rivalutazione fondata su diversi e ulteriori elementi rispetto a quelli riportati nel verbale di arresto, il diretto apprezzamento dei presupposti oggettivi della facoltà di arresto effettuato dalla polizia giudiziaria( Sez. VI 11 dicembre 2002, Fiorenza, rv. 223962); La polizia giudiziaria, alla quale non incombe il dovere di una specifica motivazione, deve porre in condizione il giudice di verificare se l'atto, in relazione alle concrete circostanze di fatto quali si presentino alla polizia stessa, esprima una ragionevole valutazione dei presupposti per operare l'arresto in flagranza. In sede di convalida dell'arresto il giudice deve compiere una valutazione diretta a stabilire la sussistenza del "fumus commissi delicti", allo scopo di stabilire "ex post" se l'indagato sia stato privato della libertà in presenza della flagranza di uno dei reati previsti dagli artt. 380 e 381 c. p. p., dovendosi escludere che possa riguardare l'esistenza dei gravi indizi ovvero la responsabilità per il reato contestato, attraverso un'indagine ricostruttiva dell'episodio in tutti i suoi elementi costitutivi, in quanto un tale accertamento è riservato ла 2 alle successive fasi processuali (Sez. VI, 11 dicembre 2002, Fiorenza, rv. 223963) e, in particolare, per verificare la sussistenza delle condizioni per adottare una misura cautelare. Il giudice della convalida è tenuto a compiere il controllo dei presupposti richiesti dalla legge per la privazione dello status libertatis (gravità del fatto e personalità dell'arrestato) senza esorbitare da una verifica di ragionevolezza quanto all'operato della polizia giudiziaria alla quale é istituzionalmente attribuita una sfera discrezionale nell'apprezzamento dei presupposti stessi (Sez. VI, 6 maggio 1993, dep. 25 giugno 1993, D'Avirro, rv.195470). Come si è detto in narrativa, il giudice della convalida ha, invece, rivalutato l'operato della polizia giudiziaria senza tenere conto dell'ambito del discrezionale apprezzamento - in concreto qui legittimamente esercitato come prospettato dal ricorrente istituzionalmente a- essa riservato, sovrapponendo un propria autonoma interpretazione di elementi oggettivi posti in evidenza nel verbale di arresto e rivalutando condotte già emerse nell'immediatezza dei fatti che nessun rilievo avrebbero potuto avere ai fini della sussistenza della flagranza. L'annullamento del provvedimento impugnato rende ex art. 620, lett. 1), c.p.p. superfluo il rinvio, tenuto conto che, una volta annullato il diniego di convalida, l'arresto in flagranza operato nella vicenda de qua va ritenuto legittimamente operato dalla polizia giudiziaria.
P.Q.M
Annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata perché l'arresto è stato eseguito legittimamente. Così deciso in Roma, il 27 novembre 2012 Il Consigliere estensore Il Presidente Domenico Carcano Giovanni De Roberto DEPOSITATO IN CANCELLERIA| 31 GEN 2013 ENZIONARIOG Potisan Silveen LA PUCC HO