Sentenza 12 dicembre 2007
Massime • 1
In tema di reati edilizi, è legittimo il sequestro preventivo di un manufatto abusivo già ultimato allorquando, pur cessata la permanenza, le conseguenze lesive della condotta sul bene protetto possano perdurare nel tempo, sempre che il pericolo degli effetti pregiudizievoli del reato presenti il requisito della concretezza, della cui sussistenza in punto di fatto il giudice di merito deve fornire adeguata giustificazione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che, ultimate le condotte contestate di ampliamento di alcune finestre e di realizzazione di uno sporto - balcone, nessuna ulteriore lesione potesse derivare al carico urbanistico).
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- 1. EDILIZIA: Sequestro preventivo di immobili abusivi ultimati.Di Redazione · https://www.quotidianolegale.it/ambientediritto-20-anni/
DIRITTO URBANISTICO – EDILIZIA – Sequestro preventivo di immobili abusivi ultimati – Valutazione dell'incidenza sul carico urbanistico – Requisiti – Adeguata motivazione – art. 44, lett. e) d.P.R. 380/01 – Standard fissati dal D.M. 1444/68 – Giurisprudenza – Utilizzazione di un immobile in assenza di certificazione di abitabilità o agibilità – Incidenza sul carico urbanistico e art. 221 T.U. Leggi Sanitarie – Sequestro – Consistenza reale e intensità del pregiudizio temuto – Verifiche – Requisiti di concretezza ed attualità del pericolo. Argomento: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime Autorità: Corte di Cassazione Categoria: Diritto urbanistico – edilizia Provvedimento: Sentenza …
Leggi di più… - 2. PROCEDURA PENALE - Diritto Urbanistico: Presupposti per il sequestro preventivo dell’opera abusiva ultimata.Di Redazione · https://www.quotidianolegale.it/ambientediritto-20-anni/
CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 2013 … DIRITTO PROCESSUALE PENALE – DIRITTO URBANISTICO – Opera abusiva ultimata – Sequestro preventivo – Presupposti – Art.321 c.p.p.. Il sequestro preventivo di cose pertinenti al reato può essere adottato anche su un'opera ultimata, se la libera disponibilità di esse, possa concretamente pregiudicare gli interessi attinenti alla gestione del territorio ed incidere sul carico urbanistico, il pregiudizio del quale va valutato avendo riguardo agli indici di consistenza dell'insediamento edilizio, del numero dei nuclei familiari, della dotazione minima degli spazi pubblici per abitare, nonché della domanda di strutture e di opere collettive …
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DIRITTO URBANISTICO – EDILIZIA – Sequestro preventivo di immobili abusivi ultimati – Valutazione dell'incidenza sul carico urbanistico – Requisiti – Adeguata motivazione – art. 44, lett. e) d.P.R. 380/01 – Standard fissati dal D.M. 1444/68 – Giurisprudenza – Utilizzazione di un immobile in assenza di certificazione di abitabilità o agibilità – Incidenza sul carico urbanistico e art. 221 T.U. Leggi Sanitarie – Sequestro – Consistenza reale e intensità del pregiudizio temuto – Verifiche – Requisiti di concretezza ed attualità del pericolo. Argomento: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime Autorità: Corte di Cassazione Categoria: Diritto urbanistico – edilizia Provvedimento: Sentenza …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. III, sentenza 12/12/2007, n. 4745 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 4745 |
| Data del deposito : | 12 dicembre 2007 |
Testo completo
4 745 /08 REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
TERZA SEZIONE PENALE
UDIENZA CAMERA
DI CONSIGLIO
DEL 12/12/2007
SENTENZA
N. 01261 /2007
Composta dagli Ill.mi Sigg.:
PRESIDENTE Dott. VITALONE CLAUDIO
REGISTRO GENERALE 1. Dott. CORDOVA AGOSTINO CONSIGLIERE TI N. 031408/2007 2. Dott. DE MAIO GUIDO
"I 3. Dott. GRASSI ALDO
4. Dott. PETTI CIRO
་་
ha pronunciato la seguente
SENTENZA / ORDINANZA
sul ricorso proposto da :
N. IL 04/05/1976 1) NO ANNA
avverso ORDINANZA del 30/07/2007
TRIB. LIBERTA' di NAPOLI
sentita la relazione fatta dal Consigliere lette/sentite le conclusioni del P.G. Dr."S o GmarchionsGmarchus the he DE MAIO GUIDO
chiesto il Rigetto del Riotse.точо
Avv.Valautriolo Amedeo di Napel. MOTIVAZIONE
Con ordinanza in data 18.6.2007 il GIP del Tribunale di Napoli rigettò l'istanza di revoca del sequestro preventivo di un immobile per la cui abusiva realizzazione era indagata AN GI. Avverso tale ordinanza il difensore dell'indagata propose appello, che il Tribunale di Napoli rigettò con ordinanza in data 30.7.2007.
Tale provvedimento è stato impugnato con ricorso per cassazione dal difensore dell'indagata, il quale denuncia con unico articolato motivo carenza di motivazione e violazione di legge, in quanto, trattandosi di opere già ultimate, il Tribunale avrebbe omesso qualsiasi indagine in merito alle conseguenze ulteriori che la giurisprudenza di legittimità richiede ai fini della sequestrabilità delle opere ultimate. In particolare, il ricorrente sostiene che, "il Tribunale, pur facendo riferimento al principio generale sancito dalla giurisprudenza in questione sulla sequestrabilità delle opere abusive pur ultimate, tuttavia trascura del tutto la necessità di verificare...se nel caso di specie siano configurabili quelle condizioni in concreto, che portino ad escludere la configurazione di conseguenze antigiuridiche ulteriori (cd.aggravio del carico urbanistico) rispetto all'ultimazione delle opere". Il ricorrente precisa che, essendo stato accertato che l'illecito è limitato a (presunte) violazioni prospettiche, risulta evidente che "da tali difformità alcuna conseguenza antigiuridica ulteriore può derivare dalla libera disponibilità del bene, né in termini di aggravio del carico urbanistico, né in relazione a qualsiasi ulteriore lesione permanente dell'assetto del territorio”.
Il ricorso è fondato. Infatti, il Tribunale ha preso le mosse dall'esatta definizione degli illeciti realizzati, che sono consistiti "nella variazione delle dimensioni di alcuni vani finestra e nella realizzazione di sporto balcone di m.13". Tali opere risultano già realizzate, per cui deve trovare applicazione il principio, ormai consolidato, secondo cui la valutazione che, al fine di disporre il sequestro preventivo di manufatto abusivo, il giudice di merito ha il dovere di compiere in ordine al pericolo che la libera disponibilità della cosa pertinente al reato possa agevolare o protrarre le conseguenze di esso o agevolare la commissione di ulteriori reati, va diretta in particolare ad accertare se esista un reale pregiudizio degli interessi attinenti al territorio o una ulteriore lesione del bene giuridico protetto ovvero se la persistente disponibilità del bene costituisca un elemento neutro sotto il profilo dell'offensività (tra le molte, Sez. Un. 20.3.2003 n.12878, rv. 223722). Tale indagine è stata completamente omessa dai giudici di merito, i quali si sono limitati ad affermare, genericamente e cioè senza riferimento alcuno alla particolarità della fattispecie, che “il sequestro preventivo può essere disposto al fine di impedire l'aggravamento o la protrazione delle conseguenze del reato pur quando, vertendosi in materia di reati concernenti la tutela del territorio, sia cessata la condotta criminosa, dal momento che perdurano comunque gli effetti lesivi dell'equilibrio urbanistico". Ciò può, con ogni evidenza, affermarsi in relazione a qualsiasi costruzione, mentre è altrettanto evidente che la sequestrabilità preventiva di un manufatto già ultimato deve corrispondere all'ulteriore principio, anche esso enunciato nella sentenza elver sopra citata delle Sez. Un., secondo cui il detto sequestro è legittimo quando, pur cessata la permanenza, le conseguenze lesive del bene protetto possono perdurare nel tempo, sempre che il pericolo degli effetti pregiudizievoli del reato presenti il requisito della concretezza, della cui sussistenza in punto di fatto il giudice di merito deve fornire adeguata giustificazione. Nel caso in esame, invece, non solo manca qualsiasi motivazione sul punto ma per di più è chiaro che, trattandosi solo dell'ampliamento di alcune finestre e della realizzazione di uno sporto-balcone, nessuna ulteriore lesione può derivare al carico urbanistico, in ragione appunto di natura ed entità delle opere realizzate.
Essendo, quindi, mancata del tutto la motivazione della ordinanza impugnata sul menzionato punto decisivo, la stessa va annullata. Deve trattarsi di annullamento senza rinvio, oltre che della detta ordinanza, anche dell'originario provvedimento di sequestro preventivo, dovendosi con tutta tranquillità riconoscere, come già precisato, che nessun ulteriore periculum in mora può derivare dalle opere incriminate, ormai già ultimate. Consegue la restituzione all'avente diritto di quanto in sequestro.
P.Q.M.
La Corte annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro;
dispone la restituzione di quanto in sequestro all'avente diritto;
manda alla Proc. Gen. per gli adempimenti previsti dall'art.626 cpp. Così deliberato il 12.12.2007
IL CONSIGLIERE EST. IL PRESIDENTE
" Remite,
30 GEN. 2008
IL CANCELLIERE C1 (Paolo Mensurati)