Sentenza 24 settembre 2008
Massime • 1
Nel delitto tentato gli atti diretti in modo non equivoco a commettere un reato possono essere esclusivamente gli atti esecutivi, ossia gli atti tipici, corrispondenti, anche solo in minima parte, alla descrizione legale di una fattispecie delittuosa a forma libera o vincolata, in quanto la univocità degli atti indica non un parametro probatorio, ma un criterio di essenza e una caratteristica oggettiva della condotta; ne consegue che non sono punibili, a titolo di tentativo, i meri atti preparatori. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha escluso la sussistenza del tentativo punibile di omicidio in un caso in cui, essendo stato effettuato un sopralluogo presso l'abitazione della vittima designata ed essendo stato compiuto il furto di un'autovettura destinata ad essere utilizzata per il delitto, era stato rinvenuto un fucile a pompa con relativo munizionamento all'interno della predetta autovettura, parcheggiata nei pressi dell'abitazione di uno degli imputati).
Commentari • 7
- 1. Art. 56 - Delitto tentatohttps://www.filodiritto.com/
Rassegna di giurisprudenza Atti idonei diretti in modo non equivoco In tema di delitto tentato, il requisito dell'univocità degli atti assume una connotazione non già di criterio di mera prova ma di "criterio di essenza": l'univocità degli atti nel delitto tentato, dunque, deve essere considerata come una caratteristica oggettiva della condotta, sicché è necessario che gli atti, in sé stessi, per il contesto nel quale si inseriscono, per la loro natura ed essenza, rivelino, secondo le norme di esperienza e l'id quod plerumque accidit, il fine perseguito dall'agente (Sez. 1, 31177/2021). Il reato tentato, disciplinato dall' art. 56, costituisce fattispecie autonoma rispetto al reato …
Leggi di più… - 2. Atti diretti in modo non equivoco e punibilità a titolo di delittoMarco Alessandro Bartolucci · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/
1. Nel caso di specie oggetto della sentenza qui allegata, era stato rinviato a giudizio un soggetto che, nascondendosi nel bagno di un centro commerciale intorno all'orario di chiusura, aveva cercato di infilarsi nell'intercapedine della controsoffittatura, di modo - si suppone - da eludere gli eventuali controlli e poter "agire dall'interno" indisturbato una volta il negozio fosse stato chiuso. Il nascondiglio prescelto, tuttavia, si era rivelato ben presto inadatto, in quanto il cartongesso che ne costitutiva la base non era stato in grado di reggere il peso dell'imputato. Dopo una clamorosa rovinata a terra, l'agente si era dato alla fuga nella speranza di non aver attirato troppo …
Leggi di più… - 3. Art. 26 - Delitti tentatihttps://www.filodiritto.com/
- 4. Tentativo e atti preparatori: una questione sempre apertaAndrea Giudici · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/
1. Un uomo si trova di fronte ad una banca: la conosce, ha compiuto tutti i sopralluoghi del caso, ha con sé armi ed alcuni strumenti volti al travisamento della persona. È tutto pronto, non gli resta che attendere il momento più propizio per decidersi ad entrare finalmente in azione, sta per commettere una rapina. Questo basta alla locale compagnia di carabinieri per intervenire: l'uomo si lancia in una precipitosa fuga, al termine della quale i militari riescono a trarlo in arresto. È un caso - si potrebbe dire - di scuola: il «classico» rapinatore sorpreso mentre ha concluso la fase di preparazione del delitto e non ha ancora avviato quella esecutiva. Nondimeno, l'ipotesi costituisce …
Leggi di più… - 5. Prova indiziaria e ragionevole dubbio (Cass. 25016/22)https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 27 agosto 2022
Per indizio s'intende un fatto certo dal quale, per inferenza logica basata su regole di esperienza consolidate e affidabili, si perviene alla dimostrazione del fatto incerto da provare, secondo lo schema del cd. sillogismo giudiziario: l'indizio è un elemento conoscitivo che, senza poter rappresentare in via diretta il fatto da provare, è dotato di un'autonoma capacità rappresentativa, riguardante una o più circostanze diverse, ma collegate sul piano logico con quella da dimostrare. Se dall'indizio è deducibile un'unica conseguenza, esso costituisce una prova logica compiuta ed in sè sufficiente nel senso che presenta una correlazione obbligata tra fatto ignoto e quello noto, al quale, …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 24/09/2008, n. 40058 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 40058 |
| Data del deposito : | 24 settembre 2008 |
Testo completo
La
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
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sentenza richiesta è in fase di valutazione per oscuramento