Cass. pen., sez. II, sentenza 19/06/2012, n. 40218
CASS
Sentenza 19 giugno 2012

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Massime2

Il rigetto della richiesta di esclusione della recidiva facoltativa, pur richiedendo l'assolvimento di un onere motivazionale, non impone al giudice un obbligo di motivazione espressa, ben potendo quest'ultima essere anche implicita. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto implicita la motivazione sul diniego della richiesta di esclusione della recidiva facoltativa, desumendola dalla disamina della personalità dell'imputato, emergente dalla dettagliata descrizione delle condotte criminose dallo stesso tenute, dalla gravità dei fatti, dal suo inserimento in un contesto di criminalità organizzata).

La rinunzia all'impugnazione è un negozio processuale abdicativo che presuppone l'avvenuto esercizio del diritto che ne costituisce oggetto, e comunque che sia già sorto il diritto all'impugnazione. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto invalida la rinunzia all'impugnazione formulata dall'imputato prima del deposito della sentenza in questione, precisando che detta intempestiva rinunzia non preclude la successiva impugnazione proposta dall'imputato o dal difensore).

Commentari5

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    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 11 giugno 2025

    In tema di mandato d'arresto europeo, è invalida la rinuncia all'impugnazione resa dal consegnando immediatamente dopo l'adozione dell'ordinanza di consegna ma prima della proposizione del ricorso, in quanto la rinuncia prevista dall'art. 589 c.p.p. presuppone l'effettivo esercizio del diritto d'impugnazione ed è configurabile solo come revoca di un'impugnazione già proposta. È altresì invalido il consenso alla consegna qualora la persona richiesta non sia stata adeguatamente informata, in una lingua a lei comprensibile, della natura del MAE (processuale o esecutivo), dello stato del procedimento estero, dell'eventuale esistenza di misure cautelari o sentenze di condanna, nonché delle …

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    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 28 settembre 2023

    La massima Il reato di possesso di documenti di identificazione falsi concorre con quello di truffa ancorché la presentazione del documento falso abbia costituito una delle modalità esecutive della truffa, trattandosi di fattispecie distinte sul piano strutturale, atteso che la presentazione del documento falso costituisce attività ulteriore e non necessaria per il perfezionamento del reato di cui all' art. 497-bis c.p. , ed essendo diversi i beni giuridici tutelati dalle due norme (Cassazione penale , sez. V , 06/12/2018 , n. 2464). Vuoi saperne di più sul reato di truffa? Vuoi consultare altre sentenze in tema di truffa? La sentenza integrale Cassazione penale , sez. V , 06/12/2018 , …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 19/06/2012, n. 40218
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 40218
Data del deposito : 19 giugno 2012

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