Sentenza 12 dicembre 2018
Massime • 1
Non è configurabile un concorso apparente fra le norme di cui agli artt. 640 e 455 cod. pen., in quanto le relative fattispecie, che tutelano beni giuridici diversi, non si pongono fra loro in rapporto di specialità ai sensi dell'art. 15 cod. pen., richiedendo la prima non solo l'esistenza di artifici e raggiri - integrati in tesi dalla spendita di monete falsificate -, ma anche gli ulteriori elementi essenziali costituiti dall'induzione in errore e dall'atto di disposizione patrimoniale. (Conf. Sez. 5, n. 5268 del 03/05/1985 Rv. 169473 - 01; Sez. 5, n. 101 del 28/10/1982 Rv. 156805 - 01; Sez. U, n. 6713 del 07/02/1981 Rv. 149667 - 01)
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 12/12/2018, n. 7558 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 7558 |
| Data del deposito : | 12 dicembre 2018 |
Testo completo
07558-19 REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo Italiano LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUINTA SEZIONE PENALE Composta da: - Presidente - Sent. n. sez. 3363/2018 MARIA VESSICHELLI UP 12/12/2018 UMBERTO LUIGI CESARE GIUSEPPE SCOTTI R.G.N. 5096/2018 EDUARDO DE GREGORIO ELISABETTA MARIA MOROSINI -Relatore- PAOLA BORRELLI ha pronunciato la seguente SENTENZA sui ricorsi proposti da: PA RO nato a [...] il [...] SA NA nato a [...] il [...] avverso la sentenza del 26/09/2017 della CORTE APPELLO di BOLOGNA visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere ELISABETTA MARIA MOROSINI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore DOMENICO SECCIA che ha concluso chiedendo l'inammissibilità. RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza impugnata la Corte di appello di Bologna ha confermato la condanna di PP RO e SA OM per i reati di cui agli artt. 455 e 640 cod. pen.
2. Avverso la sentenza ricorrono gli imputati, con un unico atto a firma del comune difensore, articolando un solo motivo con il quale deducono violazione di legge. I ricorrenti invocano l'assorbimento, ai sensi dell'art. 15 cod. pen., del reato di truffa in quello di spendita di monete falsificate. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso è infondato.
2. Il concorso apparente di norme tra l'art. 455 e l'art. 640 cod. pen. è stata esclusa dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite con una risalente pronuncia, facendo leva principalmente sulla diversità dei beni giuridici tutelati (Sez. U, n. 6713 del 07/02/1981, Santamaria, Rv. 149667 - 01).
2.1 La conclusione va confermata anche alla luce della giurisprudenza più recente che individua nel principio di specialità ex art. 15 cod. pen. l'unico criterio idoneo a dirimere i casi di concorso apparente di norme (da ultimo Sez. U, n. 41588 del 22/06/2017, La Marca, Rv. 270902; Sez. U, n. 20664 del 23/02/2017, Stalla, Rv. 269668). Detto principio consente alla legge speciale di derogare a quella generale, nel caso in cui le diverse disposizioni penali regolino la "stessa materia". Deve definirsi norma speciale quella che contiene tutti gli elementi costitutivi della norma generale e che presenta uno o più requisiti propri e caratteristici, in funzione specializzante, sicché l'ipotesi di cui alla norma speciale, qualora la stessa mancasse, ricadrebbe nell'ambito operativo della norma generale (Sez. U, n. 1235 del 28/10/2010, dep. 2011, Giordano, cit.). Il criterio di specialità deve intendersi e applicarsi in senso logico-formale. Il presupposto della convergenza di norme risulta integrato solo in presenza di un rapporto di continenza tra fattispecie, alla cui verifica deve procedersi attraverso il confronto strutturale tra le norme incriminatrici astrattamente configurate, mediante la comparazione degli elementi costitutivi che concorrono a definire le fattispecie di reato (Sezioni Unite La Marca, cit.). 2 4 2.2 Nel caso in esame la comparazione astratta tra fattispecie evidenzia come quella di cui all'art. 640 cod. pen. presenti segmenti ulteriori rispetto a quella prevista dall'art. 455 cod. pen., poiché la prima si esaurisce nella mera spendita delle monete falsificate (integrante in tesi "artifizi e raggiri") ma richiede gli ulteriori elementi costitutivi dell'induzione in errore e dell'atto di disposizione patrimoniale.
2.4 In ogni caso l'operatività del principio di specialità presuppone l'unità naturalistica del fatto e, pertanto, anche ove il principio di specialità operasse, resterebbe pur sempre impregiudicata l'ipotesi del concorso tra reati qualora l'agente ponga in essere una pluralità di condotte nell'ambito di una progressione criminosa (Sezioni Unite La Marca cit.). Nella fattispecie le condotte non sono sovrapponibili in concreto, perché la truffa è addebitata non in relazione a tutte le spendite di monete falsificate, ma soltanto per i due casi in cui gli imputati, pagando merce di esiguo valore con una banconota falsa da 50 euro, traevano in inganno i negozianti che "oltre a consegnare la merce acquistata davano anche il resto corrispondente alla differenza tra le banconote consegnate ed il valore della merce medesima" (cfr. capo B dell'imputazione).
3. Discende il rigetto dei ricorsi e la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
P.Q.M.
Rigetta i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento. Così deciso il 12/12/2018 Il Consigliere estensore Il Presidente Elisabetta Maria Morosini Maria VessichelliWhile DEPOSITATA IN CANCELLERIA 19 FEB. 2019 Il Funzionario Giudiziario Diana BAD