Cass. pen., sez. V, sentenza 04/06/1998, n. 9391
CASS
Sentenza 4 giugno 1998

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

In tema di sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi, il giudice di appello, non investito con i motivi di impugnazione della censura relativa alla mancata applicazione della pena sostitutiva, non può concedere d'ufficio la pena sostitutiva stessa, pur se richiesta dalla parte all'udienza dibattimentale di secondo grado. L'espressa previsione delle facoltà attribuite ex officio al giudice di appello sono tassativamente indicate dall'art. 597, quinto comma, cod. proc. pen., per cui deve ritenersi preclusa un'applicazione estensiva od analogica della norma in questione ed un ampliamento per via interpretativa dei poteri discrezionali del giudice di secondo grado, A favore dell'affermazione di tale principio depone la natura eccezionale della norma in esame, costituente deroga al principio generale dell'effetto devolutivo dell'appello stabilito dall'art. 597, primo comma, cod. proc. pen., con conseguente sua inapplicabilità, ai sensi dell'art. 14 delle preleggi, al di fuori dei casi espressamente consentiti.

Commentari0

    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 04/06/1998, n. 9391
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 9391
    Data del deposito : 4 giugno 1998

    Testo completo