Sentenza 12 febbraio 2004
Massime • 1
I reati di violenza sessuale offendono la libertà personale intesa come libertà di autodeterminazione a compiere un atto sessuale, e non già la libertà morale della vittima, oppure il pudore e l'onore sessuale. Ne consegue che non ogni atto espressivo della concupiscenza dell'agente configura un atto sessuale idoneo a ledere la libertà di determinazione sessuale del soggetto passivo, essendo indispensabile che tale atto offenda la sfera della sessualità fisica della vittima. La nozione di atti sessuali è, in pratica, la somma dei concetti di congiunzione carnale ed atti di libidine previsti dalle previgenti fattispecie di violenza carnale ed atti di libidine violenti: non possono essere inclusi in tale nozione quei comportamenti - quali un gesto di esibizionismo sessuale o un atto di autoerotismo compiuto davanti a terzi - che, pur essendo manifestazione di istinto sessuale, non si concretano in un contatto corporeo tra soggetto attivo e soggetto passivo, ovvero non coinvolgono la corporeità di quest'ultimo.
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. III, sentenza 12/02/2004, n. 15464 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 15464 |
| Data del deposito : | 12 febbraio 2004 |
Testo completo
La
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
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