Cass. pen., sez. I, sentenza 22/09/2004, n. 40550
CASS
Sentenza 22 settembre 2004

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

Ai fini del riconoscimento della provocazione in un delitto omicidiario, per stabilire l'adeguatezza psicologica della condotta all'afflizione determinata nell'agente dall'altrui comportamento, il giudice di merito non può limitare l'esame alla condotta ultima della persona oggetto dell'azione delittuosa, ma deve considerare tutta la serie di atti contrari a norme giuridiche o a regole di primaria convivenza che si siano succeduti nel tempo ad accertare se questi siano stati idonei, sul piano causale, a potenziare "per accumulo" la carica afflittiva di ingiusta lesione dei diritti dell'offeso e ad assumere rilevanza nel rapporto causale offesa-reazione.

Commentari0

    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 22/09/2004, n. 40550
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 40550
    Data del deposito : 22 settembre 2004

    Testo completo