Cass. pen., sez. II, sentenza 18/10/2012, n. 150
CASS
Sentenza 18 ottobre 2012

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Ai fini del computo della durata massima delle indagini preliminari, l'iscrizione per un nuovo reato a carico del medesimo indagato, individua il "dies a quo" da cui decorre il termine, ferma restando l'utilizzabilità degli elementi emersi prima della nuova iscrizione nel corso di accertamenti relativi ad altri fatti, attesa l'assenza di preclusioni derivanti dall'art. 407 cod. proc. pen.

In materia di reati associativi, il Comune nel cui territorio l'associazione a delinquere si è insediata ed ha operato ha titolo alla costituzione di parte civile in relazione al danno che la presenza dell'associazione stessa ha arrecato all'immagine della città, allo sviluppo turistico ed alle attività produttive ad esso collegate.

Sono utilizzabili le dichiarazioni rese nella fase delle indagini preliminari dai soggetti indicati negli artt. 64 e 197 bis disp. att. cod. proc. pen. se, nel corso della rinnovazione dell'interrogatorio a norma dell'art. 26, comma secondo, legge 1 marzo 2001, n. 63, il dichiarante ritratti nella sua interezza quanto sino ad allora riferito.

La mancata verbalizzazione da parte delle polizia giudiziaria di dichiarazioni da essa ricevute, in contrasto con quanto prescritto dall'art. 357 cod. proc. pen., non le rende nulle o inutilizzabili in quanto nessuna sanzione in tal senso è prevista da detta norma, sicché salvi i limiti di cui all'art. 350, commi 6 e 7, cod. proc. pen., l'agente o l'ufficiale di polizia giudiziaria può fare relazione del loro contenuto all'autorità giudiziaria e rendere testimonianza "de relato".

Commentari2

  • 1Le dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria ma non verbalizzate
    Matteo Picotti · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

    1. La Corte di Cassazione, nella decisione in oggetto, torna a riaffermare la propria consolidata posizione garantista circa l'interpretazione dell'art. 191 c.p.p., corroborando il recente orientamento in materia di regime di utilizzabilità delle dichiarazioni spontanee rese ma non verbalizzate dalla polizia giudiziaria. Si trattava, nel caso di specie, di stabilire se le dichiarazioni definite "spontanee" (non verbalizzate, ma successivamente trasfuse in un atto di polizia giudiziaria), rese dal coimputato, connesso per uno solo dei due reati oggetto del procedimento, fossero utilizzabili (a fini cautelari) nei confronti dell'altro coimputato, rispetto all'ipotesi nella quale il …

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  • 2Art. 191 c.p.p. - Prove illegittimamente acquisite
    https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 18/10/2012, n. 150
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 150
Data del deposito : 18 ottobre 2012

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