Cass. pen., sez. III, sentenza 05/06/2023, n. 23969
CASS
Sentenza 5 giugno 2023

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La sentenza analizzata è stata emessa dalla Corte di Cassazione, con relatore il Consigliere Alessio Scarcella. La ricorrente, una persona fisica, ha impugnato un'ordinanza del Tribunale del Riesame di Lecce che aveva confermato il sequestro preventivo di una somma di denaro ritenuta profitto di reato. La difesa ha sostenuto che il sequestro fosse ingiustificato, lamentando la mancanza di un nesso tra il denaro sequestrato e il reato contestato, basando le proprie argomentazioni su un esposto anonimo e sull'asserita provenienza lecita delle somme.

Il giudice ha rigettato il ricorso, ritenendo che il Tribunale del Riesame avesse adeguatamente motivato la sussistenza del "fumus commissi delicti", evidenziando elementi indiziari concreti e persuasivi che collegavano il denaro all'attività illecita. La Corte ha sottolineato che, per il sequestro preventivo, non è necessario raggiungere il livello di gravità richiesto per la condanna, ma è sufficiente un quadro indiziario che giustifichi la misura. Inoltre, ha rilevato che la ricorrente non aveva sollevato adeguatamente la questione del periculum in mora nel precedente grado, rendendo inammissibile la sua doglianza. La decisione si fonda su un'interpretazione rigorosa delle norme processuali, confermando la legittimità del sequestro in relazione alla disponibilità del denaro da parte dell'indagata.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. III, sentenza 05/06/2023, n. 23969
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 23969
    Data del deposito : 5 giugno 2023

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