Cass. pen., sez. III, sentenza 25/09/2007, n. 38269
CASS
Sentenza 25 settembre 2007

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Il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali (art. 2, comma primo bis, del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, conv. con modd. in L. 11 novembre 1983, n. 638), è configurabile anche nel caso in cui si accerti l'esistenza del successivo stato di insolvenza dell'imprenditore, in quanto è onere di quest'ultimo ripartire le risorse esistenti al momento di corrispondere le retribuzioni ai lavoratori dipendenti in modo da poter adempiere all'obbligo del versamento delle ritenute, anche se ciò possa riflettersi sull'integrale pagamento delle retribuzioni medesime.

Il principio generale secondo il quale, in caso di difformità, il dispositivo prevale sulla motivazione della sentenza incontra una deroga nel caso in cui la difformità dipenda da un errore materiale relativo alla pena indicata in dispositivo, palesemente rilevabile dall'esame della motivazione in cui si ricostruisca chiaramente ed inequivocabilmente il procedimento seguito dal giudice per determinare la pena. Ne consegue che, in tal caso, la motivazione prevale sul dispositivo, giustificandosi l'annullamento senza rinvio della sentenza, limitatamente alla determinazione della pena, che viene rideterminata dalla Corte di Cassazione.

Commentari5

  • 1La crisi di liquidità dell’imprenditore ed i reati tributari e previdenziali
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    Nella sentenza n. 43419 emessa dalla quarta sesta della Corte di Cassazione in data 29 settembre 2015, è stato affrontato il delicato tema inerente il caso in cui vi siauna discrasia tra quanto affermato in motivazione e quanto riportato nel dispositivo[1]. Nella fattispecie in esame, la difesa ha dedotto «un evidente contrasto tra la parte motiva e la parte dispositiva del provvedimento impugnato» rilevando che nella motivazione il Tribunale riteneva che l'imputato dovesse andare assolto mentre, nel dispositivo, «al contrario di quanto motivato, lo condanna»va. Secondo la difesa, di conseguenza, era «indubbio (…) che nel contrasto debba darsi prevalenza alla parte motiva, sia per …

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    1. Premessa La sentenza in commento è particolarmente significativa in quanto è una delle prime pronunce con cui la giurisprudenza di legittimità, cambiando il proprio precedente orientamento, ha ammesso l'efficacia esimente della crisi di liquidità dell'impresa rispetto ai reati previsti e puniti dagli artt. 10 bis e 10 ter del D.Lgs. 74/2000. Con sentenza n. 5905 del 7 febbraio 2014, la Suprema Corte riformava la decisione della Corte di Appello di Firenze che, a seguito della condanna a 4 mesi di reclusione, già pronunciata ai danni dell'imputato dal Tribunale di Lucca, ritenuto sussistente il reato di cui all'art. 10 bis del d.lgs. 74/2000, applicava la pena di un mese di arresto. …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 25/09/2007, n. 38269
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 38269
Data del deposito : 25 settembre 2007

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