Cass. pen., sez. III, sentenza 20/02/2018, n. 8047
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Sentenza 20 febbraio 2018

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La sentenza in esame è stata emessa dalla Corte di Cassazione, con relatore il consigliere Alessio Scarcella. Le parti ricorrenti, indagati per il reato di dichiarazione infedele, hanno contestato l'ordinanza del Tribunale di Sassari che aveva confermato il sequestro preventivo dei loro beni. Le richieste dei ricorrenti si sono concentrate sull'inutilizzabilità degli accertamenti induttivi in sede penale, sostenendo che le presunzioni tributarie non potessero costituire prova sufficiente per giustificare il fumus del reato. Il giudice ha respinto tali argomentazioni, affermando che le presunzioni tributarie, sebbene non costituenti prova diretta, possono avere valore indiziario sufficiente in fase cautelare. La Corte ha evidenziato che le operazioni contestate, finalizzate a realizzare una minusvalenza detraibile per abbattere una plusvalenza, configuravano un comportamento elusivo, non rientrante nell'ambito dell'abuso del diritto. Pertanto, la Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a una somma in favore della Cassa delle ammende.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. III, sentenza 20/02/2018, n. 8047
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 8047
    Data del deposito : 20 febbraio 2018

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