Sentenza 28 giugno 2006
Massime • 1
La chiamata in correità posta a fondamento di una affermazione di responsabilità richiede che il giudice affronti e risolva, anzitutto, il problema della credibilità del dichiarante in relazione, tra l'altro, alla sua personalità, alle sue condizioni socio-economiche, al suo passato e ai suoi rapporti con il chiamato in correità nonché alla genesi e alle ragioni che lo hanno indotto alla confessione e all'accusa dei coautori e complici; in secondo luogo, il giudice deve verificarne l'intrinseca consistenza e le caratteristiche, alla luce di criteri quali, tra gli altri, quelli della spontaneità ed autonomia, precisione, completezza della narrazione dei fatti, coerenza e costanza; infine, egli deve verificare i riscontri esterni, i quali sono realmente rafforzativi della chiamata in quanto siano individualizzanti e, quindi, inequivocabilmente idonei ad istituire un collegamento diretto con i fatti per cui si procede e con il soggetto contro il quale si procede.
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 28/06/2006, n. 31442 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 31442 |
| Data del deposito : | 28 giugno 2006 |
Testo completo
La
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
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