Cass. pen., sez. IV, sentenza 20/10/2016, n. 3374
CASS
Sentenza 20 ottobre 2016

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In tema di riparazione per ingiusta detenzione, costituisce colpa grave, idonea a impedire il riconoscimento dell'equo indennizzo, l'utilizzo, nel corso di conversazioni telefoniche, da parte dell'indagato di frasi in "codice", effettivamente destinate a occultare un'attività illecita, anche se diversa da quella oggetto dell'accusa e per la quale fu disposta la custodia cautelare. (Nella specie, dalle conversazioni intercettate era emerso l'apparente coinvolgimento del ricorrente in una trattativa volta a fissare il prezzo di acquisto della sostanza stupefacente, circostanza cui egli nel corso delle indagini non aveva voluto fornire una logica spiegazione al fine di eliminare il valore indiziante degli elementi acquisiti).

Commentario1

  • 1Ingiusta detenzione, quando ricorre la colpa grave?
    Di Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 20 aprile 2022

    (Riferimento normativo: Cod. proc. pen., art. 314, co. 1) Indice: Il fatto I motivi addotti nel ricorso per Cassazione Le valutazioni giuridiche formulate dalla Cassazione Conclusioni Il fatto La Corte di Appello di Napoli respingeva una domanda formulata per una liquidazione a titolo di equa riparazione dovuta ad ingiusta sottoposizione alla misura cautelare degli arresti domiciliari in un lasso temporale intercorrente tra il 2008 e il 2010. I motivi addotti nel ricorso per Cassazione Avverso il provvedimento summenzionato proponeva ricorso per Cassazione il difensore dell'istante deducendo vizio di motivazione per illogicità manifesta in riferimento ai presupposti del diritto all'equa …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. IV, sentenza 20/10/2016, n. 3374
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 3374
Data del deposito : 20 ottobre 2016

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