Cass. pen., sez. V, sentenza 13/03/2023, n. 10650
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Sentenza 13 marzo 2023

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Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, con relatore il Consigliere Giuseppe De Marzo. Le parti in causa, due giornalisti, hanno impugnato una sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva confermato la loro responsabilità per diffamazione a mezzo stampa, in relazione a un articolo contenente informazioni false riguardanti l'arresto di un direttore di Caritas. I ricorrenti sostenevano che l'inesattezza relativa all'arresto non fosse tale da compromettere il nucleo essenziale della notizia, invocando l'esercizio del diritto di cronaca come causa di giustificazione.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che l'inesattezza riguardante l'arresto fosse significativa e non marginale, in quanto implicava una valutazione di gravità del quadro indiziario tale da giustificare una limitazione della libertà personale. La Corte ha ribadito che, per configurare l'esimente del diritto di cronaca, è necessario che le informazioni riportate siano veritiere e che le inesattezze non alterino la sostanza della notizia. Pertanto, la sentenza di merito è stata confermata, con condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 13/03/2023, n. 10650
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 10650
    Data del deposito : 13 marzo 2023

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