Sentenza 20 gennaio 2005
Massime • 1
L'omessa menzione nel verbale d'udienza della presenza di uno dei due difensori dell'imputato costituisce un mera irregolarità, non produttiva di vizi per detto verbale e, comunque, per la sentenza conclusiva del giudizio.
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/01/2005, n. 5455 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 5455 |
| Data del deposito : | 20 gennaio 2005 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Udienza pubblica
Dott. DE ROBERTO Giovanni - Presidente - del 20/01/2005
Dott. OLIVA Bruno - Consigliere - SENTENZA
Dott. AGRÒ Antonio Stefano - Consigliere - N. 86
Dott. MILO Nicola - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. ROTUNDO VI - Consigliere - N. 10356/2004
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
VI BI;
contro la sentenza 2 dicembre 2003 della Corte d'Appello di Napoli;
Udita la relazione del Consigliere Dr. Antonio Stefano Agrò;
Udito il P.G. Dr. Mario Favalli che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso;
RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO
1. VI BI, ritenuto responsabile di evasione, ricorre contro la sentenza indicata in epigrafe. Lamenta che nel verbale di udienza della Corte d'Appello non si sia fatta menzione del suo secondo difensore di fiducia avvocato Carmine Galloro, nonostante egli ne avesse fatto tempestiva e regolare nomina con atto ricevuto dal direttore del carcere di Poggioreale.
2. Il ricorso è tuttavia inammissibile in quanto tale omessa menzione corrisponde al più ad una mera irregolarità nella redazione del verbale, ma non costituisce in alcun modo un vizio che possa riversarsi sulla decisione.
3. Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento di una somma alla cassa delle ammende che si stima equo liquidare in mille euro.
P.Q.M.
LA CORTE DI CASSAZIONE Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento di mille euro alla cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 20 gennaio 2005.
Depositato in Cancelleria il 12 febbraio 2005