Cass. pen., sez. V, sentenza 14/09/2017, n. 57704
CASS
Sentenza 14 settembre 2017

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In tema di sospensione condizionale della pena, il giudice di merito, nel valutare la concedibilità del beneficio, non ha l'obbligo di prendere in esame tutti gli elementi richiamati nell'art. 133 cod. pen., potendo limitarsi ad indicare quelli da lui ritenuti prevalenti in senso ostativo alla sospensione. (Nella specie, la Corte ha ritenuto corretta la decisione di diniego del beneficio motivata sull'esistenza di precedenti penali e sulle circostanze inerenti alla condotta di reato commessa).

Ai fini della configurabilità del reato di atti persecutori, non è necessario che la vittima prospetti espressamente e descriva con esattezza uno o più degli eventi alternativi del delitto, potendo la prova di essi desumersi dal complesso degli elementi fattuali altrimenti acquisiti e dalla condotta stessa dell'agente. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che il grave stato d'ansia provocato alla vittima dall'imputato si ricavasse inequivocabilmente dal complesso probatorio risultante ai giudici, al di là della descrizione di esso fornita dalla persona offesa).

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  • 1Il delitto di atti persecutori e la violazione del principio di tassatività - determinatezza
    Avv. Antonio Tosi · https://www.salvisjuribus.it/category/civile/

    L'introduzione dell'art. 612 bis c.p. rubricato “Atti persecutori” (più comunemente noto, mutuando un'espressione del mondo americano, come “stalking”) ad opera dell'art. 7, D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, ha rappresentato la risposta – invero un po' maldestra – da parte del Legislatore italiano alle spinte mediatiche in atto in quel periodo nel nostro Paese, per cui non vi erano testate giornalistiche che non reclamassero a gran voce forti misure per contrastare l'odioso fenomeno dello stalking, spesso accompagnato ad episodi di violenza nei confronti delle donne. La risposta approntata dal Legislatore, dunque, è quella consistita nell'introduzione, nel codice penale, del citato art. 612 …

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  • 2Art. 612-bis - Atti persecutori (1)
    https://www.filodiritto.com/

    1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi (2) chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita (3). 2. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti …

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  • 3Pedinamento, insulti, messaggi e telefonate bastano per condanna per stalking (Cass. 40504/24)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 29 maggio 2025

    Le dichiarazioni della vittima del reato, sicuramente decisive nel contesto di una vicenda persecutoria, nel prisma interpretativo della giurisprudenza di legittimità, sono autosufficienti alla prova del reato. Il giudice di appello che riformi la decisione di assoluzione pronunciata in primo grado, pervenendo ad una sentenza di condanna, non ha l'obbligo di fornire una motivazione rafforzata nel caso in cui il provvedimento assolutorio abbia un contenuto motivazionale generico e meramente assertivo, posto che, in tale ipotesi, non vi è neppure la concreta possibilità di confutare argomenti e considerazioni alternative del primo giudice, essendo la decisione di appello l'unica realmente …

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  • 4Messaggi sul cellullare, PG non può accedere perchè corrispondenza (Cass. 25549/24)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 3 luglio 2024

    In tema di mezzi di prova, i messaggi di posta elettronica, i messaggi WhatsApp e gli SMS conservati nella memoria di un dispositivo elettronico conservano la natura di corrispondenza anche dopo la ricezione da parte del destinatario, almeno fino a quando, per il decorso del tempo o per altra causa, essi non abbiano perso ogni carattere di attualità, in rapporto all'interesse alla sua riservatezza, trasformandosi in un mero documento "storico", sicché -fino a quel momento- la loro acquisizione deve avvenire secondo le forme previste dall'art. 254 cod. proc. pen. per il sequestro della corrispondenza. L'art. 254 cod. proc. pen., in ossequio alle garanzie apprestate dall'art. 15 della …

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  • 5Molestie sul luogo di lavoro per instaurare una relazione: è stalking
    Riccardo Polito · https://www.diritto.it/ · 2 ottobre 2023

    1. Il reato di atti persecutori Introdotto dal legislatore con d.l. 23 febbraio 2009 n. 11, convertito in l. n. 23 aprile 2009 n. 28, l'art. 612-bis c.p. disciplina il reato di atti persecutori. Il primo comma dispone che “salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita“. Ed è proprio da …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 14/09/2017, n. 57704
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 57704
Data del deposito : 14 settembre 2017

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