Sentenza 15 marzo 2006
Massime • 1
In tema di arresto nella quasi flagranza del reato, la nozione di inseguimento del reo ricomprende anche l'azione di ricerca immediatamente posta in essere, anche se non subito conclusa, purché protratta senza soluzione di continuità. Non é, quindi, indispensabile la coincidenza tra il momento iniziale della fuga e quello in cui comincia l'inseguimento, purché l'arresto non intervenga dopo la cessazione della fuga o dopo che sia terminato l'inseguimento. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato il provvedimento con il quale il G.i.p. non aveva convalidato l'arresto di un soggetto, indagato per tentato incendio doloso, inseguito da un passante che, dopo avere visto appiccare fuoco a più autovetture in tempo di notte, aveva annotato la targa del furgone su cui viaggiava, e aveva avvisato i Carabinieri che, immediatamente intervenuti sul posto, senza interrompere le ricerche, avevano rintracciato il mezzo, trovandolo in possesso dell'arrestato).
Commentario • 1
- 1. Le Sezioni unite sulla nozione di “quasi flagranza”: limitiGuido Todaro · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/
Per leggere il testo della sentenza in commento, apri il file allegato. 1. La libertà è la regola, le sue limitazioni configurano ipotesi eccezionali e le correlate norme sono, pertanto, di stretta interpretazione. Verità ovvia e principio sacrosanto del nostro processo penale, che, però, ogni tanto – anzi, spesso purtroppo – occorre ricordare, a fronte di letture riduttive ovvero interpretazioni devianti. Il caso in esame ne è un esempio: la questione controversa concerne l'esatta determinazione delle coordinate concettuali della nozione di “quasi flagranza”, con particolare riferimento alla fattispecie rappresentata dall'“inseguimento”: dilatarne il significato, di là della lettera …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 15/03/2006, n. 23560 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 23560 |
| Data del deposito : | 15 marzo 2006 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. GEMELLI Torquato - Presidente - del 15/03/2006
Dott. CHIEFFI Severo - Consigliere - SENTENZA
Dott. BARDOVAGNI Paolo - Consigliere - N. 955
Dott. VANCHERI Angelo - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. URBAN Giancarlo - Consigliere - N. 039331/2005
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PUBBLICO MINISTERO PRESSO TRIBUNALE di PESCARA;
nei confronti di:
1) TO RC, N. IL 04/09/1974;
avverso ORDINANZA del 23/07/2005 GIP TRIBUNALE di PESCARA;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dr. BARDOVAGNI PAOLO;
lette le conclusioni del P.G. Dr. MURA Antonio (conformi). OSSERVA
Con il provvedimento in epigrafe il G.I.P. del Tribunale di Pescara, escludendo la flagranza, non ha convalidato l'arresto di TO RC, indagato per incendio doloso (tentato, secondo la qualificazione del giudice): un passante aveva per qualche tempo inseguito il furgone su cui erano saliti gli autori del reato dopo avere appiccato il fuoco a più autovetture in tempo di notte e ne aveva annotato la targa;
il successivo intervento dei Carabinieri aveva portato a rintracciare il mezzo nella disponibilità del TO dopo poco più di due ore. Non essendo stati visti gli autori del fatto e mancando la continuità nell'inseguimento non viene ritenuta la quasi flagranza.
Ricorre per Cassazione il P.M., deducendo che l'inseguimento menzionato dall'art. 382 c.p.p., deve intendersi comprensivo di ogni attività intrapresa subito dopo la commissione del reato e protrattasi senza soluzione di continuità per raggiungere la persona da arrestare, come appunto era avvenuto nel caso di specie, avendo i presenti rilevato il numero di targa del veicolo su cui erano fuggiti gli autori del reato e immediatamente chiamato sul, posto i Carabinieri, i quali, senza interrompere le ricerche, avevano rintracciato il mezzo, trovandolo in possesso dell'arrestato. Il ricorso è fondato. Va ribadito il costante orientamento della giurisprudenza di legittimità, secondo cui l'inseguimento del reo, utile per definire il concetto di quasi flagranza, deve essere inteso in senso più ampio di quello strettamente etimologico;
invero, dal punto di vista tecnico-giuridico, esso ricomprende anche l'azione di ricerca, immediatamente posta in atto, anche se non immediatamente conclusa, purché protratta senza soluzione di continuità. Non è quindi indispensabilmente richiesta coincidenza tra il momento iniziale della fuga e quello in cui inizia l'inseguimento, purché l'arresto non intervenga dopo la cessazione della fuga o dopo che sia terminato l'inseguimento (Cass., Sez. 5^, 7.6/1.9.1999, Giannatiempo). Nel caso di specie, alla stregua degli elementi esposti nell'ordinanza impugnata, non risulta alcuna interruzione delle ricerche, sicché l'inseguimento (inteso nel senso sopra specificato) non poteva ritenersi concluso e sarebbe terminato proprio con il ritrovamento del furgone - traccia del reato - nella disponibilità dell'arrestato.
Consegue l'annullamento dell'ordinanza impugnata, con rinvio per nuovo esame (al fine della verifica di legittimità dell'operato della Polizia giudiziaria procedente) da compiersi nell'osservanza dei principi di diritto prima enunciati, senza alcun vincolo nella valutazione degli elementi fattuali.
P.Q.M.
La Corte Suprema di Cassazione, Sezione Prima Penale, annulla l'ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al G.I.P. del Tribunale di Pescara.
Così deciso in Roma, il 15 marzo 2006.
Depositato in Cancelleria il 6 luglio 2006