Cass. pen., sez. I, sentenza 30/03/2026, n. 12003
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Sentenza 30 marzo 2026

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  • Rigettato
    Inidoneità del domicilio indicato

    Il Tribunale ha ritenuto sussistente un grado di pericolosità connesso alla volontà di svolgere la detenzione domiciliare nello stesso edificio ove lo stato di litigiosità verso la sorella e il cognato hanno determinato la consumazione del reato. La rilevanza della situazione abitativa, che facilita il contatto con le persone offese, è stata ritenuta sussistente anche nella fase processuale antecedente alla condanna, avendo lo stesso ricorrente riferito che gli venne applicata la misura cautelare del divieto di dimora. Il mancato esperimento di esperienze premiali e di rientri temporanei nell'abitazione è stato logicamente valutato come impeditivo della concessione di una misura alternativa che ripristini il contatto con le vittime, senza che sia stata in precedenza verificata la capacità del ricorrente di astenersi da ulteriori comportamenti negativi in tale situazione.

  • Rigettato
    Omessa valutazione degli elementi favorevoli al detenuto

    Il Tribunale ha preso atto della condotta corretta tenuta in carcere dal ricorrente e dei benefici penitenziari a lui riconosciuti, ma ha ritenuto ancora presente un certo grado di pericolosità, connesso alla sua volontà di svolgere la detenzione domiciliare nello stesso edificio ove lo stato di litigiosità verso la sorella e il cognato hanno determinato la consumazione del reato. Il mancato esperimento di esperienze premiali, e di rientri temporanei nell'abitazione in questione, è stato logicamente valutato come impeditivo della concessione di una misura alternativa che ripristini il contatto con le vittime, senza che sia stata in precedenza verificata la capacità del ricorrente di astenersi, in tale situazione, da ulteriori comportamenti negativi.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 30/03/2026, n. 12003
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 12003
    Data del deposito : 30 marzo 2026

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