Cass. pen., sez. VI, sentenza 24/02/1998, n. 4080
CASS
Sentenza 24 febbraio 1998

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Massime1

Il dolo del reato di maltrattamenti in famiglia consiste nella coscienza e volontà di sottoporre il soggetto passivo ad una serie di violenze fisiche e morali in modo continuo e abituale, per cui l'eventuale stato di malattia, fisica o psichica, della vittima non esclude affatto il dolo del soggetto agente, ma semmai accentua la gravità del fatto, essendo l'offesa arrecata a persona psichicamente o fisicamente menomata.

Commentario1

  • 1PROCESSO - TRIBUTARIO - PROVA - CONTEGNO PROCESSUALE ED EXTRAPROCESSUALE - RILEVANZA - APPLICABILITÀ ART.116 CPC
    Dott. Danilo Sorrentino · https://www.expartecreditoris.it/ · 16 dicembre 2011

    ISSN 2385-1376 Provvedimento segnalato dall'Avv. Domenica Onofrio Nel processo tributario ai fini della valutazione delle prove, ai sensi dell'art.116 cpc, il giudice tiene conto del comportamento, anche extraprocessuale, delle parti. Tale comportamento può costituire, non solo elemento di valutazione delle risultanze acquisite, ma anche unica e sufficiente fonte di prova idonea a sorreggere la decisione del giudice di merito che, con riguardo a tale valutazione, è censurabile nel giudizio di legittimità solo sotto il profilo della logicità della motivazione. Il contribuente che ha presentato istanza di rimborso non può distruggere la documentazione contabile in suo possesso, anche se …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 24/02/1998, n. 4080
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 4080
Data del deposito : 24 febbraio 1998

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