Sentenza 9 novembre 2012
Massime • 1
È abnorme, per il contenuto avulso dal sistema processuale, l'adozione da parte del giudice di una ordinanza con cui fornisca l'interpretazione del contenuto di una sentenza di condanna irrevocabile precedentemente emessa. (Fattispecie nella quale la Corte di assise, su richiesta del condannato, forniva l'interpretazione autentica della sentenza definitiva e ribadiva la connessione tra i reati di omicidio con il delitto di associazione di stampo mafioso).
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 09/11/2012, n. 47929 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 47929 |
| Data del deposito : | 9 novembre 2012 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. GIORDANO Umberto - Presidente - del 09/11/2012
Dott. MAZZEI Antonella P. - Consigliere - SENTENZA
Dott. LOCATELLI Giuseppe - rel. Consigliere - N. 3201
Dott. ROCCHI Giacomo - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. BONI Monica - Consigliere - N. 13987/2012
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
1) SS CO N. IL 06/02/1950;
avverso l'ordinanza n. 55/2011 CORTE ASSISE APPELLO di REGGIO CALABRIA, del 21/12/2011;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIUSEPPE LOCATELLI;
lette le conclusioni del PG Dott. Viola Giuseppe che ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza impugnata.
RITENUTO IN FATTO
Con istanza del 25.8.2011 il detenuto SS CO, al fine di poter fruire di benefici penitenziari, adiva la Corte di assise di appello di Reggio Calabria, quale giudice dell'esecuzione, chiedendo di fornire l'interpretazione autentica della propria sentenza 24.7.1998, dichiarando che i delitti di omicidio e tentato omicidio, per i quali era intervenuta condanna definitiva a carico di SS CO, non erano connessi con il delitto di associazione di stampo mafioso per il quale il richiedente era stato ugualmente condannato. Con ordinanza del 21.12.2011 la Corte di assise di appello di Reggio Calabria emetteva ordinanza munita del seguente dispositivo "ribadisce che gli omicidi per cui SS CO ha riportato condanna con la sentenza n. 17/1998 della locale Corte di assise di appello devono intendersi strettamente connessi con la faida insorta tra il clan TA ed il clan SS di cui SS CO era ritenuto il capo".
Avverso l'ordinanza SS CO personalmente propone ricorso per cassazione per violazione di legge penale, mancata assunzione di una prova decisiva, e vizio della motivazione.
CONSIDERATO IN DIRITTO
La Corte, nell'esercizio dei poteri di cognizione d'ufficio previsti dall'art. 609 cod. proc. pen., comma 2, rileva che il provvedimento impugnato presenta i connotati della abnormità, definiti da Sez. U, n. 26 del 24/11/1999 - dep. 26/01/2000, Magnani, Rv. 215094: esso, per singolarità e stranezza di contenuto, risulta avulso dall'intero ordinamento processuale, posto che l'adozione, da parte del giudice che ha pronunziato una sentenza irrevocabile di condanna, di un'ordinanza volta a fornire l'interpretazione del contenuto del giudicato, si pone al di fuori del sistema organico della legge processuale. Inoltre l'ordinanza della Corte di assise di appello, dichiaratamente emessa dopo che il Magistrato di sorveglianza ed il Tribunale di sorveglianza avevano dichiarato inammissibile l'istanza di permesso premio avanzata da SS CO, siccome detenuto per reati ostativi ai sensi della L. n. 354 del 1975, art. 4 bis, comma 1, eccede oltre ogni ragionevole limite la propria competenza ingerendosi nell'ambito di giurisdizione proprio della magistratura di sorveglianza, alla quale la legge attribuisce la competenza funzionale esclusiva in tema di verifica della sussistenza di cause ostative alla concessione dei benefici penitenziari.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata.
Così deciso in Roma, il 9 novembre 2012.
Depositato in Cancelleria il 11 dicembre 2012