Sentenza 4 febbraio 2016
Massime • 1
La competenza a richiedere le misure di prevenzione patrimoniale, nei confronti dei soggetti indiziati di appartenere alle associazioni di cui all'art. 416-bis cod. pen., spetta soltanto al Procuratore Nazionale antimafia, al Procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto ove dimora la persona, al Questore ovvero al Direttore della D.I.A. (In applicazione del principio, la S.C. ha annullato senza rinvio il provvedimento che aveva disposto la confisca su proposta del Procuratore della Repubblica di altro tribunale, disponendo la trasmissione al P.M. competente).
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 04/02/2016, n. 28657 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 28657 |
| Data del deposito : | 4 febbraio 2016 |
Testo completo
28 65 7 /1 6 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUINTA SEZIONE PENALE UDIENZA CAMERA DI CONSIGLIO DEL 04/02/2016 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: - Presidente - SENTENZA PAOLO ANTONIO BRUNODott. N.203 - Consigliere - Dott. CARLO ZAZA REGISTRO GENERALE- Consigliere - Dott. ANTONIO SETTEMBRE N. 16868/2015 - Consigliere - Dott. ALFREDO GUARDIANO Rel. Consigliere - Dott. ANDREA FIDANZIA ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: ZZ LV N. IL 14/08/1956 CA US N. IL 09/12/1959 ZZ AN N. IL 15/11/1976 ZZ NU N. IL 19/12/1979 ZZ GI N. IL 20/04/1985 ZZ NI N. IL 26/09/1982 PUTERI CHIARA avverso il decreto n. 104/2012 CORTE APPELLO di CATANZARO, del 28/11/2014 sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANDREA FIDANZIA;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott. Udit i difensor Avv.; Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, dott. Roberto Aniello, ha concluso, conformemente agli avv. Franco Coppi e Francesco Gambardella per il ricorrente, per l'accoglimento del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. Con decreto del 28 novembre 2014 la Corte d'Appello di Catanzaro ha dichiarato inammissibile l'appello proposto da SO NT PI e DO GI, finalizzato alla restituzione dei beni di cui il Tribunale di Catanzaro aveva disposto la confisca in quanto riconducibili a MA TO, all'epoca sorvegliato speciale in forza del decreto dello stesso F Tribunale del 17.10.2010, che ne aveva affermato la pericolosità qualificata. La Corte di merito ha altresì accolto parzialmente il ricorso presentato da AP RU disponendo il dissequestro e conseguente restituzione alla stessa di due immobili e confermato per il resto il decreto del giudice di primo grado.
2. Con atto sottoscritto dai suoi difensori ha proposto ricorso per cassazione MA TO affidandolo a due motivi.
2.1. Con il primo motivo è stata dedotta la violazione dell'art. 2 L. 575/65 nonché la nullità ex art. 178 lett. c). nullità della sentenza di primo grado e dell'intero giudizio : celebratosi per violazione dell'art. 178 lett c). Lamenta ricorrente che il procedimento è improcedibile in considerazione del fatto che il proponente era stato il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme e non già le autorità espressamente indicate all'art. 1, ovvero Il Procuratore Nazionale Antimafia, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale capoluogo di distretto ove dimora la persona, dal questore o dal direttore della D.I.A. Essendo quindi la proposta stata presentata da un Procuratore della Repubblica funzionalmente incompetente, è stata integrata una nullità assoluta, peraltro già eccepita innanzi alla Corte d'Appello territoriale.
2.2. Con il secondo motivo è stata dedotta la violazione di legge in relazione agli artt. 1 e 2 ter L. 575/65 per mancanza assoluta di motivazione in ordine alla pericolosità sociale di MA TO. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il primo motivo è fondato e va pertanto accolto. Va osservato che, a norma del combinato disposto degli artt. 4, 16 e 17 digs n 159/2011, nei confronti dei soggetti indiziati di appartenere alle associazioni di cui all'articolo 416-bis c.p., le misure di prevenzione patrimoniale possono essere richieste dal Procuratore Nazionale Antimafia, dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale capoluogo di distretto ove dimora la persona, dal questore o dal direttore della D.I.A. Nel caso di specie, effettivamente la misura di prevenzione patrimoniale è stata erroneamente richiesta dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme 2 e non dal Procuratore presso il Tribunale di Catanzaro, capoluogo del distretto di Corte d'Appello. Peraltro, come più volte statuito da questa Corte, nel procedimento di prevenzione la questione relativa all'incompetenza territoriale del giudice è correlata, diversamente che nel procedimento di cognizione, al "genus" dell'incompetenza funzionale dell'organo proponente e, di conseguenza, essendo essa stessa di natura funzionale e inderogabile, è rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, mancando nella disciplina speciale una preclusione temporale. (Sez. 1, n. 12564 del 20/02/2015 - dep. 25/03/2015, Confl. comp. in proc. Rinzivillo e altro, Rv. 262871). Deve quindi disporsi l'annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato e devono conseguentemente trasmettersi gli atti al Procuratore della Repubblica di Catanzaro per quanto di competenza.
P.Q.M.
La Corte annulla senza rinvio il provvedimento impugnato e dispone trasmettersi gli atti al Procuratore della Repubblica di Catanzaro per quanto di competenza. Così deciso in Roma, il 4 febbraio 2016 Il consigliere estensore Il Presidente dr. Andrea Fidanzia dr. Paolo NT BRUNO Porz DEPOSITATA IN CAS - 8 LUG 2016 IL PUNZIONARIO GIUDIZIARIO Carbla Lanzuise ou jum 3