Art. 1. ((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 15 MARZO 2010, N. 66))
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30 luglio 1998
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9 ottobre 2010
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Commentario • 1
- 1. Il diritto di obiezione di coscienza e la revoca di tale status. Profili problematiciFrancesco Barracca · https://www.filodiritto.com/ · 2 febbraio 2008
L'obiezione di coscienza è il rifiuto da parte dell'individuo di compiere atti o comportamenti, imposti dall'ordinamento, ma contrari alle proprie convinzioni [1]. L'ordinamento giuridico prevede e disciplina tale diritto di sottrarsi a tali obblighi in alcune fattispecie molto delicate e complesse. L'obiezione al servizio militare è sicuramente il caso più noto tra le ipotesi di obiezione ed è quello che presenta più profili problematici anche alla luce della recentissima legge 131/07 che ha disciplinato i limiti e i casi di revoca dello status di obiettore al servizio militare. La legge 230/98 riconosce l'obiezione al servizio militare a coloro che “nell'esercizio del diritto alle …
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Giurisprudenza • 6
- 1. Corte Cost., sentenza 07/04/2006, n. 141Provvedimento: […] La scelta di coscienza non ammetterebbe eccezioni, come desumibile dal tenore letterale dell'art. 1 della legge n. 230 del 1998, e come già affermato da questa Corte nelle sentenze numeri 470 e 409 del 1989, essendo obiettore di coscienza colui il quale rifiuta qualsiasi rapporto con le armi. […]Leggi di più...
- art. 30 r.d. 773/1931·
- disparità di trattamento·
- divieto detenzione armi·
- interpretazione legge·
- materiali esplodenti·
- servizio civile·
- art. 4 Cost.·
- non offensività·
- art. 2 legge 230/1998·
- art. 15 legge 230/1998·
- art. 35 Cost.·
- art. 3 Cost.·
- divieto uso armi·
- obiezione di coscienza
- 2. Corte Cost., sentenza 22/06/2000, n. 224Provvedimento: […] Questa disciplina appare irragionevole al rimettente, che ritiene priva di giustificazione la diversità con la quale, sia pure soltanto per un elemento circostanziale del reato, i due casi sono trattati: diversità che si traduce nella possibilità di applicare nei confronti del mancante alla chiamata che si assenti per poco più di sei mesi la pena più grave, mentre chi rifiuti il servizio adducendo i motivi di cui all'art. 1 della legge n. 230 del 1998 (motivi oltretutto non verificabili nella loro serietà e consistenza) risponderà penalmente secondo quanto previsto dall'art. 14 di tale legge, senza alcun aggravamento. […]Leggi di più...
- mancanza alla chiamata e diserzione·
- aggravante della durata ultrasemestrale dell'assenza·
- non fondatezza della questione.·
- reati militari
- 3. Corte Cost., ordinanza 20/07/2000, n. 311Provvedimento: […] n. 230 (Nuove norme in materia di obiezione di coscienza), nella parte in cui assoggettano alla giurisdizione militare, anziché devolverlo al giudice ordinario, il reato di mancanza alla chiamata commesso da chi abbia rifiutato totalmente in tempo di pace la prestazione del servizio militare adducendo motivi diversi da quelli indicati nell'art. 1 della legge n. 230 del 1998 o senza addurre motivo alcuno;Leggi di più...
- giurisdizione dei tribunali militari·
- manifesta infondatezza delle questioni.·
- reati militari·
- mancanza alla chiamata e lesioni personali aggravate (commesse da militare)
- 4. Corte Cost., ordinanza 09/02/2001, n. 34Provvedimento: […] in tutti i casi - come quello di specie - in cui un soggetto arruolato e incorporato si assenta dal reparto ingiustificatamente per più di cinque giorni e poi manifesta, persistendo l'assenza dal servizio, la volontà di rifiutare globalmente il servizio militare già assunto, adducendo a motivo del proprio rifiuto uno di quelli legalmente previsti (art. 1 della legge n. 230 del 1998), può darsi una duplice incriminazione e sanzione penale, nelle due diverse sedi giudiziarie, militare e ordinaria, […]Leggi di più...
- questione sollevata in via ipotetica·
- punibilità per entrambi i reati·
- reato militare di diserzione·
- successivo rifiuto del servizio militare per motivi di coscienza·
- servizio militare·
- manifesta inammissibilita'.
- 5. Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 29/12/2009, n. 8997Provvedimento: N. 00193/2005 REG.RIC. N. 08997/2009 REG.DEC. N. 00193/2005 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il IO di AT in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente DECISIONE Sul ricorso numero di registro generale 193 del 2005, proposto da: AN IO, rappresentato e difeso dall'avv. Alfonso Di Amato, con domicilio eletto presso LD IG in Roma, via della Giuliana 44; contro UZ TA, rappresentato e difeso dall'avv. Marcello Feola, con domicilio eletto presso SC LO in Roma, via G. Cerbara, 64; nei confronti di Comune di Novi Velia; per la riforma della sentenza del Tar Campania - Salerno Sez. I n. 1854/2004, resa tra le …Leggi di più...
- obiettore di coscienza·
- uso delle armi·
- art. 15 legge n. 230/98·
- autotutela amministrativa·
- carenza di interesse·
- concorso pubblico·
- art. 5 legge n. 65/86·
- funzioni di pubblica sicurezza·
- tardività della notifica·
- esecuzione delle sentenze·
- eccesso di potere·
- regolamento di polizia municipale