a) l'uso della qualita' di magistrato al fine di conseguire vantaggi ingiusti per se' o per altri; b) il frequentare persona sottoposta a procedimento penale o di prevenzione comunque trattato dal magistrato, o persona che a questi consta essere stata dichiarata delinquente abituale, professionale o per tendenza o aver subito condanna per delitti non colposi alla pena della reclusione superiore a tre anni o essere sottoposto ad una misura di prevenzione, salvo che sia intervenuta la riabilitazione, ovvero l'intrattenere rapporti consapevoli di affari con una di tali persone; c) l'assunzione di incarichi extragiudiziari senza la prescritta autorizzazione del Consiglio superiore della magistratura; d) lo svolgimento di attivita' incompatibili con la funzione giudiziaria di cui all' articolo 16, comma 1, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 , e succesive modificazioni, o di attivita' tali da recare concreto pregiudizio all'assolvimento dei doveri disciplinati dall'articolo 1; e) l'ottenere, direttamente o indirettamente, ((per se' o per altri,)) prestiti o agevolazioni da soggetti che il magistrato sa essere parti o indagati in procedimenti penali o civili pendenti presso l'ufficio giudiziario di appartenenza o presso altro ufficio che si trovi nel distretto di Corte d'appello nel quale esercita le funzioni giudiziarie, ovvero dai difensori di costoro, nonche' ottenere, direttamente o indirettamente, ((per se' o per altri,)) prestititi o agevolazioni, a condizioni di eccezionale favore, da parti offese o testimoni o comunque da soggetti coinvolti in detti procedimenti; f) LETTERA ABROGATA DALLA L. 24 OTTOBRE 2006, N. 269 ; g) la partecipazione ad associazioni segrete o i cui vincoli sono oggettivamente incompatibili con l'esercizio delle funzioni giudiziarie; h) l'iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa a partiti politici ovvero il coinvolgimento nelle attivita' di soggetti operanti nel settore economico o finanziario che possono condizionare l'esercizio delle funzioni o comunque compromettere l'immagine del magistrato; i) l'uso strumentale della qualita' che, per la posizione del magistrato o per le modalita' di realizzazione, e' diretto a condizionare l'esercizio di funzioni costituzionalmente previste; l) LETTERA ABROGATA DALLA L. 24 OTTOBRE 2006, N. 269 . l-bis) l'adoperarsi per condizionare indebitamente l'esercizio delle funzioni del Consiglio superiore della magistratura, al fine di ottenere un ingiusto vantaggio per se' o per altri o di arrecare un danno ingiusto ad altri;
5 aprile 2006
8 novembre 2006
21 giugno 2022
a) l'uso della qualita' di magistrato al fine di conseguire vantaggi ingiusti per se' o per altri; b) il frequentare persona sottoposta a procedimento penale o di prevenzione comunque trattato dal magistrato, o persona che a questi consta essere stata dichiarata delinquente abituale, professionale o per tendenza o aver subito condanna per delitti non colposi alla pena della reclusione superiore a tre anni o essere sottoposto ad una misura di prevenzione, salvo che sia intervenuta la riabilitazione, ovvero l'intrattenere rapporti consapevoli di affari con una di tali persone; c) l'assunzione di incarichi extragiudiziari senza la prescritta autorizzazione del Consiglio superiore della magistratura; d) lo svolgimento di attivita' incompatibili con la funzione giudiziaria di cui all' articolo 16, comma 1, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 , e succesive modificazioni, o di attivita' tali da recare concreto pregiudizio all'assolvimento dei doveri disciplinati dall'articolo 1; e) l'ottenere, direttamente o indirettamente, ((per se' o per altri,)) prestiti o agevolazioni da soggetti che il magistrato sa essere parti o indagati in procedimenti penali o civili pendenti presso l'ufficio giudiziario di appartenenza o presso altro ufficio che si trovi nel distretto di Corte d'appello nel quale esercita le funzioni giudiziarie, ovvero dai difensori di costoro, nonche' ottenere, direttamente o indirettamente, ((per se' o per altri,)) prestititi o agevolazioni, a condizioni di eccezionale favore, da parti offese o testimoni o comunque da soggetti coinvolti in detti procedimenti; f) LETTERA ABROGATA DALLA L. 24 OTTOBRE 2006, N. 269 ; g) la partecipazione ad associazioni segrete o i cui vincoli sono oggettivamente incompatibili con l'esercizio delle funzioni giudiziarie; h) l'iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa a partiti politici ovvero il coinvolgimento nelle attivita' di soggetti operanti nel settore economico o finanziario che possono condizionare l'esercizio delle funzioni o comunque compromettere l'immagine del magistrato; i) l'uso strumentale della qualita' che, per la posizione del magistrato o per le modalita' di realizzazione, e' diretto a condizionare l'esercizio di funzioni costituzionalmente previste; l) LETTERA ABROGATA DALLA L. 24 OTTOBRE 2006, N. 269 . l-bis) l'adoperarsi per condizionare indebitamente l'esercizio delle funzioni del Consiglio superiore della magistratura, al fine di ottenere un ingiusto vantaggio per se' o per altri o di arrecare un danno ingiusto ad altri;
Commentari • 80
- 1. ordinamento giudiziariohttps://www.eius.it/articoli/
[…]
Leggi di più… - 2. La riforma costituzionale della magistratura e l’Alta Corte: le possibili conseguenze della sottrazione al CSM della potestà disciplinareGenantonio Chiarelli Dalila Federici · https://www.giustiziainsieme.it/it/home
[…] comma 5, d.lgs. 109 del 2006 per l'automatismo sanzionatorio ivi contenuto della rimozione, in caso di condanna per l'illecito di cui all'art. 3 lett. e) d.lgs. 109 del 2006, […] Al fine di approfondire quanto detto, analizziamo alcuni esempi paradigmatici delle conseguenze del principio che la materia disciplinare è espressione dell'autogoverno dei magistrati e quindi della riconducibilità al genus della sanzione amministrativa: i primi due – l'utilizzo delle intercettazioni e la causa estintiva ex art. 3-ter d.lgs. 109 del 2006 – sono esempi della logica del giudizio disciplinare come “autogoverno”; […]
Leggi di più… - 3. La riforma costituzionale della magistratura e l’Alta Corte: le possibili conseguenze della sottrazione al CSM della potestà disciplinareGenantonio Chiarelli Dalila Federici · https://www.giustiziainsieme.it/it/home
[…] comma 5, d.lgs. 109 del 2006 per l'automatismo sanzionatorio ivi contenuto della rimozione, in caso di condanna per l'illecito di cui all'art. 3 lett. e) d.lgs. 109 del 2006, […] Al fine di approfondire quanto detto, analizziamo alcuni esempi paradigmatici delle conseguenze del principio che la materia disciplinare è espressione dell'autogoverno dei magistrati e quindi della riconducibilità al genus della sanzione amministrativa: i primi due – l'utilizzo delle intercettazioni e la causa estintiva ex art. 3-ter d.lgs. 109 del 2006 – sono esempi della logica del giudizio disciplinare come “autogoverno”; […]
Leggi di più… - 4. LA QUESTIONE MORALE PER IL GIUDICE TRA IL SECONDO E IL TERZO MILLENNIO, intervista a tre magistrate.Paola Filippi Gabriella Luccioli · https://www.giustiziainsieme.it/it/home
[…] E se il politico è l'imputato allora la condotta potrebbe avere un rilievo non solo morale ma anche disciplinare (artt. 2 e 3 d.lgs. 109/2006). […] anche per il magistrato - e del quotidiano buon esempio da parte del collega più anziano – quello della porta a fianco - che dia sfoggio di una condotta irreprensibile ed incensurabile al collega più giovane – quello appena entrato in magistratura. L'art. 3 lett. l) d.lgs. 109/2006 - poi abrogato dalla l. 269/2006 - incriminava come illecito disciplinare commesso fuori dall'esercizio delle funzioni “ogni altro comportamento tale da compromettere l'indipendenza, la terzietà e l'imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell'apparenza”. […]
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[…] E se il politico è l'imputato allora la condotta potrebbe avere un rilievo non solo morale ma anche disciplinare (artt. 2 e 3 d.lgs. 109/2006). […] anche per il magistrato - e del quotidiano buon esempio da parte del collega più anziano – quello della porta a fianco - che dia sfoggio di una condotta irreprensibile ed incensurabile al collega più giovane – quello appena entrato in magistratura. L'art. 3 lett. l) d.lgs. 109/2006 - poi abrogato dalla l. 269/2006 - incriminava come illecito disciplinare commesso fuori dall'esercizio delle funzioni “ogni altro comportamento tale da compromettere l'indipendenza, la terzietà e l'imparzialità del magistrato, anche sotto il profilo dell'apparenza”. […]
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Giurisprudenza • 69
- 1. Corte Cost., sentenza 12/11/2018, n. 197Provvedimento: […] Tale lettura della norma censurata risulterebbe avvalorata anche dal raffronto, in termini di gravità, tra l'illecito disciplinare di cui alla citata lettera e) dell'art. 3 del d.lgs. n. 109 del 2006 e altri illeciti previsti dallo stesso articolo per i quali non è prevista la rimozione, quale l'illecito descritto nella lettera i), ove si evoca addirittura la strumentalizzazione della qualità di magistrato per condizionare l'esercizio di funzioni costituzionalmente previste. […]Leggi di più...
- disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati·
- art. 319-quater cod. pen.·
- automatismo sanzionatorio·
- art. 7/2013·
- art. 169/2013·
- illecito disciplinare magistrati·
- art. 268/2016·
- art. 3-bis d.lgs. 109/2006·
- art. 3 comma 1 lettera a) d.lgs. 109/2006·
- art. 170/2015·
- principio di ragionevolezza·
- art. 31/2012·
- art. 281/2013·
- art. 50/1980·
- art. 3 comma 1 lettera b) d.lgs. 109/2006
- 2. Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 05/07/2010, n. 4250Provvedimento: […]Leggi di più...
- Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)·
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- sospensione del procedimento di nomina·
- trasferimento per incompatibilità ambientale·
- principio del ne bis in idem·
- procedimento disciplinare e sanzioni disciplinari·
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- art. 6, l. n. 831 del 1973·
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- 3. Corte Cost., sentenza 23/07/2021, n. 169Provvedimento: […] La disposizione colliderebbe, infine, con il principio di tipicità degli illeciti disciplinari dei magistrati, i quali, ai sensi degli artt. 2, 3 e 4 del d.lgs. n. 109 del 2006, costituiscono un numerus clausus. L'esercizio obbligatorio dell'azione disciplinare, per il semplice fatto della proposizione dell'azione risarcitoria, darebbe vita, di contro, a un illecito disciplinare “processuale” a carattere atipico, dalla portata potenzialmente illimitata, svuotando di significato la tipizzazione operata dal citato decreto legislativo. […] Al contempo, l'esercizio dell'azione disciplinare da parte del Procuratore generale presso la Corte di cassazione è divenuto, in via generale, obbligatorio (art. 14, comma 3, del d.lgs. n. 109 del 2006).Leggi di più...
- art. 108 Cost.·
- principio di autonomia responsabilità disciplinare·
- principio di tipicità illeciti disciplinari·
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- art. 9 legge 117/1988·
- art. 104 Cost.·
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- filtro ammissibilità domanda risarcitoria·
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- giurisdizione Corte Costituzionale·
- inammissibilità questioni legittimità costituzionale·
- art. 6 legge 18/2015
- 4. TAR Roma, sez. I, sentenza 26/02/2020, n. 2522Provvedimento: […] 3) Violazione del principio del ne bis in idem in ambito disciplinare; violazione dell'art. 3 D.Lgs. 109/2006, dell'art 13 L. 160/2006; eccesso di potere per travisamento, sviamento, manifesta ingiustizia, difetto di motivazione.Leggi di più...
- sanzione disciplinare·
- art. 21 septies L. 241/1990·
- Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)·
- valutazione di professionalità dei magistrati·
- circolare CSM n. 20691/2007·
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- procedimento disciplinare·
- art. 111 D.Lgs. 104/2010·
- art. 2909 c.c.·
- violazione del giudicato disciplinare
- 5. TAR Roma, sez. I, sentenza 04/04/2023, n. 5662Provvedimento: […] D - Violazione e falsa applicazione degli artt. 10 e segg. del d. lgs. 160/200,6 del TU della dirigenza giudiziaria di cui alla circolare del CSM 4858 del 29 luglio 2015, del bando del CSM pubblicato con bollettino n 6980 del 7.5.2020, contraddittorietà della motivazione, disparità di trattamento e violazione di legge, in rapporto di legge, in rapporto a quanto stabilito nell'art 1 (conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi) del TU predetto di cui alla circolare 48585 del 28 luglio 2015, aggiornata al 26 aprile 2018 ed al 26 aprile 2018 ed all'art. 3 d.lgs. 109/2006.Leggi di più...
- art. 12 D.Lgs. 160/2006·
- chat Palamara·
- attitudini·
- indicatori generali·
- Nomina Procuratore Aggiunto·
- CSM·
- travisamento dei fatti·
- eccesso di potere·
- imparzialità·
- carenza di motivazione·
- indipendenza·
- Testo Unico Dirigenza Giudiziaria·
- merito·
- valutazione comparativa magistrati·
- indicatori specifici