2. Il piano finanziario comprende:
a) il programma degli interventi necessari;
b) il piano finanziario degli investimenti;
c) la specifica dei beni, delle strutture e dei servizi disponibili, nonche' il ricorso eventuale all'utilizzo di beni e strutture di terzi, o all'affidamento di servizi a terzi;
d) le risorse finanziarie necessarie;
e) relativamente alla fase transitoria, il grado attuale di copertura dei costi afferenti alla tariffa rispetto alla preesistente tassa sui rifiuti.
3. Il piano finanziario deve essere corredato da una relazione nella quale sono indicati i seguenti elementi:
a) il modello gestionale ed organizzativo;
b) i livelli di qualita' del servizio ai quali deve essere commisurata la tariffa;
c) la ricognizione degli impianti esistenti;
d) con riferimento al piano dell'anno precedente, l'indicazione degli scostamenti che si siano eventualmente verificati e le relative motivazioni.
4. Sulla base del piano finanziario l'ente locale determina la tariffa, fissa la percentuale di crescita annua della tariffa ed i tempi di raggiungimento del pieno grado di copertura dei costi nell'arco della fase transitoria, nel rispetto dei criteri di cui all'articolo 12, determina l'articolazione tariffaria.
Note all'art. 8:
- Per il testo del comma 8, dell'art. 49, del decreto legislativo n. 22 dei 1997 , si veda nelle note alle premesse.
- Il testo dell'art. 23 del sopra citato decreto legislativo n. 22 del 1997 e' il seguente:
"Art. 23 (Gestione dei rifiuti urbani in ambiti territoriali ottimali).
1. Salvo diversa disposizione stabilita con legge regionale, gli ambiti territoriali ottimali per la' gestione dei rifiuti urbani sono le province. In tali ambiti territoriali ottimali le province assicurano una gestione unitaria dei rifiuti urbani e predispongono piani di gestione dei rifiuti, sentiti i comuni, in applicazione degli indirizzi e delle prescrizioni del presente decreto.
2. Per esigenze tecniche o di efficienza nella gestione dei rifiuti urbani, le province possono autorizzare gestioni anche a livello subprovinciale purche', anche in tali ambiti territoriali sia superata la frammentazione della gestione.
3. I comuni di ciascun ambito territoriale ottimale di cui al comma 1, entro il termine perentorio di sei mesi dalla delimitazione dell'ambito medesimo, organizzano la gestione dei rifiuti urbani secondo criteri di efficienza, di efficacia e di economicita'.
4. I comuni provvedono alla gestione dei rifiuti urbani mediante forme, anche obbligatorie, previste dalla legge 8 giugno 1990, 142, come integrata dall'art. 12 della legge 23 dicembre 1992, 498.
5. Per le finalita' di cui ai commi 1, 2 e 3 le province, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, coordinano, sulla base della legge regionale adottata ai sensi della legge 8 giugno 1990, n. 142 , e successive modificazioni, le forme ed i modi della cooperazione tra gli enti locali ricadenti nel medesimo ambito ottimale. Nei casi in cui la forma di cooperazione sia attuata per gli effetti dell' art. 24 della legge 8 giugno 1990, n. 142 , le province individuano gli enti locali partecipanti, l'ente locale responsabile dell'ordinamento, gli adempimenti ed i termini previsti per l'assicurazione delle convenzioni di cui all' art. 24, comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142 . Dette convenzioni determinano in particolare le procedure che dovranno essere adottate per l'assegnazione del servizio di gestione dei rifiuti, le forme di vigilanza e di controllo, nonche' di altri elementi indicati all' art. 24, comma 2, della legge 8 giugno 90, n. 142 . Decorso inutilmente il predetto termine le regioni e le province autonome provvedono in sostituzione degli enti inadempienti".