Art. 2. ((IL D.LGS. 3 APRILE 2006, N. 152 HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE DEL PRESENTE ARTICOLO))
Versione
11 settembre 1988
11 settembre 1988
>
Versione
10 novembre 1988
10 novembre 1988
>
Versione
2 marzo 1997
2 marzo 1997
>
Versione
29 aprile 2006
29 aprile 2006
Commentari • 0
Giurisprudenza • 8
- 1. Corte Cost., sentenza 30/10/1990, n. 512Provvedimento: […] Infatti, nel ripartire le competenze fra lo Stato e le regioni (e le province autonome) in attuazione degli artt. 117 e 118 della Costituzione e dei corrispondenti articoli degli Statuti speciali sulle potestà legislative e amministrative regionali (e provinciali) in materia di igiene e sanità e di protezione dell'ambiente, l'art. 2 del decreto-legge n. 397 del 1988 - oltre a riconoscere allo Stato la funzione di indirizzo, promozione e coordinamento delle attività connesse all'utilizzazione, allo stoccaggio, al trasporto, […]Leggi di più...
- individuazione delle "materie prime secondarie"·
- spettanza allo stato del relativo potere.·
- sent. 512/90 b. ambiente (tutela dell')·
- smaltimento dei rifiuti industriali
- 2. Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 14/06/2011, n. 3603Provvedimento: […] In via subordinata, il Comune appellante deduce che l'art. 52 cit., ove non riferibile alla competenza legislativa regionale in materia di cave, potrebbe alternativamente legittimarsi sul fondamento costituito dall'art. 2 del d.l. n. 397\1988, convertito con la legge n. 475\1988, che demandava alla legislazione regionale la disciplina delle modalità per il controllo dell'utilizzazione delle materie prime secondarie e per il loro trattamento.Leggi di più...
- nozione di rifiuti·
- liberalizzazione dei materiali inerti·
- decreti legge sui residui·
- residui·
- direttive comunitarie sui rifiuti·
- prevalenza del diritto comunitario·
- art. 117 Costituzione·
- regime autorizzatorio·
- attività estrattiva·
- procedura di autodenuncia·
- D.M. 5 settembre 1994·
- normativa ambientale·
- art. 52 L.R. n. 18 del 1982·
- inammissibilità del ricorso per carenza di interesse·
- materiali di scavo
- 3. Corte Cost., ordinanza 13/06/1995, n. 240Provvedimento: […] che, sempre ad avviso del giudice a quo, l'art. 2 del decreto-legge n. 397 del 1988, convertito, con modificazioni, nella legge n. 475 del 1988, che ha disciplinato le materie prime secondarie, esclude dal novero di tali materie i residui di lavorazione suscettibili di essere impiegati nell'ambito di processi di combustione destinati a produrre energia;Leggi di più...
- residui di lavorazione legnosi inceneriti al fine di produrre energia·
- inquinamento·
- ord. 240/95. regione friuli-venezia giulia·
- sottrazione al regime di autorizzazione e controlli previsto dalla disciplina statale·
- restituzione degli atti al giudice 'a quo' per un nuovo esame della rilevanza.·
- 'ius superveniens'·
- rifiuti speciali·
- legge regionale
- 4. Cass. civ., sez. V trib., sentenza 07/05/2004, n. 8696Provvedimento: […] b) che, nonostante l'identità concettuale tra residui utilizzabili e materie prime secondarie, come definite dall'art. 2, d.l. 9 settembre 1988, n. 397, conv. con l. n. 475/88, non poteva trovare applicazione la disciplina differenziata prefigurata da quest'ultima normativa, sia per la non retroattività della stessa e sia per la mancanza, anche per effetto della sentenza della Corte cost. n. 512/90, di quel complesso di norme che costituiva la condizione necessaria affinché i residui fossero svincolati dalla disciplina generale dei rifiuti e sottoposti al regime speciale delle materie prime secondarie.Leggi di più...
- efficacia·
- dies a quo·
- nozione di rifiuto·
- dl n. 462 del 1996·
- di cui al d. lgs. n. 22 del 1997·
- affermazione·
- sua interpretazione autentica ex art. 14 dl n. 138 del 2002·
- di cui all'allegato i dir. 91/156/cee·
- estensione e condizioni·
- disciplina anteriormente applicabile·
- inclusione·
- nozione·
- esclusione·
- esclusione.·
- efficacia retroattiva
- 5. Cass. civ., sez. V trib., sentenza 12/07/2004, n. 12855Provvedimento: […] b) che, nonostante l'identità concettuale tra residui utilizzabili e materie prime secondarie, come definite dall'art. 2, d.l. 9 settembre 1988, n. 397, conv. con l. n. 475/88, non poteva trovare applicazione la disciplina differenziata prefigurata da quest'ultima normativa, sia per la non retroattività della stessa e sia per la mancanza, anche per effetto della sentenza della Corte cost. n. 512/90, di quel complesso di norme che costituiva la condizione necessaria affinché i residui fossero svincolati dalla disciplina generale dei rifiuti e sottoposti al regime speciale delle materie prime secondarie. […]Leggi di più...
- residui di lavorazione industriale·
- conseguenze·
- assoggettamento a tassazione·
- irrilevanza·
- cessione a terzi ai fini dell'utilizzazione in un successivo e diverso ciclo produttivo·
- rifiuti speciali, ai sensi degli artt. 6 e 7 del d.lgs. n. 22 del 1997·
- esclusione·
- esclusioni·
- configurabilità·
- fattispecie.·
- configurabilita'·
- fattispecie·
- tassa raccolta di rifiuti solidi urbani interni·
- tributi locali (comunali, provinciali, regionali)