Art. 53. ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 23 DICEMBRE 1996, N. 662))
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26 ottobre 1935
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1 gennaio 1997
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Giurisprudenza • 6
- 1. Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 07/01/2004, n. 46Massima: In materia di prescrizione del diritto degli enti previdenziali ai contributi dovuti dai lavoratori e dai datori di lavoro, la disciplina di cui all'art. 3 comma nono della legge 335 del 1995 si interpreta nel senso che: a) per i contributi successivi alla data di entrata in vigore della legge (17 agosto 1995) la prescrizione resta decennale fino al 31 dicembre 1995, mentre diviene quinquennale dal 1 gennaio 1996; b) parimenti per i contributi relativi a periodi precedenti alla data di entrata in vigore della legge, la prescrizione diviene quinquennale dal 1 gennaio 1996, […]Leggi di più...
- sospensione triennale ex lege n. 638 del 1983·
- termine quinquennale di prescrizione previsto dall'art. 3 legge 8 agosto 1995 n.335·
- residua applicabilità·
- applicabilità·
- condizioni·
- limiti·
- di contributi·
- previdenza (assicurazioni sociali)·
- prescrizione
- 2. Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 05/03/2001, n. 3213Massima: A norma dell'art. 12 della legge 30 aprile 1969 n. 153, ai fini del calcolo dei contributi, previdenziali e assistenziali, costituisce retribuzione tutto ciò che il lavoratore riceve dal datore di lavoro in dipendenza del rapporto di lavoro, anche se le erogazioni non siano legate da un rigoroso vincolo di corrispettività con specifiche prestazioni lavorative, rimanendo escluse dalla retribuzione imponibile le sole somme corrisposte per i titoli tassativamente indicati nel comma secondo dello stesso articolo. […]Massima: In tema di prescrizione del diritto ai contributi di previdenza di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, l'art. 3, comma decimo, della legge n. 335 del 1995 va interpretato nel senso che il richiamo in esso contenuto ai termini di prescrizione di cui al comma nono del medesimo articolo deve intendersi riferito al termine decennale previgente - e non al termine ridotto quinquennale decorrente dal primo gennaio 1996 - stante l'evidente intento del legislatore di favorire l'Istituto di assicurazione sociale nel caso in cui lo stesso abbia posto in essere atti interruttivi o iniziato "procedure" nei confronti dei soggetti debitori.Leggi di più...
- criteri·
- interpretazione·
- condizioni·
- art. 3, comma decimo, legge n. 335 del 1995·
- somme dovute in forza di transazione·
- rilevanza·
- diritto ai contributi di pertinenza del fondo pensioni lavoratori dipendenti·
- determinazione·
- prescrizione·
- contributi assicurativi·
- previdenza (assicurazioni sociali)·
- retribuzione imponibile
- 3. Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 21/10/2003, n. 15753Massima: In tema di esonero dal pagamento dei contributi CUAF, in favore dei soggetti che erogano prestazioni assistenziali, l'art. 23 bis del D.L. n. 663 del 1979 (convertito in legge n. 33 del 1980) ha condizionato il beneficio all'assenza, in capo a detti soggetti, del fine di lucro; ne consegue, con riferimento ad attività assistenziale gestita da Congregazione religiosa, l'irrilevanza della qualificazione in sè della Congregazione quale imprenditrice commerciale o quale ente morale, dovendosi indagare invece sulla rispondenza a fine di lucro dell'attività imprenditoriale concretamente svolta nelle singole strutture dell'organizzazione. Il relativo giudizio, se congruamente motivato ed esente da vizi logico - giuridici, è incensurabile in sede di legittimità.Leggi di più...
- condizioni·
- soggetti che erogano prestazioni assistenziali·
- valutazione del giudice di merito·
- censurabilità in cassazione·
- assenza di fini di lucro·
- irrilevanza·
- limiti·
- natura imprenditoriale dell'attività·
- diritto all'esonero dai contributi cuaf ex d.l. n. 663 del 1979·
- contributi assicurativi·
- previdenza (assicurazioni sociali)·
- sgravi (benefici, esenzioni, agevolazioni)
- 4. Corte Cost., sentenza 31/05/1960, n. 35Massima: La legge 4 aprile 1952, n. 218, sull'ordinamento delle pensioni dell'assicurazione obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia e superstiti, ha disciplinato compiutamente l'istituto della prosecuzione volontaria dell'assicurazione, uniformandosi ai criteri delle leggi precedenti, senza introdurvi alcuna restrizione. […]Leggi di più...
- eccesso di delega·
- cumulo pensioni·
- art. 37 legge 218/1952·
- illegittimità costituzionale·
- forme previdenziali sostitutive·
- Corte Costituzionale·
- giurisdizione costituzionale·
- art. 16 D.P.R. 818/1957·
- art. 76 Costituzione·
- prosecuzione volontaria assicurazione obbligatoria
- 5. Corte Cost., sentenza 10/04/1962, n. 38Massima: Nessuna norma dell'ordinamento anteriore al D.P.R. 26 aprile 1957, n. 818, fa arguire che la riconsegna della tessera sia l'unico mezzo di accertamento della verita' della data dei versamenti indicata sulle marche o che la sua omissione o il suo ritardo implichi la decadenza dell'interessato dal diritto di far i versamenti. (Pertanto, l'art. 9 del D.P.R. 26 aprile 1957, n. 818 - dichiarando inefficaci le marche che, nella tessera di assicurazione, sono riferite a periodi di paga risalenti a piu' di cinque anni prima della sua riconsegna, - ha elevato questa formalita' a presupposto unico ed insostituibile del diritto al computo di quelle marche ed ha quindi esorbitato dall'ambito della delegazione conferita dall'art. 37 della legge 4 aprile 1952, n. 218).Leggi di più...
- riconsegna della tessera.·
- ordinamento anteriore al d.p.r. 26 aprile 1957, n. 818,·
- invalidita' e vecchiaia·
- sent. 38/62 a. assistenza e previdenza