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Sentenza 27 novembre 2025
Sentenza 27 novembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Pavia, sentenza 27/11/2025, n. 741 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Pavia |
| Numero : | 741 |
| Data del deposito : | 27 novembre 2025 |
Testo completo
N.R.G.1438/2024
TRIBUNALE ORDINARIO di PAVIA
PRIMA SEZIONE CIVILE
VERBALE DELLA CAUSA
TRA
(c.f. ) con il patrocinio dell'avv. GASPARRE Parte_1 C.F._1
IS e dell'avv.
PARTE RICORRENTE
E
(c.f. ) Controparte_1 P.IVA_1 Controparte_2
(c.f. ) con il patrocinio dell'avv. AVVOCATURA STATO
[...] P.IVA_2
MILANO .
PARTE RESISTENTE
Oggi 27/11/2025 ad ore 9.32 mediante collegamento da remoto con il Giudice Andrea
ES IN, sono comparsi: per parte ricorrente l'avv. GASPARRE IS e la parte personalmente per parte resistente l'AVVOCATURA STATO MILANO nella persona di Cristina Bertagni .
Il Giudice invita le parti a discutere la causa e a precisare le conclusioni.
L'avv. Gasparre chiede che la ctu venga rinnovata in quanto ha fatto applicazione del criterio della certezza anziché di quello del più probabile che non;
evidenzia che la ctu non spiega la genesi della patologia di parte ricorrente;
fa presente che la ctu non tiene conto della storia clinica della parte fondandosi solo sull'esame svolto durante la consulenza;
fa presente che gli esami precedenti al vaccino era fisiologici;
evidenzia che a ridosso della vaccinazione la parte ha assunto antinfiammatori che avrebbero potuto attenuare i sintomi della perimiocardite;
chiede un termine per depositare note critiche o comunque che la ctu venga integrata o rinnovata.
La dott.ssa Bertagni contesta quanto rappresentato da parte ricorrente;
evidenzia che la ctu esclude la patologia ed il nesso causale con certezza;
chiede che la causa venga trattenuta in decisione e, in subordine, laddove dovesse essere concesso un termine per il deposito di note critiche in favore di parte ricorrente lo stesso venga assegnato anche alla resistente.
Il Giudice, ritenuto che lo scambio di note tecniche con i consulenti di parte unitamente all'odierna discussione abbiano garantito adeguatamente il contraddittorio sulle conclusioni della ctu, rigetta l'istanza di assegnazione di un termine per deposito di note critiche ed invita le parti a precisare le conclusioni
I procuratori delle parti precisano inoltre le conclusioni come segue:
PARTE RICORRENTE
Come nel ricorso introduttivo
PARTE RESISTENTE
- In via principale: accertare e dichiarare l'infondatezza delle pretese di parte ricorrente e, per l'effetto, rigettarle. - In via subordinata: nella denegata ipotesi in cui dovesse essere riconosciuto il nesso causale tra la patologia della ricorrente e la somministrazione della vaccinazione anti-VI rigettarne comunque le pretese in relazione alla richiesta ascrizione tabellare. Con vittoria delle spese e dei compensi di lite. In via istruttoria: - qualora il Giudice incaricato decidesse di disporre una c.t.u. al fine di verificare l'eventuale sussistenza del nesso causale, si chiede che i costi della stessa siano posti, almeno provvisoriamente a carico di parte ricorrente e che sia richiesto al consulente nominato di accertare il nesso causale con un ragionevole grado di probabilità, prossima alla certezza, indagando anche l'incidenza – e la relativa percentuale di incidenza - di altri fattori.
Dopo breve discussione orale, il Giudice pronuncia la seguente sentenza ex art. 429 c.p.c. dandone lettura.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di PAVIA
PRIMA SEZIONE CIVILE
Il Tribunale, nella persona del Giudice Andrea ES IN ha pronunciato ex art. 429
c.p.c. la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. r.g. 1438/2024 promossa da:
(c.f. ) con il patrocinio dell'avv. GASPARRE Parte_1 C.F._1
IS e dell'avv.
(cf. ) C.F._1
PARTE RICORRENTE
E
(c.f. ) Controparte_1 P.IVA_1 Controparte_2
(c.f. ) con il patrocinio dell'avv. AVVOCATURA STATO
[...] P.IVA_2
MILANO .
PARTE RESISTENTE
CONCLUSIONI
Le parti hanno concluso come da verbale d'udienza.
CONCISA ESPOSIZIONE
DELLE RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA
DECISIONE
1. ha convenuto in giudizio il e l' Parte_1 Controparte_1 [...]
per ottenere l'accoglimento delle conclusioni dianzi evidenziate sulla Controparte_2 base delle seguenti allegazioni:
- di essersi sottoposta alla vaccinazione VI CO ricevendo la prima dose in data 9 giugno 2021e la seconda in data 15 luglio 2021;
- a seguito della seconda dose ha subito una pericardite – fibrosi settale con asimettria degli spessori;
- di aver presentato domanda di indennizzo sottoponendosi a visita presso la competente commissione la quale con verbale del 30 maggio 2023 aveva affermato la sussistenza di un nesso causale tra la vaccinazione e l'infermità denunciata escludendo, tuttavia, la sussistenza di un danno indennizzabile;
1.1. Nel giudizio di merito si sono costituite in giudizio le parti resistenti chiedendo il rigetto della domanda di parte ricorrente.
2. Venendo al merito della controversia, occorre richiamare le conclusioni della ctu disposta nel corso del giudizio in quanto prive di vizi logici ed esaustive del quesito e delle osservazioni ricevute. Essendo in contestazione tra le parti la stessa diagnosi di miopericardite la ricorrente è stata sottoposta ad una ecocardiografia colordoppler.
Onde verificare, all'esito degli esami strumentali svolti e della vicenda clinica nel suo complesso, la sussistenza della diagnosi e del nesso causale allegato dalla ricorrente il
Collegio di ctu ha evidenziato che: “La pericardite è un'infiammazione del pericardio, la struttura sierosa che avvolge il cuore. L'eziopatogenisi può essere idiopatica o causata da infezioni, infarto miocardico, traumi, neoplasie, disturbi metabolici o autoimmuni. La miocardite è un'infiammazione del miocardio, ovvero lo strato muscolare del cuore. La causa più comune è rappresentata da infezioni (per lo più virali); altre possibili varianti sono associate a cardiotossine, farmaci, patologie sistemiche o autoimmuni. Secondo quanto espresso dalle Linee Guida europee vigenti all'epoca dei fatti ma riportate inalterate nelle ultime Linee Guida dell'agosto 20252 la diagnosi di pericardite o di miocardite per essere confermata richiede: Pericardite: a) Quadro clinico specifico per la presenza di dolore precordiale che spesso è intenso e persistente, e si accentua con gli atti respiratori, una situazione di malessere generale come si osserva comunemente nei processi infettivi, e spesso un rialzo febbrile o in ogni caso una febbricola serotina. Il riscontro di sfregamenti pericardici alla ascoltazione del precordio non è specifica e può non essere rilevato soprattutto quando è presente liquido all'interno dei foglietti pericardici b) La presenza di esami ematochimici che suggeriscono un processo infettivo in atto, quali un rialzo della proteina C reattiva, della VES, o nel caso di componente batterica anche un rialzo della procalcitonina e dei globuli bianchi all'emocromo c) Una alterazione del pattern ECGrafico con la comparsa di incremento della frequenza cardiaca come si osserva comunemente nei processi infettivi (in genere > 80 bpm) e la presenza di un sopra-slivellamento del tratto ST diffuso nella maggior parte delle derivazioni dell'elettro-cardiogramma. A differenza degli elementi riportati nei punti a) e b) l'ECG può mostrare anche modificazioni meno specifiche.
d) Alterazioni dei parametri Ecocardiografici. L'ecocardiogramma rappresenta il goldstandard per la diagnosi di pericardite. In presenza di un contesto clinico ed ematochimico suggestivo per pericardite, l'ecocardiografia permette di confermare la diagnosi con il riscontro di versamento pericardico, cioè la presenza di liquido in quantità maggiore del fisiologico fra i due foglietti di cui è composto il pericardio, l'ispessimento dei foglietti pericardici stessi che si mostrano iper-rifrangenti e possibili cambiamenti della meccanica cardiaca atriale e ventricolare e) Risultato di ulteriori indagini strumentali come la TC cuore e la RM cuore. Quest'ultima non solo riporta in genere quanto osservato all'ecocardiogramma, ma permette di identificare anche l'edema e la stessa flogosi dei foglietti pericardici quando si è ancora in dubbio sulla diagnosi. Miocardite: a) Quadro clinico. Vale quanto detto per la pericardite ma in genere i sintomi sono più severi e per intensità possono mimare un infarto del miocardio. Si può associare dispnea, ritenzione di liquidi e compromissione del quadro emodinamico. A volte la miocardite si manifesta subito in modo molto grave mettendo in pericolo la vita del paziente b) Esami ematochimici. Come descritto per la pericardite, ma in genere si osserva, oltre al rialzo degli indici di infiammazione, anche l'aumento dei marcatori di danno miocardico del cuore come la Troponina, il CPK e il CPK MB. Anche gli indici che rilevano un maggiore affaticamento del cuore come il BNP/NTproBNP si possono alzare in modo patologico c)
Pattern ECGrafico. Oltre a quanto descritto per la pericardite, possono comparire segni simili a quello dell'infarto (con sopraslivellamento del tratto ST in alcune derivazioni), oppure segni di ischemia diffusa in più sedi, aritmie ventricolari anche gravi per l'effetto irritativo dato dall'infiammazione del miocardio d) Esami strumentali: in questo caso a differenza di quanto descritto per la pericardite, non è l'ecocardiogramma il gold-standard, ma la RM del cuore. Questo esame ha proprio delle specifiche modalità di acquisizioni del mezzo di contrasto per determinare l'edema e l'infiammazione del miocardio. Conviene ricordare che la presenza solo di un minimo spazio ecoprivo pericardico all'eco
(«scollamento» dei due foglietti pericardici che appaiono lievemente distanziati) è frequentemente fisiologico. Infatti, una piccola quota di liquido pericardico o di grasso epicardico in alcuni segmenti è visibile ecocardiograficamente in soggetti normali, poiché è un fisiologico lubrificante tra i due foglietti del pericardio stesso. Nella maggioranza dei casi, soprattutto quando di lieve entità (< 5 mm) non è possibile correlarlo ad un processo infettivo del pericardio e quindi diagnosticare una pericardite in assenza di segni clinici e laboratoristici specifici. Al contrario, questa immagine fisiologica viene a volte interpretata come patologica e può impropriamente generare la scelta di utilizzare antinfiammatori.
Spesso invece si confermerà nel tempo la presenza stabile di questo piccolo spazio ecoprivo confermando l'assenza sia pregressa, che attuale di una patologia infiammatoria del pericardio. La diagnosi di scollamento dei foglietti pericardici è dovuta a una maggiore risoluzione delle immagini degli apparecchi ecocardiografici più moderni;
questa maggiore accuratezza diagnostica permette, anche in moltissimi soggetti sani, di visualizzare piccoli spazi (pochi millimetri) tra i due foglietti del pericardio (quello adeso al cuore e quello che lo avvolge) che in passato venivano visualizzati come una sola entità”. Premesso quanto sopra in termini generali il Collegio si è soffermato sulle evidenze scientifiche in materia di nesso causale fra i vaccini a mRNA e insorgenza di pericardite o miocardite.
Il Collegio ha rappresentato che: “In una review e meta-analisi pubblicata nel 2023 è stato descritto un rischio di 2.04 volte di sviluppare pericardite o miocardite dopo la prima dose che sale a 2.93 volte dopo la seconda dose sempre rispetto ai non vaccinati. Il rischio appare tuttavia significativo per la miocardite, ma non per la pericardite. In ogni caso, quando si parla di numeri assoluti, su 23 Mil circa di soggetti vaccinati in una esperienza svedese sono state diagnosticate dopo 28gg 1077 miocarditi (0,0045%) e 1149 pericarditi
(0,005%). Numeri molto bassi quindi con caratteristiche cliniche prevalentemente lievi e a regressione spontanea. In ogni caso va considerato che questi numeri sono stati ottenuti valutando come diagnosi di pericardite e miocardite solo il ricovero ospedaliero per una delle due patologie, cioè quando la diagnosi era conclamata per la presenza di sintomi, alterazioni degli esami ematochimici e risultato di indagini strumentali. Il rischio risultava inoltre più elevato nei pazienti giovani (< 25 aa) ed entro un mese dal completamento della seconda vaccinazione. Si ritiene doveroso approfondire due aspetti relativi alle complicanze post vaccinali: Tipologia e Incidenza per età; Clinica e tempistica di insorgenza. A) Tipologia
e Incidenza per età di eventi avversi locali e sistemici non gravi e di eventi sistemici gravi. Le reazioni avverse ai vaccini sono distinte in due sostanziali gruppi: eventi avversi locali e sistemici non gravi ed eventi sistemici gravi. Entrambi si manifestano prevalentemente nei giorni immediatamente successivi alla vaccinazione e con una differente incidenza. Eventi avversi locali e sistemici non gravi La maggior parte di eventi avversi locali e sistemici correlati ai vaccini a mRNA (Vaccino Pfizer COVID-19 e vaccino Moderna COVID-19) è di gravità lieve o moderata, ovvero, non impedisce le attività quotidiane né richiede antidolorifici e sono limitati ai primi due o tre giorni dopo la vaccinazione. Le limitazioni delle attività quotidiane (o frequentazione scolastica) nei giorni successivi alla vaccinazione sono state registrate in circa il 10-20% dei soggetti. Le reazioni più diffuse sono quelle locali in corrispondenza del sito di iniezione. Essi includono principalmente dolore, arrossamento, modesto edema localizzato e prurito. Tra i vaccini a mRNA, sono stati segnalati tassi leggermente più elevati di tali reazioni associate al vaccino Moderna COVID-19 (nel 75-
80%) rispetto al vaccino Pfizer (65%). Allo stesso modo, sempre nei giorni successivi a quello della vaccinazione, gli eventi avversi sistemici non gravi, come affaticamento, mal di testa e mialgia (50-60% contro il 40-50%) e febbre, brividi e dolori articolari (30-40% contro il 20%) sono leggermente più alti nei soggetti che hanno ricevuto il vaccino Moderna COVID-19 rispetto al vaccino Pfizer COVID-1913. Il vaccino Novavax COVID-19 è stato associato a tassi inferiori di effetti collaterali sia nel sito di iniezione che sistemici rispetto ai vaccini a mRNA, sebbene i dati sistematici per quel vaccino siano complessivamente più limitati. In generale, l'incidenza degli eventi avversi correlati ai vaccini sono più bassi tra gli anziani (>65 anni) rispetto agli adulti più giovani e sono più bassi tra i bambini più piccoli rispetto agli adolescenti. Nella popolazione pediatrica, irritabilità, pianto, sonnolenza e perdita di appetito sono comuni;
le convulsioni febbrili sono rare. Eventi sistemici gravi I vaccini anti COVID-19 sono estremamente sicuri. Le principali preoccupazioni in termini di sicurezza riguardano un rischio molto raro di miocardite con vaccini a mRNA e vaccini proteici ricombinanti e rischi molto rari di trombosi con trombocitopenia e sindrome di
-B (GBS) con vaccini a vettore adenovirale. I sistemi di sorveglianza attiva e passiva negli adulti e nei bambini non hanno confermato ulteriori sicure associazioni con eventi avversi maggiori. Miocardite e pericardite sono state segnalate, in relazione ai vaccini a mRNA (Pfizer COVID- 19 e il vaccino Moderna COVID-19), principalmente negli adolescenti maschi e nei giovani adulti. Data la scarsa frequenza e la natura tipicamente lieve dei casi di miocardite e pericardite, i benefici della vaccinazione superano di gran lunga il piccolo aumento del rischio. Gli individui con una storia di miocardite o pericardite risolta non correlata alla vaccinazione COVID-19 possono ricevere un vaccino COVID-19.
In una revisione del Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS), un sistema di sorveglianza in atto negli Stati Uniti a cui pazienti e operatori sanitari inviano segnalazioni di eventi, tra oltre 192 milioni di persone che avevano ricevuto un vaccino mRNA tra dicembre 2020 e agosto 2021, c'erano 1626 casi che soddisfacevano la definizione di miocardite dopo la ricezione del vaccino. La maggior parte di questi casi si è verificata dopo la seconda dose, l'età media era di 21 anni e l'82% si è verificato nei maschi. Il tasso stimato tra i maschi per fascia d'età era: - Dai 12 ai 15 anni: 70,7 casi per milione di dosi del vaccino Pfizer COVID-19 - Dai 16 ai 17 anni: 105,9 casi per milione di dosi del vaccino
Pfizer COVID-19 - Dai 18 ai 24 anni: da 52,4 a 56,3 casi per milione di dosi, rispettivamente vaccino Pfizer COVID-19 e vaccino Moderna COVID-19. Tra le donne della stessa fascia d'età, i tassi stimati di incidenza variavano da 6,4 a 11 casi per milione di dosi. Il numero di eventi osservati ha superato il tasso basale previsto tra gli uomini di età compresa tra 18 e 49 anni e tra le donne di età compresa tra 19 e 29 anni, confermando quindi una più alta incidenza nei soggetti di questa fascia di età. I tassi stimati di miocardite dal Vaccine Safety
Datalink (VSD), un sistema di sorveglianza attiva negli Stati Uniti che ha registrato un totale di 320 casi di miocardite dopo sette milioni di dosi di vaccino. Tra i soggetti di sesso maschile, i tassi stimati di miocardite entro la settimana successiva alla seconda dose erano
150,5 casi (età compresa tra i 12 e 15 anni), 127,1 (età compresa tra 16 e 17 anni) e 81,4 (età compresa tra 18 e 29 anni) per milione di dosi di BNT162b2 e 97,0 (età compresa tra 18 e 29 anni) per milione di dosi di mRNA-1273.Dopo il 2022, tuttavia, sono stati segnalati al VAERS
e al VSD un numero sostanzialmente inferiore di casi di miocardite post-vaccinazione e, nella stagione 2024-2025, i tassi segnalati non hanno superato i tassi di miocardite di base previsti. Tra i casi segnalati, la maggior parte è ascrivibile a quadri di miocardite e pericardite lieve. L'insorgenza si è verificata generalmente entro la prima settimana dopo la somministrazione del vaccino. La maggior parte dei pazienti che si sono presentati per le cure ha risposto bene al trattamento medico e ha avuto un rapido miglioramento dei sintomi.
La tipica presentazione clinica è stata illustrata in uno studio retrospettivo adolescenti e giovani adulti di età ≤21 anni con sospetta miocardite associata a vaccino basata su troponine elevate entro 30 giorni dalla vaccinazione senza diagnosi alternativa. Quasi tutti presentavano dolore toracico, con insorgenza dei sintomi in media due giorni dopo la somministrazione del vaccino, che spesso coincideva con la somministrazione della seconda dose. L'elettrocardiogramma era anomalo nel 70% dei casi (sopraslivellamento del tratto ST
o anomalie dell'onda T), la risonanza magnetica cardiaca (RM) era anormale nel 77% dei casi (potenziamento tardivo del gadolinio ed edema miocardico), la funzione sistolica all'ecocardiogramma era normale nell'80%. Il 19% dei casi è stato gestito in terapia intensiva (UTI), sebbene solo due pazienti necessitassero di supporto inotropo o vasopressore. La degenza ospedaliera mediana è stata di due giorni e i pazienti con funzione sistolica ridotta hanno avuto un recupero della frazione di eiezione durante il follow-up. La possibilità di miocardite deve essere presa in considerazione negli adolescenti e nei giovani adulti che sviluppano nuovo dolore toracico, mancanza di respiro o palpitazioni dopo aver ricevuto un vaccino a mRNA. Deve essere presa in considerazione anche la possibilità di altre cause di miocardite (inclusa l'infezione da SARS-CoV-2) e altre infezioni virali intercorrenti”.
Sulla base delle argomentazioni svolte, degli esami strumentali e della documentazione clinica i ctu hanno concluso che nel caso di specie non sussistono i criteri clinici, ematochimici e strumentali per supportare una pregressa diagnosi di mio-pericardite a seguito della somministrazione dei primi due cicli vaccinali del giugno e luglio 2021 svolgendo le seguenti ulteriori considerazioni:
“1. Le caratteristiche cliniche di presentazione del caso non soddisfano i criteri diagnostici scientificamente validati per la diagnosi mio-pericardite. La pericardite, ma ancora di più la miocardite causano sintomi importanti, che richiedono il ricovero ospedaliero o per lo meno un accesso in PS/DEA per valutazione clinica ed ematochimica. Nel caso di specie, invece, la paziente non ha manifestato alcun segno o sintomo clinico di rilievo, gli esami ematochimici sono sempre risultati nella norma (in particolare assenza di alterazione degli indici di flogosi e di autoimmunità) e non sono state riscontrate alterazioni elettrocardiografiche né alla RMN cardiaca.
2. Le forme di mio-pericardite post-vaccinale insorgono a distanza di pochi giorni/settimane dalla somministrazione del vaccino;
nel caso di specie, la prima diagnosi risulta invece formulata a distanza di circa cinque mesi dalla somministrazione della seconda dose.
3. La diagnosi risulta del tutto presuntiva, formulata soltanto sulla base di reperti ecocardiografici e non confermata dagli ulteriori reperti clinici e strumentali. L'esame ecocardiografico è stato eseguito sempre dallo stesso operatore e verosimilmente con il medesimo ecocardiografo. La conoscenza dell'esame o degli esami precedenti rappresenta un importante bias per giudicare il reperto osservato. Corretto sarebbe stato eseguire un'altra valutazione in una struttura ospedaliera. Al riguardo, per non condizionare il giudizio dell'operatore, si precisa che l'esame condotto al di Monza in data CP_3
04.07.2025 è stato eseguito in cieco, cioè senza specificare il reperto da controllare, da un operatore molto esperto che si occupa di Ecocardiografia e RM cuore. Il risultato del referto
è stato fra le altre cose assenza di versamento pericardico. Anche una volta che l'operatore è stato allertato sul problema dei foglietti pericardici il giudizio di assenza di versamento significativo è stato confermato.
4. Lo scollamento dei foglietti pericardici può essere una variante fisiologica e rappresenta un reperto che, di per sè solo, in assenza della clinica e di marker ematochimici, risulta del tutto aspecifico e non può essere considerato un segno di infiammazione del pericardio. Il fatto che sia stato ritrovato per 4 anni sostanzialmente invariato e di minima entità conferma la natura non infiammatoria del pericardio. Esiste peraltro una differenza di sede importante fra lo scollamento osservato all'eco e alla RM, ancora una volta a testimoniare la difficoltà di eseguire diagnosi di pericardite solo utilizzando questo parametro all'ecocardiogramma. È inoltre dimostrato, che il reperto di scollamento dei foglietti pericardici è strettamente dipendente dalla sensibilità dell'apparecchio ecocardiografico. Le macchine più moderne permettono di riconoscere questo minimo deposito di liquido o grasso che facilita lo scorrimento dei foglietti senza rappresentare un segno di infiammazione.
5. Analoghe considerazioni valgono anche per le strie fibrotiche. La diagnosi di miocardite non può essere confermata dalla sola presenza di strie di fibrosi sul setto intraventricolare, reperto di per sé solo aspecifico. Tale riscontro risulta peraltro smentito dalla RM cuore, che conclude per assenza di fibrosi intra- miocardica.
6. La storia clinica e strumentale della Sig.ra di questi ultimi 4 Parte_1 anni non permette di confermare la diagnosi, in risposta alle vaccinazioni eseguite, di pericardite acuta o cronica, né tantomeno di miocardite. Ripetere oggi, dopo 4 anni, una seconda RM cuore non aggiungerebbe alcun elemento di significato clinico, considerando anche la pressoché negativa risposta del primo esame”.
La ctp di parte ricorrente ha concentrato, per quanto qui di interesse, le proprie osservazioni, in contrasto rispetto alle conclusioni del collegio d'ufficio, sui seguenti aspetti:
- sussistenza della diagnosi di miopericardite formulata a seguito di plurimi esami strumentali a cadenza periodica con apparecchiature moderne ed ultrasensibili;
- sussistenza di un versamento pericardico confermato dalla risonanza magnetica.
La ctp ha anche evidenziato a sostegno delle proprie conclusioni che il verbale della commissione medica è favorevole alla parte ricorrente e ha contestato che l'esame ecocardiografico sia stato effettuato da un operatore non autorizzato dal giudice.
Quanto a quest'ultimo aspetto si osserva che gli esami strumentali erano stati espressamente autorizzati dal Tribunale e a nulla rileva l'identità dell'operatore il quale non è chiamato a svolgere valutazioni del caso concreto.
Per quanto riguarda i risultati della commissione medica si evidenzia che gli stessi, sebbene ritengano sussistente una diagnosi di miopericardite escludono comunque l'indennizzo richiesto.
In relazione alla diagnosi i ctu hanno ritenuto di replicare alle osservazioni della ctp richiamando “nuovamente i principali criteri clinico-strumentali per la diagnosi della patologia: - Aspetti clinici: La presentazione clinica può andare da quella pseudoinfartuale
(caratterizzata da: dolore toracico che tipicamente insorge 1-4 settimane dopo un'infezione delle vie aeree od una gastroenterite, alterazioni elettrocardiografiche più o meno diffuse che possono simulare una sindrome coronarica acuta, aumento dei biomarcatori di necrosi, in particolare la troponina, in assenza di malattia coronarica ostruttiva significativa, possibile concomitanza di alterazioni della cinesi regionale del ventricolo sinistro, ma la frazione di eiezione è generalmente conservata), a quella aritmica (l'infiammazione miocardica può causare aritmie di origine e gravità estremamente variabili ed è tra le principali cause di morte improvvisa giovanile, soprattutto nei maschi;
la fibrillazione atriale è presente nel 2,5% dei pazienti con miocardite e normale funzione ventricolare sinistra, che spesso si presentano con dolore toracico;
si possono inoltre osservare disturbi di conduzione e blocchi atrioventricolari, mentre blocchi avanzati o aritmie ventricolari sostenute - che possono portare alla morte cardiaca improvvisa – sono generalmente associati a disfunzione ventricolare sinistra ed insufficienza cardiaca). In ogni caso, a prescindere dalla più o meno marcata severità dei sintomi, la patologia si rende clinicamente manifesta. Con riferimento al caso di specie, la sig.ra rimase sempre del tutto asintomatica. Il riferito “senso di Pt_1 affaticamento” risulta un dato unicamente riportato dalla paziente a posteriori, mai approfondito e privo di riscontro documentale (mai eseguiti accertamenti clinici a riguardo), risultando di per sé solo aspecifico, presuntivo e insufficiente a sostenere la diagnosi ipotizzata. - Aspetti elettrocardiografici: l'elettrocardiogramma è usualmente alterato (80-
85% dei casi): sono frequenti il sopraslivellamento più o meno diffuso del tratto ST, specie nei pazienti con dolore toracico, e le alterazioni non specifiche della ripolarizzazione.
Blocchi di branca destra o sinistra sono presenti fino al 5% dei casi, più rari sono i blocchi atrioventricolari. La presenza di onde Q e i disturbi di conduzione si associano a una più alta probabilità di prognosi sfavorevole. Con riferimento al caso di specie, si evidenzia che i tracciati elettrocardiografici eseguiti risultarono nella norma. - Aspetti laboratoristici: il pannello iniziale degli esami diagnostici dovrebbe sempre prevedere almeno la proteina C- reattiva, la formula leucocitaria e l'elettroforesi delle proteine in aggiunta agli esami comunemente richiesti nel sospetto di cardiopatia acuta (che dovrebbero includere almeno una determinazione di creatinchinasi totale, troponina e peptidi natriuretici). L'aumento della troponina è riportato nella maggioranza dei casi ad esordio acuto (>90%), tuttavia l'assenza di incrementi significativi dei valori di troponina non esclude la diagnosi di miocardite. Anche in riferimento a tale aspetto, gli esami laboratoristici a cui fu sottoposta la sig.ra risultarono sempre nella norma. - Aspetti radiologici: il quadro Pt_1 ecocardiografico della miocardite con scompenso cardiaco è raramente associato ad un importante rimodellamento della camera ventricolare, che tende a mantenere una morfologia ellissoidale in assenza di significativa dilatazione e assottigliamento delle pareti, anche in presenza di disfunzione ventricolare severa. È possibile il riscontro di ispessimento delle pareti in presenza di edema rilevante, anomalie disomogenee della cinetica, compatibili con un interessamento “focale” e talora multidistrettuale da parte del processo infiammatorio.
Elementi che nell'appropriato contesto clinico-strumentale possono rafforzare l'ipotesi diagnostica di miocardite sono il reperto di versamento pericardico (fino al 25% dei casi), la presenza di pseudoipertrofia e di alterazioni dell'ecoriflettenza (edema e infiltrato), la disfunzione diastolica. Alterazioni dello strain longitudinale possono essere rilevate prima della comparsa di riduzione della funzione sistolica globale corrispondono alle aree di fibrosi rilevate alla RM cardiaca. Una ridotta contrattilità longitudinale del ventricolo destro (escursione sistolica dell'anello tricuspidale <18 mm) è riportata in circa l'8% di casistiche non selezionate, ma fino ad un terzo dei casi con decorso clinico complicato. La risonanza magnetica cardiaca rappresenta il “gold standard” contemporaneo per la valutazione dei volumi, della frazione di eiezione e della massa biventricolari, nonché per la caratterizzazione tissutale non invasiva del miocardio, attraverso l'analisi del segnale sia in condizioni di base (“nativo”) sia dopo somministrazione di mezzo di contrasto paramagnetico (gadolinio), essendo in grado di caratterizzare il tessuto in base al contenuto di acqua ed ai cambiamenti nella cinetica del mezzo di contrasto, consentendo la individuazione di lezioni focali dal momento che consente la visualizzazione di tutto il miocardio. Pertanto, è considerata una fondamentale metodica diagnostica in caso di sospetta miocardite, soprattutto nei pazienti con funzione sistolica conservata e stabilità emodinamica. Nel caso di specie, si ribadisce che i risultati degli accertamenti strumentali
(sia ecografia che RMN) non evidenziano reperti indicativi di miopericardite. Come già precedentemente esposto, il riscontro di una piccola quota di versamento pericardico costituisce un reperto fisiologico e non può essere interpretato “tout court” come dato patologico indicativo di pericardite, specie in assenza di ulteriori parametri clinici. Il processo diagnostico che permette di pervenire ad un corretto inquadramento di miopericardite è costituito dall'insieme di tutti e quattro gli aspetti sopra riportati e non può essere limitato alla sola e aspecifica evidenza di un lieve versamento pericardico, in assenza di qualsiasi alterazione clinico-sintomatologica, laboratoristica ed elettrocardiografica. Alla luce degli elementi sopra esposti, risulta quindi evidente che nel caso oggetto di valutazione la diagnosi di miopericardite è da ritenersi infondata, in quanto formulata unicamente su base presuntiva, non confermata dagli approfondimenti clinici e strumentali eseguiti. Sul punto, si evidenzia peraltro che l'insussistenza della diagnosi risulta già certificato dagli approfondimenti specialistici eseguiti presso l'UOC di Cardiologia dell'Ospedale di
Vigevano, dai quali emerge chiaramente l'assenza di alterazioni patologiche. Si precisa che l'eventuale ripetizione di una RMN cardiaca (asseritamente necessaria secondo la CTP) non ha alcun razionale clinico-diagnostico, posto che tale accertamento, eseguito ora, a distanza di 4 anni dai fatti, non consentirebbe di aggiungere alcun elemento utile ai fini diagnostici, specie considerata la negatività già emersa dal precedente accertamento”.
In definitiva, non essendo diagnosticato un danno alla salute, la domanda deve essere rigettata.
3. La novità e complessità della questione giustificano la compensazione integrale delle spese di lite, ivi comprese quella di ctu.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così dispone:
1. rigetta le domande e compensa le spese di lite.
Pavia, 27 novembre 2025
Il Giudice
Andrea ES IN
TRIBUNALE ORDINARIO di PAVIA
PRIMA SEZIONE CIVILE
VERBALE DELLA CAUSA
TRA
(c.f. ) con il patrocinio dell'avv. GASPARRE Parte_1 C.F._1
IS e dell'avv.
PARTE RICORRENTE
E
(c.f. ) Controparte_1 P.IVA_1 Controparte_2
(c.f. ) con il patrocinio dell'avv. AVVOCATURA STATO
[...] P.IVA_2
MILANO .
PARTE RESISTENTE
Oggi 27/11/2025 ad ore 9.32 mediante collegamento da remoto con il Giudice Andrea
ES IN, sono comparsi: per parte ricorrente l'avv. GASPARRE IS e la parte personalmente per parte resistente l'AVVOCATURA STATO MILANO nella persona di Cristina Bertagni .
Il Giudice invita le parti a discutere la causa e a precisare le conclusioni.
L'avv. Gasparre chiede che la ctu venga rinnovata in quanto ha fatto applicazione del criterio della certezza anziché di quello del più probabile che non;
evidenzia che la ctu non spiega la genesi della patologia di parte ricorrente;
fa presente che la ctu non tiene conto della storia clinica della parte fondandosi solo sull'esame svolto durante la consulenza;
fa presente che gli esami precedenti al vaccino era fisiologici;
evidenzia che a ridosso della vaccinazione la parte ha assunto antinfiammatori che avrebbero potuto attenuare i sintomi della perimiocardite;
chiede un termine per depositare note critiche o comunque che la ctu venga integrata o rinnovata.
La dott.ssa Bertagni contesta quanto rappresentato da parte ricorrente;
evidenzia che la ctu esclude la patologia ed il nesso causale con certezza;
chiede che la causa venga trattenuta in decisione e, in subordine, laddove dovesse essere concesso un termine per il deposito di note critiche in favore di parte ricorrente lo stesso venga assegnato anche alla resistente.
Il Giudice, ritenuto che lo scambio di note tecniche con i consulenti di parte unitamente all'odierna discussione abbiano garantito adeguatamente il contraddittorio sulle conclusioni della ctu, rigetta l'istanza di assegnazione di un termine per deposito di note critiche ed invita le parti a precisare le conclusioni
I procuratori delle parti precisano inoltre le conclusioni come segue:
PARTE RICORRENTE
Come nel ricorso introduttivo
PARTE RESISTENTE
- In via principale: accertare e dichiarare l'infondatezza delle pretese di parte ricorrente e, per l'effetto, rigettarle. - In via subordinata: nella denegata ipotesi in cui dovesse essere riconosciuto il nesso causale tra la patologia della ricorrente e la somministrazione della vaccinazione anti-VI rigettarne comunque le pretese in relazione alla richiesta ascrizione tabellare. Con vittoria delle spese e dei compensi di lite. In via istruttoria: - qualora il Giudice incaricato decidesse di disporre una c.t.u. al fine di verificare l'eventuale sussistenza del nesso causale, si chiede che i costi della stessa siano posti, almeno provvisoriamente a carico di parte ricorrente e che sia richiesto al consulente nominato di accertare il nesso causale con un ragionevole grado di probabilità, prossima alla certezza, indagando anche l'incidenza – e la relativa percentuale di incidenza - di altri fattori.
Dopo breve discussione orale, il Giudice pronuncia la seguente sentenza ex art. 429 c.p.c. dandone lettura.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di PAVIA
PRIMA SEZIONE CIVILE
Il Tribunale, nella persona del Giudice Andrea ES IN ha pronunciato ex art. 429
c.p.c. la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. r.g. 1438/2024 promossa da:
(c.f. ) con il patrocinio dell'avv. GASPARRE Parte_1 C.F._1
IS e dell'avv.
(cf. ) C.F._1
PARTE RICORRENTE
E
(c.f. ) Controparte_1 P.IVA_1 Controparte_2
(c.f. ) con il patrocinio dell'avv. AVVOCATURA STATO
[...] P.IVA_2
MILANO .
PARTE RESISTENTE
CONCLUSIONI
Le parti hanno concluso come da verbale d'udienza.
CONCISA ESPOSIZIONE
DELLE RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA
DECISIONE
1. ha convenuto in giudizio il e l' Parte_1 Controparte_1 [...]
per ottenere l'accoglimento delle conclusioni dianzi evidenziate sulla Controparte_2 base delle seguenti allegazioni:
- di essersi sottoposta alla vaccinazione VI CO ricevendo la prima dose in data 9 giugno 2021e la seconda in data 15 luglio 2021;
- a seguito della seconda dose ha subito una pericardite – fibrosi settale con asimettria degli spessori;
- di aver presentato domanda di indennizzo sottoponendosi a visita presso la competente commissione la quale con verbale del 30 maggio 2023 aveva affermato la sussistenza di un nesso causale tra la vaccinazione e l'infermità denunciata escludendo, tuttavia, la sussistenza di un danno indennizzabile;
1.1. Nel giudizio di merito si sono costituite in giudizio le parti resistenti chiedendo il rigetto della domanda di parte ricorrente.
2. Venendo al merito della controversia, occorre richiamare le conclusioni della ctu disposta nel corso del giudizio in quanto prive di vizi logici ed esaustive del quesito e delle osservazioni ricevute. Essendo in contestazione tra le parti la stessa diagnosi di miopericardite la ricorrente è stata sottoposta ad una ecocardiografia colordoppler.
Onde verificare, all'esito degli esami strumentali svolti e della vicenda clinica nel suo complesso, la sussistenza della diagnosi e del nesso causale allegato dalla ricorrente il
Collegio di ctu ha evidenziato che: “La pericardite è un'infiammazione del pericardio, la struttura sierosa che avvolge il cuore. L'eziopatogenisi può essere idiopatica o causata da infezioni, infarto miocardico, traumi, neoplasie, disturbi metabolici o autoimmuni. La miocardite è un'infiammazione del miocardio, ovvero lo strato muscolare del cuore. La causa più comune è rappresentata da infezioni (per lo più virali); altre possibili varianti sono associate a cardiotossine, farmaci, patologie sistemiche o autoimmuni. Secondo quanto espresso dalle Linee Guida europee vigenti all'epoca dei fatti ma riportate inalterate nelle ultime Linee Guida dell'agosto 20252 la diagnosi di pericardite o di miocardite per essere confermata richiede: Pericardite: a) Quadro clinico specifico per la presenza di dolore precordiale che spesso è intenso e persistente, e si accentua con gli atti respiratori, una situazione di malessere generale come si osserva comunemente nei processi infettivi, e spesso un rialzo febbrile o in ogni caso una febbricola serotina. Il riscontro di sfregamenti pericardici alla ascoltazione del precordio non è specifica e può non essere rilevato soprattutto quando è presente liquido all'interno dei foglietti pericardici b) La presenza di esami ematochimici che suggeriscono un processo infettivo in atto, quali un rialzo della proteina C reattiva, della VES, o nel caso di componente batterica anche un rialzo della procalcitonina e dei globuli bianchi all'emocromo c) Una alterazione del pattern ECGrafico con la comparsa di incremento della frequenza cardiaca come si osserva comunemente nei processi infettivi (in genere > 80 bpm) e la presenza di un sopra-slivellamento del tratto ST diffuso nella maggior parte delle derivazioni dell'elettro-cardiogramma. A differenza degli elementi riportati nei punti a) e b) l'ECG può mostrare anche modificazioni meno specifiche.
d) Alterazioni dei parametri Ecocardiografici. L'ecocardiogramma rappresenta il goldstandard per la diagnosi di pericardite. In presenza di un contesto clinico ed ematochimico suggestivo per pericardite, l'ecocardiografia permette di confermare la diagnosi con il riscontro di versamento pericardico, cioè la presenza di liquido in quantità maggiore del fisiologico fra i due foglietti di cui è composto il pericardio, l'ispessimento dei foglietti pericardici stessi che si mostrano iper-rifrangenti e possibili cambiamenti della meccanica cardiaca atriale e ventricolare e) Risultato di ulteriori indagini strumentali come la TC cuore e la RM cuore. Quest'ultima non solo riporta in genere quanto osservato all'ecocardiogramma, ma permette di identificare anche l'edema e la stessa flogosi dei foglietti pericardici quando si è ancora in dubbio sulla diagnosi. Miocardite: a) Quadro clinico. Vale quanto detto per la pericardite ma in genere i sintomi sono più severi e per intensità possono mimare un infarto del miocardio. Si può associare dispnea, ritenzione di liquidi e compromissione del quadro emodinamico. A volte la miocardite si manifesta subito in modo molto grave mettendo in pericolo la vita del paziente b) Esami ematochimici. Come descritto per la pericardite, ma in genere si osserva, oltre al rialzo degli indici di infiammazione, anche l'aumento dei marcatori di danno miocardico del cuore come la Troponina, il CPK e il CPK MB. Anche gli indici che rilevano un maggiore affaticamento del cuore come il BNP/NTproBNP si possono alzare in modo patologico c)
Pattern ECGrafico. Oltre a quanto descritto per la pericardite, possono comparire segni simili a quello dell'infarto (con sopraslivellamento del tratto ST in alcune derivazioni), oppure segni di ischemia diffusa in più sedi, aritmie ventricolari anche gravi per l'effetto irritativo dato dall'infiammazione del miocardio d) Esami strumentali: in questo caso a differenza di quanto descritto per la pericardite, non è l'ecocardiogramma il gold-standard, ma la RM del cuore. Questo esame ha proprio delle specifiche modalità di acquisizioni del mezzo di contrasto per determinare l'edema e l'infiammazione del miocardio. Conviene ricordare che la presenza solo di un minimo spazio ecoprivo pericardico all'eco
(«scollamento» dei due foglietti pericardici che appaiono lievemente distanziati) è frequentemente fisiologico. Infatti, una piccola quota di liquido pericardico o di grasso epicardico in alcuni segmenti è visibile ecocardiograficamente in soggetti normali, poiché è un fisiologico lubrificante tra i due foglietti del pericardio stesso. Nella maggioranza dei casi, soprattutto quando di lieve entità (< 5 mm) non è possibile correlarlo ad un processo infettivo del pericardio e quindi diagnosticare una pericardite in assenza di segni clinici e laboratoristici specifici. Al contrario, questa immagine fisiologica viene a volte interpretata come patologica e può impropriamente generare la scelta di utilizzare antinfiammatori.
Spesso invece si confermerà nel tempo la presenza stabile di questo piccolo spazio ecoprivo confermando l'assenza sia pregressa, che attuale di una patologia infiammatoria del pericardio. La diagnosi di scollamento dei foglietti pericardici è dovuta a una maggiore risoluzione delle immagini degli apparecchi ecocardiografici più moderni;
questa maggiore accuratezza diagnostica permette, anche in moltissimi soggetti sani, di visualizzare piccoli spazi (pochi millimetri) tra i due foglietti del pericardio (quello adeso al cuore e quello che lo avvolge) che in passato venivano visualizzati come una sola entità”. Premesso quanto sopra in termini generali il Collegio si è soffermato sulle evidenze scientifiche in materia di nesso causale fra i vaccini a mRNA e insorgenza di pericardite o miocardite.
Il Collegio ha rappresentato che: “In una review e meta-analisi pubblicata nel 2023 è stato descritto un rischio di 2.04 volte di sviluppare pericardite o miocardite dopo la prima dose che sale a 2.93 volte dopo la seconda dose sempre rispetto ai non vaccinati. Il rischio appare tuttavia significativo per la miocardite, ma non per la pericardite. In ogni caso, quando si parla di numeri assoluti, su 23 Mil circa di soggetti vaccinati in una esperienza svedese sono state diagnosticate dopo 28gg 1077 miocarditi (0,0045%) e 1149 pericarditi
(0,005%). Numeri molto bassi quindi con caratteristiche cliniche prevalentemente lievi e a regressione spontanea. In ogni caso va considerato che questi numeri sono stati ottenuti valutando come diagnosi di pericardite e miocardite solo il ricovero ospedaliero per una delle due patologie, cioè quando la diagnosi era conclamata per la presenza di sintomi, alterazioni degli esami ematochimici e risultato di indagini strumentali. Il rischio risultava inoltre più elevato nei pazienti giovani (< 25 aa) ed entro un mese dal completamento della seconda vaccinazione. Si ritiene doveroso approfondire due aspetti relativi alle complicanze post vaccinali: Tipologia e Incidenza per età; Clinica e tempistica di insorgenza. A) Tipologia
e Incidenza per età di eventi avversi locali e sistemici non gravi e di eventi sistemici gravi. Le reazioni avverse ai vaccini sono distinte in due sostanziali gruppi: eventi avversi locali e sistemici non gravi ed eventi sistemici gravi. Entrambi si manifestano prevalentemente nei giorni immediatamente successivi alla vaccinazione e con una differente incidenza. Eventi avversi locali e sistemici non gravi La maggior parte di eventi avversi locali e sistemici correlati ai vaccini a mRNA (Vaccino Pfizer COVID-19 e vaccino Moderna COVID-19) è di gravità lieve o moderata, ovvero, non impedisce le attività quotidiane né richiede antidolorifici e sono limitati ai primi due o tre giorni dopo la vaccinazione. Le limitazioni delle attività quotidiane (o frequentazione scolastica) nei giorni successivi alla vaccinazione sono state registrate in circa il 10-20% dei soggetti. Le reazioni più diffuse sono quelle locali in corrispondenza del sito di iniezione. Essi includono principalmente dolore, arrossamento, modesto edema localizzato e prurito. Tra i vaccini a mRNA, sono stati segnalati tassi leggermente più elevati di tali reazioni associate al vaccino Moderna COVID-19 (nel 75-
80%) rispetto al vaccino Pfizer (65%). Allo stesso modo, sempre nei giorni successivi a quello della vaccinazione, gli eventi avversi sistemici non gravi, come affaticamento, mal di testa e mialgia (50-60% contro il 40-50%) e febbre, brividi e dolori articolari (30-40% contro il 20%) sono leggermente più alti nei soggetti che hanno ricevuto il vaccino Moderna COVID-19 rispetto al vaccino Pfizer COVID-1913. Il vaccino Novavax COVID-19 è stato associato a tassi inferiori di effetti collaterali sia nel sito di iniezione che sistemici rispetto ai vaccini a mRNA, sebbene i dati sistematici per quel vaccino siano complessivamente più limitati. In generale, l'incidenza degli eventi avversi correlati ai vaccini sono più bassi tra gli anziani (>65 anni) rispetto agli adulti più giovani e sono più bassi tra i bambini più piccoli rispetto agli adolescenti. Nella popolazione pediatrica, irritabilità, pianto, sonnolenza e perdita di appetito sono comuni;
le convulsioni febbrili sono rare. Eventi sistemici gravi I vaccini anti COVID-19 sono estremamente sicuri. Le principali preoccupazioni in termini di sicurezza riguardano un rischio molto raro di miocardite con vaccini a mRNA e vaccini proteici ricombinanti e rischi molto rari di trombosi con trombocitopenia e sindrome di
-B (GBS) con vaccini a vettore adenovirale. I sistemi di sorveglianza attiva e passiva negli adulti e nei bambini non hanno confermato ulteriori sicure associazioni con eventi avversi maggiori. Miocardite e pericardite sono state segnalate, in relazione ai vaccini a mRNA (Pfizer COVID- 19 e il vaccino Moderna COVID-19), principalmente negli adolescenti maschi e nei giovani adulti. Data la scarsa frequenza e la natura tipicamente lieve dei casi di miocardite e pericardite, i benefici della vaccinazione superano di gran lunga il piccolo aumento del rischio. Gli individui con una storia di miocardite o pericardite risolta non correlata alla vaccinazione COVID-19 possono ricevere un vaccino COVID-19.
In una revisione del Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS), un sistema di sorveglianza in atto negli Stati Uniti a cui pazienti e operatori sanitari inviano segnalazioni di eventi, tra oltre 192 milioni di persone che avevano ricevuto un vaccino mRNA tra dicembre 2020 e agosto 2021, c'erano 1626 casi che soddisfacevano la definizione di miocardite dopo la ricezione del vaccino. La maggior parte di questi casi si è verificata dopo la seconda dose, l'età media era di 21 anni e l'82% si è verificato nei maschi. Il tasso stimato tra i maschi per fascia d'età era: - Dai 12 ai 15 anni: 70,7 casi per milione di dosi del vaccino Pfizer COVID-19 - Dai 16 ai 17 anni: 105,9 casi per milione di dosi del vaccino
Pfizer COVID-19 - Dai 18 ai 24 anni: da 52,4 a 56,3 casi per milione di dosi, rispettivamente vaccino Pfizer COVID-19 e vaccino Moderna COVID-19. Tra le donne della stessa fascia d'età, i tassi stimati di incidenza variavano da 6,4 a 11 casi per milione di dosi. Il numero di eventi osservati ha superato il tasso basale previsto tra gli uomini di età compresa tra 18 e 49 anni e tra le donne di età compresa tra 19 e 29 anni, confermando quindi una più alta incidenza nei soggetti di questa fascia di età. I tassi stimati di miocardite dal Vaccine Safety
Datalink (VSD), un sistema di sorveglianza attiva negli Stati Uniti che ha registrato un totale di 320 casi di miocardite dopo sette milioni di dosi di vaccino. Tra i soggetti di sesso maschile, i tassi stimati di miocardite entro la settimana successiva alla seconda dose erano
150,5 casi (età compresa tra i 12 e 15 anni), 127,1 (età compresa tra 16 e 17 anni) e 81,4 (età compresa tra 18 e 29 anni) per milione di dosi di BNT162b2 e 97,0 (età compresa tra 18 e 29 anni) per milione di dosi di mRNA-1273.Dopo il 2022, tuttavia, sono stati segnalati al VAERS
e al VSD un numero sostanzialmente inferiore di casi di miocardite post-vaccinazione e, nella stagione 2024-2025, i tassi segnalati non hanno superato i tassi di miocardite di base previsti. Tra i casi segnalati, la maggior parte è ascrivibile a quadri di miocardite e pericardite lieve. L'insorgenza si è verificata generalmente entro la prima settimana dopo la somministrazione del vaccino. La maggior parte dei pazienti che si sono presentati per le cure ha risposto bene al trattamento medico e ha avuto un rapido miglioramento dei sintomi.
La tipica presentazione clinica è stata illustrata in uno studio retrospettivo adolescenti e giovani adulti di età ≤21 anni con sospetta miocardite associata a vaccino basata su troponine elevate entro 30 giorni dalla vaccinazione senza diagnosi alternativa. Quasi tutti presentavano dolore toracico, con insorgenza dei sintomi in media due giorni dopo la somministrazione del vaccino, che spesso coincideva con la somministrazione della seconda dose. L'elettrocardiogramma era anomalo nel 70% dei casi (sopraslivellamento del tratto ST
o anomalie dell'onda T), la risonanza magnetica cardiaca (RM) era anormale nel 77% dei casi (potenziamento tardivo del gadolinio ed edema miocardico), la funzione sistolica all'ecocardiogramma era normale nell'80%. Il 19% dei casi è stato gestito in terapia intensiva (UTI), sebbene solo due pazienti necessitassero di supporto inotropo o vasopressore. La degenza ospedaliera mediana è stata di due giorni e i pazienti con funzione sistolica ridotta hanno avuto un recupero della frazione di eiezione durante il follow-up. La possibilità di miocardite deve essere presa in considerazione negli adolescenti e nei giovani adulti che sviluppano nuovo dolore toracico, mancanza di respiro o palpitazioni dopo aver ricevuto un vaccino a mRNA. Deve essere presa in considerazione anche la possibilità di altre cause di miocardite (inclusa l'infezione da SARS-CoV-2) e altre infezioni virali intercorrenti”.
Sulla base delle argomentazioni svolte, degli esami strumentali e della documentazione clinica i ctu hanno concluso che nel caso di specie non sussistono i criteri clinici, ematochimici e strumentali per supportare una pregressa diagnosi di mio-pericardite a seguito della somministrazione dei primi due cicli vaccinali del giugno e luglio 2021 svolgendo le seguenti ulteriori considerazioni:
“1. Le caratteristiche cliniche di presentazione del caso non soddisfano i criteri diagnostici scientificamente validati per la diagnosi mio-pericardite. La pericardite, ma ancora di più la miocardite causano sintomi importanti, che richiedono il ricovero ospedaliero o per lo meno un accesso in PS/DEA per valutazione clinica ed ematochimica. Nel caso di specie, invece, la paziente non ha manifestato alcun segno o sintomo clinico di rilievo, gli esami ematochimici sono sempre risultati nella norma (in particolare assenza di alterazione degli indici di flogosi e di autoimmunità) e non sono state riscontrate alterazioni elettrocardiografiche né alla RMN cardiaca.
2. Le forme di mio-pericardite post-vaccinale insorgono a distanza di pochi giorni/settimane dalla somministrazione del vaccino;
nel caso di specie, la prima diagnosi risulta invece formulata a distanza di circa cinque mesi dalla somministrazione della seconda dose.
3. La diagnosi risulta del tutto presuntiva, formulata soltanto sulla base di reperti ecocardiografici e non confermata dagli ulteriori reperti clinici e strumentali. L'esame ecocardiografico è stato eseguito sempre dallo stesso operatore e verosimilmente con il medesimo ecocardiografo. La conoscenza dell'esame o degli esami precedenti rappresenta un importante bias per giudicare il reperto osservato. Corretto sarebbe stato eseguire un'altra valutazione in una struttura ospedaliera. Al riguardo, per non condizionare il giudizio dell'operatore, si precisa che l'esame condotto al di Monza in data CP_3
04.07.2025 è stato eseguito in cieco, cioè senza specificare il reperto da controllare, da un operatore molto esperto che si occupa di Ecocardiografia e RM cuore. Il risultato del referto
è stato fra le altre cose assenza di versamento pericardico. Anche una volta che l'operatore è stato allertato sul problema dei foglietti pericardici il giudizio di assenza di versamento significativo è stato confermato.
4. Lo scollamento dei foglietti pericardici può essere una variante fisiologica e rappresenta un reperto che, di per sè solo, in assenza della clinica e di marker ematochimici, risulta del tutto aspecifico e non può essere considerato un segno di infiammazione del pericardio. Il fatto che sia stato ritrovato per 4 anni sostanzialmente invariato e di minima entità conferma la natura non infiammatoria del pericardio. Esiste peraltro una differenza di sede importante fra lo scollamento osservato all'eco e alla RM, ancora una volta a testimoniare la difficoltà di eseguire diagnosi di pericardite solo utilizzando questo parametro all'ecocardiogramma. È inoltre dimostrato, che il reperto di scollamento dei foglietti pericardici è strettamente dipendente dalla sensibilità dell'apparecchio ecocardiografico. Le macchine più moderne permettono di riconoscere questo minimo deposito di liquido o grasso che facilita lo scorrimento dei foglietti senza rappresentare un segno di infiammazione.
5. Analoghe considerazioni valgono anche per le strie fibrotiche. La diagnosi di miocardite non può essere confermata dalla sola presenza di strie di fibrosi sul setto intraventricolare, reperto di per sé solo aspecifico. Tale riscontro risulta peraltro smentito dalla RM cuore, che conclude per assenza di fibrosi intra- miocardica.
6. La storia clinica e strumentale della Sig.ra di questi ultimi 4 Parte_1 anni non permette di confermare la diagnosi, in risposta alle vaccinazioni eseguite, di pericardite acuta o cronica, né tantomeno di miocardite. Ripetere oggi, dopo 4 anni, una seconda RM cuore non aggiungerebbe alcun elemento di significato clinico, considerando anche la pressoché negativa risposta del primo esame”.
La ctp di parte ricorrente ha concentrato, per quanto qui di interesse, le proprie osservazioni, in contrasto rispetto alle conclusioni del collegio d'ufficio, sui seguenti aspetti:
- sussistenza della diagnosi di miopericardite formulata a seguito di plurimi esami strumentali a cadenza periodica con apparecchiature moderne ed ultrasensibili;
- sussistenza di un versamento pericardico confermato dalla risonanza magnetica.
La ctp ha anche evidenziato a sostegno delle proprie conclusioni che il verbale della commissione medica è favorevole alla parte ricorrente e ha contestato che l'esame ecocardiografico sia stato effettuato da un operatore non autorizzato dal giudice.
Quanto a quest'ultimo aspetto si osserva che gli esami strumentali erano stati espressamente autorizzati dal Tribunale e a nulla rileva l'identità dell'operatore il quale non è chiamato a svolgere valutazioni del caso concreto.
Per quanto riguarda i risultati della commissione medica si evidenzia che gli stessi, sebbene ritengano sussistente una diagnosi di miopericardite escludono comunque l'indennizzo richiesto.
In relazione alla diagnosi i ctu hanno ritenuto di replicare alle osservazioni della ctp richiamando “nuovamente i principali criteri clinico-strumentali per la diagnosi della patologia: - Aspetti clinici: La presentazione clinica può andare da quella pseudoinfartuale
(caratterizzata da: dolore toracico che tipicamente insorge 1-4 settimane dopo un'infezione delle vie aeree od una gastroenterite, alterazioni elettrocardiografiche più o meno diffuse che possono simulare una sindrome coronarica acuta, aumento dei biomarcatori di necrosi, in particolare la troponina, in assenza di malattia coronarica ostruttiva significativa, possibile concomitanza di alterazioni della cinesi regionale del ventricolo sinistro, ma la frazione di eiezione è generalmente conservata), a quella aritmica (l'infiammazione miocardica può causare aritmie di origine e gravità estremamente variabili ed è tra le principali cause di morte improvvisa giovanile, soprattutto nei maschi;
la fibrillazione atriale è presente nel 2,5% dei pazienti con miocardite e normale funzione ventricolare sinistra, che spesso si presentano con dolore toracico;
si possono inoltre osservare disturbi di conduzione e blocchi atrioventricolari, mentre blocchi avanzati o aritmie ventricolari sostenute - che possono portare alla morte cardiaca improvvisa – sono generalmente associati a disfunzione ventricolare sinistra ed insufficienza cardiaca). In ogni caso, a prescindere dalla più o meno marcata severità dei sintomi, la patologia si rende clinicamente manifesta. Con riferimento al caso di specie, la sig.ra rimase sempre del tutto asintomatica. Il riferito “senso di Pt_1 affaticamento” risulta un dato unicamente riportato dalla paziente a posteriori, mai approfondito e privo di riscontro documentale (mai eseguiti accertamenti clinici a riguardo), risultando di per sé solo aspecifico, presuntivo e insufficiente a sostenere la diagnosi ipotizzata. - Aspetti elettrocardiografici: l'elettrocardiogramma è usualmente alterato (80-
85% dei casi): sono frequenti il sopraslivellamento più o meno diffuso del tratto ST, specie nei pazienti con dolore toracico, e le alterazioni non specifiche della ripolarizzazione.
Blocchi di branca destra o sinistra sono presenti fino al 5% dei casi, più rari sono i blocchi atrioventricolari. La presenza di onde Q e i disturbi di conduzione si associano a una più alta probabilità di prognosi sfavorevole. Con riferimento al caso di specie, si evidenzia che i tracciati elettrocardiografici eseguiti risultarono nella norma. - Aspetti laboratoristici: il pannello iniziale degli esami diagnostici dovrebbe sempre prevedere almeno la proteina C- reattiva, la formula leucocitaria e l'elettroforesi delle proteine in aggiunta agli esami comunemente richiesti nel sospetto di cardiopatia acuta (che dovrebbero includere almeno una determinazione di creatinchinasi totale, troponina e peptidi natriuretici). L'aumento della troponina è riportato nella maggioranza dei casi ad esordio acuto (>90%), tuttavia l'assenza di incrementi significativi dei valori di troponina non esclude la diagnosi di miocardite. Anche in riferimento a tale aspetto, gli esami laboratoristici a cui fu sottoposta la sig.ra risultarono sempre nella norma. - Aspetti radiologici: il quadro Pt_1 ecocardiografico della miocardite con scompenso cardiaco è raramente associato ad un importante rimodellamento della camera ventricolare, che tende a mantenere una morfologia ellissoidale in assenza di significativa dilatazione e assottigliamento delle pareti, anche in presenza di disfunzione ventricolare severa. È possibile il riscontro di ispessimento delle pareti in presenza di edema rilevante, anomalie disomogenee della cinetica, compatibili con un interessamento “focale” e talora multidistrettuale da parte del processo infiammatorio.
Elementi che nell'appropriato contesto clinico-strumentale possono rafforzare l'ipotesi diagnostica di miocardite sono il reperto di versamento pericardico (fino al 25% dei casi), la presenza di pseudoipertrofia e di alterazioni dell'ecoriflettenza (edema e infiltrato), la disfunzione diastolica. Alterazioni dello strain longitudinale possono essere rilevate prima della comparsa di riduzione della funzione sistolica globale corrispondono alle aree di fibrosi rilevate alla RM cardiaca. Una ridotta contrattilità longitudinale del ventricolo destro (escursione sistolica dell'anello tricuspidale <18 mm) è riportata in circa l'8% di casistiche non selezionate, ma fino ad un terzo dei casi con decorso clinico complicato. La risonanza magnetica cardiaca rappresenta il “gold standard” contemporaneo per la valutazione dei volumi, della frazione di eiezione e della massa biventricolari, nonché per la caratterizzazione tissutale non invasiva del miocardio, attraverso l'analisi del segnale sia in condizioni di base (“nativo”) sia dopo somministrazione di mezzo di contrasto paramagnetico (gadolinio), essendo in grado di caratterizzare il tessuto in base al contenuto di acqua ed ai cambiamenti nella cinetica del mezzo di contrasto, consentendo la individuazione di lezioni focali dal momento che consente la visualizzazione di tutto il miocardio. Pertanto, è considerata una fondamentale metodica diagnostica in caso di sospetta miocardite, soprattutto nei pazienti con funzione sistolica conservata e stabilità emodinamica. Nel caso di specie, si ribadisce che i risultati degli accertamenti strumentali
(sia ecografia che RMN) non evidenziano reperti indicativi di miopericardite. Come già precedentemente esposto, il riscontro di una piccola quota di versamento pericardico costituisce un reperto fisiologico e non può essere interpretato “tout court” come dato patologico indicativo di pericardite, specie in assenza di ulteriori parametri clinici. Il processo diagnostico che permette di pervenire ad un corretto inquadramento di miopericardite è costituito dall'insieme di tutti e quattro gli aspetti sopra riportati e non può essere limitato alla sola e aspecifica evidenza di un lieve versamento pericardico, in assenza di qualsiasi alterazione clinico-sintomatologica, laboratoristica ed elettrocardiografica. Alla luce degli elementi sopra esposti, risulta quindi evidente che nel caso oggetto di valutazione la diagnosi di miopericardite è da ritenersi infondata, in quanto formulata unicamente su base presuntiva, non confermata dagli approfondimenti clinici e strumentali eseguiti. Sul punto, si evidenzia peraltro che l'insussistenza della diagnosi risulta già certificato dagli approfondimenti specialistici eseguiti presso l'UOC di Cardiologia dell'Ospedale di
Vigevano, dai quali emerge chiaramente l'assenza di alterazioni patologiche. Si precisa che l'eventuale ripetizione di una RMN cardiaca (asseritamente necessaria secondo la CTP) non ha alcun razionale clinico-diagnostico, posto che tale accertamento, eseguito ora, a distanza di 4 anni dai fatti, non consentirebbe di aggiungere alcun elemento utile ai fini diagnostici, specie considerata la negatività già emersa dal precedente accertamento”.
In definitiva, non essendo diagnosticato un danno alla salute, la domanda deve essere rigettata.
3. La novità e complessità della questione giustificano la compensazione integrale delle spese di lite, ivi comprese quella di ctu.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così dispone:
1. rigetta le domande e compensa le spese di lite.
Pavia, 27 novembre 2025
Il Giudice
Andrea ES IN