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Sentenza 23 dicembre 2025
Sentenza 23 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Treviso, sentenza 23/12/2025, n. 988 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Treviso |
| Numero : | 988 |
| Data del deposito : | 23 dicembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI TREVISO
in funzione di Giudice del Lavoro, nella persona della dott.ssa Maddalena
Saturni, all'esito dell'udienza del 10.12.2025 tenutasi con modalità cartolare ex art. 127 ter c.p.c., viste le note scritte depositate dalle parti in vista dell'udienza, ha pronunciato la seguente
SENTENZA ex art. 429 c.p.c. nella causa di lavoro promossa con ricorso iscritto al R.G. nr. 139/2025
da:
( Parte_1 C.F._1
elettivamente domiciliato presso lo studio dell'avv. PO ON
( ) che lo rappresenta e difende per procura alle liti C.F._2
allegata al ricorso.
ricorrente
Contro
:
( ) Controparte_1 P.IVA_1
Resistente contumace
IN PUNTO: Altre ipotesi
Conclusioni:
PER PARTE RICORRENTE “- accertare il diritto della parte ricorrente al beneficio della “Carta
Elettronica per l'aggiornamento e la Formazione del docente” prevista
dall'art. 1 comma 121 della Legge n. 107/2015 per gli anni scolastici di
effettivo svolgimento delle attività di docenza in forza dei contratti di lavoro
a tempo determinato intercorsi tra le parti alle medesimo condizioni previste
per il personale di ruolo e quindi per l' annualità 2023/2024 e 2024/2025 e
così per complessivi €uro 1.000,00= e dunque dichiarare la responsabilità
contrattuale del;
Controparte_1
Cont
- condannare il resistente all'adempimento in forma specifica per
l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per
un valore corrispondente a quello perduto (€uro 1.000,00), oltre interessi o
rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla
data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
In ogni caso, con vittoria di tutte le spese, competenze ed onorari del
presente giudizio da calcolarsi ex D.M: n. 55/2014, da liquidarsi a favore del
procuratore dichiaratosi antistatario.”
FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato in data 29/01/2025 parte ricorrente
[...]
ha adito questo Tribunale illustrando di aver prestato servizio Pt_1
d'insegnamento con contratto a tempo determinato alle dipendenze del negli anni scolatici 2023-24, 2024-25 e Controparte_1
di non aver beneficiato della Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente (c.d. «Carta
Elettronica del docente»).
- 2 - Illustrando le ragioni per le quali ritiene di averne diritto ha chiesto l'assegnazione della somma complessiva di € 1.000,00 relativa agli anni scolastici indicati.
L'Amministrazione convenuta rimaneva contumace nonostante la regolarità
della notifica.
Parte ricorrente con le note scritte del 26.11.2025 precisava di essere inserito all'intero del sistema scolastico come da iscrizione GPS che produceva.
***
Nel merito, si osserva quanto segue.
La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sent n. 29961/2023, sul rinvio pregiudiziale disposto dal Tribunale di Taranto con ordinanza del 24 aprile
2023, ha enunciato i seguenti principi di diritto:
1) La Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dell'art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi dell'art. 4,
comma secondo, della L. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al
. CP_1
2) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma
121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze,
incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in
- 3 - forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del
1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma
121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può
ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio.
4) L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta
Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c.,
che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, L. n. 124/1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i
- 4 - docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico.
*
La Corte Giustizia dell'Unione Europea è pure intervenuta sulla questione a seguito di domanda pregiudiziale ex art. 267 TFUE.
Con ordinanza del 18.05.2022 Causa C-450/21 , ha ritenuto che “l'indennità
di cui al procedimento principale deve essere considerata come rientrante
tra le «condizioni di impiego» ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo
quadro. Infatti, conformemente all'articolo 1, comma 121, della legge n.
107/2015, tale indennità è versata al fine di sostenere la formazione
continua dei docenti, la quale è obbligatoria tanto per il personale a tempo
indeterminato quanto per quello impiegato a tempo determinato presso il
, e di valorizzarne le competenze professionali. Inoltre, CP_1
dall'adozione del decreto-legge dell'8 aprile 2020, n. 22, il versamento di
detta indennità mira a consentire l'acquisto dei servizi di connettività
necessari allo svolgimento, da parte dei docenti impiegati presso il
, dei loro compiti professionali a distanza. Il giudice del rinvio CP_1
precisa altresì che la concessione di questa stessa indennità dipende in
modo determinante dall'effettiva prestazione del servizio da parte di tali
docenti” ed ha affermato che “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro
deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale
che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e CP_1
non al personale docente a tempo determinato di tale , il beneficio CP_1
di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine
- 5 - di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le
competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere
utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di
pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per
l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di
aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di
laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo
professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al
profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per
l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre
attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di
assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
*
Conformemente a quanto stabilito dal giudice della nomofilachia, va dichiarato il diritto di parte ricorrente a usufruire del beneficio economico di
Euro 500,00 annui per gli anni scolastici 2023-24 e 2024-25 tramite la
Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con le medesime modalità con cui è stata attribuita ai docenti a tempo indeterminato, con conseguente condanna del a mettere a CP_1
disposizione della parte ricorrente l'importo complessivo di Euro 1.000,00
tramite il sistema della Carta elettronica.
La disposizione di cui all'art. 1, comma 121, legge n. 107 del 2015, infatti,
non ha previsto in favore dei docenti di ruolo il versamento diretto di una somma di denaro, ma la consegna di una carta avente un dato valore nominale, utilizzabile, coerentemente con la finalità formativa, per l'acquisto
- 6 - di beni e servizi dal contenuto professionale. Si tratta, in sostanza, di un beneficio a destinazione vincolata e tale deve rimanere anche per i docenti a tempo determinato.
Va pure precisato che l'importo in questione non può essere maggiorato degli interessi, in quanto, ex art. 2 DPCM del 28 novembre 2016, esso è
chiaramente indicato al valore nominale, senza ulteriori maggiorazioni nemmeno ove non venga utilizzato nell'anno di erogazione ma in quello successivo.
*
Le spese di lite vanno poste a carico di parte resistente , CP_1
soccombente, per la frazione di metà, compensando tra le parti la residua metà.
Invero la compensazione delle spese di lite non presuppone necessariamente la reciproca soccombenza (Cass. n. 4575 del 06/05/1998)
e può avere luogo anche nei confronti della parte totalmente vittoriosa;
le ragioni poste alla base della compensazione parziale risiedono nella serialità
del contenzioso (su cui si veda Cass. L. n. 3244 del 18/02/2015).
La liquidazione avviene come in dispositivo ai minimi di tabella, per le 3 fasi studio, introduttiva e decisoria, escludendo l'istruttoria che non si è tenuta,
scaglione di valore fino ad € 1.100,00 in base al decisum.
P.Q.M.
Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Treviso, disattesa ogni altra domanda,
eccezione e difesa, definitivamente pronunciando, così provvede:
- 7 - 1. accerta il diritto di parte ricorrente ad usufruire Parte_1
del beneficio economico per gli aa.ss. 2023-24 e 2024-15 tramite la Carta
elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente;
2. condanna il convenuto a mettere a disposizione della parte CP_1
ricorrente l'importo complessivo di Euro 1.000,00 tramite il sistema della
Carta elettronica;
3. condanna il convenuto a rifondere in favore della parte CP_1
ricorrente la metà delle spese di lite che liquida, per l'intero, in € 257,50 per compenso, oltre rimborso spese forfettarie nella misura del 15%, IVA e c.p.a. come per legge. Con distrazione a favore del procuratore attoreo avv.
PO ON che si è dichiarato antistatario;
4. compensa tra le parti la residua frazione di metà delle spese di lite.
Treviso 23/12/2025
Il giudice del lavoro dott. Maddalena Saturni
- 8 -
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI TREVISO
in funzione di Giudice del Lavoro, nella persona della dott.ssa Maddalena
Saturni, all'esito dell'udienza del 10.12.2025 tenutasi con modalità cartolare ex art. 127 ter c.p.c., viste le note scritte depositate dalle parti in vista dell'udienza, ha pronunciato la seguente
SENTENZA ex art. 429 c.p.c. nella causa di lavoro promossa con ricorso iscritto al R.G. nr. 139/2025
da:
( Parte_1 C.F._1
elettivamente domiciliato presso lo studio dell'avv. PO ON
( ) che lo rappresenta e difende per procura alle liti C.F._2
allegata al ricorso.
ricorrente
Contro
:
( ) Controparte_1 P.IVA_1
Resistente contumace
IN PUNTO: Altre ipotesi
Conclusioni:
PER PARTE RICORRENTE “- accertare il diritto della parte ricorrente al beneficio della “Carta
Elettronica per l'aggiornamento e la Formazione del docente” prevista
dall'art. 1 comma 121 della Legge n. 107/2015 per gli anni scolastici di
effettivo svolgimento delle attività di docenza in forza dei contratti di lavoro
a tempo determinato intercorsi tra le parti alle medesimo condizioni previste
per il personale di ruolo e quindi per l' annualità 2023/2024 e 2024/2025 e
così per complessivi €uro 1.000,00= e dunque dichiarare la responsabilità
contrattuale del;
Controparte_1
Cont
- condannare il resistente all'adempimento in forma specifica per
l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per
un valore corrispondente a quello perduto (€uro 1.000,00), oltre interessi o
rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla
data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
In ogni caso, con vittoria di tutte le spese, competenze ed onorari del
presente giudizio da calcolarsi ex D.M: n. 55/2014, da liquidarsi a favore del
procuratore dichiaratosi antistatario.”
FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato in data 29/01/2025 parte ricorrente
[...]
ha adito questo Tribunale illustrando di aver prestato servizio Pt_1
d'insegnamento con contratto a tempo determinato alle dipendenze del negli anni scolatici 2023-24, 2024-25 e Controparte_1
di non aver beneficiato della Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente (c.d. «Carta
Elettronica del docente»).
- 2 - Illustrando le ragioni per le quali ritiene di averne diritto ha chiesto l'assegnazione della somma complessiva di € 1.000,00 relativa agli anni scolastici indicati.
L'Amministrazione convenuta rimaneva contumace nonostante la regolarità
della notifica.
Parte ricorrente con le note scritte del 26.11.2025 precisava di essere inserito all'intero del sistema scolastico come da iscrizione GPS che produceva.
***
Nel merito, si osserva quanto segue.
La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sent n. 29961/2023, sul rinvio pregiudiziale disposto dal Tribunale di Taranto con ordinanza del 24 aprile
2023, ha enunciato i seguenti principi di diritto:
1) La Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dell'art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi dell'art. 4,
comma secondo, della L. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al
. CP_1
2) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma
121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze,
incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in
- 3 - forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del
1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3) Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma
121, L. n. 107/2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può
ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio.
4) L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta
Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c.,
che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, L. n. 124/1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i
- 4 - docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico.
*
La Corte Giustizia dell'Unione Europea è pure intervenuta sulla questione a seguito di domanda pregiudiziale ex art. 267 TFUE.
Con ordinanza del 18.05.2022 Causa C-450/21 , ha ritenuto che “l'indennità
di cui al procedimento principale deve essere considerata come rientrante
tra le «condizioni di impiego» ai sensi della clausola 4, punto 1, dell'accordo
quadro. Infatti, conformemente all'articolo 1, comma 121, della legge n.
107/2015, tale indennità è versata al fine di sostenere la formazione
continua dei docenti, la quale è obbligatoria tanto per il personale a tempo
indeterminato quanto per quello impiegato a tempo determinato presso il
, e di valorizzarne le competenze professionali. Inoltre, CP_1
dall'adozione del decreto-legge dell'8 aprile 2020, n. 22, il versamento di
detta indennità mira a consentire l'acquisto dei servizi di connettività
necessari allo svolgimento, da parte dei docenti impiegati presso il
, dei loro compiti professionali a distanza. Il giudice del rinvio CP_1
precisa altresì che la concessione di questa stessa indennità dipende in
modo determinante dall'effettiva prestazione del servizio da parte di tali
docenti” ed ha affermato che “la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro
deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale
che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e CP_1
non al personale docente a tempo determinato di tale , il beneficio CP_1
di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine
- 5 - di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le
competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere
utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di
pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per
l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di
aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di
laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo
professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al
profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per
l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre
attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di
assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
*
Conformemente a quanto stabilito dal giudice della nomofilachia, va dichiarato il diritto di parte ricorrente a usufruire del beneficio economico di
Euro 500,00 annui per gli anni scolastici 2023-24 e 2024-25 tramite la
Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con le medesime modalità con cui è stata attribuita ai docenti a tempo indeterminato, con conseguente condanna del a mettere a CP_1
disposizione della parte ricorrente l'importo complessivo di Euro 1.000,00
tramite il sistema della Carta elettronica.
La disposizione di cui all'art. 1, comma 121, legge n. 107 del 2015, infatti,
non ha previsto in favore dei docenti di ruolo il versamento diretto di una somma di denaro, ma la consegna di una carta avente un dato valore nominale, utilizzabile, coerentemente con la finalità formativa, per l'acquisto
- 6 - di beni e servizi dal contenuto professionale. Si tratta, in sostanza, di un beneficio a destinazione vincolata e tale deve rimanere anche per i docenti a tempo determinato.
Va pure precisato che l'importo in questione non può essere maggiorato degli interessi, in quanto, ex art. 2 DPCM del 28 novembre 2016, esso è
chiaramente indicato al valore nominale, senza ulteriori maggiorazioni nemmeno ove non venga utilizzato nell'anno di erogazione ma in quello successivo.
*
Le spese di lite vanno poste a carico di parte resistente , CP_1
soccombente, per la frazione di metà, compensando tra le parti la residua metà.
Invero la compensazione delle spese di lite non presuppone necessariamente la reciproca soccombenza (Cass. n. 4575 del 06/05/1998)
e può avere luogo anche nei confronti della parte totalmente vittoriosa;
le ragioni poste alla base della compensazione parziale risiedono nella serialità
del contenzioso (su cui si veda Cass. L. n. 3244 del 18/02/2015).
La liquidazione avviene come in dispositivo ai minimi di tabella, per le 3 fasi studio, introduttiva e decisoria, escludendo l'istruttoria che non si è tenuta,
scaglione di valore fino ad € 1.100,00 in base al decisum.
P.Q.M.
Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Treviso, disattesa ogni altra domanda,
eccezione e difesa, definitivamente pronunciando, così provvede:
- 7 - 1. accerta il diritto di parte ricorrente ad usufruire Parte_1
del beneficio economico per gli aa.ss. 2023-24 e 2024-15 tramite la Carta
elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente;
2. condanna il convenuto a mettere a disposizione della parte CP_1
ricorrente l'importo complessivo di Euro 1.000,00 tramite il sistema della
Carta elettronica;
3. condanna il convenuto a rifondere in favore della parte CP_1
ricorrente la metà delle spese di lite che liquida, per l'intero, in € 257,50 per compenso, oltre rimborso spese forfettarie nella misura del 15%, IVA e c.p.a. come per legge. Con distrazione a favore del procuratore attoreo avv.
PO ON che si è dichiarato antistatario;
4. compensa tra le parti la residua frazione di metà delle spese di lite.
Treviso 23/12/2025
Il giudice del lavoro dott. Maddalena Saturni
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