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Sentenza 15 dicembre 2025
Sentenza 15 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Napoli, sentenza 15/12/2025, n. 9240 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Napoli |
| Numero : | 9240 |
| Data del deposito : | 15 dicembre 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI NAPOLI REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice unico di Napoli, in funzione di giudice del lavoro, dott.ssa Alessandra Santulli, a seguito del deposito di note scritte ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa di lavoro iscritta al n. 28641 R.G.L. dell'anno 2024 vertente
TRA
(C.F.: ), rappresentata e difesa Parte_1 C.F._1 dall'Avv. Ersilio Luca Capone e dall'Avv. Claudia Salemme, come da procura in calce al ricorso, ed elettivamente domiciliata presso lo studio legale sito in Napoli alla Via Giuseppe Recco 23
- ricorrente
C O N T R O
, in persona del Ministro Controparte_1 pro tempore, rapp.to ex lege dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli,
- resistente contumace
Oggetto: carta docente a precario
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO
Con ricorso depositato il 27 dicembre 2024, la ricorrente, sulla premessa di aver sottoscritto contratti di lavoro a tempo determinato di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche, per il periodo e presso gli istituto indicati in ricorso, ha adito il Tribunale di Napoli in funzione di giudice del lavoro per chiedere di accertare e dichiarare il suo diritto all'attribuzione della Carta docente, del valore di
€ 500,00 per ciascuna annualità, per gli anni 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020; condannare la resistente ad attribuire la Carta docente, del valore di € 500,00 per ciascuna annualità, per gli anni 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020, oltre al pagamento degli interessi e rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n.
724 del 1994 alla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione;
spese vinte da distrarsi.
1 La ricorrente ha riportato la normativa di riferimento, dolendosi della immotivata diversità di trattamento rispetto ai docenti assunti a tempo indeterminato e sostenendo che la scelta del di escludere dal beneficio i docenti a tempo CP_1 determinato è contraria ai principi di non discriminazione e buon andamento della
P.A.; ha evidenziato il contrasto dell'art. 1 comma 122 Legge 107/2015 col principio di non discriminazione di cui all'art. 4 della Direttiva 1999/70 e al relativo accordo quadro europeo;
ha invocato pronunce giurisprudenziali di legittimità e di merito rese anche in sede europea.
C La resistente è rimasta contumace nonostante la regolare notifica del ricorso.
Sulla base degli atti, la causa è stata decisa all'esito del deposito di note di trattazione scritta.
Oggetto principale della domanda è l'accertamento del diritto ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui in modo analogo ai docenti a tempo indeterminato, sulla base della disciplina contrattuale e dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico, anche di origine comunitaria, che sanciscono la piena equiparazione del docente precario al docente di ruolo. Tale oggetto si traduce nella richiesta di riconoscimento di una prestazione di natura economica nei confronti del e del merito derivante dallo svolgimento del rapporto di Controparte_1 lavoro.
Ne consegue, quindi che, alla luce del condivisibile orientamento costante dei
Giudici di Legittimità, questo tipo di controversie, vertendo su atti che rientrano tra le determinazioni assunte con la capacità e i poteri del datore di lavoro privato (cfr.
Cass. SS.UU. n. 16765/2014 e Cass. SS.UU. n. 3032/2011), rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario.
Quanto al merito, il giudicante, anche in ossequio a plurimi precedenti favorevoli considera fondata la domanda nei termini appresso specificati, tanto più dopo la sentenza emessa dalla S.C. sez. lav., del 27/10/2023, n. 29961 resa in sede di rinvio pregiudiziale.
L'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 13/7/2015 prevede che: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è
2 istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , Controparte_3
a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per
l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”.
In attuazione di tale legge, il D.P.C.M. 28.11.2016 - che sostituisce il precedente
D.P.C.M. del 23.09.2015 - ha ribadito, all'art. 3, che i soli destinatari della disciplina della Carta del docente sono i docenti di ruolo a tempo indeterminato.
Con ordinanza della Corte di Giustizia Europea, VI Sezione, del 18 maggio 2022, resa nella causa c 450/2, la stessa ha statuito che il comma 121 della legge 107 del
2015, nella parte in cui non attribuisce il bonus di € 500,00 al personale a termine, contrasta con la clausola 4 dell'accordo quadro CES, IC e CEEP sul lavoro a tempo determinato (recepito con Direttiva 1999/70/CE): «La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, IC e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del
[...]
, e non al personale docente a tempo determinato di tale , il Controparte_1 CP_1 beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di € 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze
3 professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per
l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza».
In particolare, la CGUE ha valorizzato il fatto che dalle norme interne (in particolare l'art. 282 D.lgs n. 297/1994, le norme della contrattazione collettiva del comparto scuola, e da ultimo l'art. 63 e l'art. 1 L. n. 107/2015) emerge il principio secondo cui la formazione dei docenti è obbligatoria, permanente e strutturale.
Occorre, quindi, in applicazione dei principi suesposti, considerata la natura delle mansioni del tutto equiparabili, anche sotto il profilo delle competenze professionali richieste, a quelle svolte dal personale docente di ruolo, ritenere l'arbitrarietà dell'esclusione della ricorrente dal beneficio de quo sulla base della mera temporaneità del rapporto contrattuale.
In tal senso si è pronunciato anche il Consiglio di Stato che, con sentenza n. 1842 del
16/3/2022, ha motivatamente annullato gli atti amministrativi esecutivi del contributo al finanziamento della formazione in servizio dei docenti, contenuto nel comma 121 della Legge 107 del 2015, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della Carta del docente, ritenendo irragionevole e contraria ai principi di non discriminazione e buon andamento della P.A. la scelta del di CP_1 escludere dal beneficio i docenti a termine.
Conseguentemente, alla luce dei principi giurisprudenziali richiamati, il ricorso è fondato e va accolto nei termini che seguono, atteso che la ricorrente ha dimostrato di avere prestato servizio presso l'Amministrazione per gli anni scolastici indicati in ricorso (cfr. contratti in atti e prospetto R-1), precisamente:
4 - per l'a.s. 2017/2018 per l'incarico di supplenze “brevi e saltuarie” con decorrenza: dal 28/09/2017 all'11/06/2018 - (€ 500.00).
- per l'a.s. 2018/2019 per l'incarico di supplenze fino al termine delle attività didattiche, con decorrenza: dall'8/10/2018 al 30/06/2019 - (€ 500.00);
- per l'a.s. 2019/2020 per l'incarico di supplenze fino al termine delle attività didattiche, con decorrenza: dal 25/09/2019 al 30/06/2020 - (€ 500.00).
In riferimento all'a.s. 2017/2018 si evidenzia che: la sentenza della Corte di Giustizia
Europea del 3 luglio 2025 ha stabilito che anche i docenti con supplenze brevi o saltuarie (di durata inferiore al 30 giugno) hanno pieno diritto alla Carta del Docente,
a prescindere dalla durata del contratto.
Ed invero, nell'ipotesi in cui si vertesse in casi di supplenze brevi e saltuarie, deve prendersi atto della recentissima sentenza del 3.7.2025 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, resa nella causa C-268/2024, che ha affermato che:
“la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale, come interpretata da un giudice nazionale supremo, che riserva il beneficio della carta elettronica dell'importo nominale di
EUR 500 annui, che consente l'acquisto di diversi beni e servizi destinati a sostenere la formazione continua dei docenti, ai docenti di ruolo e ai docenti non di ruolo che effettuano supplenze per la durata dell'anno scolastico, ad esclusione dei docenti non di ruolo che effettuano supplenze di breve durata, a meno che tale esclusione non sia giustificata da ragioni oggettive ai sensi di tale disposizione. Il solo fatto che
l'attività di questi ultimi non sia destinata a protrarsi fino al termine dell'anno scolastico non costituisce una siffatta ragione oggettiva”.
“Spetta tuttavia al giudice del rinvio, che è il solo a disporre del complesso degli elementi pertinenti, effettuare una valutazione al riguardo (v., in tal senso, sentenza del 30 novembre 2023, , C-270/22, EU:C:2023:933, Controparte_4 punto 68)”.
Per tali tipi di supplenze, dunque, il giudice è tenuto a valutare se nel caso specifico
(in ragione, a titolo meramente esemplificativo, della durata e delle ore della supplenza) il mancato riconoscimento della c.d. carta docente è o meno illegittimo.
5 Nel caso in esame la supplenza breve si è protratta per l'a.s. 2017/2018 con decorrenza: dal 28/09/2017 all'11/06/2018, per un orario di 24 ore settimanali, il che rende l'attività svolta, in carenza di contrari rilievi, non reperibili secondo logica, assimilabile a quella dei docenti con contratti a termine su organico di fatto (fino al termine della attività didattiche).
Da ultimo, va precisato, anche sulla scorta dei principi affermati dalla sentenza del
27/10/2023, n. 29961 resa in sede di rinvio pregiudiziale, che i docenti, al momento della pronuncia giudiziale, (scadenza termine perentorio per deposito delle note di trattazione che sostituisce l'udienza ex art. 127 ter c.p.c.) non sono fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche.
Ed infatti nel caso in esame, la ricorrente ha dimostrato di essere attualmente inserita nel sistema educativo statale, in quanto docente a tempo indeterminato (cfr. attestato del dirigente scolastico e certificato di servizio).
Sussistono pertanto le condizioni per l'accoglimento.
Ne consegue che va condannato il e del merito Controparte_1 all'attribuzione della Carta elettronica del docente, per l'aggiornamento e la formazione del personale docente per gli anni scolastici per cui è causa, vertendosi in tema di adempimento di un obbligo contrattuale da parte dell'amministrazione.
Va ancora chiarito che, per poter fruire del bonus nel rispetto dei vincoli di legge,
l'equiparazione del trattamento economico del lavoratore a quello dei docenti di ruolo può avvenire soltanto tramite l'assegnazione materiale della carta docenti, sicché solo attraverso il suo impiego è osservato il vincolo di destinazione imposto dal legislatore agli importi ad essa legati (ex art. 1, comma 121, L. n. 107 cit.).
La disposizione di cui, infatti, non ha previsto in favore dei docenti di ruolo il versamento diretto di una somma di denaro, ma la consegna di una carta avente un dato valore nominale, utilizzabile, coerentemente con la finalità formativa, per l'acquisto di beni e servizi dal contenuto professionale.
Si tratta, in sostanza, di un beneficio a destinazione vincolata. Del resto, per espressa previsione normativa, esso non ha natura di retribuzione accessoria e non costituisce reddito imponibile.
6 Ne deriva che la condanna a liquidare il controvalore in denaro della
“rappresentazione di valore” contenuta nella carta del docente significherebbe assicurare ai docenti a termine un trattamento per nulla corrispondente a quello proprio dei colleghi di ruolo. Una tale soluzione, invero, consentendo un potenziale impiego del denaro per l'acquisto di beni e servizi privi d'ogni attinenza con lo sviluppo della professionalità dell'interessato, finirebbe per accordare ai docenti a termine un trattamento privilegiato rispetto a quelli a tempo indeterminato, all'opposto vincolati all'acquisto di determinati beni e servizi.
Inoltre, non sarebbe in grado di valorizzare pienamente la ratio della misura di cui all'art. 1, comma 121, legge cit., né terrebbe in debita considerazione il presupposto su cui si fonda la necessaria equiparazione di tutti i docenti, ossia il fatto che la formazione è una «condizione d'impiego» da accordare in maniera egualitaria, tanto per evitare ingiustificate discriminazioni, quanto, e soprattutto, per garantire la formazione necessaria al buon andamento dell'amministrazione scolastica.
Le spese di lite si liquidano ai minimi, tenuto conto della natura seriale della questione e dell'intervento pregiudiziale della S.C. ai sensi del D.M. n. 55/2014, come modificato dal D.M. n. 147 del 13.08.2022, applicando i valori non inferiori ai minimi dello scaglione di riferimento (fino ad € 5.200,00), con esclusione della fase decisionale che è mancata, con distrazione in favore dei procuratori costituiti.
P.Q.M.
Il Tribunale di Napoli così provvede:
1) accerta e dichiara il diritto della ricorrente ad usufruire del beneficio economico di
€ 500,00 annui, tramite la “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015, per gli anni scolastici
2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020;
2) condanna il all'attribuzione della Carta Controparte_1
Elettronica di cui all'art. 1 comma 121 Legge 107/2015, dell'importo nominale di euro 5.00,00 (cinquecento/00) per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019 e
2019/2020;
7 3) condanna il , in persona del pro Controparte_1 CP_5 tempore alla rifusione delle spese di lite sostenute dalla ricorrente, che, liquida in complessivi € 848,00, ed oltre rimborso spese forfettarie, IVA e CPA come per legge, da distrarsi in favore dei procuratori costituiti
Si comunichi.
Così deciso in Napoli, il 15 dicembre 2025
Il Giudice
dott.ssa Alessandra Santulli
8
Il Giudice unico di Napoli, in funzione di giudice del lavoro, dott.ssa Alessandra Santulli, a seguito del deposito di note scritte ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa di lavoro iscritta al n. 28641 R.G.L. dell'anno 2024 vertente
TRA
(C.F.: ), rappresentata e difesa Parte_1 C.F._1 dall'Avv. Ersilio Luca Capone e dall'Avv. Claudia Salemme, come da procura in calce al ricorso, ed elettivamente domiciliata presso lo studio legale sito in Napoli alla Via Giuseppe Recco 23
- ricorrente
C O N T R O
, in persona del Ministro Controparte_1 pro tempore, rapp.to ex lege dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli,
- resistente contumace
Oggetto: carta docente a precario
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO
Con ricorso depositato il 27 dicembre 2024, la ricorrente, sulla premessa di aver sottoscritto contratti di lavoro a tempo determinato di durata annuale o fino al termine delle attività didattiche, per il periodo e presso gli istituto indicati in ricorso, ha adito il Tribunale di Napoli in funzione di giudice del lavoro per chiedere di accertare e dichiarare il suo diritto all'attribuzione della Carta docente, del valore di
€ 500,00 per ciascuna annualità, per gli anni 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020; condannare la resistente ad attribuire la Carta docente, del valore di € 500,00 per ciascuna annualità, per gli anni 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020, oltre al pagamento degli interessi e rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n.
724 del 1994 alla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione;
spese vinte da distrarsi.
1 La ricorrente ha riportato la normativa di riferimento, dolendosi della immotivata diversità di trattamento rispetto ai docenti assunti a tempo indeterminato e sostenendo che la scelta del di escludere dal beneficio i docenti a tempo CP_1 determinato è contraria ai principi di non discriminazione e buon andamento della
P.A.; ha evidenziato il contrasto dell'art. 1 comma 122 Legge 107/2015 col principio di non discriminazione di cui all'art. 4 della Direttiva 1999/70 e al relativo accordo quadro europeo;
ha invocato pronunce giurisprudenziali di legittimità e di merito rese anche in sede europea.
C La resistente è rimasta contumace nonostante la regolare notifica del ricorso.
Sulla base degli atti, la causa è stata decisa all'esito del deposito di note di trattazione scritta.
Oggetto principale della domanda è l'accertamento del diritto ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui in modo analogo ai docenti a tempo indeterminato, sulla base della disciplina contrattuale e dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico, anche di origine comunitaria, che sanciscono la piena equiparazione del docente precario al docente di ruolo. Tale oggetto si traduce nella richiesta di riconoscimento di una prestazione di natura economica nei confronti del e del merito derivante dallo svolgimento del rapporto di Controparte_1 lavoro.
Ne consegue, quindi che, alla luce del condivisibile orientamento costante dei
Giudici di Legittimità, questo tipo di controversie, vertendo su atti che rientrano tra le determinazioni assunte con la capacità e i poteri del datore di lavoro privato (cfr.
Cass. SS.UU. n. 16765/2014 e Cass. SS.UU. n. 3032/2011), rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario.
Quanto al merito, il giudicante, anche in ossequio a plurimi precedenti favorevoli considera fondata la domanda nei termini appresso specificati, tanto più dopo la sentenza emessa dalla S.C. sez. lav., del 27/10/2023, n. 29961 resa in sede di rinvio pregiudiziale.
L'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 13/7/2015 prevede che: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è
2 istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , Controparte_3
a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per
l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”.
In attuazione di tale legge, il D.P.C.M. 28.11.2016 - che sostituisce il precedente
D.P.C.M. del 23.09.2015 - ha ribadito, all'art. 3, che i soli destinatari della disciplina della Carta del docente sono i docenti di ruolo a tempo indeterminato.
Con ordinanza della Corte di Giustizia Europea, VI Sezione, del 18 maggio 2022, resa nella causa c 450/2, la stessa ha statuito che il comma 121 della legge 107 del
2015, nella parte in cui non attribuisce il bonus di € 500,00 al personale a termine, contrasta con la clausola 4 dell'accordo quadro CES, IC e CEEP sul lavoro a tempo determinato (recepito con Direttiva 1999/70/CE): «La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, IC e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del
[...]
, e non al personale docente a tempo determinato di tale , il Controparte_1 CP_1 beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di € 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze
3 professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per
l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza».
In particolare, la CGUE ha valorizzato il fatto che dalle norme interne (in particolare l'art. 282 D.lgs n. 297/1994, le norme della contrattazione collettiva del comparto scuola, e da ultimo l'art. 63 e l'art. 1 L. n. 107/2015) emerge il principio secondo cui la formazione dei docenti è obbligatoria, permanente e strutturale.
Occorre, quindi, in applicazione dei principi suesposti, considerata la natura delle mansioni del tutto equiparabili, anche sotto il profilo delle competenze professionali richieste, a quelle svolte dal personale docente di ruolo, ritenere l'arbitrarietà dell'esclusione della ricorrente dal beneficio de quo sulla base della mera temporaneità del rapporto contrattuale.
In tal senso si è pronunciato anche il Consiglio di Stato che, con sentenza n. 1842 del
16/3/2022, ha motivatamente annullato gli atti amministrativi esecutivi del contributo al finanziamento della formazione in servizio dei docenti, contenuto nel comma 121 della Legge 107 del 2015, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della Carta del docente, ritenendo irragionevole e contraria ai principi di non discriminazione e buon andamento della P.A. la scelta del di CP_1 escludere dal beneficio i docenti a termine.
Conseguentemente, alla luce dei principi giurisprudenziali richiamati, il ricorso è fondato e va accolto nei termini che seguono, atteso che la ricorrente ha dimostrato di avere prestato servizio presso l'Amministrazione per gli anni scolastici indicati in ricorso (cfr. contratti in atti e prospetto R-1), precisamente:
4 - per l'a.s. 2017/2018 per l'incarico di supplenze “brevi e saltuarie” con decorrenza: dal 28/09/2017 all'11/06/2018 - (€ 500.00).
- per l'a.s. 2018/2019 per l'incarico di supplenze fino al termine delle attività didattiche, con decorrenza: dall'8/10/2018 al 30/06/2019 - (€ 500.00);
- per l'a.s. 2019/2020 per l'incarico di supplenze fino al termine delle attività didattiche, con decorrenza: dal 25/09/2019 al 30/06/2020 - (€ 500.00).
In riferimento all'a.s. 2017/2018 si evidenzia che: la sentenza della Corte di Giustizia
Europea del 3 luglio 2025 ha stabilito che anche i docenti con supplenze brevi o saltuarie (di durata inferiore al 30 giugno) hanno pieno diritto alla Carta del Docente,
a prescindere dalla durata del contratto.
Ed invero, nell'ipotesi in cui si vertesse in casi di supplenze brevi e saltuarie, deve prendersi atto della recentissima sentenza del 3.7.2025 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, resa nella causa C-268/2024, che ha affermato che:
“la clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale, come interpretata da un giudice nazionale supremo, che riserva il beneficio della carta elettronica dell'importo nominale di
EUR 500 annui, che consente l'acquisto di diversi beni e servizi destinati a sostenere la formazione continua dei docenti, ai docenti di ruolo e ai docenti non di ruolo che effettuano supplenze per la durata dell'anno scolastico, ad esclusione dei docenti non di ruolo che effettuano supplenze di breve durata, a meno che tale esclusione non sia giustificata da ragioni oggettive ai sensi di tale disposizione. Il solo fatto che
l'attività di questi ultimi non sia destinata a protrarsi fino al termine dell'anno scolastico non costituisce una siffatta ragione oggettiva”.
“Spetta tuttavia al giudice del rinvio, che è il solo a disporre del complesso degli elementi pertinenti, effettuare una valutazione al riguardo (v., in tal senso, sentenza del 30 novembre 2023, , C-270/22, EU:C:2023:933, Controparte_4 punto 68)”.
Per tali tipi di supplenze, dunque, il giudice è tenuto a valutare se nel caso specifico
(in ragione, a titolo meramente esemplificativo, della durata e delle ore della supplenza) il mancato riconoscimento della c.d. carta docente è o meno illegittimo.
5 Nel caso in esame la supplenza breve si è protratta per l'a.s. 2017/2018 con decorrenza: dal 28/09/2017 all'11/06/2018, per un orario di 24 ore settimanali, il che rende l'attività svolta, in carenza di contrari rilievi, non reperibili secondo logica, assimilabile a quella dei docenti con contratti a termine su organico di fatto (fino al termine della attività didattiche).
Da ultimo, va precisato, anche sulla scorta dei principi affermati dalla sentenza del
27/10/2023, n. 29961 resa in sede di rinvio pregiudiziale, che i docenti, al momento della pronuncia giudiziale, (scadenza termine perentorio per deposito delle note di trattazione che sostituisce l'udienza ex art. 127 ter c.p.c.) non sono fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche.
Ed infatti nel caso in esame, la ricorrente ha dimostrato di essere attualmente inserita nel sistema educativo statale, in quanto docente a tempo indeterminato (cfr. attestato del dirigente scolastico e certificato di servizio).
Sussistono pertanto le condizioni per l'accoglimento.
Ne consegue che va condannato il e del merito Controparte_1 all'attribuzione della Carta elettronica del docente, per l'aggiornamento e la formazione del personale docente per gli anni scolastici per cui è causa, vertendosi in tema di adempimento di un obbligo contrattuale da parte dell'amministrazione.
Va ancora chiarito che, per poter fruire del bonus nel rispetto dei vincoli di legge,
l'equiparazione del trattamento economico del lavoratore a quello dei docenti di ruolo può avvenire soltanto tramite l'assegnazione materiale della carta docenti, sicché solo attraverso il suo impiego è osservato il vincolo di destinazione imposto dal legislatore agli importi ad essa legati (ex art. 1, comma 121, L. n. 107 cit.).
La disposizione di cui, infatti, non ha previsto in favore dei docenti di ruolo il versamento diretto di una somma di denaro, ma la consegna di una carta avente un dato valore nominale, utilizzabile, coerentemente con la finalità formativa, per l'acquisto di beni e servizi dal contenuto professionale.
Si tratta, in sostanza, di un beneficio a destinazione vincolata. Del resto, per espressa previsione normativa, esso non ha natura di retribuzione accessoria e non costituisce reddito imponibile.
6 Ne deriva che la condanna a liquidare il controvalore in denaro della
“rappresentazione di valore” contenuta nella carta del docente significherebbe assicurare ai docenti a termine un trattamento per nulla corrispondente a quello proprio dei colleghi di ruolo. Una tale soluzione, invero, consentendo un potenziale impiego del denaro per l'acquisto di beni e servizi privi d'ogni attinenza con lo sviluppo della professionalità dell'interessato, finirebbe per accordare ai docenti a termine un trattamento privilegiato rispetto a quelli a tempo indeterminato, all'opposto vincolati all'acquisto di determinati beni e servizi.
Inoltre, non sarebbe in grado di valorizzare pienamente la ratio della misura di cui all'art. 1, comma 121, legge cit., né terrebbe in debita considerazione il presupposto su cui si fonda la necessaria equiparazione di tutti i docenti, ossia il fatto che la formazione è una «condizione d'impiego» da accordare in maniera egualitaria, tanto per evitare ingiustificate discriminazioni, quanto, e soprattutto, per garantire la formazione necessaria al buon andamento dell'amministrazione scolastica.
Le spese di lite si liquidano ai minimi, tenuto conto della natura seriale della questione e dell'intervento pregiudiziale della S.C. ai sensi del D.M. n. 55/2014, come modificato dal D.M. n. 147 del 13.08.2022, applicando i valori non inferiori ai minimi dello scaglione di riferimento (fino ad € 5.200,00), con esclusione della fase decisionale che è mancata, con distrazione in favore dei procuratori costituiti.
P.Q.M.
Il Tribunale di Napoli così provvede:
1) accerta e dichiara il diritto della ricorrente ad usufruire del beneficio economico di
€ 500,00 annui, tramite la “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015, per gli anni scolastici
2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020;
2) condanna il all'attribuzione della Carta Controparte_1
Elettronica di cui all'art. 1 comma 121 Legge 107/2015, dell'importo nominale di euro 5.00,00 (cinquecento/00) per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019 e
2019/2020;
7 3) condanna il , in persona del pro Controparte_1 CP_5 tempore alla rifusione delle spese di lite sostenute dalla ricorrente, che, liquida in complessivi € 848,00, ed oltre rimborso spese forfettarie, IVA e CPA come per legge, da distrarsi in favore dei procuratori costituiti
Si comunichi.
Così deciso in Napoli, il 15 dicembre 2025
Il Giudice
dott.ssa Alessandra Santulli
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