Sentenza 27 febbraio 2026
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | TAR Roma, sez. 5T, sentenza 27/02/2026, n. 3798 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Tribunale amministrativo regionale - Roma |
| Numero : | 3798 |
| Data del deposito : | 27 febbraio 2026 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
N. 03798/2026 REG.PROV.COLL.
N. 10522/2023 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Quinta Ter)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 10522 del 2023, proposto da
AN AR, rappresentata e difesa dall’avv. Maurizio Morganti, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Comune di Fiumicino, in persona del sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avv. Federica Forcellini, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
nei confronti
Maccarese s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t. , rappresentata e difesa dall’avv. Mauro Amadio Vicerè, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
per l’annullamento
del provvedimento prot. n. 257602/2022 del 22.11.2022 ricevuto in data 17.12.2022 con cui il Comune di Fiumicino ha ingiunto il pagamento di € 44.520,00 a titolo di indennità e sanzione di occupazione sine titulo di un’area censita al catasto terreni al foglio 698 part. 334/p per complessivi mq 106 circa, per il periodo 2018/2022, sull’assunto che tale area apparterrebbe al demanio stradale;
per l’annullamento e/o declaratoria di sopravvenuta inefficacia per quanto di interesse
- di tutti gli atti della procedura espropriativa e segnatamente: della deliberazione del Consiglio Comunale di Roma n. 3554 del 3.10.1980, con cui veniva promosso il procedimento di esproprio; dell’atto per AR R. SI del 16.2.1990 (rep. n. 27412 racc. n. 8881) con cui la Forus s.p.a. (ora Maccarese spa) cedeva al Comune di Roma la porzione di area oggi identificata al foglio 698, part. 334 ricevuto in copia a seguito di accesso agli atti del 13.2.2023; di ogni altro atto menzionato o presupposto espressamente o implicitamente nell’atto per AR R. SI del 16.2.1990 (rep. n. 27412 racc. n. 8881);
- degli atti di ricognizione dei beni immobili con cui il Comune di Roma ha trasferito il proprio patrimonio immobiliare sul territorio al Comune di Fiumicino e segnatamente della deliberazione n. 2280 del 13.6.1997, del decreto 532 del 13.7.2000 e del decreto n. 504/2002;
per l’annullamento in parte qua
dell’elenco immobili “tipo A” EN AN (aggiornato a dicembre 2022) del Comune di Fiumicino ricevuto in copia a seguito di accesso agli atti del 15.3.2023;
nonché, per quanto occorrer possa,
della deliberazione C.C. della Città di Fiumicino n. 23 del 20.4.2021 e del regolamento sul canone Unico con essa approvato, in relazione ai commi 816 -847 della legge 27 dicembre 2019, n. 160.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Fiumicino e della Maccarese s.p.a.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 24 febbraio 2026 la dott.ssa IS RI;
Rilevato :
- che, con atto depositato il 24.7.2023, la sig.ra AN AR ha trasposto in sede giurisdizionale il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (not. il 13.4.2023), a seguito di opposizione del 30.5.2023, per contestare l’atto in epigrafe, con cui il Comune di Fiumicino ha ingiunto il pagamento di € 44.520,00 a titolo di indennità e sanzione di occupazione sine titulo di un’area censita al catasto terreni al foglio 698 part. 334/p per complessivi mq 106 circa, per il periodo 2018/2022, sull’assunto che tale area apparterrebbe al demanio stradale;
- che a fondamento dell’impugnativa la parte ha dedotto:
(i) che sussisterebbe la giurisdizione del giudice amministrativo, in quanto la domanda riguarderebbe “l’accertamento della natura giuridica di alcuni terreni che l’Amministrazione assume appartenere al demanio eventuale (demanio stradale) sulla base di un procedimento di esproprio che non ha mai avuto esecuzione” , con correlato “accertamento, in via incidentale, della sussistenza dei presupposti per l’acquisto per usucapione del bene in capo al ricorrente possessore” , e dunque “l’accertamento delle conseguenze del mancato esercizio del potere autoritativo – discrezionale della P.A. sul terreno di cui la P.A. non è mai entrata in possesso” ;
(ii) che l’area sarebbe “occupata da tempo immemore” dalla famiglia della ricorrente, che ai tempi dell’esproprio “l’effettivo occupante non venne in alcun modo coinvolto” , che l’area sarebbe stata oggetto di cessione volontaria da parte della Forus s.p.a. (oggi Maccarese s.p.a.) con contratto per notar R. SI rep. n. 27412 racc. n. 8881 del 16.2.1990 (di cui non sarebbe stato possibile verificare la tempestività ex art. 13 l. n. 2359/1865 per mancata ostensione della dichiarazione di pubblica utilità), che la ricorrente ne sarebbe “venuta a conoscenza solo a seguito del ricevimento della recente intimazione di pagamento” e che comunque l’Amministrazione non sarebbe mai entrata in possesso dell’area, con conseguente inefficacia della procedura di esproprio, così come sarebbe dimostrato dall’assenza di un verbale di immissione nonché dalla mancata realizzazione della rete di fognatura a cui l’esproprio era funzionale;
(iii) che l’indennità di occupazione è stata calcolata dal Comune sul presupposto che l’area sarebbe destinata a “demanio stradale”, circostanza che tuttavia non troverebbe alcun riscontro né nella documentazione amministrativa né nell’effettivo stato dei luoghi;
(iv) che la disciplina regolamentare del Comune resistente relativa al canone unico patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, di cui alla delibera del Consiglio comunale n. 23 del 20 aprile 2021, contrasterebbe sia con la l. n. 160/2019 sia con gli artt. 23, 41, 42, 117, 118 e 119 Cost.;
(v) che l’ingiunzione sarebbe inoltre viziata per difetto di contraddittorio, di istruttoria e di motivazione;
- che il Comune di Fiumicino, nel costituirsi in resistenza, ha eccepito in via pregiudiziale il difetto di giurisdizione in favore del giudice ordinario e ha replicato alle censure articolate dalla parte ricorrente;
- che la Maccarese s.p.a., costituitasi in giudizio, ha parimenti contestato la sussistenza della giurisdizione amministrativa;
- che, con atto depositato il 16.8.2023, la ricorrente ha rinunciato alla domanda cautelare;
- che all’udienza del 24.2.2026, in vista della quale il Comune di Fiumicino ha presentato memoria e la ricorrente documenti, la causa è stata trattenuta in decisione;
Ritenuto :
- che l’eccezione di carenza di giurisdizione sollevata dal Comune e dalla società controinteressata è fondata, come già statuito dalla Sezione in un caso analogo (sent. n. 19494 del 4.11.2025);
- che l’oggetto della domanda (c.d. petitum sostanziale) – sulla cui base deve essere individuata la giurisdizione (tra le tante, Cass. civ., sez. un., 22.9.2022, n. 27748) – consiste nell’opposizione alla pretesa della parte resistente di ottenere un ristoro economico (“indennità”) per l’occupazione, ritenuta abusiva, di un proprio bene; a tale pretesa, la ricorrente si oppone, deducendo di essere divenuto proprietaria per usucapione dell’area in questione nonché di essere estranea al procedimento di esproprio che avrebbe coinvolto esclusivamente la parte pubblica e la controinteressata Maccarese s.p.a. negli anni Novanta e che, comunque, sarebbe, a suo dire, illegittimo;
- che, dunque, la pretesa del Comune si fonda sulla ritenuta lesione del proprio diritto di proprietà, mentre la difesa della ricorrente si incentra sull’insussistenza di un valido titolo di acquisto del bene in capo all’Ente, tanto per la ritenuta prevalenza del proprio titolo (l’usucapione, che legittimerebbe l’occupazione) quanto per l’asserita invalidità o inefficacia dell’atto di cessione volontaria del bene concluso tra la controinteressata e la parte pubblica;
- che, pertanto, deve farsi applicazione del costante insegnamento del Giudice della giurisdizione, secondo cui la domanda con la quale la Pubblica Amministrazione invochi il risarcimento del danno conseguente all’occupazione “sine titulo” di un proprio immobile rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di controversia meramente patrimoniale involgente un diritto soggettivo e non già l’esercizio di pubblici poteri ( ex plur., Cass., Sez. un., 15.5.2023, n. 13311; Cons. Stato, sez. VI, 16.4.2024, n. 3442);
- che, d’altronde, la controversia nella quale un privato contesti la natura demaniale di un’area da lui occupata rientra nella giurisdizione del giudice ordinario (cfr. Cons. Stato, sez. VI, 2.8.2022, n. 6780, che richiama Cass. civ., Sez. un., 10.9.2019, n. 22575; è appena il caso di osservare che non coglie nel segno il richiamo a Cons. Stato, sez. IV, 24.1.2023, n. 764, dove si afferma che il giudice amministrativo può conoscere della contestata natura demaniale di un bene con efficacia limitata al processo se trattasi di questione incidentale rispetto a una domanda ricadente nella sua giurisdizione, ipotesi che non ricorre nel caso di specie, ove - come detto - la questione è stata posta per paralizzare una pretesa risarcitoria dell’Amministrazione per occupazione abusiva, su cui sussiste la giurisdizione del giudice ordinario);
- che a diverse conclusioni non può pervenirsi valorizzando l’eccepita illegittimità o inefficacia della procedura espropriativa svoltasi inter alios , in quanto la prospettata invalidità o inefficacia della cessione volontaria del bene tra terzi, da cui deriverebbe l’insussistenza del diritto di proprietà pubblica (o della ANtà), rappresenta soltanto una questione pregiudiziale in senso tecnico dedotta dal privato per negare il diritto soggettivo al risarcimento vantato dall’Amministrazione, da decidersi incidenter tantum ad opera del giudice munito di giurisdizione (cfr., Cass., Sez. un., 25.5.2018, n. 13193);
Ritenuto, pertanto, che :
- il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice adito in favore di quello ordinario, innanzi al quale la causa potrà essere riproposta, ai sensi dell’art. 11 c.p.a. ed entro i termini dallo stesso previsti;
- la peculiarità della vicenda giustifica l’integrale compensazione delle spese di lite tra le parti.
P.Q.M.
Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio (Sezione Quinta Ter ), definitivamente pronunciando, dichiara inammissibile il ricorso in epigrafe per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, in favore del giudice ordinario.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 24 febbraio 2026 con l’intervento dei magistrati:
AN AR VE, Presidente FF
IS RI, Referendario, Estensore
Francesca Sbarra, Referendario
| L'ESTENSORE | IL PRESIDENTE |
| IS RI | AN AR VE |
IL SEGRETARIO