Sentenza 11 febbraio 2026
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Sul provvedimento
| Citazione : | TAR Lecce, sez. III, sentenza 11/02/2026, n. 204 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Tribunale amministrativo regionale - Lecce |
| Numero : | 204 |
| Data del deposito : | 11 febbraio 2026 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
N. 00204/2026 REG.PROV.COLL.
N. 01190/2025 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia
Lecce - Sezione Terza
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1190 del 2025, proposto da
GI NO, rappresentato e difeso dagli avvocati Andrea Giannattasio e Salvatore Giannattasio, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Ministero dell’Istruzione e del Merito, in persona del Ministro in carica e legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Lecce, domiciliataria ex lege in Lecce, Via F. Rubichi n. 39;
per l’ottemperanza/esecuzione
-del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Taranto – Sezione Lavoro, n. 459/2025, pubblicata il 17.02.2025, notificata al Ministero dell’Istruzione e del Merito in data 26.03.2025, con la quale, in accoglimento della domanda spiegata dalla parte ricorrente – per quanto qui di interesse – così provvede: “condanna la parte convenuta a corrispondere alla parte ricorrente la complessiva somma di €.1.396,00 - a titolo di “retribuzione professionale docenti” – in riferimento ai periodi specificati in ricorso, oltre al maggiore importo tra rivalutazione ed interessi legali, dal dovuto all’effettivo soddisfo; 2. condanna, altresì, il MINISTERO convenuto alla rifusione delle spese e competenze del giudizio, che liquida in complessivi €.1.000,oo a titolo di compenso professionale ex D.M. n° 55/14 (e succ. modif. e integr.), oltre al rimborso delle spese forfetarie, dell'eventuale contributo unificato, dell’I.V.A. e del contributo integrativo, con distrazione.”,
e per la nomina ,
per il caso di ulteriore inadempimento, di un Commissario ad acta affinché provveda in via sostitutiva.
Visti il ricorso di ottemperanza e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione e del Merito;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 febbraio 2026 la dott.ssa AR UR e uditi per le parti i difensori come da verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. Con la sentenza n. 459/2025, pubblicata il 17.02.2025, in relazione al giudizio promosso dinanzi al Tribunale di Taranto – Sezione Lavoro, iscritto al n. 11546/2024, il Tribunale di Taranto – Sezione Lavoro, ha accolto la domanda spiegata dalla parte ricorrente nei confronti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, e – per quanto qui di interesse – ha così stabilito: “ condanna la parte convenuta a corrispondere alla parte ricorrente la complessiva somma di €.1.396,00 - a titolo di “retribuzione professionale docenti” – in riferimento ai periodi specificati in ricorso, oltre al maggiore importo tra rivalutazione ed interessi legali, dal dovuto all’effettivo soddisfo; 2. condanna, altresì, il MINISTERO convenuto alla rifusione delle spese e competenze del giudizio, che liquida in complessivi €.1.000,oo a titolo di compenso professionale ex D.M. n° 55/14 (e succ. modif. e integr.), oltre al rimborso delle spese forfetarie, dell'eventuale contributo unificato, dell’I.V.A. e del contributo integrativo, con distrazione .”.
Ora, con ricorso di ottemperanza notificato in data 12.11.2025 e depositato lo stesso giorno, la parte ricorrente ha chiesto a questo Tribunale di condannare l’RA intimata a dare piena esecuzione alla predetta sentenza del Tribunale di Taranto – Sezione Lavoro, adottando tutti gli atti a tal fine necessari e chiedendo, altresì, in caso di persistente inadempimento, la nomina di un commissario ad acta che provveda agli adempimenti sostitutivi.
Espone la parte ricorrente che, nonostante la prefata sentenza, di cui si chiede l’ottemperanza, sia passata in giudicato e gli sia stata notificata il 26.03.2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ha provveduto a darvi esecuzione.
Il 19.11.2025, si è costituita in giudizio l’Avvocatura Distrettuale dello Stato per l'RA intimata.
Il 17.12.2025 l’Avvocatura Distrettuale dello Stato ha depositato Relazione del Ministero intimato da cui risulta che: “Per quanto riguarda il pagamento delle somme maturate a titolo di retribuzione professionale docente, si comunica che le stesse risultano nello stato “in liquidazione” in favore della parte ricorrente per l’importo netto di euro 976,57, sul nuovo prospetto gestito in applicazione cooperativa tra M.I.M. e M.E.F. (Sidi - Noi-PA) per la liquidazione delle sentenze relative alla retribuzione professionale docente, di cui si allega relativo tabulato estratto dal Sidi. Dal suddetto tabulato risulta la data di esigibilità del 25.10.2025. Si evidenzia, inoltre, che questo Ufficio sta provvedendo al pagamento delle spese di causa in favore dei legali di parte e si riserva di informare codesta Avvocatura Distrettuale dello Stato di Lecce dell’avvenuto pagamento e di trasmettere la relativa documentazione contabile”.
Il 3.02.2026, l’Avvocatura Distrettuale dello Stato ha depositato Relazione del Ministero intimato da cui risulta che è stato eseguito il pagamento delle spese legali liquidate nella sentenza in questione, con emissione, in data 06/12/2025; degli speciali ordini di pagamento, di seguito elencati, • SOP n. 678 di euro 639,06 in favore dell’avv. Salvatore Giannattasio; • SOP n. 679 di euro 115,00 in favore del Tesoro dello Stato, per versamento ritenuta IRPEF. • SOP n. 676 di euro 639,06 in favore dell’avv. Andrea Giannattasio; • SOP n. 677 di euro 115,00, in favore del Tesoro dello Stato, per versamento ritenuta, con la precisazione che i suddetti titoli di pagamento risultano pagati in data 17/12/2025.
Con memoria depositata il 10.02.2026, il ricorrente ha insistito per l’accoglimento del ricorso, atteso che: “gli importi a titolo di Retribuzione Professionale Docenti non è stato tuttora accreditato al ricorrente”.
Nella Camera di Consiglio del 10 febbraio 2026, la causa è stata trattenuta in decisione.
2. Il ricorso di ottemperanza è fondato e deve essere accolto, nei sensi e nei limiti appresso precisati.
Si deve premettere che la pretesa è stata azionata ai sensi dell’art. 112, secondo comma, lett. c), del Codice del Processo Amministrativo, statuente che il giudizio di ottemperanza è esperibile per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del Giudice Ordinario.
Con la precisazione che: a) il giudizio di ottemperanza è limitato alla stretta esecuzione del giudicato del quale si domanda l’attuazione ed esula dal suo ambito la cognizione di qualsiasi altra domanda comunque correlata al giudicato stesso; b) l’ottemperanza è esperibile indipendentemente da ogni disposizione concernente l’esecuzione civile, attesa la totale diversità ontologica delle due azioni; c) l’esecuzione dell’ordine del giudice costituisce un inderogabile dovere d’ufficio per la P.A. cui l’ordine è rivolto, nonché per i suoi rappresentanti e funzionari.
Il Collegio, poi, rileva la regolarità in rito del ricorso di ottemperanza (debitamente notificato alla controparte), poiché, nella fattispecie in esame, risultano osservati sia il dimezzamento dei termini per il deposito del ricorso ai sensi dell’art. 87, terzo comma, c.p.a., sia il disposto dell’art. 114, secondo comma c.p.a., atteso che avverso la sentenza n. 459/25 – Rg. n. 11546/24, non risulta proposto appello, come risulta dall’apposita certificazione della Cancelleria del Tribunale dell’11.11.2025.
Inoltre, la predetta sentenza, è stata notificata, munita di formula esecutiva in data 26.03.2025 al Ministero dell’Istruzione e del Merito (nella sede reale a mezzo PEC), sicché sussistono i presupposti di cui all’art. 14, primo comma, del Decreto Legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito dalla Legge 28 febbraio 1997 n. 30 e ss.mm.ii., secondo il quale l’azione esecutiva nei confronti della IC RA (debitrice di somme di denaro) non può essere iniziata se non dopo l’infruttuosa scadenza del termine di centoventi giorni, decorrente dalla notifica alla IC RA del titolo esecutivo.
A fronte della dedotta mancata ottemperanza, il 17.12.2025 l’Avvocatura Distrettuale dello Stato ha depositato Relazione del Ministero intimato da cui risulta che: “Per quanto riguarda il pagamento delle somme maturate a titolo di retribuzione professionale docente, si comunica che le stesse risultano nello stato “in liquidazione” in favore della parte ricorrente per l’importo netto di euro 976,57, sul nuovo prospetto gestito in applicazione cooperativa tra M.I.M. e M.E.F. (Sidi - Noi-PA) per la liquidazione delle sentenze relative alla retribuzione professionale docente, di cui si allega relativo tabulato estratto dal Sidi. Dal suddetto tabulato risulta la data di esigibilità del 25.10.2025. Si evidenzia, inoltre, che questo Ufficio sta provvedendo al pagamento delle spese di causa in favore dei legali di parte e si riserva di informare codesta Avvocatura Distrettuale dello Stato di Lecce dell’avvenuto pagamento e di trasmettere la relativa documentazione contabile”. Pertanto è stato documentato esclusivamente il pagamento delle spese di causa in favore dei legali di parte ma non anche la completa esecuzione alla sentenza n. 459/2025, pubblicata il 17.02.2025, del Tribunale di Taranto – Sezione Lavoro, nella parte in cui riconosce il diritto della parte ricorrente di ricevere “la complessiva somma di €.1.396,00 - a titolo di “retribuzione professionale docenti” – in riferimento ai periodi specificati in ricorso, oltre al maggiore importo tra rivalutazione ed interessi legali, dal dovuto all’effettivo soddisfo” e con memoria depositata il 10.02.2026, il ricorrente ha insistito per l’accoglimento del ricorso, atteso che: “gli importi a titolo di Retribuzione Professionale Docenti non è stato tuttora accreditato al ricorrente”.
Pertanto l’’RA intimata, deve essere conseguentemente condannata a dare integrale esecuzione, alla sentenza n. 459/2025, pubblicata il 17.02.2025, del Tribunale di Taranto – Sezione Lavoro, in favore della parte ricorrente, secondo quanto statuito dalla sentenza medesima, provvedendo in tal senso entro il termine di 60 giorni decorrenti dalla comunicazione o notifica della presente sentenza, con eccezione degli importi già eventualmente versati.
3. Per l’ipotesi di infruttuoso decorso di tale termine, si nomina fin d’ora, quale Commissario ad acta, il Direttore Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione (DGOSV) presso il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del MIM, con facoltà di delega, che provvederà – entro i 60 giorni successivi – ad adottare gli atti necessari all’assolvimento del suo mandato, anche avvalendosi, per quanto occorra, della struttura organizzativa regionale e coordinandosi con le strutture straordinarie, comunque denominate e a qualsiasi amministrazione appartenenti.
Si precisa che, trattandosi di funzioni commissariali affidate ad un dipendente pubblico già inserito nella struttura dell’RA debitrice, non si darà luogo alla liquidazione di alcun compenso al predetto Commissario ad acta.
4. Tutto ciò premesso, il ricorso di ottemperanza deve, quindi, essere accolto nei sensi e nei limiti sopra indicati.
5. Le spese del presente giudizio di ottemperanza seguono, ex art. 91 c.p.c. e 26 c.p.a., la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Terza, definitivamente pronunciando sul ricorso di ottemperanza, come in epigrafe proposto, lo accoglie, nei sensi e nei limiti di cui in motivazione, e, per l’effetto, ordina al Ministero dell’Istruzione e del Merito, in persona del Ministro pro tempore, di dare esecuzione al giudicato formatosi sulla sentenza pronunciata dal Tribunale di Taranto – Sezione Lavoro (di cui in epigrafe), nel termine di 60 giorni decorrenti dalla comunicazione o notifica della presente sentenza, con eccezione degli importi già eventualmente versati.
Nomina, per il caso di perdurante inerzia, il Commissario ad acta nella persona Direttore Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione (DGOSV) presso il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del MIM, con facoltà di delega.
Condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito, in persona del legale rappresentante pro tempore, al pagamento in favore della parte ricorrente delle spese del presente giudizio di ottemperanza, che liquida in complessivi Euro 500,00 (cinquecento/00, per compensi professionali, oltre gli accessori di legge, con distrazione ex art. 93 c.p.c. in favore dei difensori antistatari.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 10 febbraio 2026 con l'intervento dei magistrati:
IA OR, Presidente
AR UR, Referendario, Estensore
Carlo Iacobellis, Referendario
| L'ESTENSORE | IL PRESIDENTE |
| AR UR | IA OR |
IL SEGRETARIO